il ritorno del passato

di History
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** introduzione ***
Capitolo 2: *** la nave nemica ***



Capitolo 1
*** introduzione ***


Jack e Stephen Fu la campana che suonò i tre colpi all'alba a svegliare Jack Aubrey. Allungando le braccia si alzò dall' amaca ancora avvolto dal torpore del sonno,  i suoni parevano ancora lontani come appartenessero ad un mondo sfuocato, confinante. In quel momento qualcuno bussò alla porta della cabina e una testa sgusciò dentro dopo che la porta fu aperta ''come state stamane Jack? il riposo vi ha giovato?''
'' e voi buon amico avete fatto un buon riposo? il mio, credo, sia stato il più bello e forse il più lungo concessomi finora. I rumori monotoni della nave mi hanno cullato... finchè non mi sono addormentato.''
'' anche il mio è stato alquanto ristoratore ...'' rispose Stephen Maturin stranamente sorridente dopo molto tempo con le braccia conserte dietro la schiena. '' Ma dov è finito quel cane di Killick col mio caffè. Killick?'' tuonò Jack, in quel momento Killick arrivò con una tazza di caffè bollente e fumante, il cui aroma si diffuse per tutta la stanza e che risvegliò finalmente Jack dal sonno, insieme a qualche fetta di pancetta affumicata. '' Eccomi eccomi, sempre a pretendere nemmeno un grazie ogni tanto sempre a gridare ....''così brontolò Killick poggiando la colazione sul tavolo e allontanandosi verso la porta ''oh finalmente. Ne gradisci una fetta Stephen?Io non credo che ne profitterò per oggi'' '' oh no'' rispose l'amico '' ho già avuto la mia porzione ma ti prego di non ricorrere solo ad un caffè corretto col rum per rinfrancare il cuore dalle tue fatiche, ricordati la cura di acqua calda miscelata a qualche grammo di orzo...'' '' non preoccuparti, ho dato disposizione a Killick affinchè me ne prepari almeno due tazze ogni giorno''disse Jack spezzando le parole in bocca al dottore.
L'ansia e l'attesa per la cattura di nuove prede avevano spossato Aubrey e messo a dura prova i suoi nervi nonchè il suo stomaco:soffriva di continui crampi , tali che non riusciva a ingurgitare nemmeno un boccone.
Erano in pieno Atlantico. Nei giorni precedenti il capitano Aubrey aveva ricevuto notizie di navi corsare arruolate dalla flotta francese decise a bloccare ogni rifornimento alle navi da guerra inglesi. Ma non solo gli approvvigionamenti preoccupavano Jack: l'ammigliarato nel momento in cui gli aveva consegnato nave e missione l' aveva avvertito che nuovi ordini sarebbero dovuti arrivare a quattirdici giorni dalla partenza. Gli stessi ordini sarebbero stati consegnati ai capitani di altri tre navi:  The Indefatigable sotto il comando del cap. Theodor J. O' Maley, la Ayax sotto il comando del cap. Edward Theme Collins e la Medea sotto il comando del cap. Henry Jacobson, rispettivamente una fregata da sessantaquattro cannoni, un vascello di primo rango da centotrenta cannoni ed uno di secondo rango da ottantaquattro cannoni.
I quattordici giorni erano scaduti e gli ordini non si fecero vedere neanche a cercarli con il più potente cannocchiale della Terra: che i francesi potessero essere stati messi al corrente di tale fatto, che avessero trovato la nave incaricata di consegnare i documenti recanti le nuove manovre inglesi sull' Atlantico a Jack?!?.Questi pensieri occupavano la mente del comandante della Surprise mentre scrutava il cielo sul ponte di coperta e con la bevanda prescritta da Stephen in mano. Le nuvole filavano via in direzione Nord-est veloci a raggiungere l'orizzonte tirate da un forte vento di libeccio, ''grigiaste e pericolose'' pensò Jack: turbavano il movimento della nave nella direzione opposta tanto che dovette ordinare di mettere la nave alla cappa, di lì a poco si sarebbe scatenato un temporale, un altro ostacolo che prolungava l' attesa di quei dannatissimi ordini.''Maledette...''
'' Sig. Pullings ordinate nave alla cappa, chiamatemi quando la manovra sarà terminata'' '' Aye aye sir. Nocchiere vele di gabbia sopravvento, nave all' orza ..... Bonden manovra di virata direzione Sud  sud-ovest.''
Bonden corse al timone '' Aye.signore!!''gridò ma la sua risposta fu interrotta dal tuono il cui suono fece vibrare gli assi del ponte '' Cominciamo bene... forza forza volete essere scaranventanti fuori dalla nave muovetevi con quelle funi.'' urlò Pullings osservando gli uomini ancora impegnati a liberare le vele. '' vele di gabbia issate signore'' rispose prontamente il quartiermastro; il rumore del legno che strusciava contro l'albero avvisava che il pennone stava ruotando. Ad un certo punto il rumore s'interruppe, le vele si gonfiarono e il vento cominciò a graffiare contro di loro. Così  la nave cominciò a virare prendendo il vento di libeccio, cominciò a oscillare facendosi guidare dalle onde del mare increspato e scuro. Bonden continuò a stringere con forza il timone per impedire che le onde lo strapassero via. '' vele di cappa forza portatele a riva, maledetti selvaggi'' ruggì il comandante in seconda.
Jack poteva sentire le urla dalla sua cabina, gli scalpiccii delle scarpe dei marinai gli tamburellavano sopra la testa, se la stava cavando bene Pullings: era una manovra dura da fare con estrema velocità se non si voleva trovarsi nel bel mezzo della tempesta. Seduto e intento a osservare delle carte Jack non fece nemmeno caso al moto della Surprise quando si portò a tre quarte verso est quasi completamente girata,
ma il tavolo con i fogli stava ondeggiando sotto di lui, cercava di capire quali mercantili inglesi prossimi alla loro rotta potessero essere a rischio.  Eppure sembrava che le navi segnate sulla carta si stessero muovendo da sole in simultanea al moto ondoso. I movimenti causati dal temporale impedirono a Jack di leggere le carte, così decise di abbandonare i propri propositi per spronare i suoi uomini a chiudere quella manovra.
Velocemente si ritrovò in coperta dove la pioggia cadeva insistentemente.
Jack strabuzzò gli occhi per liberarsi di quelle gocce, il comandante in seconda gli  si avvicinò porgendogli un impermeabile '' nave in cappa finalmente signore'' ''Bene così sig. Pullings mi sono risparmiato la voce per qualche altra occasione'' rivolgendo lo sguardo al ragazzo che gli rispose con un sorriso. Proprio in quel momento '' Vele, Vele al mascone di dritta'' disse la vedetta cercando di vincere  scrosciare della pioggia....

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Capitolo 2
*** la nave nemica ***


j&s2 Jack diresse il suo sguardo in alto verso la voce della vedetta ''Vele , vele al mascone di dritta ''  poi immediatamente ruotò il collo a est di nord-est la direzione da cui proveniva la nuova venuta. Era mezza nascosta dalle onde grosse e grigie, le uniche a vedersi erano le vele dell' albero di trinchetto e di maestra terzolate, viaggiavano di bolina stretta a grande velocità, parevano intenzionati a raggiungere in fretta la Surprise ma non davano alcun segno di riconoscimento.
'' pensa Jack.....'' il capitano era fermo a osservare, cercare di trovare qualche indizio sull' identità della nave : era francese, olandese o ... '' e se fosse inglese '' . ''Capitano Aubrey, Capitano ... dobbiamo dare ordine agli uomini '' Aubrey si voltò verso il suo capitano in seconda '' sig. Pullings '' disse con voce ferma come fosse rimasto sempre attento '' mettete gli uomini in posizione di combattimento....''  mentre profferiva tali parole lui e Pullings si dirigevano verso il castello di prua risalirono in fretta la scaletta e il suo sguardo si proiettò lontano a seguire la rotta della nave che si avvicinava. Pullings rispose al capitano e poi si voltò verso l' equipaggio '' Uomini ai cannoni .... fanti di marina ai posti di combattimento.'' A queste parole improvvisamente sul ponte si creò un gran flusso: uno verso poppa, un altro in direzione prodiera e altri scendevano a gran velocità al ponte inferiore, in pochi minuti gli uomini raggiunsero tutti le proprie posizioni. Anche Stephen che per tutto il tempo era rimasto nell' infermeria a mettere in ordine i suoi attrezzi e in seguito a leggere le lettere di Sophia preoccupata del suo umore e del fatto che un uomo con così tanta generosità e tanta tolleranza non poteva essere trattato così duramente da una donna dissoluta com' era la cugina Diana -osservò in fondo alla lettera come Sophia ci tenne a precisare che non aveva nulla contro la cugina ma Dio non poteva impedirle di tener così nascosta la sua ira vedendo che pure la vittima delle ingiustizie persisteva nel trattenersi- si diresse verso il trambusto. Nel momento in cui decise di salire in coperta per comunicare a Jack le proprie impressioni sulle notizie di Sophia con un viso sorridente e compiaciuto dovuto alla dimostrazione di affetto della giovane sposa di Aubrey notò i componenti dell' equipaggio scendere con le ali ai piedi lungo la scaletta, attraverstare il corridoio che portava al largo vano dei cannoni: i portelli vennero aperti, i cannoni disincagliati e le bocche portate verso l' esterno, i cannonieri prepararono le fiaccole per la miccia.
Intanto Jack era appeso sui paterazzi :la nave continuava a non dare segnali di riconoscimento, i portelloni della batteria erano ancora chiusi ma era ormai vicina abbastanza per poterla identificare.
'' La Saint Jacques'' commentò ad alta voce; Maturin  e gli altri marinai osservavano la scena, lo sguardo interrogativo. '' Com è possibile, perchè non alza la bandiera  ?'' fu la reazione del primo ufficiale sig. Hollom.
''  si chiede perchè ufficiale Hollom? sig. Rachetts virare di tre quarte est..... li bombarderemo appena  incroceranno la nostra rotta.''
'' Aye sir'' rispose prontamente il nocchiere.
La nave oscillando sulle onde tumultuose si spostò presentando la murata di sinistra verso quella nemica la quale era ormai vicina .
I cannoni con i capipezzi  pronti al loro fianco erano pronti a fare fuoco, aspettavano solo il segnale del loro capitano. Jack, al contrario continuava ad esitare: era sicuro, il suo ragionamento filava come la nave che gli stava di fronte, ma non capiva perchè  i nemici esitassero a colpire.
''Signore ..''affermò intanto Pullings preoccupato '' signore! dobbiamo dare ordine di fare fuoco?'' i suoi occhi azzurri si rivolsero imploranti al comandante.
'' Non una mossa Pullings'' controbattè  fermo Jack.Continuava ad attendere, sapeva il rischio che stava correndo non portando la nave all' attacco: la nave nemica avrebbe potuto approfittarne. Ma il suo dubbio era troppo forte. Era certo della sua supposizione: era la Saint Jacques, vascello di seconda classe al tempo sotto il comando del cap. Jersey sconfitto e ucciso dai pirati mentre navigava verso le isole dell' India occidentale . I pirati  presero la nave trucidando l' equipaggio lasciando pochi sopravissuti. Nessuno in seguito riuscì a rimpossessarsene. L'episodio della Saint Jacques constituì un accadimento triste nella storia della marina inglese, una perdita molto grave dal punto di vista economico per il governo britannico.
La Saint Jacques ancora non dava alcun tipo di segnale ed era ormai vicinissima, a meno di un miglio: i cannoni della Surprise erano pronti a sparare, Pullings era intanto sceso al ponte di sotto per dare istruzioni ai capi cannonieri, il suo cuore fremeva nel petto, le mani sudavano freddo; in coperta anche Stephen mostrava uno sguardo preoccupato, bianco in volto e le mani sudate, come maggior parte degli uomini, un silenzio teso ed esitante dominava ogni ponte della nave, un silenzio che sarebbe stato rotto solo dal flangore dei cannoni che però esitavano ancora a colpire astanti ad asepttare gli ordini del loro capitano.
Jack ancora scrutava l'orizzonte, la sua mente pensava solo alla nave, si sentiva sospeso in un altro mondocon lo sguardo proiettato lontano. In quel momento riconobbe una figura tutt' agghindata in piedi sul bompresso con le braccia saldamente appoggiate alle sartie.
La nave continuò ad avvicinarsi. Jack stesso salì sul bompresso per ottenere un punto di osservazione migliore. Il comandante in seconda fece per rincorrerlo spaventato dall' audacia del suo capitano a porsi come facile bersaglio per i fucili del nemico, gli scappò un 'urlo  '' capitano che sta facendo ? E' impazzito?''.

 In quel momento Jack gli rivolse uno sguardo sorridente ma non ingenuo.  Potè constatare con precisione a chi apparteneva la figura installata sul bompresso la quale a sua volta gli rivolse una sguardo ridente e volpino.
 '' Abbassare le armi '' tuonò il capitano della Surprise.  Pullings inebetito si accostò al capitano che scendeva cautamente dalla struttura spiovente dalla prua '' Che ordine avete ammesso? Non si è accorto dei loro abbigliamenti ,sono pirati?  Quelli non ci risparmieranno, fate richiamare gli uomini alle armi, per l' amor di Dio o quei cani di basso lignaggio faranno man bassa delle nostre carni e delle nostre riserve.'' '' Pullings mi sorprendo della scarsa fede che ponete nelle mie intenzioni, ma soprattutto della poca accortezza ed attenzione  che mettete nel vostro lavoro''. '' Essendo la nave così vicina avrebbe già fatto tuonare cannoni e i fucili e si starebbero preparando ad un arrembaggio con i fiocchi conscendo la loro bravura e la loro prepotenza. Si, son pirati e la nave che potete ammirare è la nostra augusta Saint Jacques ma la persona installata a bordo è una giovane e prorompente conoscenza della marina inglese. Non hanno interesse a saccheggiare la nostra nave''  '' se mi permettete signore vorrei farvi constatare che potrebbero prepararsi ad un tiro mancino.... non si rende conto che dai èirati ci si può aspettare qualunque cosa?''. Di per sè il comandante in seconda aveva ragione e il viso si illuminò nel proferire queste parole in quanto ritornarono alla mente alcuni episodi di abbordaggi verificatisi in tali condizioni e sarebbe stato lieto di esporli al capitano se egli non fosse stato tanto impegnato a camminare velocemente lungoil ponte di coperta. Non ebbe comunque tempo di  proporre le sue prove riguardo all' argomento che ormai il veliero scuro e mal adorno si accostò alla nave della marina ben ordinata e pulita specchio della disciplina e buona volontà che dominava lo spirito dell' equipaggio.
''  Jack... '' una voce mise fine allo sproloquiare di Pullings reso nervoso dalle azioni poco lungimiranti del comandante,apparteneva alla figura dritta sul bompresso, indossava un uniforme blu del tutto simile a quella della marina britannica vecchia e in qualche punto sgualcita ma all' apparenza tenuta in modo migliore rispetto a quello che ci si potesse aspettare da un pirata, indossava inoltre bei stivali neri, di un nero caricato anche dal riflesso del tempo minaccioso di quella giornata pumblea. La sagoma si mosse con passo deciso, agile giù dal bompresso per raggiungere l' impavesata e il giardinetto dal quale sporgersi ed incontrare così il volto del suo apparente del suo nemico. Il lungo pastrano che l' avvolgeva si muoveva sinuoso con l' andamento tenuto dal suo possessore. I fucili dei fanti di marina seguivano i movimenti di quella figura come volessero immobilizzare tutti gli attimi di tempo in cui essa si mosse. Un piacevole spettacolo ad osservarlo se non si fosse svolto in una situazione tanto delicata quanto incomprensibile.
Jack dall' altra parte si

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