Recensioni per
Il mostro di Galgenberg
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 38 recensioni.
Positive : 38
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
05/07/17, ore 14:21
Cap. 4:

Finali aperti: my kink!
La perplessità è: ha fatto fuori il marito, o un altro pover'uomo random?
E che fine farà questa nuova creatura nata dalla superbia e dal desiderio dell'uomo?
Eh, che fine farà??? *occhioni imploranti*.
Scherzo, so che quando si scrive fa piacere che ci sia chi chiede una continuazione, ma so anche che le storie hanno una loro vita, e che quando si è detto quel che si voleva dire non c'è bisogno di continuare solo per far felici i lettori.
Un'osservazione che mi sono scordata di fare nello scorso capitolo: finalmente c'è un protagonista intelligente che lascia le istruzioni in caso qualcosa andasse storto, e possibilmente in bella vista. Certo, questo costituisce un bel problema, alla luce di quel che avverrà poi nell'epilogo, ma era anche l'idea più saggia e razionale.
Ora mi do all'altra storia horror, quella in cui un gruppo di scaltri soldati americani decide di spigolare croci ingioiellate nel bel mezzo di un ridente ossario.
Ci risentiamo là!
Tua affezionata lettrice,
N.

Recensore Junior

Letto (divorato; oddio, forse il termine in questo contesto è un po' creepy!) ieri pomeriggio, mentre schiumavo sul sedile posteriore dell'automobile, con i pacchi del trasloco addosso.
Che dire? Terribile e straziante, però molto ben raccontato.
Alcuni passi mi hanno colpito più di altri; l'affermazione che lui fa di essersi approfittato di "Erich", che mi ha dato la misura della disperazione e anche del disgusto che il nostro sventurato protagonista deve aver provato per sé stesso; il fatto che tutto il loro rapporto sia costretto ed ingabbiato nell'espressione di comando "Vieni qui", una frase breve e ripetuta che però contiene un mondo (la bellezza di quel che era e la miseria di quel che è ora).
Una frase martellante come i colpi del prigioniero alla porta della cantina, di cui però, alla fine, il protagonista sente nostalgia (e anche questo è terribilmente triste).
E poi la scena della scrittura, dove il golem interpreta linguisticamente, ma non emotivamente ciò che gli viene chiesto, e il messaggio della pietra tratta dalle rovine, un vero pugno nello stomaco più di quanto lo siano state le descrizioni di interiora e sventramenti.
Che dire?, torno a ripeterlo perché sono spiazzata; penso tra l'altro che questa sia la coppia letteraria (parlo solo di libri, fra anime, manga, film e videogiochi l'elenco è lunghissimo) a cui mi sono affezionata di più dopo Odisseo e Penelope, Ettore e Andromaca, Filemone e Bauci, Aragorn e Arwen, Capitan Fracassa ed Isabella, Erec ed Enid, Soseki e Neve e Siva e Parvati (per non citare i protagonisti de L'amico ritrovato, che non sono coppia coniugale o amorosa, a rigore, ma vabbè).
Avrei voluto davvero vederli insieme.
Chissà se esiste un aldilà in cui potranno trovarsi.
Mi è piaciuto molto Grosvenor, ma questa storia, forse perché io amo le tragedie, mi è rimasta nel cuore.
E questa, signori, è la punizione che mi spetta per scrivere sempre storie tristi in cui muore qualcuno.
N.

Sono commossa.
Da tante cose.
Le citazioni che inserisci nel testo e che gli danno vita (il libraio Jung: una casuale omonimia?), la tensione delle descrizioni che sono sempre puntuali e ricche, ma mai eccessive, la tensione, in realtà, di tutto il racconto.
Per quanto non apprezzo la futilità dello yaoi, così apprezzo invece quando l'amore viene trattato per quel che è, a prescindere da chi lo prova. Questo sentimento pieno di necessità e di compassione è ben vivo in ogni parola e scena, e la ricerca della vita eterna per chi si ama è toccante perché alla fine è così che reagiremmo tutti nella stessa situazione di Friedrich.
Penso di non aver mai letto niente di così profondamente romantico, sia in senso "storico" che in senso emotivo, e siccome non mi capita spesso di trovare qualcosa di autenticamente romantico ma al contempo non melenso, sono piacevolmente scossa e molto emozionata.
Il golem, l'occultismo, l'ebraismo mitteleuropeo ed ashkenazita sono miti di quando ero piccola, mia madre me ne parlava spesso. Immagina la mia gioia nel ritrovarli qui, anche in un contesto così cupo e triste.
Che bellezza! Sei sempre bravissimo.
Ora, con permesso, torno a sospingere la mia tremula barchetta in questo mare di lacrime e sangue.
N.

Recensore Junior
02/07/17, ore 03:07
Cap. 1:

La descrizione della storia prometteva bene, e anche se mi piace tanto Grosvenor volevo leggere qualcosa di più drammatico (sto vedendo ora X 1999 delle Clamp, un anime di una tristezza veramente eccessiva, e sono nel mood).
Che dire?
L'inizio è bello e già il personaggio del giovane tubercolotico emana qualcosa di sinistramente affascinante. E poi...occultismo ottocentesco, fisiognomica, manicomi, storie d'amore...basta, ma che perdo tempo a fare? Mi butto subito nel gorgo di Sefirot e sangue che mi aspetta (sembra che io non abbia preso sul serio il prologo ma ti assicuro che non è così).

Recensore Veterano
01/07/17, ore 12:10
Cap. 4:

Ogni volta che leggo un tuo scritto, ne rimango sempre piacevolmente affascinata.
Questo racconto é pieno di emozioni ben descritte, l'amore inspiegabile che nasce all'improvviso, il senso di impotenza e oppressione davanti alla morte e la ricerca di tentativi anche al limite dell' umanità per poter salvare chi si ama.
Ho apprezzato tanto il senso morale di Thellmann nel rendersi conto di dover rinunciare alla fine a quella persona, perché ciò che gli ha inflitto è tremendamente peggio della morte.
Eppure, nonostante l'abominio di quel gesto, non puoi che provare dolore e compassione per il giovane medico.
Ho adorato tutto di quesra storia, il mistico, il senso di sbagliato ma che inevitabilmente si dimostra affascinante, la poesia, la dolcezza di Erich, il dolore della perdita e la rassegnazione a qualcosa che sembra non poter essere sconfitto: la morte.
Come al fine di ogni storia, non posso far altro che rinnovare i miei complimenti, lettura piacevole, lessico ricco e trama avvincente.
Sono sempre più rapita da ciò che scrivi. ♡

Recensore Master
22/06/17, ore 14:42
Cap. 4:

E siamo arrivati alla fine.
Devo dire che mi ha fatto un po' strano leggere al presente, ma verso la metà del racconto ho iniziato a farci l'abitudine ^^ Thellmman è inattaccabile, anche il medico l'ha infine capitolo: è vero che generalmente le credenze diffuse, persino la logica, non ci permettono di capire dove inizi la realtà e dove si ferma la fantasia. Anche adesso, se vogliamo essere esagerati, possiamo davvero affermare con certezza che il mondo in cui viviamo è reale? Possiamo affermare che tutto ciò che vediamo è vero? (Quest'ultima cosa è un no a prescindere, visto che parte di ciò che vediamo è creato dal nostro cervello per non stressare la nostra vista). Ovviamente sono discorsi molto complessi, la concezione della realtà alle volte è molto relativa, e dipende anche dall'esperienza. 
Lo psichiatra ha dovuto completamente cancellare le proprie esperienze passate e aprire la mente, infatti, per comprendere che in fondo il collega aveva ragione; certo, sarebbe stato meglio che gli avesse diagnosticato la pazzia, condannandolo o al manicomio o alla forca, ma questo putroppo per lui è un altro paio di maniche. Epilogo? Ma quale epilogo: la storia inizia e finisce con un referto, ed è tutt'altro che finita. Chissà se la donna verrà mai fermata, prima di diventare troppo abile per essere uccisa.
Ma visto che non è detto che continui... Cosa ha sbagliato lo psichiatra? Ha commesso anche lui un errore o è la natura della formula stessa ad essere malvagia? Certo, è difficile che uno che non si sia mai occupato di occulto possa risolvere il problema di Thellmann, eppure ne sembrava convinto...
In ogni caso, la storia è davvero ben fatta, complimenti! Rapida e d'impatto, senza effetti speciali come combattimenti e trame intricatissime, solo un crescente senso di ansia che si consolida nel terzo capitolo, lasciando a quest'ultimo una breve calma prima della tempesta.
A presto
Spettro94 

Recensore Master

Ma che ansia. Giuro, questo capitolo è un continuo salire fino a raggiungere un climax macabro e mistico al tempo stesso; veramente un lavoro coi fiocchi. Si vede la creatura perdere la natura di automa vivente man mano che si nutre di sangue e carne fresca; ma più si nutre, sperimentando emozioni e persieri "umani" e più un efferato istinto bestiale lo forzava a cercarne ancora, e ancora, e ancora. Bellissime le parole "cogente imperio", che riassumono in moso poetico e solenne la situazione dell'ormai ex non morto. Le reazioni del dottore e del paese, le ronde, i dettagli macabri dello smembramento delle vittime. Tutto ciò, veramente ben fatto, va però in contrasto con il finale. E qui va fatto un discorso: da critico ho apprezzato comunque questa crescita del mostro, che ha tentato di farsi uccidere per non dover assassinare altri innocenti o l'uomo che ha amato negli ultimi mesi di vita, tuttavia da lettore accanito, quindi giudizio personalissimo, non posso non confessrare l'ultima parte mi ha svuotato di tutta la carica e la temsione accumulata per tutto il capitolo. Mi aspettavo davvero uno scontro, una fuga, magari un insieme fortunoso dei due; vedere il medico struggersi nel terrore e nella colpa, arrivando a ucciderlo per puro istinto di sopravvivenza e forza della disperazione. Non è brutto come finale, ma l'hype che mi hai fatto salire in questi due capitoli si è un attimo freddato, e di questo ne sono rimasto un filo dispiaciuto. Ciò non toglie che il lavoro che hai fatto è stato superbo, e che comunque non vedo l'ora di leggere come va a finire; sono sicuro che gli appunti che ha lasciato nel cassetto si riveleranno fatali.
D'altronde, il collezionista di Praga l'aveva avvertito, e la colpa degli omicidi, infine, è solo sua.
A presto!
Spettro94

P.S. Stanotte mi sognerò questo mostro, lo sento xD

Recensore Veterano
09/06/17, ore 11:51
Cap. 1:

Eccomi, come promesso.
Posso qui confermare che il tuo stile asciutto e scarno qui ha raggiunto il culmine, e non è una critica. Anzi!
Lo stile, la scelta della prima persona, i fatti narrati con rigore marziale, la cura degli elementi storici mi hanno ricordato l'atmosfera di Dracula, di Bram Stoker, il tutto trasportato in una cittadina del nord della Germania. Si respira la stessa aria di raziocinio che incontra l'irrazionalità, proprio come tra il dottor Seward e il suo paziente nei momenti più calmi e tranquilli, Renfield, o tra Seward e il dottor Van Helsing, quando cerca di far capire al collega che i mostri esistono e che la mente di un dottore deve sempre rimanere aperta, anche all'inverosimile.
E mi par di capire, dalla decapitazione e dallo sfondo narrativo, che la trama sfrutta una creatura altrettanto maligna, del folklore di quel secolo.
La scena è molto curata, così come lessico e ambientazione. Ho apprezzato tantissimo la tua cura per i dettagli e per le ricerche che si denotano dalla narrazione, il lavoro che c'è dietro è davvero mirabile.
La storia mi ha catturato per due motivi: uno è lo stile, interessante e "fuori tempo" ma che hai saputo sfruttare appieno per calare il tuo scritto in tutt'altra epoca; e poi il confronto tra i due "dottori". Un dottore è chiamato ad analizzare un suo collega, il quale, all'apparenza pazzo e preda di attacchi omicidi, si mostra padrone di se stesso e detentore di un segreto sconvolgente.
La caratterizzazione dei due personaggi, nonostante sia solo agli inizi, mi ha subito fatto capire alcune cose: abbiamo l'uomo posato, asciutto, pronto a etichettare ogni più piccolo dettaglio (questo è stato un particolare aiutato dal tuo stile, mentre "elenchi" l'aspetto fisico dell'altro) e a dargli una definizione (piega romantica, tratti seri), scettico e sicuro delle sue conoscenze; e poi abbiamo l'uomo che gioca con poteri più grandi di lui, che esplora e che si è macchiato di un orrendo crimine, che trascende il potere umano, timoroso di Dio adesso che vi deve fare i conti e preoccupato da un potere che sembra avere appena risvegliato. Che ce ne siano altri, come il povero disgraziato morto di tubercolosi?
Un altro complimento va a come hai redatto, in modo credibile, il verbale del poliziotto; questo si aggiunge ai pregi di questa nuova storia.
Andrò presto avanti con la lettura, per ora mi fermo qui e ti faccio i miei complimenti.
A presto!

Eccomi ^^
Dunque, se volevi farmi sentire un ingorantone in materia, con frasi in latino e citazioni... ci sei riuscito xD. Scherzi a parte, la storia prende, e molto. Il baldo giovine, non così baldo fino alla fine, ha attratto davvero il giovane medico, si parla addirittura d'amore; le cure prestategli in questo periodo di completa clausura sono state un misto di profesionalità e amore, come si evince anche dalla gita alle rovine. Lungi da me fare critica, ma baciare un malato di tubercolosi non dovrebbe essere controprodente? Insomma, non si può neanche dire che il dottore non lo sapesse: si è girato quando ha starnutito, giusto all'inizio della storia. Forse al tempo non avevano collegato le cose, forse è solo una distrazione; in ogni caso, ho elaborato due teorie: o che hai dei globuli bianchi così in forma che il suo corpo sembra essere uno Stato di Polizia, dove non si muove paglia se questi non vogliono, o qualche pratica occulta di basso livello l'ha fatta davvero ed è immune da malattie come la tubercolosi :) Che il baldo giovane e aspirante militare fosse stato vittima di un rituale l'avevo già pensato lo scorso capitolo, con le scritte in ebraico citate nel rapporto, ma non pensavo che l'avrei visto così presto. I miei complimenti sono dovuti: ogni scelta è ben spiegata e logica, e i dialoghi tra i due personaggi sono appassionati e filosofici; un po' come Hans e Stuart, ma qui non sono nemici. nè hanno visioni della vita così differenti. Condividono passioni, hanno rispetto reciproco, come hai anche citato, ed è normale che si siano trovati ben prima dei due aviatori. Così è normale anche il fatto che il dottore, i nomi li devo un secondo memorizzare xD, non facia un piaega e di punto in bianco cerca di salvare l'amato grazie all'occulto: lui ci è già passato, e le vecchie abitudini sono dure a morire, come dimostra il fatto che non ha abbandonato i libri, nonostante li consideri un peccato di gioventù ;) Veramente ottimo, passerò il prima possibile a leggere anche l'altra parte, forse già domani.
A presto!
Spettro94

Recensore Master
05/06/17, ore 12:11
Cap. 1:

Non ricordo se era stata questa la storia che mi avevi suggerito, nel caso avvertimi che leggo pure quella.
Un intro molto interessante, a mo' di rapporto di polizia. questa storia inizia in maniera empirica: le conseguenze sono agli occhi di tutti, addirittura espresse con una certa nota di fomralità, di solennità. Spetta a noi e al nostro strizzacervelli di turno scovare la verità tra le sfumature della mente del paziente, tra i suoi deliri, forse anche nelle leggende soprannaturali. Qual'è la verità? Che sia un semplice assassinio da parte di un medico in un raro quanto furioso raptus omicida o qualcosa di più? Sarà interessante vedere chi tra questi due uomini di scienza riuscirà ad avere la meglio sull'altro, dialetticamente parlando. Si prospetta infatti uno scontro di nervi, di botte e risposte, di intuito e illusione. Perché, per quanto uno possa aver studiato, non credo che discernere la mente di un estraneo sia semplice, per niente.
Alla prossima
Spettro94

Ti rinnovo anche qui i complimenti fatti in precedenza :) Il capitolo si legge che è una meraviglia e ho apprezzato molto il crescendo insito nella relazione tra Eric e il Dottor Thellmann. Un amore così forte da accecare persino le menti più analitiche... top. Mi sono lasciata trasportare dalla malinconia che trasuda tra le righe e devo ammettere che mi dispiace per il nefando motivo che li ha fatti incontrare.
Ma, a mio avviso, la vera chicca è la ricerca del medico, pronto ad abbandonare la razionalità per l'occultismo.
La scoperta dei libri, il viaggio verso Praga, l'incontro con Zadock... Mi hanno incollata alla schermo. Poi va beh, è anche vero che adoro il genere, per cui m'inchino alla tua abilità di descrivere l'argomento così bene XD Ho apprezzato molto anche i vari riferimenti esterni, che hanno arricchito il capitolo.
Punto in più anche per la fine. Davvero magistrale.
Appena ho tempo leggo anche il resto, promesso! :)

Recensore Junior
04/06/17, ore 18:15
Cap. 1:

Inizio davvero magnifico, non c'è che dire.
Il tuo stile è molto fluido e descrittivo, accompagna in modo sublime il lettore all'interno della vicenda, catturandolo nei fatti. Ho molto apprezzato anche l'atmosfera che si respira tra le righe; una sorta di miscuglio tra Frankestein e Lovecraft.
Sono davvero curiosa. Corro a leggere il prossimo capitolo :)

Nuovo recensore
31/05/17, ore 20:05
Cap. 4:

Come promesso eccomi qui! Mi piace tantissimo come scrivi: il tuo stile mi ricorda i miei amati libri di letteratura inglese, (anche se poi siamo in ambiente tedescofono) e le frasi in latino danno sempre un tocco di classe. "L'umanità sotto il ghiaccio" che citi mi rimanda ai ghiacciai di Mary Shelley, tanto che il protagonista tenta un esperimento anch'esso creando una creatura, (perdonami l'annominazione), che si trasforma lentamente in un incubo. Il dottore all'inizio è fiducioso di queste forze misteriose che riportano l'amato in vita, ma poi viene catturato dalla disumanità di ciò che vede, una creatura che da fantasma diventa quasi zombie nutrendosi di carne umana. Esegue gli ordini proprio come il golem ebraico, quasi presago, in un ambiente tedescofono. Ho amato i riferimenti a Galvani, che hanno ispirato anche Mary Shelley, per esempio, e la letteratura di fine Ottocento, (quindi lo stile è molto immersivo nel genere), ma soprattutto ho amato le scene d'amore: un amore delicato, fatto più di sentimenti che di carnalità, dei due protagonisti. La cosa che più mi ha colpito è che l'oggetto amato si trasforma lentamente in fenomeno mediatico attraverso i giornali, perché viene alla fine odiato. Forse è una riflessione un po' avulsa dal contesto però sembra quasi che siano gli altri a cambiare di più attorno al "mostro" più che lui stesso, come con la creatura di Mary, dove non è lui ad essere il vero mostro, ma lo scienziato che lo aveva creato.

Nuovo recensore
31/05/17, ore 19:48
Cap. 4:

Ciao! Finalmente ho il tempo per recensire le tue opere che ho letto. 
Parto con questa, in quanto colei che ho apprezzato maggiormente. L'alchimia, le trasmutazioni, l'esoterico e via dicendo mi hanno sempre profondamente appassionata.
Devo dire che tu sia uno dei migliori scrittori su Efp che io conosca. Il connubio di storie peculiari, scrittura ottima, citazionismo e esistenzialismo presenti nelle tue opere le rendono d'un calibro superiore alla norma. Sei veramente un ottimo scrittore. 
Per quanto riguarda l'ambito sintattico-grammaticale, ho già espresso cosa io pensi e la mia opinione non è variata, tutt'altro. Ho apprezzato molto leggere le tue storie più serie e mature, trovandovi non solo molti riferimenti alla letteratura/mitologia, ma anche riflessioni profonde e lugubri. 
Trovo tu sia in grado di gestire perfettamente i fili narrativi, e la suspance è un elemento caratterizzante di ogni capitolo. Il lettore non si annoia, segue con peculiare attenzione ogni singola frase. 
Ho trovato l'idea del finale aperto spettacolare, che assomiglia vagamente alla concezione di Schopenhauer del susseguirsi degli eventi.
Dal mio personale punto di vista, ho apprezzato ogni cosa di questa storia. Il tema trattato, quello dell'uomo che spezza le leggi della natura dichiarandosi ''super partes'' e finendo immancabilmente in un abisso di follia e oscurità. L'uomo che tenta di sostituirsi a ''Dio'', la morte, e crede di poter riavere ciò che immancabilmente diviene polvere. L'uomo affascinato e stregato dall'Oscuro, dal vietato. I personaggi, vividi e reali, i loro sentimenti descritti minuziosamente, i loro affanni.
Ho amato particolarmente questa tua riflessione: ''Ma anche l’uomo più equilibrato del mondo, se esce dal misero cerchio di luce che la civiltà disegna nel buio della nostra mente, diventa un mostro''. Veramente toccante, lapidaria e veritiera. 
Meriti veramente tanto.
A presto.

Recensore Junior
25/05/17, ore 01:47
Cap. 4:

Ho letto questa storia tutta d'un fiato e, che dire, è fenomenale! Mi ha lasciata col fiato sospeso,  mi ha fatta emozionare, sperare che il giovane si potesse riprendere, e poi rabbrividire di fronte all'orrore che era diventato. Il finale aperto che si conclude con il rapporto di polizia come era iniziata tutta la storia è secondo me azzeccatissimo.  Non posso far altro che rinnovare i miei più sinceri complimenti, non capita spesso di trovarsi di fronte a scritti così belli! Detto ciò,  spero di non sognare niente di simile stanotte!
P.S.  ho scoperto i tuoi racconti da poco, ho finora letto "Il cavaliere di Valsgarde " oltre a questo, ma mi precipito a leggere il resto, merita tantissimo!  

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