Psycho killer

di Fiamma Erin Gaunt
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Psycho Killer

 

 

 

 

 

 

 

 

Bianco e Nero

 

 

 

La prima volta che l’aveva incontrato, Tobias era stato fin da subito certo che lui e quel ragazzo erano agli antipodi. L’aveva visto lanciarsi senza paura, combattere con la furia di un animale. Si muoveva d’istinto, certe volte sembrava che la rabbia che covava dentro fosse talmente intensa da annebbiargli il cervello. Eppure non era stupido, di questo se n’era accorto durante la prima uscita per giocare a ruba bandiera: possedeva una capacità strategica e sapeva essere freddo come un serpente quando si trattava di individuare i punti deboli dei suoi avversari per poi usarli contro di loro. Cinico, disincantato, spietato: in parole povere tutto ciò che lui non sarebbe mai stato. Tutto ciò che non avrebbe mai voluto diventare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lato nascosto

 

 

 

In Eric c’era molto più di quanto non desse a vedere. Dopo aver affrontato insieme il suo scenario della paura, aveva scoperto quanto in realtà fosse fragile. Forse era stato proprio in quell’occasione che si era accorta di cosa provava per lui. Insopportabile, arrogante, e con un sarcasmo pungente che non aiutava certo a renderlo più simpatico alle persone, ma c’era anche un’altra faccia di Eric: desideroso di ottenere la stima degli altri, di proteggere le persone a cui teneva, di essere amato. Era fragile, quell’ Intrepido tutto muscoli e piercing, e detestava esserlo con tutto il cuore; era bello, anche se la maggior parte delle persone era troppo intimorita da lui per notarlo; era gentile, in un suo modo contorto certo, ma lo era. Era suo e quando la stringeva a sé o si chinava a baciarla con impeto non poteva fare a meno di sentirsi immensamente fortunata per essere riuscita a scorgere l’Eric dietro alla maschera che indossava con tutti gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Talento naturale

 

 

 

Marcus osservava gli iniziati che si allenavano. Tre, forse quattro, erano degni della sua attenzione: il Rigido, uno degli iniziati interni, la Candida, e l’Erudito. Mentre quest’ultimo sfidava il primo dell’elenco, analizzò con attenzione i movimenti di entrambi. C’era un posto vuoto tra le fila dei capifazione, ora che Reaper era stato degradato, ma a chi darlo? Era questa la vera domanda. L’Erudito aveva un talento naturale per la lotta e la violenza, glielo si leggeva nella scintilla che ardeva negli occhi grigi, ma il Rigido sembrava più controllabile ed equilibrato. Era precisamente di quello che avevano bisogno: una persona stabile e affidabile, qualcuno da poter gestire senza troppi problemi. Eric era un talento, ma non possedeva la calma e la diplomazia di Tobias; sarebbe stato un grande soldato, tuttavia, su questo non aveva alcun dubbio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Braccio armato

 

 

 

 

 

Jeanine non si fidava degli Intrepidi né li aveva mai apprezzati più di tanto, scimmioni incapaci di usare altro che non fosse la forza bruta a suo parere, ma qualsiasi colpo di stato necessitava di un gruppo di fuoco e loro sarebbero stati il suo. E poi c’era quel ragazzo, il trasfazione, che non sembrava più avere nulla da perdere e sparava senza fare domande. Persino Max aveva protestato debolmente quando si era trattato di uccidere innocenti che non c’entravano assolutamente nulla con i Divergenti, ma non lui. La scelta per attribuire il ruolo di comandante degli Intrepidi era stata immediata e incredibilmente semplice: Eric sarebbe stato il suo braccio armato.  

 

 

 






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