Recensioni per
Il mostro di Galgenberg
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 24 recensioni.
Positive : 24
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
25/05/17, ore 01:47
Cap. 4:

Ho letto questa storia tutta d'un fiato e, che dire, è fenomenale! Mi ha lasciata col fiato sospeso,  mi ha fatta emozionare, sperare che il giovane si potesse riprendere, e poi rabbrividire di fronte all'orrore che era diventato. Il finale aperto che si conclude con il rapporto di polizia come era iniziata tutta la storia è secondo me azzeccatissimo.  Non posso far altro che rinnovare i miei più sinceri complimenti, non capita spesso di trovarsi di fronte a scritti così belli! Detto ciò,  spero di non sognare niente di simile stanotte!
P.S.  ho scoperto i tuoi racconti da poco, ho finora letto "Il cavaliere di Valsgarde " oltre a questo, ma mi precipito a leggere il resto, merita tantissimo!  

Recensore Master
23/05/17, ore 10:52
Cap. 4:

Buongiorno! Quindi Leitner non ha avuto maggior fortuna di Thellmann, a quanto vedo.
A parte le logiche conclusioni, voglio lasciarti il mio parere sulla storia, oltre a ciò che ti ho già scritto nel precedente commento.
Benché sia una storia horror è scritta con un tale romanticismo ed una tale poesia, specialmente nei due capitoli centrali narrati direttamente da Thellmann, da avermi fatto a tratti dimenticare la natura principale del racconto. Come si può biasimare il giovane dottore per aver tentato di riportare in vita l'oggetto del suo amore, benché con metodi oscuri? La forza del suo sentimento nei confronti del ragazzo è tale da non conoscere limiti né confini, come del resto accade alla fine a Leitner nei confronti della moglie. Non mi sento di condannarli per come si sono comportati, hanno anzi avuto un coraggio straordinario.
Geniale, inoltre, concludere il tutto così com'è cominciato, con la lettera del poliziotto che trova i cadaveri.
Per concludere ti rinnovo i miei complimenti, sia per la trama che per lo stile impeccabile: devi sapere che io leggo tutto, rigorosamente, a voce alta, e per me è stato un piacere immenso immergermi completamente nella lettura del racconto, immaginando ogni scena nella mia mente e struggendomi insieme con il protagonista.
Quindi, ti faccio "chapeau".
A presto!

Come promesso, sono di nuovo qui, a recensire sia il prologo che questo primo capitolo.
Innanzi tutto adoro le storie horror, quindi mi colpisci in un punto debole. Seconda cosa devo ammettere tutta la mia ignoranza riguardo alle dotte citazioni che fai nel testo e che non fanno altro che arricchirlo.
Mi ha colpito profondamente, nel testo, il romanticismo che hai usato nel descrivere sia fisicamente che caratterialmente entrambi i personaggi principali, per non parlare poi dell'amore che il medico prova per il giovane ammalato, così struggente nella sua impotenza da avermi fatto sia commuovere che immergere completamente nella lettura. Purtroppo ora non ho tempo per continuare a leggere, ma di sicuro lo farò appena possibile, perché devo assolutamente sapere come si svolge il seguito della storia.
Anche questa scritta correttamente, senza errori, con uno stile scorrevole e coinvolgente.
A presto!

Recensore Master
21/05/17, ore 21:17
Cap. 4:

Tra le mille cose da fare riesco a passare qui solo adesso, chiedo venia :P

Insomma, che epilogo fantastico. Anzi che "Epilogo?", in pieno stile romanzo ottocentesco, dove l'epilogo di una storia non è che un possibile preludio a qualcosa di più grande.
La fine di questa storia è cruda ma anche lirica, nei dialoghi dei due uomini di scienza, che hanno entrambi ceduto alla chiamata dell'occulto.
Una trama lineare ma raccontata talmente bene che tiene con il fiato sospeso, che fa sobbalzare a ogni rigo, e che coinvolge con una suspance incredibile.
"Ma anche l’uomo più equilibrato del mondo, se esce dal misero cerchio di luce che la civiltà disegna nel buio della nostra mente, diventa un mostro" CHE BELLO.
Non so che dire, sono ammirata da queste righe. Ultimamente stai dando il meglio di te, e insomma non smettere mai di scrivere, mai eh. Mai.

Troppo geniale il fatto che la storia si chiude con un rapporto di polizia, esattamente come si era aperta. Che il dottore scettico vive una situazione simile a quella del dottore innamorato, due animi similissimi e diversi che sembrano scontrarsi, ma che alla fine commettono lo stesso grave errore.
Le persone alla fine sono persone, e questo il Diavolo lo sa bene, Diavolo inteso come sonno della ragione che genera mostri.

Davvero un capolavoro. Se questa storia non arriva prima classificata, mi trovi a lanciare petardi sul contest(?).
Vado a recensirti anche di là :3

~Sky

Recensore Master
21/05/17, ore 10:52
Cap. 4:

Gran bella conclusione!
Ho apprezzato che qualcuno abbia notato che l'omosessualità era considerata una malattia mentale, negli scorsi capitoli mi aveva sorpresa la disinvoltura del medico e di Erich nei confronti della situazione. E ho apprezzato molto la riflessione sulla pazzia: è verissimo che spesso e volentieri a un criminale sono attribuiti problemi mentali solo per tranquillizzarsi, per rassicurarsi che la maggioranza delle persone 'normali' non lo farebbe mai. E invece esperimenti di psicologia hanno dimostrato che nelle giuste circostanze, chiunque può fare qualunque cosa.
Il finale è stato ottimo: c'era quel momento di speranza che Leitner avesse capito come evitare i danni collaterali, e invece ...
Complimenti, questa è stata, in generale, una gran bella storia!

Recensore Master
20/05/17, ore 16:22
Cap. 4:

Eh, questo prologo col punto di domanda mi aveva incuriosita... infatti è un prologo per modo di dire, perchè la storia sembra ripetersi... lo farà all'infinito???? Leitner, che all'inizio non credeva al giovane medico, ha voluto provare sulla "sua pelle" e su quella della moglie le formule magiche, pensando che tanto non aveva nulla da perdere... ma ha poerso la sua vita, condannando la moglie alla dannazione...
Bellissimo finale, complimenti su tutto: come è scritta la storia, ambientazione, trasformazione dei personaggi... semore un gran 10 e lode, mio caro!
Avvisami quando inizi un'altra storia... ehehehe!!!!;))))

A presto!
Micia

Recensore Master
19/05/17, ore 18:01
Cap. 4:

Come una maledizione, Mefistofele continua a tentare con le sue parole suadenti. E dopo Thelmann, l'oscurità è passata nel cuore di chi più si è occupato del caso. Chi altri se non lo scientifico e logicissimo, razionale professor Leitner?
Non ci sarebbe stato niente di male, in fin dei conti, a provare ciò che Thelmann sosteneva di aver fatto al povero Erich. Se le cose fossero andate male, beh, Leitner avrebbe potuto dimostrare la falsità delle parole di Thelmann, la sua insana follia, la sua ossessione per la morte. Ma se tutto fosse stato vero, beh: cos'è la magia se non antica Scienza? (quella parte l'ho adorata)
E così si conclude questa storia, per cui ti faccio i miei più vivi complimenti. Emozionante, ricca di climax, degna di un'antologia di racconti dell'orrore. Ho "visto" e "sentito" ogni scena che narravi, si vede che l'hai scritta come se le parole ti venissero sussurrate. In un certo senso, l'horror è un po' così. Deve far rabbrividire anche te, così la finzione diventa praticamente reale!
Ancora complimenti: bravissimo.
_morgengabe

Recensore Veterano
19/05/17, ore 15:56
Cap. 1:

Ho divorato questa storia tutta d'un fiato nelle ultime due ore, e sai una cosa? La adoro! E' praticamente perfetta. Un horror in piena regola, come non ne leggevo da secoli. Penso di poterla definire un misto tra i classici racconti gotici tipo Frankenstein (perchè non solo il periodo di ambientazione è simile, ma c'è anche un mostro non-morto creato da un umano disperato. Vabbè che il mostro di Frankenstein era un tantino diverso da questo qua, ma ci siamo quasi), le storie di H.P. Lovecraft (più che altro per il messaggio in sottofondo: non andare oltre un certo limite con la magia nera e cose simili, altrimenti finisci male. Anzi, finisci malissimo), e un pizzico di storia d'amore alla Brockback Mountain (particolare che ho apprezzato molto. Lo sviluppo della storia tra i due protagonisti è a dir poco commovente, con un finale tragico che è un'autentica delizia). In più il finale è di quelli che ti fa riflettere: cosa faresti per salvare la persona che ami di più? Un tema dei più spinosi, a mio avviso (io personalmente non arriverei ad usare la magia nera, ma mi farei comunque in quattro).

Anche stavolta ti faccio i miei complimenti, carissimo, e ti saluto. Alla prossima!
(Recensione modificata il 19/05/2017 - 04:42 pm)

Recensore Junior
19/05/17, ore 13:53
Cap. 4:

Bellissima intuizione quella del finale aperto!

L'epilogo lascia intuire che non sia finita così, l'esempio del Dottor Thellman ha fatto proseliti e forse quello della misteriosa donna dalle vesti insanguinate non sarà l'ultimo o l'unico caso di feroci quanto inspiegabili omicidi.

Il dialogo tra i due uomini di scienza (Thellman rimane uno scienziato, lucido e coerente nel racconto e nel valutare le conseguenze delle sue azioni) è molto interessante; l'alienista lo ascolta all'inizio scettico, convinto di poter ricavare materiale per la sua diagnosi, ma alla fine si lascia affascinare dalle sue teorie, anche perché, come lui, ha una persona cara in pericolo di vita.

A riprova che quando la ragione e la scienza dormono nascono i mostri.

Recensore Master

Eccomi qui per recensire la terza parte di questo horror magistrale. Ti avevo detto che sarei passata, così eccomi. Devo dire che tutto ciò che è accaduto in questo capitolo mi ha lasciato i tremori e l'amaro in bocca insieme. Il dottor Thelmann si colpevolizza, ma effettivamente che colpe avrebbe? Come ci si comporta con un cadavere, né vivo né morto, che non sta dall'una o dall'altra parte della barricata? Cosa è giusto e cosa no, per lui? Cosa avrebbe dovuto fare il dottore? Io sinceramente non riesco a fare una colpa a questo novello Doktor Frankenstein modello cultista. Ha compito "cose innominabili" sul corpo del ragazzo, ne ha approfittato, ma tutta la situazione era a dir poco surreale. Credo che anche Thelmann possa dire addio alla sua sanità mentale, dopo quello che ha visto. Adesso viene spiegato il perché della scritta ebraica "morto" sulla fronte di Erich, e sicuramente il tutto a Thelmann è costato moltissimo.
Ha cercato in tutti i modi di far sopravvivere l'amato, di tenerlo con sé, ma non aveva le abilità, forse nessuno le ha, a meno di non essere un vero e proprio cultista completamente fuori dal mondo. Quindi certo non un dilettante come Thelmann.
Adesso sono davvero curiosa di sapere dove deciderai di far andare la storia. Torneremo chiaramente nel "presente" da questo flashback, immagino, a meno di non aspettarmi altre sorprese. Quindi...sto in attesa.
Complimenti.
_morgengabe

Ma io posso dichiarare amore infinito per il tuo modo di scrivere? Quando ti leggo, soprattutto quando leggo i tuoi capolavori horror, mi sembra di ritornare indietro nel tempo, a quando ho cominciato a leggere Lovecraft e ho conosciuto per la prima volta gli orrori inimmaginabili, i tamburi nell'ombra e i cultisti assetati di sangue nelle sue storie. Davvero, non posso che farti i complimenti perché tu, con queste storie, mi ritrasporti indietro e io rivivo l'amore con cui ho cominciato a leggere horror per la prima volta. E poi mi inquieti, mi dai un senso per continuare a leggere e divorare le tue pagine.
Dopo questa premessa, lunga ma doverosa: cominciamo ad addentrarsi, in questo lungo flashback, nei ricordi del dottor Thelmann. Quando ha conosciuto Erich, i loro primi discorsi, il ragazzo che sta sempre più male e perde sangue dalla bocca, uno dei sintomi del terribile male di cui soffre. Il dottore che scopre di aver distrutto i confini che dovrebbero esistere naturalmente tra paziente e medico e fa di tutto, di tutto per salvare la vita a Erich.
E cosa trova? Un libro, scritto in ebraico, e che lo conduce a Praga, la patria degli alchimisti, di Der Golem seppellito nel cimitero ebraico (non sai quanto ho amato quella città...è magica!)...e di tale Zadock.
Tornato con una nuova consapevolezza indietro, al punto di partenza, fa quanto deve...e gli risponde il silenzio.
Devo dire che mi sto divertendo a cogliere i tuoi riferimenti: tra Frankenstein della Shelley, Byron, Faust di Goethe c'è da perdere la testa. Ma è questo che deve fare un buon horror, no? Far perdere la testa. :)
_morgengabe

Recensore Master
14/05/17, ore 18:43
Cap. 1:

Ciao carissimo!
Prima cosa: tu me lo devi far sapere quando pubblichi qualcosa di nuovo, mi fa sempre piacere passare da te, leggerti e recensirti! Doppiamente quando scrivi qualcosa di horror, dato che tu con certe trame vai a nozze e mi rendi una persona un po' più felice.
Dunque: l'inizio, con il resoconto che il professor Leitner legge nel suo studio, mi ha molto ricordato opere del calibro dei racconti di Lovecraft con i Miti di Cthulhu o Lo strano caso del Dottor Jeckyll e del Signor Hyde. Apprendiamo che un uomo, Erich, è stato ucciso, e che Erich era un paziente di un tale dottor Thellmann.
(Quando hai parlato di simboli tracciati con il sangue non ho potuto esimermi dal pensare doppiamente ai Miti di Cthulhu e al Necronomicon)
Il professor Leitner intende fare bene il suo lavoro e vederci chiaro in quella storia: semplice pazzia? Mania omicida da parte di Thelmann? Oppure esiste un qualche movente?
Gli portano "l'assassino" e c'è qualcosa di bizzarro nel suo modo di comportarsi, si nota subito: magari è stata la follia di un momento? Perché adesso no, Thelmann non sembra affatto pazzo.
E questo lo deve notare per forza anche Leitner.
Poi, distruggi ogni certezza e dai il via alla follia, quella vera, da far battere i denti, alla fine, con la frase “Non era più vivo da circa cinquanta giorni.”
A quel punto, ho capito che probabilmente amerò questa storia ^^
Al prossimo capitolo!
_morgengabe

Recensore Master

Fiuuuuu...!!! Che capitolo... hai descritto benissimo (sai che novità....!!!) il tutto, l'evolversi terrribile di Erich fino a diventare il mostro... ma la cosa più terribile è che, se all'inizio lui sembrava essere una bambola ubbidiente e senza coscienza di sè, andando avanti nella "trasformazione" si è come reso conto di che cosa era diventato... e il nostro medico ne rimane più sconvolto che il pensare ai suoi delitti. Se fosse rimasto una sorta di manichino assassino, come un animale che non capisce, forse le cose sarebbe state più "facili" per il protagonista, ma così si è reso conto di aver creato qualcosa di più di un semplice "mostro". E il fatto che Erich alla fine gli chiede di ucciderlo, e gli mostra il collo da tagliare, la dice lunga su quello che era diventato...
Bravissimo, caro, adesso tremo di più all'idea del rimorso e delle conseguenze legali che questo avrà sul nostro giovane medico...

Micia

p.s. hai scritto con un carattere molto piccolo... non so se volevi fare così o se è uno sbaglio ;))

Recensore Master

Eccomi qui, non vedevo l'ora di trovare aggiornata questa storia :)

È stato un capitolo terribile, indubbiamente. Pur già conoscendo la "fine" degli eventi, o meglio come si sarebbe conclusa la vicenda di questo "revenant" che conserva poco del povero Erich, osservarla da vicino è stato straziante.
Straziante sia per lo stesso Erich che per il dottor Thellmann. Il primo che si trova a riacquisire lentamente la lucidità nel corpo di un mostro assetato di sangue, incapace di contenersi e costretto a uccidere per saziarsi, il secondo che si trova a dover fare i conti con ciò che ha fatto, dopo aver attraversato più volte tutte le fasi del lutto.
Da questo capitolo trapela innanzitutto la profonda umanità del dottor Thellmann, che non cede allo sconforto, che continua ad avere speranza in qualche modo, che addirittura trova "familiari" i colpi che provengono dalla cantina. Che cede alla pulsione della carne, che non poteva soddisfare prima a causa della malattia di Erich.
Il povero dottore non ha scampo e sembra esserne consapevole, eppure aspetta, tergiversa, si perde in se stesso con la speranza che le cose possano migliorare, nonostante sia evidentemente consapevole (così com'è consapevole il lettore) che ciò che ha fatto può avere solo una spirale discendente che porta alla più completa rovina.
Molto bello il titolo del capitolo, anche, che effettivamente fa da sfondo alla vicenda. Erich, condannato a desiderare la carne umana per saziarsi e dominato da un'istinto bestiale, così come il dottore, che si sforza disperatamente di continuare ad amarlo anche se ormai sa che non è più possibile... insomma, a entrambi è negata proprio quella possibilità, la possibilità di amare, che sembra rendere disumani.

Mi domando che cosa sarebbe accaduto se il rituale fosse stato "completo", ma è una domanda che non serve a nulla, così come non era servito a nulla l'accanirsi del dottore nel voler "salvare" Erich... se non a peggiorare le cose.
Bellissime anche le descrizioni e la suspance di tutte le scene, dalla prima all'ultima. Aspetto comunque con ansia il prossimo capitolo, che suppongo sarà il conclusivo, e intanto ti faccio i miei complimenti per questa storia meravigliosa.
A presto.

~Sky

Recensore Master

Okay, il dottore ha perso tutta la mia stima nel momento in cui ha ammesso di aver approfittato di Erich.
Ma a parte questo, la sua angoscia nella situazione è davvero molto ben resa. Il progredire della mostruosità di questo ... zombie, chiamiamolo così, è davvero agghiacciante, così come i particolari dei suoi delitti. E i momenti in cui il medico si trova da solo in casa dopo il delitto fanno davvero accapponare la pelle. Le sue emozioni sono davvero ben descritte.
E anche quelle di Erich, anche se descritte dall'esterno, arrivano al lettore con una forza tremenda. Il segno sulla sedia, e il momento in cui ha tentato di aiutare il medico a ucciderlo, sono stati davvero strazianti.
Complimenti, gran bel capitolo!

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