Io, il pescatore ad occhi chiusi

di Claireroxy
(/viewuser.php?uid=310270)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


Mia amata,
ti avrei già dovuto scordare.
Da me, troppo lontana sei
te, sirena maledetta!
Però, a causa del blu crudel, le nostre reti sono ancora intrecciate;
puoi discostarti, ignorarmi, con gli altri maliziosa giocare
ma io, a te ancora ancorata, non mi posso spostare.
Come un pescatore
che di un bell'e enorme pesce udì alla taverna
e, bramoso della preda, andò in mare
ma,
nonostante i giorni, niente arriva
tranne le onde
sul ponte
perché il mare è tempestoso
e la barchetta scassata
e gli abiti fradici di pioggia
e la lenza quasi spezzata
e lui, che tiene gli occhi chiusi in modo
che l'acqua del ciel lì dov'è resti
e in nuovo luogo non fugga quella della carne,
non demorde.
Con i piedi ben saldi negli umidi canapi,
da lì non si sposta, perché
sa che il pesce dovrà passare;
così io, ad un sogno ben stretta,
rimango a inutilmente aspettare.

Angolo autrice:
Ciao, lettore! 
Innanzitutto, congratulazioni per non essere scappato a metà poesia ed essere qui all'angolo!
Lo uso sopratutto perché ho qualche precisazione da fare (sei, per l'esattezza), ma sono figure che voglio far notare, o chiarimenti a cosa mi sto rifacendo, quindi se volete potete saltarli. Credo che il "succo" della poesia si capisca anche senza.
Per chi vuole saperne di più, invece, eccole:
1) La figura del pescatore è ispirata al romanzo "Il vecchio e il mare" di Hemingway. Non c'è un particolare motivo, e il "carattere" del pescatore è abbastanza diverso, ma quando ho pensato a una metafora in mare ho pensato subito a Santiago e alla sua barca. Un po' a caso, sono d'accordo.
2) Invece, la metafora della nave è un riferimento al poeta greco Alceo, il cui frammento più famoso e completo, per l'appunto, parla di una nave sconquassata in una tempesta, anche se, invece di riferirmi alla città come fa lui, mi riferisco allo stato d'animo della protagonista (un po' come ha fatto tante volte Petrarca, nel Canzoniere).
La frase "con i piedi ben saldi negli umidi canapi" è appunto una ripresa di una frase di Alceo (tradotta in italiano), solo aggiungendoci l'aggettivo "umido"
3) "Ancora ancorata" è un'allitterazione fatta apposta, così come quando insisto molto sulle persone (come "Da me... Te", o "Discostarti, ignorarmi, con gli altri...", o ancora "ma io, a te") è fatto apposta, come indicazione che la protagonista si sente diversa non solo dal mondo, ma anche dalla sua amata.
Non credo si capisca molto, ma io quello intendevo.
E sì, sono due dettagli in un solo punto, ma spero mi possiate perdonare!
4) Il "blu crudel" si può riferire sia al cielo, e in quel caso è una sineddoche per Dio/gli dei, sia al mare, perché tutta la poesia è incentrata su di esso. Al lettore la scelta!
5)Quando il pescatore chiude gli occhi, non è solo perché non vuole che gli entrino le gocce di pioggia negli occhi ("acqua del cielo"), ma anche perché sta trattenendo le lacrime ("quella della carne").
Rileggere la penultima riga del punto 3 se siete tanto stupefatti.
6) E anche tutte le metafore riferite al mare/acqua sono scelte apposta!

 

 




Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=3308315