Recensioni per
Invisibile
di Sara Saliman

Questa storia ha ottenuto 1 recensioni.
Positive : 1
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
16/03/17, ore 21:40
Cap. 1:

Eccomi.
Con i fazzoletti, la cioccolata e gli occhioni sgranati. Innanzitutto, grazie tantissime per la dedica <3 Abbraccio tutti i milioni di motivi che possano esistere e spero ne esistano ancora miliardi per ricevere delle storie così belle.
Poi, grazie a te e alla tua immensa capacità di far cadere il lettore nella spirale e di condurlo per i bivi meglio di Ecate stessa (senza offesa, Trivia!). Che si può dire a questa oneshot se non è che una piccola gemma di ossidiana (giusto per restare in tema con i toni cupi dell'Averno)? E' un anello perfetto per quella long che vuoi scrivere su Ade e questo Ade ragazzino è una cosa meravigliosa.

Altra cosa, prima di passare alla recensione di caratteri e luoghi, i tuoi concetti. La Spirale la conosco bene, ormai è una mia vecchia amica, ed apprezzo il suo riflettersi nello sguardo di Ecate che Vede e Sa. Ma tutta la parte finale, dalla quote di Ermete Trimegisto, al Diviso ma Uno mi hanno letteralmente devastato. Tu -maleficah <3- sai perfettamente quanto questi concetti mi siano cari, soprattutto se legati alla famiglia infera. Vederli qui, con tutti i loro significati visibili e non, mi ha davvero stregato. E il colpo di grazia dato da Demetra mi ha lasciato in un brodo di giuggiole che non hai idea (perché anch'io Vedo e Prevedo quello che succederà xD). Appena letto la sua frase, ho pensato "embé, dov'è il resto?"
*Pepe va a riprendere i chap della long su Ade e Persie di Sale*

Ma vogliamo parlare di tutti loro? I Titani in sé li nomini, facendo riferimento alla tortura subita dai figli di Crono e al prossimo attacco, ma sono rimasta molto colpita dalle parole di Ade, circa il fatto di non avere una madre. Dopotutto Rea ha deciso di agire al sesto figlio, ma gli altri li ha bellamente lasciati lì, rinchiusi e schiacciati dai villi intestinali di Crono stesso. I fratelli dell'Ordine, invece, appaiono poco e già da poche parole si delineano: Zeus, ottenebrato dal potere (e dalla paura, forse?), Poseidone e il suo machismo, Era e la sua capacità di calcolo, capacità che la renderà degna di essere una regina per un re quale Zeus. Estia è quella che più stringe il cuore, perché dalla tua storia (ma via, l'ho pensato sempre anch'io) si intende come la maggiore fosse fortemente legata ad Ade e che per lui nutrisse un sentimento di una certa intensità. Certo, non fraintendiamo. Estia è il focolare, l'amore puro e non potrà mai ricambiare quelli che sono i sentimenti che si agitano nel cuore di Ade, ma come non comprendere lui e la sua infatuazione? Estia è colei che l'ha protetto, che ha mantenuto insieme i cocci del suo cuore diviso. Perché Ade, ahinoi, è uscito da Crono così: diviso.
Non più Uno.
Perché l'oscurità l'ha smembrato e lui deve ricucire insieme i fili che lo compongono. Deve Diventare ciò che e'. Come Ecate ha visto, quello che ha di fronte è un ragazzino, non il sovrano e il fratello di Fato che ha scelto di seguire.
Ade non ha più niente, perché sa che nemmeno Estia lo seguirà. Ade brama la pace che deriva dall'oblio, dal nuovo inizio. In una lettura di Tarocchi, Ade sarebbe il Matto, la carta O. Ade sa ciò che non vuole: non vuole una guerra, non vuole altre sofferenze, non vuole altre disperazione. Non è prettamente interessato all'Ordine in sé ma gli preme che l'Ordine esista per salvaguardare se stesso e tutti gli altri.
Attenzione però. Ade sa cosa non vuole, ma non ciò che non è.
Per quello ci vorrà Persefone, e per quello ci vorrà un Ade diverso, un Ade che si è ricostruito, bene o male, e che finalmente è diventato il sovrano e il fratello che Ecate Vede.
Dopotutto, alla fine Ade reclama il regno che è più simile a se stesso. Un luogo in cui si avvereranno i desideri a cui lui anela: una Casa, il luogo dove si ritorna, i fratelli che lui ha scelto.
Ed Ecate Vede ciò, nelle varie forme della Spirale, Vede se stessa e vede suo fratello e capisce perché lui. Perché Ade non è molto diverso. Anche lui ha bisogno di un posto nel mondo.
Ecate ha quella grazia della volpe del Piccolo Principe. E' addomesticabile ma sarà sempre selvaggia. E' colei che apre tutte le porte e che raccoglie tutte le scelte, è colei che si siederà sempre accanto ad Ade su quel prato, a capire come diventare loro un Uno, una Famiglia. Ecate è il finale che abbraccia. Un abbraccio ruvido e meno materno di quello di Estia, ma un abbraccio spontaneo, che sa di libertà e di comprensione, perché quei due si sanno, come si sanno tutti quelli che vivono al confine delle cose e sono capaci di riconoscersi con uno sguardo.
Li amo, tantissimo.
E amo te. Tantissimissimo.
E sto piangendo viscido <3