Recensioni per
La nuova vita del professor Quasi
di The3rdLaw

Questa storia ha ottenuto 14 recensioni.
Positive : 14
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
24/03/17, ore 18:12

E così ci apprestiamo a concludere questo viaggio splendido e curiosissimo, enigmatico, criptico e moooolto ambiguo. Purtroppo questa volta sono stato costretto a venir meno alla mia puntualità, causa forza maggiori che nei giorni scorsi non mi hanno neppure permesso di entrare su efp. Sono sicuro, comunque, che avrai atteso il mio parere, e quindi eccomi qui!
Dunque, posso iniziare dicendo che è stato un finale davvero "arcano", molto suggestivo e ricco di significati e sillogismi che, a mio modesto parere, sembrano studiati per bene... "a tavolino", no? Il nostro Quasi ha raggiunto la pace interiore, dopo un tormentato percorso che ha facilitato e ostruito la sua crescita personale e che ha forgiato in toto il suo ego, mostrandolo alla luce per ciò che veramente era; un uomo ampiamente sconfitto ed enormemente spiazzato. Il fatto che faccia il suo ritorno in un luogo a lui familiare è sinonimo del fatto che Quasi ha finalmente ritrovato la sua via - quella retta - non più tormentata da nemici o da insolite foreste senza uscita, si è sbarazzato della parte più insolita del suo corpo - impersonata dalla figura contorta allo specchio - ma è il suo posto a non riconoscerlo più ora. Quasi è troppo cambiato per appartenere a quel luogo etereo che si è lasciato alle spalle, ed ora la sua vita non potrà più essere la stessa. La sua ascesa dunque termina con la sua fine, scritta egregiamente e con molta solerzia. Il cancello che apre i suoi battenti verso un nuovo mondo, un mondo fatto di luce pura e più che bianca, è il simbolo dell'infinità che si prostra agli occhi del professore... in una scelta di percorso che lo dilania e che lo assorbe; un'altra vita, magari. Non potevi dare finale migliore a questa storia; attenendoci al livello narrativo della vicenda, con una struttura che chiude il "progresso" di crescita caratteriale e non di Quasi. 
Sicuramente tornerò a leggere la storia - magari quando sarò meno impegnato - nel corretto ordine cronologico, ma nel frattempo non posso che complimentarmi per aver mischiato i capitoli del racconto e per aver sovvertito il loro schema in questo modo: sinceramente non mi sarei mai aspettato questa tecnica, in quanto, nonostante il racconto non avesse un corretto filo logico, stava benissimo in questo modo... ma ora sono proprio curioso di capire cosa potrebbe venir fuori da una lettura più razionale e meno sognatrice. Mi piacerebbe sapere, inoltre, in che modo ti è venuto in mente tutto ciò... se posso permettermi... nel senso che adorerei sapere se ho centrato alcune teorie, se ne ho sgarrate altre, e se il viaggio di Quasi è stato scritto per rendere metaforica la crescita spirituale, terrena etc... di un uomo.
La mia curiosità mi rende insaziabile!
Che altro dire? Hai proprio ragione, ciò che ogni scrittore aggiunge alle sue opere, e che pertanto sono uniche, è un frammento del suo cuore... be', è per tale ragione che posso affermarti che tu hai saputo donarci tutta la passione messa nello scrivere di Quasi, tutto il tuo amore per questo genere e, cosa più importante, proprio il tuo cuore! 
Complimenti vivissimi; se e quando vorrai scrivere qualsiasi altra cosa del genere, io sarò sempre in attesa per darti il mio appoggio... nel mentre, perché no, potrò sostenerti in tantissime altre tue opere! Se lo vorrai, non esitare a chiedere.
Ribadisco; un viaggio coi fiocchi, una lettura piacevolissima ed uno scenario tanto poetico e suggestivo, specie nel finale, da lasciarmi molto soddisfatto!
Grazie per la storia e buon pomeriggio Law! :)
 
(Recensione modificata il 24/03/2017 - 06:16 pm)

Recensore Junior
17/03/17, ore 15:38

Wow, da dove iniziare.
Innanzitutto non oso neanche immaginare l'effetto che potrebbe avere su qualcuno il vedere se stesso ma morto, quasi mi dispiace per il nostro caro professore. Però d'altra parte è anche vero che ne ha viste di così tante che ormai avrebbe dovuto farci il callo a situazioni del genere.
Un particolare che mi ha colpito molto è quello del cuore mancante. C'è un buco, letteralmente, e se parte di me vuole credere che sia perché nella "vita reale", il nostro caro professore è effettivamente morto, l'altra ne dubita.
In questo tipo di storia è sempre difficile distinguere quello che ha un significato più profondo da quello da prendere semplicemente alla lettere, e mi piace che nonostante tutto non ci stai aiutando, come autrice, così ognuno ha modo di farsi la propria teoria e di ragionarci sopra.

Recensore Junior
16/03/17, ore 17:29
Cap. 7:

E rieccoci qui!
Ormai fremo dalla voglia di leggere questa storia, di scoprire cos'hai in progetto per noi lettori... ma devo ammettere che la situazione sta divenendo incontrollata a tal punto che dare una giustificazione coerente ad ogni azione del protagonista è allo stesso tempo strano ed impossibile.
In questo capitolo Quasi prova a rimuovere le macchie nelle pareti della sua abitazione con furia e forza, le gratta, ci passa sopra strati e strati di vernice, ma invano. Credo di aver capito però quale metafora la storia voglia fornirci con questo passaggio: Quasi vuole cancellare il vecchio sé per modificare quello contemporaneo. Egli prova e riprova a soffocare il suo ego, le sue paure, la sua instabilità... ma non riesce, perché in fondo, per quanto gli sia doloroso ammetterlo, lui è Quasi, e basta così. E' per questo, credo, che alla fine scrive rassegnato le sue parole sul muro (e lo fa col sangue!) "Come sempre"... eh già... perché non si potrà mai decidere di reprimere comportamenti e caratteri che sono propri e personali di un individuo, qualunque esso sia, senza dimezzare o spezzare la sua stessa persona.
Un capitolo che mi ha fatto riflettere molto... complimenti e buon pomeriggio!
(Recensione modificata il 16/03/2017 - 05:31 pm)

Recensore Junior
09/03/17, ore 17:31
Cap. 6:

Ciao Law!
Be', senza alcun dubbio questo "mostro" che perseguita il nostro poverissimo Quasi deve essere una qualche belva del suo più intimo animo. Chissà per quale motivo questo "esperimento" uscito male è tanto accanito con il professore! Forse, e dico forse, potrei anche rispondermi... dopotutto non c'è nessun altro in questo mondo interiore di Quasi, all'infuori delle sue paure più profonde e cruente, ed egli stesso se ne è accorto osservando gli edifici senza porta (che penso facciano riferimento ad un blocco causato, magari, dall'agorafobia o dalla claustrofobia... perché è ovvio che tutto ciò è frutto della mente di un uomo molto complesso). Il mostro in sé potrebbe essere un ostacolo della vita, la difficoltà del percorso che non è mai liscio come l'olio, ma che presenta sempre le sue più brutte bestie. E chissà che con un po' di voce, con un po' di durezza, queste paure non si possano vincere? Be', credo che Quasi stia iniziando a capirlo... tant'è che si domanda se il mostro, ora che sa, possa stargli addosso con più insistenza! Come sempre, leggere questi brevi capitoli mi piace tantissimo... è molto piacevole volar via con la mente verso teorie enigmatiche e contorte! Un grazie e buona giornata :)

p.s. ti sottolineo quest'errore di battitura: "plasmataa"

Recensore Junior
23/02/17, ore 19:06

Finalmente il nostro caro Quasi è tornato; sono davvero felice!
Che dire? Il tuo stile si mantiene ovviamente identico a quello utilizzato nelle volte precedenti, come al solito fluido, scorrevole e diretto.
Il nostro professore continua a procedere nel suo ipotetico "viaggio" ai confini della realtà e dell'inconscio, probabilmente ancora troppo lontano dalla soluzione a tutto quel grande e sfarzoso dilemma.
La tomba che vede nel percorso è sicuramente un elemento inquietante, uno dei tanti, dopotutto, ma con una vena più lugubre di qualsiasi altro elemento (che siano inseguitori assetati di sangue, bulbi oculari volanti o scritte sanguinolenti). E il fatto che sopra vi siano impresse due date [una avrà a che fare personalmente con Quasi?], che dentro vi sia un corpo senza cuore - simbolo, probabile, dell'essere privato dell'amore, del calore che lo ha reso pallido - e che ci sia il medesimo Quasi nella bara, lascia davvero i brividi nel lettore. Che strana sensazione potrebbe mai suscitare il comprendersi defunti? E quale emozione potrebbe scaturire dal vedersi in quelle condizioni? Di certo Quasi deve essersi sentito davvero in preda al panico più totale... ed è a questo punto che riprende a camminare per riscaldarsi.
Come al solito, la voglia di continuare a leggere è più grande di qualsiasi altra cosa: credo sia una di quelle cose che mi hanno fatto apprezzare quest'opera... e che mi hanno indotto a seguirla! :)
A presto Law!
(Recensione modificata il 23/02/2017 - 07:07 pm)

Recensore Junior
10/02/17, ore 17:24
Cap. 4:

Se dovessi trovare un solo aggettivo per descrivere quello che ho letto, questo sarebbe "strano". E sì, proprio così, strano e contorto, quasi come fossi all'interno di un incubo... uno di quelli che ti perseguitano per tutta la notte, finché non riesci ad aprire anche uno solo degli occhi. Credo proprio che il nostro professore si trovi in uno dei suoi peggiori incubi, e tutto ciò che vede non può che essere dettato dalle sue più remote fobie. Organi, ospedali, porte, stanze e corridoi che non finiscono mai. Non è che si tratta di un incubo da coma? Magari il nostro protagonista era in ospedale e, purtroppo, non ce l'ha fatta...
Non sai quanto fremo dalla voglia di capire cosa significhino tutte queste criptiche situazione o come e perché tutte queste contorte creature e cose (vedi i reni) interagiscono con il nostro Quasi. E se fosse la rappresentazione di una malattia o di una forma di depressione? Sarebbe triste, ma dannatamente bello, reso in maniera perfetta a mio modesto parere. Corridoi bui, senza fine, le cui uniche luci (candele e rare lampade eletrriche o a led) sono poche, e dove le tenebre non hanno mai fine. Il buco nero che lo risucchia potrebbe essere il pessimismo di uomo sconfitto dalla malattia, e gli stessi mostri potrebbero essere solo gli ostacoli della depressione. Oppure ancora ci stai descrivendo il mistero della vita, con i suoi alti e bassi, con i suoi misteri, con le sue scale in discesa, con le sue luci e con le sue tappe che, pur sembrando sempre uguali, celano ogni volta sillogismi nuovi e stupefacenti. Insomma, la mia mente frutta tante, troppe idee!
Alla prossima ^^
Makil_

Recensore Junior
09/02/17, ore 18:30
Cap. 4:

Le cose non sembrano mettersi bene per il nostro caro professore, e dubito che la situazione si risolverà nei prossimi capitoli, anzi, di sicuro andrà pure peggio.
Vedo anche che hai iniziato ad andarci giù pesante con il gore, chissà se questa cosa continuerà anche in seguito. Devo dire che non mi dispiace (almeno a leggerlo).
Non riesco molto a decifrare un senso in questo capitolo, il perché questo essere fatto di organi messi a casaccio vuole che il professore gli faccia capire, ma dopotutto cosa ha senso in questa storia?
Non vedo l'ora di leggere il seguito!

Recensore Junior
30/01/17, ore 18:50

Ogni volta che aggiungi un capitolo non so mai cosa aspettarmi.
Non so se c'è spazio in questa storia per interpretazioni logiche, chiamiamole così, ma in questo capitolo si vede un po' più nel profondo la relazione del nostro caro prof con i bambini. Dopotutto puoi essere l'uomo più paziente del mondo, eppure ci sono momenti in cui i ragazzini ti fanno perdere la testa, ed essendo un professore immagino che la situazione sia ancora peggiore.
Mi piace molto anche come tendi a soffermarti sempre sul suo correre, sul fatto che neanche tocca terra quando lo fa, che è come se volasse. Da ancora di più l'impressione di essere in un sogno, rende tutto volatile, fugace. Complimenti

Recensore Junior
30/01/17, ore 18:14

Ed eccoci al finale!
Mamma mia, ho appena terminato di leggere qualcosa di davvero geniale! Questo viaggio nella strana e contorta visione incomprensibile del mondo di Quasi è stata resa davvero in modo ottimale. Con poche, semplici parole sei stata in grado di far risaltare la quantità di mistero che aleggia nella storia (ricalcata dall'utilizzo di termini e verbi che non lasciano sfuggire l'attenzione del lettore). Quest'ultimo capitolo è stato davvero oscuro, stranamente macabro sotto un certo punto di vista. Il bambolotto che piange, l'impotenza di Quasi nel zittirlo e nel trovare la vernice e la sua riduzione a nulla poco di meno che un incapace hanno saputo alterare considerevolmente la vicenda. Lo stesso finale è enigmatico al punto giusto. Cosa succederà ora? Che significa quella minaccia del bambolotto? Davvero Quasi correrà per sempre? Struggente, interessante e, al punto giusto, sovrannaturale. Spero tu possa fornirci un seguito. Se sì, comunicamelo pure... inserirò la tua storia nelle seguite!
Che altro dirti? Ho apprezzato molto tutta la vicenda, pertanto posso solo complimentarmi con l'autrice. 
A presto allora, e buona serata!

Recensore Junior
30/01/17, ore 17:57

Confermo il parallelismo con i principi pirandelliani, specie con la diffrazione dell'animo umano. Non so se fosse davvero l'idea che volevi rendere, ma a me ha suscitato questo particolare genere di pensiero (e ben poco potrà togliermelo dalla testa). Se così è, davvero complimenti, hai reso bene questo processo enigmatico che si riflette soprattutto sul finale in cui Quasi inizia a creparsi fino ad andare in frantumi. Sento che c'è molto dietro questa storia, credo proprio una profonda analisi psiconalitica del personaggio. E sono pronto a scoprirlo. Anche le due statue riportano all'idea che mi sono fatto; un uomo disorientato distinto in due rapporti con sé e con il mondo. Inutile dire che non noto errori grammaticali né sintattici. L'uso del presente e di periodi cortissimi (definiamoli sintagmi) ci permettono di "vivere" in modo ravvicinato le vicende che stanno colpendo violentemente il nostro povero professore. Per cui ottima scelta dal punto di vista stilistico.
Passo al prossimo capitolo e mi appresto a terminare questa interessantissima opera!

Recensore Junior

Eccomi qui, finalmente! Ho trovato un piccolo ritaglio di tempo e ho deciso di passare a leggere la tua storia. Tra pochi minuti proseguirò con la lettura dei restanti capitoli, ma mi prendo la briga di commentarli uno per uno per evitare eventuali disguidi.
Interessante un po' tutta la storia che gira attorno a questo professor Quasi, un uomo che si ritrova distrattamente in un mondo distorto, onirico (passami il termine), quasi come fosse il riflesso del suo animo. Lo stesso professor Quasi nota questa stranezza nel mondo che lo circonda, riuscendo a capire ben poche cose di ciò da cui è circondato (file di bulbi oculari, vernice cangiante e riflessi animati). Molto suggestive anche le apparizioni del suo nome in rosso, credo che ci sia qualcosa di più profondo dietro a tutto ciò... e non mi resta che scoprirlo! Un interessante modo di far iniziare un racconto sovrannaturale, trasportando il lettore in questo ambiente quasi mistico. Inoltre ho anche avvertito un non so che di pirandelliano in tutta la vicenda e spero vivamente di non smentirmi a fine lettura.
Passo al prossimo e ci risentiamo :))

P.S. Ti segnalo questo errore di distrazione: "Ceca di aprire la porta".
(Recensione modificata il 30/01/2017 - 05:48 pm)

Recensore Junior
13/01/17, ore 13:40

Ogni capitolo che leggo mi lascia sempre più incuriosita da ciò che scriverai in futuro.
Questa storia così oscura mi sta affascinando e non vedo l'ora di scoprire cos'altro accadrà al nostro povero professo.

Tra l'altro mi piace molto l'idea di lui che si crepi, riflette molto bene il suo stato psicologico. Bella trovata!

Recensore Junior

Wow, non mi sarei mai aspettata che una cosa del genere sarebbe mai uscita dalla tua testolina geniale.
Questo racconto è stato una sorpresa dopo l'altra, e non c'è stato un momento in cui avevo la certezza di dove sarebbe andata la storia, anzi, l'idea che avevo del finale era completamente sbagliata rispetto a quello che hai scritto tu.
Beh, che altro dire, è stata una piacevole sorpresa (anche perché all'inizio l'idea di un seguito alla prima one-shot che avevi scritto su questo argomento mi aveva lasciata un po' perplessa). Non vedo l'ora di leggere cos'altro hai in serbo per noi!

Assolutamente formidabile!!!!!
E' ciò che la pazzia porta nell'essere umano, un lento ma inesorabile avanzamento verso un vortice di disperazione e sofferenza che, a poco a poco, si stringe attorno a te fino a farti collassare.
Ogni paragrafo ti fa immaginare di essere tu colui che si sta dirigendo verso un pozzo senza fondo, una via nella quale puoi solo entrare ma non uscire, un mondo privo di qualsiasi leggi fisica e che sfugge completamente al tuo controllo... il vero "te".
Complimenti mi hai incantato *_*