Azzurro Parigi

di Night Sins
(/viewuser.php?uid=15354)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


Personaggi: Neal Caffrey, Peter Burke
Rating: G
Genere: generale
Avvertimenti: flashfic, future!fic
Timeline/Spoiler: dopo la 6x06. Spoiler per tutta la serie.
Conteggio Parole: 393
Prompt: ma questo azzurro non lo ricorda affatto per Sappi Cederle @ Maridichallenge
Disclaimer: "Io scherzo... forse." (cit. A.Costa) // I personaggi non sono miei, ma degli autori e di chiunque ne abbia diritto; tanto meno sono utilizzati a fini di lucro, ma solo per mero piacere personale.



 
Azzurro Parigi

La prima volta che lo rivede pensa di esserselo immaginato; dà la colpa alla suggestione degli Champs-Elysee, all’euforia di trovarsi di nuovo, dopo più di un anno, nella stessa città e sotto lo stesso sole che ora brilla splendente su di lui. Il tempo di una macchina e Caffrey, sempre che sia stato lui, è sparito. Tutto normale. Sorride e continua la sua passeggiata verso l’hotel nel quale alloggia.
La seconda volta non ha dubbi, è Neal quello che si destreggia senza fatica tra i tavolini di un bar; non uno qualsiasi, ovviamente, uno di quei cafè raffinati dove ci lasci l’equivalente di un pranzo a buon mercato, e solo per un cappuccino e una brioche. Gli ha sorriso per un attimo attraverso la vetrata e poi ha ripreso a camminare, diretto alla cucina, a un’altra via d’uscita.
Quando finalmente sono faccia a faccia, ogni possibilità di fuga impossibile (almeno che Caffrey non lo voglia), Peter si gode il momento. Sono tre giorni che è a Parigi, sua moglie e suo figlio sono con lui, in fondo è lì in vacanza, ma salire sulla cima di Notre Dame con il passeggino non è stata un’opzione valida e non hanno voluto svegliare Neal, e non ha fretta. Ha imparato a non averne mai con lui, quindi si gode il momento e lo studia –come Caffrey sta facendo con lui. Non sembra passato un giorno dall’ultima volta che l’ha visto, è solo un po’ più roseo di quell’ultima immagine che non è mai riuscito a cacciare, nemmeno una volta saputo che era ancora vivo. Vorrebbe dire qualcosa, ma niente sembra adeguato, così continua a fissarlo negli occhi; anche quelli sono uguali ma questo azzurro non lo ricorda affatto, è una sfumatura diversa. Forse è colpa delle luci della cattedrale, o almeno questa è l’opzione più facile da sopportare, più facile del pensiero che sia dovuto a quel lato di Caffrey, quello criminale, che non è riuscito a cacciare quel tanto sufficiente per farlo rimanere al suo fianco.
“Ciao, Peter.”
È Neal a rompere il silenzio-non silenzio, sono circondati da persone ben lontane dall’essere interessati al loro incontro e a stare zitte.
“Ciao, Neal.”
Sta sorridendo, mimando il ghigno sulle labbra dell’altro. Certe cose difficilmente cambiano e finché il suo ex collega sarà in vita, potrà sempre contare che il loro rapporto è una di queste.




Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=3077886