Recensioni per
Amantes Amentes
di Talia Nightray

Questa storia ha ottenuto 10 recensioni.
Positive : 10
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
19/05/17, ore 00:26

Ecco qua un capitolo interamente dedicato a Festus ed al suo legame non convenzionale con Fabianus.
Sei sta brava a raccontare della loro storia, di come sia nata e di come si sia sviluppata. Lo hai fatto con garbo e con misura, senza trascurare quale fosse, all'epoca, la morale corrente.
I sentimenti reciproci dei due amanti sono evidenti ma, a fronte di ciò, essi non possono neppure ignorare i doveri cui sono chiamati. Soprattutto Festus ne pare consapevole e non si fa troppe illusioni sulla sua storia con Fabianus. Lui, che è più maturo, si sente responsabile nei confronti del giovane amante e nella sua mente amore e dovere si confrontano aspramente.
Decisi a vivere il momento il più intensamente possibile entrambi lasciano che il pensiero del domani non abbia spazio nei loro discorsi e che ciò che il futuro riserva loro resti in ombra.

Recensore Master
30/04/17, ore 01:36

Sono davvero felice che la solitaria meditazione di Akihiko nell'orto, in compagnia dei gatti, abbia dato un felice esito. A quanto pare la rabbia cieca verso Silvanus s'è andata affievolendo e la capacità del ragazzo di vedere oltre si è risvegliata.
Ora che la furia nel suo cuore s'è un poco placata ad Akihiko la sorte offre l'occasione di scoprire che l'odiato padrone non è, in realtà, quel mostro disumano che lui reputava che fosse.
Ascoltare, nelle vesti d'invisibile coppiere, i discorsi di Silvanus e dei suoi ospiti gli fa comprendere che le cose non sono esattamente quelle che si era figurato nella mente. Quello che gli è toccato in sorte come padrone non è davvero un uomo da poco e sono molte le novità sul suo conto che scopre, durante il banchetto. Faccende che nemmeno lontanamente avrebbe immaginato.
Il vino, forse, rende Silvanus per una volta meno riservato e schivo e le parole che i due si scambiano, soli nella sala, non sono più quelle di due irriducibili nemici.
Mi è davvero piaciuto molto, questo capitolo e se Akihiko e Silvanus non si possono ancora considerare buoni amici, di certo non sono rimasti irriducibili nemici.

Recensore Master
30/04/17, ore 01:16

Ci vuole tempo per digerire certe cose ed il giovane Akihiko forse ancora non lo sa. Coltivare l'orto e trascorrere tempo con sé stesso gli da nodo di riflettere e meditare sulla sua situazione. Dicono che occuparsi di orti e giardini giovi e per lui, forse sarà la giusta terapia per sbollire la rabbia che gli avvelena l'anima.
Se Akihiko non riuscirà a trovare un po' di pace scendendo a patti con il suo ruolo di schiavo finirà per impazzire di rabbia come un cane alla catena.
Sei riuscita sicuramente a mettere in luce la lotta che si combatte senza tregua nella mente di quel povero ragazzo strappato senza colpe alla sua casa e gettato in un mondo di gente che si reputa al disopra di lui.
Brava davvero!

Recensore Master
30/03/17, ore 23:32
Cap. 6:

Capitolo senza dubbio interessante, questo! Mi piace come, passo passo, si chiarisce qual è la natura del carattere di Silvanus e di come sia forte il legame che lo unisce a Festus. Marcus non è un semplice sottoposto ma bensì un amico fraterno per Octavius e fra i due è evidente una chiara solidarietà e condivisione che va ben oltre il fatto di condividere la dura vita militare.
Che dire poi dello strano sogno di Silvanus: sarà frutto della sua inquietudine oppure si tratta di un onirico messaggio che i superni o la sua stessa mente subdolamente gli inviano?
Sarà senz'altro interessante scoprire se Octavius seguirà i saggi consigli dell'amico o lascerà che il suo istinto lo guidi su di un'altra strada.

Recensore Master
20/03/17, ore 22:45

Akihiko non riesce proprio a comprende i romani, la loro civiltà è troppo diversa dalla sua, il loro modo d'agire non ha rispetto per la libertà degli individui, cosa sacra per lui che è greco. Egli li odia non solo perchè lo hanno strappato alla sua famiglia ma soprattutto per principio perché si credono e, ancor peggio, sono i "padroni del mondo" e lui non ci tiene affatto ad appartenere a questo mondo di romanità incomprensibile. L'inutile fuga dalla casa di Silvanus mette in luce tutte le sciocche e vacue idee che si è fatto riguardo alla ricerca della propria libertà. Akihiko non arriva a comprendere che, se davvero vuole tornare libero, in patria come così ardentemente desidera è Silvanus il dio che deve pregare e compiacere perché è solamente il "domine" che ha il poteredi concedergli quello a cui tanto agogna.
Se ci riflette bene Silvanus, in fondo, lo vede di buon occhio e con lui si è dimostrato persino clemente. Se solo Akihiko userà la testa e non il suo cuore traboccante d'orgoglio forse si accorgerà che la sua sorte avrebbe potuto essere molto ma molto peggio.

Recensore Master
13/03/17, ore 22:26

L'incontro fra Akihiko e la società romana è piuttosto uno scontro fra il suo individualismo e la sua personale visione di una esistenza serena, libera e concentrata sui propri cari e la civiltà romana che altri scopi persegue ed altre consuetudini pratica.
Elissa ha ben altra concezione dell'esistenza: è una donna pragmatica che vede il proprio servaggio quasi come una protezione dalla miseria e dalla violenza di un mondo a cui basterebbe davvero poco per fare di una donna sola e di sua figlia un unico miserabile boccone. Akihiko è ancora troppo orgoglioso e idealista per comprendere la saggezza di Elissa ma forse, col tempo, capirà che la via scelta dalla donna non è poi così vile.
Un "brava" speciale va all'autrice che, ancora una volta ha colto nel segno con un bel capitolo ben scritto.

Recensore Master
09/03/17, ore 23:29

Ottimo capitolo! La storia, così, ha decisamente più senso. Il personaggio di Akihiko si delinea ora con maggior chiarezza nella narrazione. Ammirevole la pacata determinazione che mette nell'affrontare un destino pieno di incertezze. In un destino che vorrebbe con tutte le sue forze evitare sa conservare , a dispetto della sua situazione, una fierezza che non sa del tutto nascondere.
Hai reso bene la sensazione di straniamento che il ragazzo prova nel vedersi trattare come un'oggetto, un essere privo di sentimenti o emozioni. Akihiko però è anche un giovane curioso: vuole scoprire da sé chi sarà il suo "padrone" e non esita ad usare le poche informazioni in suo possesso per costruire ipotesi e teorie seguendo una logica acuta, sintomo chiaro di un intelletto sveglio e riflessivo.
Lo ammetto: mi piace davvero questo personaggio che sa usare le sue risorse interiori, intelligenza ed istinto, nell'affrontare un mondo che, come schiavo ed ultimo degli ultimi, gli è apertamente ostile.

Nuovo recensore
09/03/17, ore 01:21

Sono bastati tre capitoli per farmi appassionare! ^^ Ho grandi aspettative per questa storia e spero vivamente di poter leggere anche i prossimi capitoli (mi interessa molto sia la vicenda sia il modo con cui è scritto e narrato il tutto, semplicemente mi tiene incollata a leggere :D) Grazie mille per questi capitoli e complimenti, continua così :D

Recensore Master
06/03/17, ore 22:37

Akihiko si ritrova nel bel mezzo di un intrigo ad alto livello: il suo compito è essere un'arma nelle mani di due nobili patrizi, consoli in quell'anno. La vittima predestinata, Valerius Silvanus, però appare subito alquanto smaliziata ed è ovvio che non si fida per nulla dei consoli e forse neppure del loro munifico regalo: lo schiavo "esotico".
Sarà divertente scoprire come evolveranno i rapporti fra i due che, in quanto a carattere e testardaggine sembrano più fratelli che servo e padrone.
Complimenti per l'esordio di questa storia che promette davvero bene.

Recensore Master
06/03/17, ore 22:29

Mi sono soffermata su questa storia perché ho un debole per i raccondi a sfondo storico ed una predilezione particolare per il mondo romano.
A volte mi bastano poche righe per decidere di lasciar perdere la lettura: amo le storie ben scritte e che abbiano uno spessore di narrazione adeguato fin dall'inizio. La tua mi ha dato l'impressione di essere originale almeno quanto il personaggio che esordisce nel tuo primo capitolo. Un sangue misto davvero insolito con un nome che sa di sol levante. Spero davvero che prossimamente svelerai qualcosa di più sulle sue origini e sulla sua famiglia in generale.
Ma tornando alla storia... il ragazzo mostra un carattere forte e determinato ma si rivela abbastanza saggio da comprendere che, a volte, al destino non ci si può davvero opporre e che conviene attendere l'occasione favorevole se si vuole raggiungere la meta. Akihiko ha dinnanzi a sé un futuro che pare già scritto ma lui è deciso a non arrendersi ed a riprendersi, se possibile, la sua libertà.
La storia è intrigante ed invita a proseguire la lettura.

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