Recensioni per
Le avventure dell'Uomo Ape
di Aven90

Questa storia ha ottenuto 24 recensioni.
Positive : 24
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
29/04/17, ore 01:24

No, cioè... voglio dire...
*lo schermo rotea follemente con un sottofondo di AAAAAAAAAAAAAAAAARGH!*
Ok.
L'Uomo-Ape, al di là del deliziarci con ragguardevoli dettagli anatomici della sua nuova costituzione mutante (please erase those images from my mind immediatlyNOW), ci introduce al parente Lamberto. 
Lamberto che pare quel classico caso dello strano in famiglia. Nominalmente, l'unico sano in un paese di matti ed in una famiglia che ha dato i natali all'eroico Uomo-Ape.
Eroe che, all'altezza del capitolo il quinto, ha svolto gesta quali dichiarare guerra alle capre e non avere scritto un libro che mi punge il naso con il suo senso di citazione... chissà rivolta a chi ma non è importante! L'importante è un postino che viene rapito per ragioni che ora, e dico ORAH, sembrano inesistenti ma che tra due pezzi, sei giravolte e qualche shot di whisky probabilmente si riveleranno lampanti e nascoste nello stesso capitolo in cui appare... 
Oppure l'hanno rapito perché sì e basta. Con questa storia non ci sta mai da potersi dire sicuri e confortevoli di una certezza essendo tutto così sgangherato e casuale ma progettato. Toh, una parente dell'Uzbekistan.
Mmmh....!
Ma perché no? Voglio dire, dopo delle capre parlanti, il teschio del padre di Rosmunda (la madre di Lamberto) E degli alieni che gestiscono una cartolibreria per quale ragione non mettere dentro una villosa parente dall'Uzbekistan? 
Non dovrei nemmeno più farmi delle domande a questo punto. Credo che la cosa più saggia sarebbe quella di prendere uno shot di whiskey ogni volta che appare una divertente assurdità nella trama. Beninteso: morirei prima del capitolo decimo ma sarebbe interessante.

Quindi... alieni con piani di conquista che gestiscono una cartolibreria. Questi sono Grigi nonché spaventosamente inetti nel loro lavoro e ciò promette bene sulle loro intenzioni di conquista. In arrivo, suppongo, ci sono piani livello "ruberemo i loro calzini!" oppure "gli stringeremo tutti i lacci delle scarpe per farli inciampare!".
I rettiliani, invece, temono che gli umani s'infiltrino nei loro ranghi e facciano un governo ombra. It's time for PAYBACK, Visitors!
Come farà il nostro Uomo-Ape a difenderci dai Grigi? Probabilmente con l'aiuto di Capraven e della sua pistola giocattolo a tamburo di sughero quickscope max distance 10 centimetri livello dottore chiami un dottore.
Sto ancora collassando dalle risate, credo s'intuisca.

Fletto i muscoli, ridendo come uno stupido, e sono nel vuoto.

 

Recensore Master
28/04/17, ore 10:01

"Vado!"
E andò.
Già questa prima battuta mi ha fatto capire l'andazzo di questo capitolo, dove non sono mancate freddure - la battuta su Solo, cielo, mi ha quasi fatto cadere dalla sedia! - e robe prese alla lettera di detti come scheletro nell'armadio; nel caso del nostro protagonista, uno scheletro che sa motivare le persone e vedere il lato positivo nelle disgrazie.
A questo punto, visti il livello nonsense, nei prossimi capitolo devo aspettarmi un nonno Pino che è davvero un pino, un albero secolare nel centro di un'altrettanto secolare foresta. O magari no?

Alla prossima,
V.

Recensore Veterano
27/04/17, ore 22:21

Come promesso ho letto tutti i capitoli per farmi un'idea più precisa e non me ne pento. Il genere comico secondo me è uno dei più difficili da sviluppare ma tu ci riesci alla grande. La lunghezza dei capitoli è perfetta; quando penso che tu abbia raggiunto il picco massimo di nonsense mi stupisci tirando fuori l'ennesima assurdità - in senso positivo ovviamente.
Anche lo stile che usi è perfetto per questo genere, si vede che è una storia curata.
E adoro i piccoli richiami nerd qua e là. Davvero una bella storia:)

Recensore Junior
27/04/17, ore 16:02

MA È UN PINO LETTERALE. MA COSA. MA AHAHAHAHAHAHAHAH. Anche io voglio un cassetto che mi tenga i sogni, così non me li scordo. Sì, sto scrivendo ogni mia reazione mentre leggo. GRANDE, L'ALBUM DEI FIGUSOGNI. Sono d'accordo con lo scheletro: le righe orizzontali sulle magliette sono il male. Giangi, hai provato a guardare sul sedere? Essendo tu maschio hai già un pungiglione di tuo, ma non essendo quello di cui stiamo parlando potresti guardare nella zona dove si trova quello di un'ape comune.
Ancora non sono riuscita a identificare la cit dello scheletro, ma penso non c'entri tanto con lo scheletro in sé ma con ciò che ha fatto.
Qui ho una mezza idea su dove si trovi una citazione, ma sei davvero bravo e devo capire se sono io a farmi paranoie oppure se davvero l'hai messa. Potresti scrivere i fandom a cui potresti fare citazioni nella storia, così sarebbe più facile capire se la cit è una cit effettiva o una coincidenza e viva le ripetizioni.

Recensore Junior
27/04/17, ore 15:51

“Ma guarda che Solo è andato già a vivere con la principessa Leila! Non ha tempo per te! Casomai, vai a vivere con Chewbecca!” Qualcuno ha visto un polmone? Se lo trovate è mio, siete pregati di restituirmelo.
"e la voglia di succhiare il polline per fare una casa di cera era aumentata in lui!" Perché, aveva già voglia prima? Giangiorgio, mi sorprendi!
Ho riso molto di più rispetto al primo capitolo, che era più introduttivo. Spero che lo scheletro e nonno Pino ricompaiano. Non ho molto da dire perché sto ridendo (Near che ride OmG) e non riesco a parlare. Sentiti in colpa.

Recensore Junior
26/04/17, ore 13:56

Gioooorno! Sono qui perché ho scelto il tuo uovo per il gioco di Pasqua.
Partiamo con un'idea originale, che unita a un registro linguistico alto ma usato in modo comico crea una storia davvero simpatica. Io sono per i diritti delle api sottopagate. Mi trovate in piazza a protestare.
Scherzi a parte, il nostro Giangiorgio, grazie a Fulvia, pare essere il protagonista perfetto per una storia straordinaria, in quanto è particolare e imperfetto. Questa sua trasformazione mi ha ricordato molto "la metamorfosi" di Kafka o "le metamorfosi" di Apuleio in chiave comica. Il finale mi ha ucciso un polmone, senza particolari motivi.
Davvero una storia carina! Proverò a partecipare alla sfida da te proposta. Ciao!

Recensore Master
25/04/17, ore 18:58

Ciao!
Sono qui dal gioco di Pasqua de "Il Giardino di Efp"!
Ammetto, sono una novizia di questo genere! Difatti, mi sono voluta leggere prima almeno due capitoli per capirci qualcosa in più.
Ammetto nuovamente: non è il mio genere... ma, complimenti perché sai padroneggiarlo al meglio.
Sei riuscita a stupirmi in entrambi i capitoli. Prima con la nascita di un nuovo se stesso e poi adesso, con il "letterale" scheletro nell'armadio.
Nonno Pino è comunque il personaggio migliore. Mi fa morire il modo in cui lo conforta e come lo vede quasi da Supereroe.
Complimenti.
Non ho trovato nessun errore grammaticale o sintattico.
Brava.
Un abbraccio!
Juliet

Recensore Veterano
24/04/17, ore 16:46

Eccomi qui, con un po' di ritardo!

Le avventure di Giangiorno proseguono tra l'assurdo ed il nonsense: lasciato alle spalle uno scheletro nell'armadio, una maionese ed un sogno nel cassetto e un nonno dalle radici profonde, il nostro... "eroe"... si mette alla ricerca di una pistola.
Siccome ottenerne una vera e funzionante l'avrebbe reso un personaggio potenzialmente in possesso di qualcosa di sensato -e la trama trova ciò l'aspetto più terrificante di tutta la realtà- l'Uomo-Ape mette a frutto il suo ingengo e se ne fabbrica una di legno, giocattolo.
Mi sembra giusto.  
Per qualche ragione non mi aspettavo trovasse uno strumento offensivo vero ma una qualche scappatoia, come questa, che mantenesse la generale assurdità della vicenda ai giusti livelli. E' proprio ciò che mi sorprende; la trama continua ad essere, non prendermi a male anzi, assurda e scema ma è proprio questo il bello!
Non si sta perdendo nelle sue battute né trasformando in una cosa seria ma, di capitolo in capitolo, tira fuori nuove forze con le quali sfidare la nostra capacità di guardare ad essa senza farci una ed una sola domanda fondamentale.
"Aven, che cosa ti sei fumato?"
Se mi rispondi "il rosmarino" ti EXTERMINO perché mentiresti; non ti sei fumato niente e stai aggiungendo queste cose assurde con un senso abbastanza preciso, che mi piace.
Questa volta abbiamo una capra parlante e delle statue di monumenti fatti di foglie. Per quale ragione? Non ci serve conoscerlo, così come non occorre chiedersi per quale ragione ci sia un alieno in giro per il paese e nessun venditore dietro al bancone.
Perché farsi domande, poi? Questa storia NON vuole che tu ti ponga dei quesiti! Vuole che tu, semplicementi, accetti che qui l'assurdo è normale, nessuno si stupisce di niente e non esiste mai quello che cerchi.
Un momento...
Questa storia è la burocrazia universitaria! Nuoooooooooooooooooooooooooooooooooooooh!

Ottenuta la maschera da Ape, Giangiorgio sembra pronto a confrontare Capraven la divoratrice di monumenti. Credo che gli manchi un mantello e degli stivali, però.
E temo all'idea di come li otterrà...

Si prosegue bene, qui, e la cosa mi diverte piacevolmente!
Alla prossima! :)
 

Nuovo recensore
24/04/17, ore 10:46

Eccomi! Devo assolutamente dirti che il tuo stile di scrittura mi ha colpita subito! Sei ironico, divertente ed informale, uno stile che non trovo spesso qui su efp. Molti (probabilmente me inclusa) sono sempre molto decrittivi, affrontando tematiche pesanti e si incentrano su uno stile 'serioso'. Tu invece sei diretto, comico e hai un tuo personale metodo di narrare gli avvenimenti. A partire dal nome del protagonista ahahahah ma come ti è venuto?! Bello, mi è piaciuto! Ho anche pensato che potrebbe essere una parodia (concedimelo) de Le Metamorfosi kafkiane e la cosa mi alletta moltissimo!
Quindi... ci vediamo al prossimo capitolo! Complimenti ancora!
*Astra*

Recensore Master

Buonasera a te e buon sabato!
Ho trovato giusto dare una lettura attenta (e conseguentemente varie riletture) a tutti i capitoli che sei riuscito a pubblicare fino a questo momento, per cui spero che il mio parere possa essere soddisfacente per te, nonostante queste piccole precisazioni.
Devo dire che la genesi comico-demenziale di questa long mi ha ricondotto non solo al percorso di nascita di Spider Man (il primo capitolo ha dei riferimenti-parallelismi interessanti che comunque non sono brutte copie, sia chiaro) ma anche ad alcuni manga parodistici giapponesi dei quali sono appassionato, quindi è stato un buon inizio.
Giangiorgio è un personaggio immerso in un contesto nonsense e tragicomico che cerca di considerare quasi all'ordine del giorno, nonostante gli capiti quella nuova cosa che dovrebbe essere il turning della sua esistenza.
È un uomo comune che ha le sue abitudini e passioni, proprio per questo alcuni superficialmente tendono a sottovalutarlo o considerarlo fastidioso e una persona da allontanare, ma tutto sommato lui non sembra soffrire totalmente, basando la sua esistenza sulle piccole cose che tendono a succedere.
Non nasconderò che la leggerezza dei capitoli è stata tremendamente azzeccata per permettermi di leggere e trovare divertente il clima, così come vedere i personaggi non stupiti nel cambiamento del protagonista ma usare frasi abbastanza scoordinate o al limite del criptico/zen per controbilanciare il suo stupore/entusiasmo.
Ad esempio il nonno mi ha colpito perché è un personaggio che spicca nel suo essere misterioso e non scomporsi come quasi un sensei d'epoca; a rileggerlo mi ha fatto ridere per la naturalezza con la quale è nata e si è sviluppata la scena in sè!
Ammetto per candida ignoranza di non aver colto tutti i riferimenti presenti nella tua storia ma comunque delle mezze idee me le sono fatte e devo dire che danno un certo carisma e unicità alla storia, oltre che dare più spessore al fattore comico che sicuramente si sposa bene con una demenzialità mai troppo esasperata o forzata.
Il linguaggio è molto buono, curato e pulito, sia dal punto di vista grammaticale che ortografico, assolutamente una buona cosa perché dona fluidità e generale divertimento, creando più ilarità e allegria in un contesto chiaro fin dalle prime battute, mantenendo un buon ritmo con questi capitoli che creano bene lo sviluppo delle avventure.
Il capitolo con il cassetto è molto simpatico e in linea con la ricerca che Giangiorgio sta facendo in quel preciso momento della storia, ma il mio preferito credo che sia assolutamente quello su Capraven perché ha una struttura delineata, strepitosamente demenziale e autoconclusiva, descrivente una giornata tipica di questo eroe comune che sta cercando di cavarsela, imprevisti e battaglie a parte.
Complimenti perché sei riuscito a intrattenermi con un genere che dev'essere trattato con molta delicatezza e intelligenza: ridere è un'arte che non riesce a tutti anche se sembra semplice poterla esercitare, tu la giostri molto bene invece.
In bocca al lupo per i capitoli successivi, se riuscirò a ritagliarmi degli spazi qua e là (quest'anno è tremendo per gli impegni) continuerò molto volentieri.
Che uomo-ape sia e viva la sua esistenza stramba e imprevedibile!

Un abbraccio,

Watashiwa

Recensore Veterano
22/04/17, ore 14:36

Ehilà!
Scusami il ritardo, sono stata un po' impegnata con la scuola ultimamente.
Di solito non leggo storie comiche, non sono proprio il genere che preferisco, però devo ammettere che il titolo di questa mi incuriosiva. Molti personaggi dell'universo cinematografico o dei fumetti sono diventati eroi - o cattivi - grazie al morso di un animale, per esempio Spiderman. In questo caso invece abbiano un uomo, all'apparenza comune e del tutto ordinario che si ritrova in una situazione molto particolare e insolita.
Partendo dall'inizio del capitolo, ho apprezzato il riferimento all'Orlando Furioso, molto carino e particolare. Lo stile che hai scelto di usare mi ricorda molto quello delle fiabe o dei libri di racconti, è leggero, semplice, alla portata di tutti. E questo è indubbiamente un punto a tuo favore.
Anche il protagonista è ben costruito, con piccoli dettagli e qualche accenno sei riuscito a delinearlo alla perfezione. Non hai svelato tutto di lui, come è giusto che sia, ma allo stesso tempo non hai neanche detto troppo poco.
L'unica cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è l'ambientazione. Non è molto chiaro il "mondo" in cui si svolge la storia, soprattutto per il riferimento al campo dei Fagioli Giganti. Se era tua intenzione dare un'idea molto vaga dei luoghi allora è perfetto così.
Ho trovato molto simpatico il riferimento al lavoro sottopagato della povera ape, è stato un particolare che mi è piaciuto parecchio. Peccato che Ernesta Fulvia ci abbia già abbandonato.
Detto questo, come inizio mi sembra piuttosto promettente. C'è la giusta dose di comicità e ironia, un po' di mistero per creare la tensione adatta e anche una vicenda molto originale. Bravo!

A presto,
TimeFlies

Nuovo recensore
19/04/17, ore 15:22

Bene, sono finalmente qui a recensire la tua storia. Una storia senza grosse pretese, godibile, divertente e BEN FATTA (sono riuscito a leggere solo il primo capitolo). Non solo rendi bene l'idea di quello che sta succedendo, ma a me fai anche ridere. Il lessico è al top e mi hai sorpreso dando quella definizione di fiore. I miei complimenti.

Nuovo recensore
18/04/17, ore 19:35

Ciao, sono passata subito a recensire, dal momento che ho trovato giusto dieci minuti da dedicare a questa storia che mi ha... sorpresa.
Solitamente, quando sono alla ricerca di uno scambio di recensioni, leggo solo il titolo delle storie e l'eventuale Fandom, per non creare false aspettative! Mi aspettavo probabilmente qualcosa di totalmente diverso ma, questa storia, con la sua destabilizzante semplicità e ironia che, se mi permetti, appare d'altri tempi, mi ha piacevolmente colpita.
Mi piace molto il modo in cui scrivi e descrivi, perché lo fai con un tono quasi sempre scherzoso, allegro, piacevole: tutto questo favorisce sicuramente la scorrevolezza della storia :)
Inoltre, mi piace davvero tanto la scelta del nome del protagonista, perché conferisce alla trama qualcosa di unico: leggendo questo breve stralcio di storia, devo ammetterlo, ho avuto come la sensazione che cercassi si acquisire uno stile un po' "vintage", che ho assolutamente apprezzato!
D'altra parte, per mio gusto personale, preferisco i capitoli un po' più corposi, per avere una maggiore sensazione di continuità della storia: tuttavia, non ho ancora ben chiaro se questa scelta sia dovuta a un tuo gusto personale o è necessaria ai fini della storia, dunque, per il momento, non mi pronuncio più di tanto sull'argomento :)
Dunque, la recensione non può che essere positiva, nonostante le piccole critiche mosse ;)
a presto,
Rose x

Nuovo recensore
13/04/17, ore 09:21

Promemoria per me: mai leggere storie così quando ho intorno gente che dorme e/o se sto ingerendo cose. XD

Anche questo capitolo l'ho letto alla velocità della luce e ho riso dall'inizio alla fine. La battuta su Solo mi aveva già fatto pensare "Si comincia benissimo!" (devi sapere che io vivo di giochi di parole e richiami ai fandom di quel tipo), poi è arrivata la genialata lo scheletro nell'armadio, per la quale ho rischiato di sputare il caffè (ti confesso anche che ho cominciato a sperare di avere anch'io uno scheletro così simpatico). Ma come ti vengono in mente certe scene? :'D
La Dottoressa, invece, non la sopporto proprio, non riesco a provare la minima compassione nei suoi confronti. Provo molta più simpatia per il suo secondo paziente. uwu
"I suoi sensi adesso erano molto più sviluppati e la voglia di succhiare il polline per fare una casa di cera era aumentata in lui!" questa sembra davvero una di quelle frasi "alla Sio". Sarà che anch'io apprezzo quel genere di comicità, ma questa parte l'ho trovata davvero esilarante.
Non so cos'altro aspettarmi dal terzo capitolo, ma andrò subito a togliermi la curiosità. :'D
Inutile dirti che ti seguirò volentieri: non si può resistere al ronzio dell'Uomo-Ape! :'D Bzzzzzzz!

Nuovo recensore
12/04/17, ore 22:29

Caro Aven,
la tua storia comincia veramente con il piede la zampa giusta. :'D
Sarà difficile dirti qualcosa di originale in merito, perché mi sembra che gli altri abbiano già detto tutto, ma a costo di sembrarti ripetitiva sono intenzionata a comunicarti tutto ciò che mi ha colpito di questo primo capitolo.
Comincio quindi col dirti che mi hai strappato più di un sorriso. Ciò è dovuto alle gag che immaginavo nella mia testa, certo, ma anche al linguaggio che hai scelto, giocoso negli intenti, ma mai di basso registro. Anche i nomi mi sono piaciuti molto e - come sottolineava uno dei tuoi precedenti recensori - ricordano un po' quelli scelti da Sio/Scottecs. Un'altra cosa che apprezzo molto di questa tua storia è il tuo stile narrativo, che vede osservazioni più serie alternarsi alle suddette gag o alle battute come quella sulla precarietà dell'incarico delle api.
Non ho nessun appunto da farti, anzi. Da semplice lettrice (perché, di certo, non mi ritengo ancora degna di considerarmi una scrittrice), posso dirti che una storia così vorrei davvero vederla pubblicata su carta e ti auguro di cuore di riuscire a raggiungere un simile traguardo. Sarà prematuro sbilanciarmi tanto su una storia appena letta? Io penso di no e ho, invece, molta fiducia in te e in questo racconto. Qualcosa mi dice che non rimarrò affatto delusa.
Siccome sono curiosissima di leggerti ancora, volo verso il prossimo capitolo. :'D
Ti lascio una bandierina verde (peccato poterne dare solo una... sob sob) e un saluto,
A.

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