Recensioni per
Il Malato
di ten12

Questa storia ha ottenuto 5 recensioni.
Positive : 5
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
29/05/17, ore 14:56
Cap. 1:

Ecco la recensione per il gioco Obbligo, Verità o Salvataggio sulla pagina del Giardino. Ho messo subito gli occhi su questa OS perché sono masochista e vado matta per il genere drammatico, soprattutto quando riguarda malattie e varie ahah. Il tuo stile di scrittura mi piace moltissimo, è netto e conciso, senza perdersi via in troppi ricamini che spesso fanno perdere l'orientamento al lettore; solo una piccolissima svista > Sull'istante, apostrofato :)
Parlando del contenuto: che dire, è indefinibile (in senso positivo, obv). Non è solo drammatico, ha in sé una nota di inquietudine, di macabro quasi, soprattutto sul finale. Un finale tutto da interpretare: personalmente mi sono immaginata come se questa malattia fosse personificata da un demone, che abbandona il corpo del ragazzo nel momento in cui prende la botta, per andare ad abitare il corpo di qualche altro malcapitato, un demone che ti mangia da dentro. Anche il fatto che i medici non possano trovare una risposta, mi fa pensare appunto che la malattia sia dovuta a qualcosa di "Diverso" dal solito batterio.
Che dire, complimenti! (Mi incuriosisce anche la Long, appena avrò un attimo di tempo la leggerò ^^)
Baci
-Sarasvati

Recensore Veterano
09/05/17, ore 20:39
Cap. 1:

Solleva una domanda interessante questo scritto, davvero interessante.
Inquietante, se posso aggiungere, a modo suo e che rende la gioia del pezzo finale come macchiata, incerta. Si tratta, forse, di un gioco che consiste nel passare la malartia da una persona all'altra?
Vi sono molte parafrasi che potrebbero essere fatte usando questo macguffin, la malattia di cui il protagonista è affetto, il che è un pregio assoluto del testo a dispetto della sua natura sintetica: se ci si pensa un momento, si possono imputargli tantissimi concetti, anche diversi in maniera radicale, perché alla base è quella domanda verso la fine a dare peso alla storia.
Senza quella piccola osservazione sarebbe la storia di un vago "miracolo" ma raramente i miracoli sono veri ed ancora più raramente vengono senza un qualche prezzo a farli amari. Se qualcosa vuoi avere, qualcosa devi dare.
E non sempre chi riceve magari vuole avere quello che passi. Tuttavia, mettendoci nei panni del malato... noi ci faremmo quella domanda? 
Siamo onesti, innanzi ad uno specchio: renderemmo indietro la nostra situazione, ora salutare, per toglierla a qualcuno che l'ha presa al punto nostro? Faremmo qualcosa del genere dopo avere conosciuto il suo piacevole, diametrale opposto?

Non è una risposta facile però... questa è una storia che si merita complimenti ed una bandierina verde u.u
Alla prossima!  
 

Recensore Junior
07/05/17, ore 18:55
Cap. 1:

Ciao, eccomi per lo scambio. Ho scelto questa storia perché amo il dramma e amo le storie che trattano di malattie (sono una persona strana, lo so XD)
Sicuramente questa è una breve storia che fa molto riflettere.
Effettivamente chiunque potrebbe immedesimarsi nel protagonista, visto che non ha neanche un nome, e questa cosa mi piace molto.
In poche righe hai raccontato di una vita difficile e della sofferenza, sia fisica ma soprattutto mentale, che una malattia può portare. Fortunatamente verso la fine la situazione si risolve, ed il protagonista può finalmente recuperare tutti gli anni trascorsi all'ombra della malattia, anche se c'è quel suo senso di colpa molto curioso in effetti, chissà, magari c'è chi davvero pensa cose del genere, ed è strano, perché una persona dovrebbe essere felice di essere guarito, invece di pensare di "aver trasferito il suo malessere a qualcun'altro", ed in effetti è una cosa a cui non avevo mai pensato.
Ammetto che quando il protagonista si è buttato dalla finestra ho pensato che sarebbe morto, invece a quanto pare, questo gesto è stato quasi... provvidenziale [?]
Comunque, con frasi semplici il messaggio arriva immediatamente, il che è molto importante in una storia di questo tipo.
Non ho nient'altro da aggiungere, se non che sono rimasta positivamente colpita. Quindi alla prossima, ci si vede! ^^

Recensore Junior
04/05/17, ore 18:37
Cap. 1:

Eccomi qua per lo scambio di Hannah. Questa one-shot è piuttosto interessante, mi ha ricordato, soprattutto per le prime righe, Un malato di cuore di De Andrè. Non so se conosci la canzone, ma il clima è molto simile, anche se poi il finale è decisamente più triste.
Per essere un racconto tanto breve trasmette molti messaggi, non si parla soltanto di una costrizione fisica, ma mentale, almeno da come l'ho interpretata io. Spesso ci lasciamo sopraffare dalle nostre stesse paure fino a considerarle insormontabili, finiamo per porci dei limiti che potrebbero essere superati con un passo, eppure, stranamente, quel passo ci appare un abisso.
Ho apprezzato la scelta della vaghezza, del non dare un nome al personaggio principale e non specificare quale sia la malattia da cui è affetto. Il Malato potrebbe essere chiunque e, alla fine, un morbo vale l'altro, potrebbe essere interpretato come un limite imposto e autoimposto qualunque. Scritta bene e scorrevole anche questa, l'ho letta tutta d'un fiato, l'unico appunto che mi sento di farti è di rileggerla un altro paio di volte per gli errori di battitura. Bandierina verde, ovviamente!
Alla prossima,
Trix

Recensore Master
24/04/17, ore 19:02
Cap. 1:

Questa è una storia che mi ha fatto molto riflettere. Ho dovuto leggerla più di una volta per capirla per bene (ma non perché non sia scritta in modo chiaro o altro, affatto, ma perché è una storia tutt'altro che banale), e ancora adesso non posso dire di aver trovato un'interpretazione univoca, ho solo fatto alcune ipotesi.

Ci sono molte cose curiose in questa storia, a partire dall'identità del protagonista. Un protagonista che non ha un nome proprio, ma che viene identificato come se fosse il rappresentante di una categoria: il Malato, appunto, con tanto di lettera maiuscola. Questo ci fa capire come lo scopo di questa storia, in fondo, non sia quello di parlare specificatamente di una persona, di una vicenda univoca, ma di come il suo scopo principale sia quello di trasmettere un messaggio universalmente valido.

Il punto più enigmatico è, ovviamente, il finale, in cui il Malato si getta dalla finestra e trova quella cura che nessun altro riusciva a trovare. Così, facendo un balzo nel vuoto, un balzo del tutto cieco verso l'ignoto (tanto che addirittura cade all'indietro), riesce a trovare la soluzione.
Forse significa che a volte, il modo per sbloccare le cose, l'unico modo per trovare una soluzione, è spegnere la luce e brancolare nel buio. Fare un salto di pazzia, un salto di creatività, compiere un atto di immaginazione. 

Un pensiero inquietante, però, è il fatto che l'Ex-Malato, invece che gioire istantaneamente e pienamente della propria guarigione, pensa di aver trasferito la sua disgrazia a un altro individuo, oppure pensa a tutti gli altri che ancora soffrono. Mi sono fermata a riflettere se questo dubbio sviluppato dal protagonista fosse concreto, o fosse solo un suo assurdo senso di colpa (che tuttavia non è affatto irrealistico. Anch'io non credo che si possa semplicemente "gioire e basta", dopo essere usciti da una condizione di malattia durata vent'anni, durata tutta la vita). In ogni caso, è questo l'elemento decisivo che rende drammatica la storia. È molto curioso perché, annche se la storia di fatto finisce bene, lascia una sensazione di amaro in bocca. 

Molto bello anche il particolare del bicchiere d'acqua che viene introdotto subito, all'inizio della storia, per poi essere ripreso sul finale. Si vede che sei attento ai dettagli, e che non scrivi le cose a casaccio.

Un'ultima cosa, anche se non tanto importante, ma ci tengo comunque a dirtela: l'introduzione che hai scelto per la storia è veramente bellissima. Oltre a riassumere in modo davvero efficace tutta quanta la storia, è accattivante, poetica e commovente.

Io sono davvero contenta di aver scovato il tuo profilo, scrivi delle cose parecchio interessanti e poi sono d'accordo con te con ogni parola che hai scritto nella presentazione della tua pagina autore. 

Spero che troverò presto un'altra occasione per leggerti.
Alla prossima dunque!

Silvar