Recensioni per
Dance with the Davil.
di Sofy1906

Questa storia ha ottenuto 12 recensioni.
Positive : 12
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
04/07/17, ore 17:46
Cap. 4:

Ciao!
Sono tornata a leggere la tua storia, hai visto?
Le parole di questo tuo piccolo sfogo son odavvero potenti e, lasciamelo dire, il capiloto che ho appena letto è, finora, il mio preferito. Innanzitutto mi ha catturata già dal titolo. "Perché?" è una domanda che ci poniamo tutti, su un sacco di cose. Credo che sia unquesito universale che è giusto, oltreché ovvio, porsi. Inoltre, penso che fin dalla notte dei tempi l'uomo si sia domandato qual è il senso della vita. Scrittori e filosofi si sono interrogati tantissimo su questo, ci hanno scritto trattati, libri... Non voglio fare la saccente dicendoti tutto questo, eh, sto solo riflettendo.
Anch'io, tante volte, mi sono chiesta qual è il senso della vita. Penso che la vita sia bellissima, ma che sia brutta se, come dici tu, ci sono persone piene di cattiveria e odio che fanno del male a chi non lo merita.
Per quanto riguarda il togliersela, beh, sai quello che ho passato, non solo io stessa, ma anche a causa della terribile perdita che ho subito, e ne sai il motivo, quindi capirai bene che questo tema, per me, è davvero molto delicato e particolare e che non mi è facile parlarne. Tuttavia, voglio dire comunque qualcosa. Dunque... è vero, ci viene insegnato che la vita è n dono. Io ne sono asolutamente convinta. Sono sicurissima che sia così, ma per quanto riguarda il suicidio, dipende da come si è stati cresciuti. Nel senso, credo che tutti pensino che il suicidio sia sbagliato. E' vista come una cosa orribile, un gesto disperato e tremendo ed è proprio ciò che è. Ci sono persone che si arrabbiano da morire di fronte ad atti del genere, e io non le giudico. Io non sono così. Io cerco di comprendere senza giudicare, almeno su questo tema. Quel che però voglio dire, per non andare fuori tema e divagare dal tuo scritto, è che dipende tutto da come siamo stati educati. Ci son persone credenti e non crdenti, cattoliche o non. Il Cristianesimo dice che il suicidio è sbagliato, che è un grandissimo peccato, ma che Dio perdona tutto. Io credo in questo, essendo religiosa. Ma ci sono persone che la pensano diversamente. Non credo si abbia il diritto di togliersi la vita, ma penso che chi lo fa prende questa decisione perché non ne può veramente più. Quella cosa che dici sul foglio bianco e sulla libertà di fare della vita ciò che si vuole, in parte è giusta, ma appunto, qui entra in gioco secondo me anche la questione religiosa, se uno è credente oppure no, capisci? So che tu probabilmente scrivendo non l'hai intesa in questo modo, e che vlevi solo esprimere un tuo pensiero e infatti, credimi, hai fatto benissimo. Come dici tu, è giusto poter dire ciò che si vuole. Semplicemente, ti ho dato la mia interpretazione della cosa.
Bellissimo scritto, comunque, come sempre. :)
Giulia

Recensore Master
01/07/17, ore 19:25
Cap. 3:

Recensisco anche questo capitolo.
Wow, la poesia che hai scritto è bellissima! Sei veramente brava e riesci a trasmettere emozioni fortissime. Inoltre ti apri con noi lettoriin odo fantastico, sei sempre schietta, sincera e questo mi piace molto. Sai anche esssere dolce e comprensiva, per esempio quando parli dei sabati, o fai delle domande ai lettori per coinvolgerli ancora di più nella narrazione.
Hai ragione, a volte bisogna scrivere ciò che viene in mente, anche se non ha senso. Ricordo che c'era uno scrittore che ho studiato in letteratur franncese, ora non rammento il suo nome (la mia professoressa delle superiori mi ucciderebbe hahaha) che parlava di quella che lui definiva "scrittura automatica", cioè lo scrivere ciò che viene in mente senza stare tanto a pnsarci, ance se non ha senso, anche se non sono frasi complete. Secondo lui, inquesto modo il nostro inconscio si esprime. Credo che avesse perfettament ragione e che ciò che tu hai scritto sia giustissimo e rifletta proprio quanto ho appena detto.
Poi, tr l'altro, hai parlato dei sabati e io sto recnsendo questo capitolo proprio di abato. Coincidenze! :)
Metto questa storia nelle seguite e appena ho tempo torno a continuare recensirla.
Intanto, ancora complimenti!
A presto cara!
Giulia

Recensore Master
01/07/17, ore 19:16
Cap. 2:

Eccomi qui.
La metafora che hai fatto del video game e la vita reale è bellissima. Davvero! E' perfetta! Non so a quale videogioco tu ti stia riferendo visto che non sono un'appassionata, ma ho capito perfettamente ciò che volevi dire.
Hai perfettamente ragione: di notte siamo completamente diversi. Quei mostri di cui parli ti assalgono. Io, però, li vedo più come dei demoni, o delle creature che comunque fanno dem lale; perché altrimenti non ci sarebbero né pianti, né ansia. Io poi speso faccio anche incubi terribili.
Forse di giorno siamo tranquilli perché dobbaimo mostrare una faccia, mettere una maschera. Quidi spesso non siamo noi, ma queli che fingiamo di essere di fronte a quelli che non capiranno il nostro dolore. Di notte, invece, è tutto diverso. In quel momento possiamo essere chi siamo davvero, toglierci finalmente quel peso della maschera che ci stava opprimendo e sfogarci. E, magari, sperare che non saremo più soli, di giorno. Sperare di trovare degli amici, come dici tu.
Secondo me dimenticare non è giusto. Bisogna andre avanti, ma non dimenticare. Ogni esperienza della vita, per quanto traumatica e dura, insegna qualcosa. O almeno, io la vedo così. In ogni caso sì, spesso si vorrebbe dimenticare per soffrire di meno, o per smettere di soffrire, su questo ti do ragione.
Giulia

Recensore Master
01/07/17, ore 19:09
Cap. 1:

Ciao! Visto che ho tempo, ho deciso di passare adesso.
Dunque, ci sono alcuni errori di battitura, per esempio spesso metti la virgola e non separi con uno spaziola parola che viene dopo, oppure hai scritto "cosi" anziché "così", ma per il resto è tutto okay.
Hai fatto bene a scrivere i tuoi pensieri e te lo dico perché è una cosa che fa stare da Dio anche me. Soprattutto, hai fatto bene a pubblicarli. Anche questo aiuta molto, vero?
Hai ragione, farsi del male non serve... peccato che io l'abbia caito tardi, quando me n'ero già fatta. :( E peccato che ancora oggi abbia certi pensieri. Sto tentando di combatterli, ma non è semplice.
Non so se il "per sempre" esista o no. Ci sono certi giorni nei quali credo di no, altri nei quali mi dico che spero ch in realtà ci sia. Me lo dico per darmi speranza. Ovviamente questa è solo la mia opinone e tu hai fatto benissimo a esprimerti riguardo questo e a dire cosa ne pensavi.
Essendo non vedente non ho mai scritto sui muri, ma al computer sì. Mi sfogo scrivendo ogni volta che ne ho bisogno.
Giulia

Nuovo recensore
29/06/17, ore 21:01

Ehilà guarda, ho appena fatto una furbata e mi son letta tutti i capitoli di fila e bho niente in realtà questa recensione è più un saluto che altro, un buone vacanze e un wow, in tutto questa raccolta devo dirti mi ha colpito tantissimo, ci ho smattato un sacco scrivendo tutte quelle recensioni, mi congratulo seriamente con te, dio non sono mica una critica di letteratura, però ti posso dire che mi hai comunicato molto, e che mi è piaciuto davvero molto leggerla, eh niente cavoli, alla prossima!

Nuovo recensore
18/06/17, ore 16:47
Cap. 6:

L'unica cosa che mi spiace è che mi rendo conto di non comprendere appieno tutto ciò che scrivi, mi rende triste però che la pazzia di cui parli te sia una carattere positivo che ti prende quando ti annoi, era una cosa che facevo anche io fino a qualche anno fa, prima di conoscere veramente la pazzia. Purtroppo fidati la pazzia di cui parli te è un gioco, come quando le bambine giocano a fare la mamma e la figlia o i bambini a fare i pirati, si gioca a farsi prendere dalla finta pazzia, ma fidati, parlo per esperienza la vera pazzia fa stare soltanto male e causa sensi di colpa la pazzia non sarà mai quella cosa che ti allieta i momenti di noia bensì quella che ti proibisce di vivere imomenti di felicità, convincendoti del falso e strizzando le tue meningi come uno straccio sudato ti fa recludere in te stesso finché non dimentichi il resto e ti ha tutta per sé, e ti consumerà finché non ti sveglierai, ed è dura svegliarsi, si pensa che sia una cosa impossibile, non vuoi ti sembra troppo difficile, ma una volta sveglio ti rendi conto che la vita è molto più semplice di quanto sembri.
Perdonami se mi prendo tutte queste libertà ho persino smesso di salutare all'inizio della recensione e la recensione non è più una recensione, è diventata ormai una "risposta" personale alla tua storia, a me piace, spero che non ti dia fastidio.

Nuovo recensore
18/06/17, ore 16:28
Cap. 5:

Ogni cosa che scrivi la colgo come uno spunto per ragionare, forse è per questo motivo che ciò che scrivi mi piace così tanto.
Penso che per essere se stessi non basti andare contro, anzi è sbagliato dire non basti, penso che non serva, penso che vi siano due dimensioni, la dimensione del gregge e quella del singolo, la dimensione del gregge è frutto della società attuale che vuole tutto conforme alle sue regole, pure nelle regole del suo disordine, perché ammetto, non viviamo in una società perfetta sotto nessun punto di vista, mentre la dimensione del singolo è proprio quella di cui parli te ma credo la interpretiamo in maniera diversa, dal mio punto di vista, tu parli di massa, dici di uscire dalla massa o andarvi contro, ma fidati che sempre di una massa farai parte, non sarai mai completamente unico, anche soltanto peril fatto che hai due braccia e un naso come tutti gli altri, o che magari sei che ne so triste o solare come almeno altre trecento persone nel raggio di due miglia da te, ciò che ti rende veramente unico è il tuo pensiero, il tuo modo di vedere le cose, non so se conosci Kant, è un filosofo, voglio raccontarti un aneddoto, sul modo di vedere delle persone, un aneddoto suo, con cui mi trovo particolarmente d'accordo, egli dice che ciascuno di noi vede il mondo come se avesse indosso degli occhiali da sole, e io aggiungo immagina che le lenti di questi occhiali da sole siano colorate, ciascuna di un colore diverso, miliardi di sfumature ciascuna per ogni persona sulla terra.
ok un altro ragionamente abbastanza confuso forse, spero che tu lo comprenda, se si ripresentasse l'argomento, vedrò di esprimermi meglio
Per quanto riguarda "quel ragazzo all'ultimo banco" vedrò di ricordarmi di scaricarmelo, purtroppo sono una persona parecchio smemorata.

Nuovo recensore
18/06/17, ore 15:55
Cap. 4:

Non ho particolari cose da dire riguardo al testo, a parte i soliti errori di battitura, mi viene da porti una domanda molto personale, se sarà il caso, te la porrò per messaggio privato quando e se risponderai alle mie recensioni, a questo punto della storia, a vedere da ciò che scrivi, non dubito del fatto che non ti interessi particolarmente il mio parere su di essao sulla tua persona, io rimango della ferma opinione che tu sia molto interessante anzi ti dirò sei sempre PIÙ interessante, e, questa tua apertura mi porta sempre più ad interessarmi a te, per assurdo è come se volessi conoscerti, più so e più voglio sapere, sono impaziente di avere una tua risposta perché mi incuriosisci davvero molto

Nuovo recensore
18/06/17, ore 15:41
Cap. 3:

Più vado avanti, più le cose che scrivi mi piacciono, invidio molto la tua capacità di esprimerti e insegnare contemporaneamente, man mano si sta formando nella mia mente l'immagine della tua persona, con questi testi ti esprimi, e da quello che leggo non riesco a fare a meno di trovarti davvero molto interessante, è come se, nella mia immaginazione tu fossi la tua storia, insomma sì visto da un punto di vista generale la nostra persona traspare dal comportamento, dalle azioni e dal modo di pensare quindi dovrebbe essere una cosa abbastanza normale essendo che in queste "storie" comunichi il tuo pensiero, che pensando di iniziare a conoscere collego alla tua persona. Insomma ciò che cerco di dire con questo ragionamento che ammetto sembra parecchio confuso, è che la sensazione che dai di apertura di te stessa verso il lettore è fantastica, è rara, e l'ammiro.
Per quanto riguarda la poesia, cavoli ma sei brava anche in quello, e come il dialetto per il primo capitolo hai saputo integrarla nel testo a regola d'arte.
Ti ammiro molto.

Nuovo recensore
18/06/17, ore 11:37
Cap. 2:

Ehi! Eccomi di nuovo!
Ccarino il paragone con minecraft ma non lo trovo pienamente convincente, nella vita reale, non c'è bisogno che sia notte per essere tristi o spaventati, e la tristezza e lo spavento spesso non provengono dal mondo esterno ma dal nostro inconscio
Che la camomilla non serva a nulla sono parole sante!
So di essere un po' pignola su questo punto: mi piace un sacco che (immagino) tu scriva di getto, il che è anche il modo migliore per trasmettere puramente la tua persona ma io ti consiglio dopo aver scritto o prima di pubblicare di leggere almeno due volte attentamente il testo perché ti scappano sempre dei stupidi errori di battitura, ovviamente penso che su EFP non si faccia certo a gara a chi scrive meglio e senza errori, però te l'ho detto sono pignola e dovevo precisarlo se hai bisogno di una mano perché non trovi gli errori te li indico volentieri io, purtroppo ho questa cosa che mi saltano all'occhio subito non ci posso fare niente!
Al prossimo capitolo!

Nuovo recensore
17/06/17, ore 00:05
Cap. 1:

Ehi! prima di tutto, ciao!
ti dico subito che ci sono degli errori di scrittura, non sono errori importanti ma se li togli io penso che ciò che hai scritto possa risaltare meglio.
va bene ora smetto di contenermi, adoro il modo in cui scrivi, mi piace tantissimo questo stile e, che dialetto è? sono compiaciuta dal vedere che hai saputo integrarlo nella tua "storia" in modo che non stoni per nulla, anzi valorizzi, ho visto che sei andata avanti e hai scritto altri capitoli, non mi fionderò subito a leggerli ma ovviamente seguirò la storia e appena avrò bisogno di un momento di svago darò un occhiata al resto
per quanto riguarda il contenuto, è bello comunicare i propri pensieri creando qualcosa, i tuoi non li condivido pienamente tutti ma è ovvio che ci siano più sfumature dei punti di vista. Io personalmente non avrei attribuito a questa storia la categoria nonsense, ma piuttosto introspettivo (solo un punto di vista! spero tu non la prenda come una critica). In conclusione bhe ti posso dire che anche io scrivevo fino a un anno fa, sul mio armadio, poi ho finito lo spazio, inizialmente volevo continuare ripassando sopra sul già scritto ma ho preso la ferma decisione di non imbrattare più nulla!
avrei così tante cose da dire, sull'ansia, sulla malinconia, mi rende felice sapere che c'è qualcun'altro che sente il bisogno di sfogare le sue emozioni negative nella scrittura esattamente come lo farei io.
mille grazie per questa lettura!

Nuovo recensore
13/04/17, ore 21:59
Cap. 1:

Ciao, grazie per avermi dato il benvenuto nel disastro della tua vita privata. Penso che ad avermi attratta, della tua storia, sia stato il fatto che anche la mia vita privata, a volte, mi sembra un disastro. Non voglio fare quella che si piange addosso e poi "lo mette a quel servizio", come hai elegantemente scritto tu qua sopra, ovviamente, il mio scopo al momento è commentare una one-shot nonsense trovandoci del "sense".
Vorrei iniziare col dirti che ho apprezzato molto la tua scelta stilistica di utilizzare il dialetto nella narrazione; dà l'idea di averti di fronte, intenta ad esprimere i tuoi pensieri ad alta voce, rendendoti in un certo qual modo più "vicina".
In secondo luogo condivido molti dei pensieri che hai qua espresso; anche io ho avuto le mie batoste sentimentali e pugnalate alle spalle da persone che credevo mie amiche, quindi mi ritrovo nelle tue osservazioni.
Da un punto di vista grammaticale ci sono solo alcuni errori di battitura, quindi niente di grave, tranne una cosa che mi ha dato molto fastidio (ma solo perché sono fissata con queste cose): ti prego, metti uno spazio dopo ogni virgola.
Ora, scusami, ma la cosa mi ha sconvolto: davvero scrivi sul muro di camera tua? (Mio papà non mi ha mai permesso di appendere nulla con lo scotch perché è convinto che macchi la parete - sì, ho avuto un'adolescenza triste).
Bene, la recensione direi che è finita, è stato un piacere leggere questo tuo sfogo.