Recensioni per
Patetici tentativi di poesia
di athenawinchester

Questa storia ha ottenuto 5 recensioni.
Positive : 4
Neutre o critiche: 1 (guarda)


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Recensore Junior
18/10/16, ore 07:41

Uhm, premettendo che non sono un fan delle metafore sociali -ed infatti non mi piace il Cicerone politico btw-, devo ammettere che riesci a banalizzare anche Alice nel paese delle meraviglie, avendola messa come immagine di questa "roba"! In ogni caso, la recensione è critica per la mancanza di metrica (anche se apprezzo che, quantomeno, tu abbia raccolto in strofe ogni nucleo logico) e per gli errori (alcuni davvero di distrazione) di grammatica (una correzione: speranze/ a cui, più sono assurde,/più crediamo)

Recensore Junior
01/06/15, ore 08:53
Cap. 3:

Ciao! Con questi versi mi hai letteralmente incollato gli occhi allo schermo!
A parte per la scorrevolezza della forma, ma poi perché il tema è interessantissimo.
È assolutamente vero: l'uomo pur di staccarsi da Dio e rivendicare la propria libertà fa qualsiasi cosa ed è in grado anche di staccarsi le ali della libertà, di vivere in modo misero. Fanno riflettere i versi in cui dici: "Misero sono ora, incapace di distinguere il tramonto dall'alba." Non siamo nemmeno più capaci di giudicare cosa sia vero e cosa sia falso.
Però se io fossi stata in Adamo ed Eva, avrei mangiato quel frutto, non avrei retto alla curiosità. Anche perché il desiderio di sfidare Dio è insito nella natura umana e ancora oggi continuiamo ad andare oltre i nostri limiti...
Ti devo fare i complimenti per questa stupenda poesia. Mi hai fatto riflettere molto...
A presto.

Grazia
(Recensione modificata il 01/06/2015 - 08:55 am)

Recensore Veterano
19/05/15, ore 14:53
Cap. 3:

Una poesia di una violenza inaudita.
E' molto bella, descritta attraverso una prospettiva diversa e innovativa.
Ogni parola concede un quarto di Paradiso e tre quarti di Inferno doloroso.

Recensore Veterano
19/05/15, ore 14:50

Il dolore che permea riga dopo riga segna sempre forte chi legge con le giuste intenzioni.
La verità è che non possiamo comprendere tutte le poesie perché non comprendiamo tutti i dolori che ci sono dietro ognuna di esse.
Ma quando trovi la poesia che rivela i tuoi di dolori, allora senti una affinità per chi soffre. Perché sai che quella sofferenza è vissuta da te, ma anche da altri, e allora non sei più come una goccia su terra arida, ma sei una goccia di un mare sempre più vasto.
E fare parte di qualcosa di grande non ti rende più così solo, nemmeno nel tuo dolore.

Recensore Veterano
19/05/15, ore 14:46

Il bello sarebbe non perdere mai questo "lato bambino".
Non potendo essere fanciullini per sempre, perché la vita non lo permette, ma tenendo stretto quel lato più leggero, più vivace, più vitale dell'essere bambino.
Le maschere sono più sottili quando sei bambino, forse anche quasi del tutto inesistenti (perché veniamo istruiti fin da piccoli a creare la nostra maschera, per farci calare così bene nei panni di questa società falsa e gretta).
Non dovrebbe essere una sindrome quella di Peter Pan, non dovrebbe.
Dovremmo essere meno schiavi di questa morale e etica che schiacciano la natura di alcune cose.
Non si può vivere di soli istinti, altrimenti che differenza ci sarebbe tra noi e i leoni?
Anche se in realtà non vedo tutte queste differenze ormai.
Non dovremmo stare più su quel piedistallo traballante su ci ci siamo sempre posti, e l'essere bimbi, ma bimbi veri, quelli che ridono, giocano, piangono sempre in modo sincero. Sempre onesti con ciò che vogliono.
Mi piace molto questa poesia.