il ragazzo dai piedi neri

di UndyingDunkleosteus
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** prefazione: ***
Capitolo 2: *** capitolo 1: un nuovo inizio ***



Capitolo 1
*** prefazione: ***


Pioggia …
 
Solo pioggia …
Sono cinque anni, cinque lunghissimi anni che mi nascondo sfidando le forze della giustizia
Cinque anni passati a scappare, a vagare da un rifugio all’altro
Cinque anni di privazioni, di fughe rocambolesche, di notti in bianco,con il solo scopo di sopravvivere alla pena di morte
Tutto per dei crimini commessi
Ma non da me …
 
O forse sì?
 
Mi guardo intorno, potrebbe sbucare uno sbirro da un momento all’altro …
Stringo il coltello da intaglio che mi regalò mia madre, il giorno del mio quindicesimo compleanno, a quei tempi l’intaglio del legno era la mia passione, creavo ogni tipo di cosa, dalle ciotole più semplici alle sculture più complesse e particolareggiate, mi distraevano dall’ unica cosa che mi pesava sull’anima, come un telo di piombo …
La mia malattia.
Fino a quattro anni e undici mesi fa soffrivo di leucemia, combinata con una specie di autismo, poi evidentemente l’ansia della fuga deve avermi guarito sia dall’una che dall’altro, perché ora sono attivo, schizzato è dire poco, e i capelli mi sono ricresciuti, formando un cespuglio nero che mette in risalto i miei occhi scarlatti, i classici occhi da pazzo che ne ha passate di tutti i colori … proprio come me.
Dopo poco tempo sento un rumore di passi alle mie spalle
Mi giro,la lama scivola dalla mia mano, nel gesto che ormai mi è diventato automatico del lanciare il mio coltello dritto al cuore del mio inseguitore << ormai sono cinquantatrè le persone che ho fatto fuori, quando la smetteranno di starmi alle costole?>> mi domando estraendo dal petto del poliziotto la mia arma e guardandomi intorno per vedere se ci sono altri poliziotti o altre forme di vita
<< niente? Nemmeno un cane o un gatto? Certo che questo quartiere di Los Angeles è proprio deserto! Mah,almeno troverò un riparo decente, per stanotte … >> È così che inizia la mia storia …
(piccola nota: prego chi legge di non copiare la prefazione e i seguenti capitoli per scrivere eventuali composizioni, faranno parte del libro che scriverò)

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Capitolo 2
*** capitolo 1: un nuovo inizio ***


E ra una giornata fredda e umida e mi ero riparato in un appartamento abbandonato, un covo clandestino di criminali abbandonato in fretta, dato che le stanze erano nel caos più totale, e i letti erano ancora con le coperte sul materasso. Fortunatamente c’era l’elettricità e l’acqua corrente, così ho potuto lavare le coperte sudice e dare una lavata anche a me, cosa che non capita tutti i giorni, per la mia situazione<< mi conviene arrivare al primo aeroporto dal prezzo disponibile e tagliare la corda il prima possibile, addio Los Angeles, benvenuta Toronto, addio ripari di fortuna, benvenuta sistemazione stabile >> mi dissi prima di avvolgermi nelle coperte pulite e asciugate con il phon << almeno per questa notte posso dormire tranquillo, solo spiderman potrebbe raggiungermi, a quest’altezza e con tutti i calcinacci che ci sono sulle scale, dubito che una persona normale riuscirebbe a salire le scale senza procurarsi qualche taglio abbastanza profondo … >>e pensando a questo chiusi gli occhi e caddi nel mio sonno mezzo vigile, quel periodo della notte in cui gli incubi dominano incontrastati la mia vita costringendomi ad aprire gli occhi nel bel mezzo della notte … Qualche ora dopo venni svegliato da una voce di ragazza e da delle mani che mi avevano preso per le spalle e che mi scrollavano con forza, cercai di dire qualcosa, ma riuscii solo ad emettere un gemito misto ad un rantolo, e mentre cercavo di parlare avvertii una fitta lancinante al ventre, cacciai un urlo disumano e mi divincolai dalla stretta di quelle mani, cadendo a terra e contorcendomi in preda ad un dolore che offuscava tutti i miei sensi, cercai di aprire gli occhi, e vidi una ragazza accanto a me,lei mi afferrò le spalle, e mi sbattè a terra, immobilizzandomi totalmente << stai … stai fermo … ok? Fai … fai solo peggio muovendoti … >> solo ora mi accorsi dello squarcio che attraversava il mio corpo da parte a parte, macchiando di rosso la mia maglia nera, la ragazza frugò nella sua borsa, estraendone un cellulare,la vidi digitare un numero sulla tastiera, io le presi il braccio con la mano, scuotendo la testa << tra … tranquillo … o … ora cerco aiuto … >> io mi abbandonai sul pavimento, la sentii parlare al telefono mentre io chiusi gli occhi preparandomi a quello che sarebbe stato il più lungo sonno di tutta la mia esistenza … Non fu così. Mi svegliai in un ospedale, non avevo la minima idea di come ero arrivato lì, poi una fitta improvvisa alla testa mi ricordò che ero stato salvato da una ragazza<< aspetta … quell’appartamento era irraggiungibile da una persona normale … vuoi dire che … sono stato salvato da una mia collega? >> poi, non so se ci si può definire “colleghi”, tra assassini … Ecco, ora avete scoperto il mio segreto più oscuro, sono un assassino, o almeno lo sono diventato scappando dagli sbirri che mi cercavano, ad un certo punto sento la porta aprirsi e ancora stordito a causa della ferita cerco di alzarmi a sedere << meglio se stai sdraiato, rischi che ti si danneggino gli organi interni se cerchi di sederti >> mi intimò il medico che era entrato nella camera, seguito a ruota dalla ragazza che mi aveva salvato. Era la prima volta che la vedevo bene: aveva i capelli rossi e gli occhi verde-azzurro chiaro, indossava una gonna color ciano con una camicetta di jeans senza maniche ed una borsa nera, e cazzo, era carina per davvero! Io cercai di sorriderle il più gentilmente possibile, lei vide il mio sforzo e ricambiò scoprendo i suoi denti candidi come la neve il medico si infilò un paio di guanti in lattice bianchi e disse << bene bene, vediamo come va il tuo taglio >> e tolse le bende, mostrando la mia ferita, che andava da un lato all’altro della pancia, che iniziava già a coagulare, formando un contorno grumoso per via del sangue, e mi faceva anche un po’ schifo, tanto per ammetterlo … << ha iniziato a fare infezione mentre coagulava, e oltretutto abbiamo scoperto un rabdomiosarcoma agli addominali >> io, capendo che era un cancro ai muscoli chiesi con un fil di voce<< morirò? >>la mia salvatrice guardò il medico preoccupata, ma lui rispose<< sei stato fortunato, lo abbiamo scovato prima che si fosse evoluto, tra due giorni rimuoveremo il muscolo malato e trapianteremo del tessuto muscolare artificiale, puoi stare tranquillo >> sia io che la ragazza tirammo un sospiro di sollievo alla buona notizia << la ragazza che ti ha portato qua è una tua conoscenza? >> ecco fatto, sono fregato, il medico mi ha fatto una domanda e io sono qua, fermo come un deficiente, incapace di spiccicare parola, stavo per rispondere di no quando la ragazza mi precede << sono la sua fidanzata, Lilian, viviamo assieme da un paio d’anni e lui soffre di sonnambulismo, l’ho trovato in cucina due ore fa con un coltello vicino, evidentemente si è ferito mentre dormiva >> porca paletta, carina e astuta pure! È proprio la ragazza dei miei sogni << corrisponde? >> mi domanda il medico, io mi giro verso “Lilian”, lei mi strizza l’occhio. << sì, sì, corrisponde, stiamo insieme da tre anni e da due viviamo assieme >> il medico sorride, in segno di approvazione << bene, hai altri problemi, tipo delle malattie genetiche, delle anomalie sensoriali, dei problemi psicologici come depressione o cose simili? >> io rispondo << allora, soffrivo di leucemia e di una sottospecie di autismo ma sono guarito, sono miope ma uso le lenti a contatto, e ho sofferto di depressione per un paio di anni, poi ho incontrato Lilian mentre andavo dallo psicologo e la mia vita è cambiata radicalmente >> il medico annuì e poi domandò<< bene,ora dimmi, giovanotto come ti chiami? >> ecco, un altro vicolo ceco, ho un vero nome, ma non me lo ricordo: Come mi chiamo io?

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