Recensioni per
Dance with the Davil.
di Sofy1906

Questa storia ha ottenuto 18 recensioni.
Positive : 18
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
02/08/17, ore 21:58

Sono scema: ho dimenticato di recensire questo capitolo! Scusa, non so come mi sia sfuggito!
Comunque... fare una passeggiata d'estate è molto bello, sì. A volte è quasi liberatorio camminare. Sarà che in quei momenti il corpo sta meglio e di conseguenza sta meglio anche l'anima.
In ogni caso, io ho pensato che questa camminata che descrivi potrebbe essere anche la camminata che ogni uomo fa sulla strade della propria vita. A volte si inciampa, si viene catturati da quella tanza che, come tu hai scritto, ci tiene prigionieri, e ho pensato che potremmo associarla al dolore, alle lacrime, alla tristezza per tutto ciò che ci fa stare male.
Non è affatto semplice lasicarsi andare. Assolutamente! E non è nemmeno semplice vivere, soprattutto quando si soffre. Credo che con questo scritto tu abbia voluto parlare di questo, ma alla fine hai dato comunque forza al lettore, dicndogli che comunque deve avere ancora speranza, che deve ocntinuare a lottare.
Bello anche l'abbinamento tra la passeggiata, il vento e i rumori (le campane) e ciò che si vede (ciò che cista intorno e la luna). Mi ha molto colpita il modo in cui hai descritto tutte queste sensazioni usando l'udito e la vista.
Bravissima anche in questo caso!
Giulia

Recensore Master
02/08/17, ore 21:50

Hai descritto perfettamente il modo in cui passa un attacco d'ansia e il sollievo che si prova.
E sono d'accordo con te, ogni tanto bisogna staccare la spina, fermarsi, fare una pausa da tutto, mettere da parte i problemi e rilassarsi, facendo cose semplici comemangiare un gelato, magari, aggiungo io, in compagnia di qualcuno, anche solo di un amico.
Volevo anche dirti che ho apprezzato molto questa raccolta perchhé mi ha fatta riflettere tantissimo (credo si sia visto dalle recensioni che ti ho lasciato) e che sono molto felice di averti conosciuta e che tu abbia fatto entrare me ed altri lettori in questi tuoi pensieri così profondi.
Giulia

Recensore Master
02/08/17, ore 21:46
Cap. 9:

Okay... non ho capito il senso diquesto scritto. Parli del fatto che le persone sono tutte uguali, e c'è questa dea che non lo accetta. Ma non ho capito di chi si tratta. Chi è questa dea? In ogni caso dice cose abbastanza forti, che però fanno riflettere sempre sul fatto che siamo tutti omologati, o quasi tutti.
Scusa per la recensione corta, ma non ho capito un granché. Probabilmente sono io che non ci arrivo, comunque XD. Tu come sempre sei bravissima!
Giulia

Recensore Master
02/08/17, ore 21:42
Cap. 8:

Che dire di questo scritto? E' molto profondo, come gli altri. Hai ragione: ognuno ha bisogno dei soui tempi per superare qualsiasi tipo di situazione che gli crea dei problemi, che lo fa soffrire. E non bisogna mettersi frtta, o veersi brutti, perché la società richiede che i problemi si superino in quattro e quattr'ott o perché ci sno delle foto con delle ragazze che hanno iun fisico migliore. In ognuna diqueste due situazioni, se non ci si prende il proprio tempo, se non si impara ad accettare i propri limiti, si rischia veramente di scoppiare. E quando si scoppia, si possono fare delle pazzie.
Secondo me, se non si riesce a prendersi il proprio tempo, o se ci si vede brutti (due situazioni molto diverse, me ne rendo conto, ma l soluzione è la stesa), bisogna parlare. Parlare conqualcuno che ci sappi ascoltare, capire, e dare consigli utili. Magari qualcuno estraneo alla famiglia, se non si vuole parlare con i genitori, ma che comunque si vede spesso. O con uno psicologo, se si sente di averne bisogno.
"Se adesso hai qualche chilo di troppo,se soffri di tiroide, se hai il tuo peso ma devi rassodare, non abbatterti mentre    
  guardi le foto di quelle che son piu' di te. 
      Di piu' non hanno nulla, sei uguale, sei te. 
      La te di sempre è apprezzata."
Vorrei che tutte le persone che si sentono coì leggessero queste righe, nelle quali hai detto cose semplici, ma efficaci, profonde e incredibilmente vere.
Bravissima!
Giulia

Recensore Master
02/08/17, ore 21:34
Cap. 6:

Capisco coa vuoi dire quando ti assale lo sconforto, poi sei di nuovo felice e sorridi. In quei momenti potresti spaccare il mondo, alzare le montagne, fare di tutto, vero? E invece poi arriva la serietà, come tu stessa scrivi, e con essa la tristezza. Comprendo anche quel 60%, perché io provo gli stessi sentimenti che provi tu, in egual misura, penso.
Lo stress è un cattivo compagno, hai perfettamente ragione. E' cattivissimo, ed è quello che a ovlte sembra portare alla pazzia. Capisco anche questo. I pensieri più brutti e cupi li ho avuti quando stavo male, ero depressa (anche se ancora non sapevo di soffrire di quest malattia) e molto, anzi troppo, stressata. Tutto questo per ripetere che, appunto, comprendo benissimo questo tuo piccolo sfogo, e penso che tu sia stata molto coraggiosa a volerlo condividere con noi. Probabilmente te l'avrò già detto, ma non è facile pubblicare qalcosa di autobiografico; tu, però, ci sei riuscita e questo ti fa onore. Devi essere fira del tuo coraggio e anche della tua bravura nello scrivere. Come mi hai detto hai unostile tutto tuo, ma la sintassi è perfetta. E poi hai una proprietà di linguaggio davvero buona!
Inoltre, è molto particolare il fatto che personifichi lo stress, la serietà ecc., proprio come se fossero non sentimenti, ma individui. E' anche questo a rendere la storia ancora più bella e vera.
Ancor una volta complimenti! Ottimo lavoro!
Giulia

Recensore Master
02/08/17, ore 21:27
Cap. 5:

Ciao Sofia!
Eccomi qui, a continuare la lettura di questa tua raccolta di storie.
Da piccola giocavo a Super Mario, mia mamma mi guidava e superavamo i livelli insieme.
Penso che on uniformarsi con la massa sia un modo per continuare ad essere se stessi. In un mondo in cui tutto vuol esere uguale, in cui la globalizzazione ci sta uniformando, bisogna trovare la propria originalità. E credo che l'unico modo per farlo ia vivere con il proprio carattere, il proprio modo di veedere le cose e il mondo, di vivere la vita, di pensare. Il pensiero è ciò che ci rende unici, e lo è anche il nostro carattere. Ci saranno persone con caratteri simili a noi, sì, ma comunque questo sarà sempre unico e mai uguale a quello di qualcun ltro; e nessuno può entrare completamente nella nostra testa, per cui anche il pensiero ci rende diversi.
NOn mi sono mai unita ad un vero grupo, non ho mai fatto cavolate tipo fumare sigarette o altro perché lo faceva il gruppo. Mi son sempre tagliata fuori da queste situazioni. Una volta ho bevuto perché lo facevano i miei compagni, ma poi sono stata male (e non ero nemmeno ubriaca), per cui dopo ho smesso. Sono stata me stessa e ho fatto ciò che mi piaceva e non ciò che il gruppo mi diceva di fare. Mi sono allontanata da chi mi faceva del male (quel grppo di compagni) e in questi anni ho trovato degli amici che invece mi vogliono veramtene bene e mi accettano per quello che sono. L'importante, econdo me, non è infatti seguire la massa, ma continuare a credere in ciò in cui si crede, avere dei valori, degli ideali, continuare a pensare e a sognare, e trovare qualcuno che ci ami e ci accetti.
Okay, forse ho divagato un po', ma spero che il mio discorso si sia cpito.
Bellissime anche le descrizioni che fai di ciò che si vede dalla finestra e anche del vento che si può pecepire con i sensi. Mi ha molto colpita il fatto che tu abbia descritto diverse sensazioni, non solo visive. Sarà che essendo non vedente queste cose mi colpiscono in maniera particolare quando leggo certe storie.
Complimenti!
Giulia

Recensore Master
04/07/17, ore 17:46
Cap. 4:

Ciao!
Sono tornata a leggere la tua storia, hai visto?
Le parole di questo tuo piccolo sfogo son odavvero potenti e, lasciamelo dire, il capiloto che ho appena letto è, finora, il mio preferito. Innanzitutto mi ha catturata già dal titolo. "Perché?" è una domanda che ci poniamo tutti, su un sacco di cose. Credo che sia unquesito universale che è giusto, oltreché ovvio, porsi. Inoltre, penso che fin dalla notte dei tempi l'uomo si sia domandato qual è il senso della vita. Scrittori e filosofi si sono interrogati tantissimo su questo, ci hanno scritto trattati, libri... Non voglio fare la saccente dicendoti tutto questo, eh, sto solo riflettendo.
Anch'io, tante volte, mi sono chiesta qual è il senso della vita. Penso che la vita sia bellissima, ma che sia brutta se, come dici tu, ci sono persone piene di cattiveria e odio che fanno del male a chi non lo merita.
Per quanto riguarda il togliersela, beh, sai quello che ho passato, non solo io stessa, ma anche a causa della terribile perdita che ho subito, e ne sai il motivo, quindi capirai bene che questo tema, per me, è davvero molto delicato e particolare e che non mi è facile parlarne. Tuttavia, voglio dire comunque qualcosa. Dunque... è vero, ci viene insegnato che la vita è n dono. Io ne sono asolutamente convinta. Sono sicurissima che sia così, ma per quanto riguarda il suicidio, dipende da come si è stati cresciuti. Nel senso, credo che tutti pensino che il suicidio sia sbagliato. E' vista come una cosa orribile, un gesto disperato e tremendo ed è proprio ciò che è. Ci sono persone che si arrabbiano da morire di fronte ad atti del genere, e io non le giudico. Io non sono così. Io cerco di comprendere senza giudicare, almeno su questo tema. Quel che però voglio dire, per non andare fuori tema e divagare dal tuo scritto, è che dipende tutto da come siamo stati educati. Ci son persone credenti e non crdenti, cattoliche o non. Il Cristianesimo dice che il suicidio è sbagliato, che è un grandissimo peccato, ma che Dio perdona tutto. Io credo in questo, essendo religiosa. Ma ci sono persone che la pensano diversamente. Non credo si abbia il diritto di togliersi la vita, ma penso che chi lo fa prende questa decisione perché non ne può veramente più. Quella cosa che dici sul foglio bianco e sulla libertà di fare della vita ciò che si vuole, in parte è giusta, ma appunto, qui entra in gioco secondo me anche la questione religiosa, se uno è credente oppure no, capisci? So che tu probabilmente scrivendo non l'hai intesa in questo modo, e che vlevi solo esprimere un tuo pensiero e infatti, credimi, hai fatto benissimo. Come dici tu, è giusto poter dire ciò che si vuole. Semplicemente, ti ho dato la mia interpretazione della cosa.
Bellissimo scritto, comunque, come sempre. :)
Giulia

Recensore Master
01/07/17, ore 19:25
Cap. 3:

Recensisco anche questo capitolo.
Wow, la poesia che hai scritto è bellissima! Sei veramente brava e riesci a trasmettere emozioni fortissime. Inoltre ti apri con noi lettoriin odo fantastico, sei sempre schietta, sincera e questo mi piace molto. Sai anche esssere dolce e comprensiva, per esempio quando parli dei sabati, o fai delle domande ai lettori per coinvolgerli ancora di più nella narrazione.
Hai ragione, a volte bisogna scrivere ciò che viene in mente, anche se non ha senso. Ricordo che c'era uno scrittore che ho studiato in letteratur franncese, ora non rammento il suo nome (la mia professoressa delle superiori mi ucciderebbe hahaha) che parlava di quella che lui definiva "scrittura automatica", cioè lo scrivere ciò che viene in mente senza stare tanto a pnsarci, ance se non ha senso, anche se non sono frasi complete. Secondo lui, inquesto modo il nostro inconscio si esprime. Credo che avesse perfettament ragione e che ciò che tu hai scritto sia giustissimo e rifletta proprio quanto ho appena detto.
Poi, tr l'altro, hai parlato dei sabati e io sto recnsendo questo capitolo proprio di abato. Coincidenze! :)
Metto questa storia nelle seguite e appena ho tempo torno a continuare recensirla.
Intanto, ancora complimenti!
A presto cara!
Giulia

Recensore Master
01/07/17, ore 19:16
Cap. 2:

Eccomi qui.
La metafora che hai fatto del video game e la vita reale è bellissima. Davvero! E' perfetta! Non so a quale videogioco tu ti stia riferendo visto che non sono un'appassionata, ma ho capito perfettamente ciò che volevi dire.
Hai perfettamente ragione: di notte siamo completamente diversi. Quei mostri di cui parli ti assalgono. Io, però, li vedo più come dei demoni, o delle creature che comunque fanno dem lale; perché altrimenti non ci sarebbero né pianti, né ansia. Io poi speso faccio anche incubi terribili.
Forse di giorno siamo tranquilli perché dobbaimo mostrare una faccia, mettere una maschera. Quidi spesso non siamo noi, ma queli che fingiamo di essere di fronte a quelli che non capiranno il nostro dolore. Di notte, invece, è tutto diverso. In quel momento possiamo essere chi siamo davvero, toglierci finalmente quel peso della maschera che ci stava opprimendo e sfogarci. E, magari, sperare che non saremo più soli, di giorno. Sperare di trovare degli amici, come dici tu.
Secondo me dimenticare non è giusto. Bisogna andre avanti, ma non dimenticare. Ogni esperienza della vita, per quanto traumatica e dura, insegna qualcosa. O almeno, io la vedo così. In ogni caso sì, spesso si vorrebbe dimenticare per soffrire di meno, o per smettere di soffrire, su questo ti do ragione.
Giulia

Recensore Master
01/07/17, ore 19:09
Cap. 1:

Ciao! Visto che ho tempo, ho deciso di passare adesso.
Dunque, ci sono alcuni errori di battitura, per esempio spesso metti la virgola e non separi con uno spaziola parola che viene dopo, oppure hai scritto "cosi" anziché "così", ma per il resto è tutto okay.
Hai fatto bene a scrivere i tuoi pensieri e te lo dico perché è una cosa che fa stare da Dio anche me. Soprattutto, hai fatto bene a pubblicarli. Anche questo aiuta molto, vero?
Hai ragione, farsi del male non serve... peccato che io l'abbia caito tardi, quando me n'ero già fatta. :( E peccato che ancora oggi abbia certi pensieri. Sto tentando di combatterli, ma non è semplice.
Non so se il "per sempre" esista o no. Ci sono certi giorni nei quali credo di no, altri nei quali mi dico che spero ch in realtà ci sia. Me lo dico per darmi speranza. Ovviamente questa è solo la mia opinone e tu hai fatto benissimo a esprimerti riguardo questo e a dire cosa ne pensavi.
Essendo non vedente non ho mai scritto sui muri, ma al computer sì. Mi sfogo scrivendo ogni volta che ne ho bisogno.
Giulia

Nuovo recensore
29/06/17, ore 21:01

Ehilà guarda, ho appena fatto una furbata e mi son letta tutti i capitoli di fila e bho niente in realtà questa recensione è più un saluto che altro, un buone vacanze e un wow, in tutto questa raccolta devo dirti mi ha colpito tantissimo, ci ho smattato un sacco scrivendo tutte quelle recensioni, mi congratulo seriamente con te, dio non sono mica una critica di letteratura, però ti posso dire che mi hai comunicato molto, e che mi è piaciuto davvero molto leggerla, eh niente cavoli, alla prossima!

Nuovo recensore
18/06/17, ore 16:47
Cap. 6:

L'unica cosa che mi spiace è che mi rendo conto di non comprendere appieno tutto ciò che scrivi, mi rende triste però che la pazzia di cui parli te sia una carattere positivo che ti prende quando ti annoi, era una cosa che facevo anche io fino a qualche anno fa, prima di conoscere veramente la pazzia. Purtroppo fidati la pazzia di cui parli te è un gioco, come quando le bambine giocano a fare la mamma e la figlia o i bambini a fare i pirati, si gioca a farsi prendere dalla finta pazzia, ma fidati, parlo per esperienza la vera pazzia fa stare soltanto male e causa sensi di colpa la pazzia non sarà mai quella cosa che ti allieta i momenti di noia bensì quella che ti proibisce di vivere imomenti di felicità, convincendoti del falso e strizzando le tue meningi come uno straccio sudato ti fa recludere in te stesso finché non dimentichi il resto e ti ha tutta per sé, e ti consumerà finché non ti sveglierai, ed è dura svegliarsi, si pensa che sia una cosa impossibile, non vuoi ti sembra troppo difficile, ma una volta sveglio ti rendi conto che la vita è molto più semplice di quanto sembri.
Perdonami se mi prendo tutte queste libertà ho persino smesso di salutare all'inizio della recensione e la recensione non è più una recensione, è diventata ormai una "risposta" personale alla tua storia, a me piace, spero che non ti dia fastidio.

Nuovo recensore
18/06/17, ore 16:28
Cap. 5:

Ogni cosa che scrivi la colgo come uno spunto per ragionare, forse è per questo motivo che ciò che scrivi mi piace così tanto.
Penso che per essere se stessi non basti andare contro, anzi è sbagliato dire non basti, penso che non serva, penso che vi siano due dimensioni, la dimensione del gregge e quella del singolo, la dimensione del gregge è frutto della società attuale che vuole tutto conforme alle sue regole, pure nelle regole del suo disordine, perché ammetto, non viviamo in una società perfetta sotto nessun punto di vista, mentre la dimensione del singolo è proprio quella di cui parli te ma credo la interpretiamo in maniera diversa, dal mio punto di vista, tu parli di massa, dici di uscire dalla massa o andarvi contro, ma fidati che sempre di una massa farai parte, non sarai mai completamente unico, anche soltanto peril fatto che hai due braccia e un naso come tutti gli altri, o che magari sei che ne so triste o solare come almeno altre trecento persone nel raggio di due miglia da te, ciò che ti rende veramente unico è il tuo pensiero, il tuo modo di vedere le cose, non so se conosci Kant, è un filosofo, voglio raccontarti un aneddoto, sul modo di vedere delle persone, un aneddoto suo, con cui mi trovo particolarmente d'accordo, egli dice che ciascuno di noi vede il mondo come se avesse indosso degli occhiali da sole, e io aggiungo immagina che le lenti di questi occhiali da sole siano colorate, ciascuna di un colore diverso, miliardi di sfumature ciascuna per ogni persona sulla terra.
ok un altro ragionamente abbastanza confuso forse, spero che tu lo comprenda, se si ripresentasse l'argomento, vedrò di esprimermi meglio
Per quanto riguarda "quel ragazzo all'ultimo banco" vedrò di ricordarmi di scaricarmelo, purtroppo sono una persona parecchio smemorata.

Nuovo recensore
18/06/17, ore 15:55
Cap. 4:

Non ho particolari cose da dire riguardo al testo, a parte i soliti errori di battitura, mi viene da porti una domanda molto personale, se sarà il caso, te la porrò per messaggio privato quando e se risponderai alle mie recensioni, a questo punto della storia, a vedere da ciò che scrivi, non dubito del fatto che non ti interessi particolarmente il mio parere su di essao sulla tua persona, io rimango della ferma opinione che tu sia molto interessante anzi ti dirò sei sempre PIÙ interessante, e, questa tua apertura mi porta sempre più ad interessarmi a te, per assurdo è come se volessi conoscerti, più so e più voglio sapere, sono impaziente di avere una tua risposta perché mi incuriosisci davvero molto

Nuovo recensore
18/06/17, ore 15:41
Cap. 3:

Più vado avanti, più le cose che scrivi mi piacciono, invidio molto la tua capacità di esprimerti e insegnare contemporaneamente, man mano si sta formando nella mia mente l'immagine della tua persona, con questi testi ti esprimi, e da quello che leggo non riesco a fare a meno di trovarti davvero molto interessante, è come se, nella mia immaginazione tu fossi la tua storia, insomma sì visto da un punto di vista generale la nostra persona traspare dal comportamento, dalle azioni e dal modo di pensare quindi dovrebbe essere una cosa abbastanza normale essendo che in queste "storie" comunichi il tuo pensiero, che pensando di iniziare a conoscere collego alla tua persona. Insomma ciò che cerco di dire con questo ragionamento che ammetto sembra parecchio confuso, è che la sensazione che dai di apertura di te stessa verso il lettore è fantastica, è rara, e l'ammiro.
Per quanto riguarda la poesia, cavoli ma sei brava anche in quello, e come il dialetto per il primo capitolo hai saputo integrarla nel testo a regola d'arte.
Ti ammiro molto.

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