Tre dannate D

di Blue Eich
(/viewuser.php?uid=159436)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


 Disperazione

 

Nelle iridi di Flandre guizzava un lampo assassino, fosforescente. Piantò le unghie sulla porta, mettendo in quei graffi profondi tutto il suo rancore, perché non capiva. Le lacrime, come gocce di sale, bruciavano sui tagli nel suo viso. Causati proprio da colei per cui provava un dolce attaccamento, fin dalla nascita: la imitava in tutto, cercando di essere sempre all'altezza delle sue aspettative. E ora, d'un tratto, le aveva voltato le spalle.

Solo quel portone con i lucchetti attorno separava Remilia da lei. Le fischiavano le orecchie a causa del suo strillo, forte, tagliente come una lama. Chinò il capo, con un mezzo sorriso sghembo e malinconico. L'essere più grande la obbligava a indossare la maschera di quella responsabile, dura. Ruolo spesso tradito dai capricci, che la dimostravano ancora infantile. Ma stavolta doveva imporsi, da vera sorella maggiore.

Flandre sbatteva le nocche a terra. I polmoni, a furia di urlare, minacciavano di squarciarsi. Le sue mani presto cominciarono a pulsare, gonfie dai colpi, inutili e disperati. Cedette, arricciandosi a chiocciola. Il lamento si fece più acuto, liberatorio, d'una bambina nient'altro che spaurita in un posto buio, senza più nessuno.

 

 





Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=2490103