Recensioni per
Malombra - Le origini di un eroe
di La_Moltitudine

Questa storia ha ottenuto 34 recensioni.
Positive : 33
Neutre o critiche: 1 (guarda)


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Recensore Junior
12/07/17, ore 10:37
Cap. 2:

Mi è piaciuto molto, devo dirlo. Scivi bene, le parole scorrono via ricorrendosi una dopo l'altra come le acque cristalline di un fiume. Vieni trascinato nella lettura dalla sua corrente gentile, che pian piano poi diviene più impetuosa, impendondoti poi di sottrarti alla storia, ai suoi personaggi e ai panorami incantevoli della Puglia. Una scelta coraggiosa quella di ambientare storie di eroi in Italia, di solito te li immagini in grandi metropoli Americane, come New York ad esempio, mentre tu hai scelto un anonimo paesino marittimo sulle sponde dell'Adriatico. La scena che più mi ha colpita è quella dell'autobus, io non riuscirei mai a stare zitta restando indifferente, anche a costo di prendere due pugni in faccia difenderei quel tenero ragazzino che ha anche, più o meno, l'età di mio figlio.

Recensore Junior
12/07/17, ore 05:45
Cap. 1:

Seppur breve, l'introduzione riesce a dare un quadro piuttosto chiaro dei personaggi e, soprattutto, dà i giusti input per invogliare a proseguire.
La descrizione degli ambienti è praticamente perfetta: mi sono vista la stanza disegnarsi un pezzo dopo l'altro quasi ci stessi camminando dentro. Anche i protagonisti, come dicevo, sono descritti in maniera chiara e risultano essere dei personaggi piuttosto curiosi: di certo non mi pare strano che figure così eccentriche abbiano rivestito (o ancora rivestano) un ruolo come quello dell'eroe di professione!
Mi pare di notare qualche contaminazione da Boku no Hero Academia, mi sbaglio? Tirare fuori così a tradimento uno dei miei principali punti deboli è quantomeno sleale!

Recensore Veterano
12/07/17, ore 01:03
Cap. 1:

Buona sera! (O buona notte, dato l'orario?)
Questa storia sembra davvero molto interessante, e sono sicura che non mancherà l'occasione per poter leggere il resto.
Mi piace il tuo stile di scrittura, semplice ma curato. Non ho trovato errori e apprezzo il fatto che i capitoli siano brevi.
Essendo solo l'inizio non posso dirti molto, ma sei riuscito a incuriosirmi, quindi è già un buon inizio.
A presto!
itachi

Recensore Junior
11/07/17, ore 16:17
Cap. 14:

Mi scuso per il ritardo, ma purtroppo sono sommersa dagli impegni. Forgive me, pls!
Innanzitutto: ti ringrazio del ringraziamento <3 Questa prima parte è stata davvero travolgente e le idee non ti mancano affatto. Mischiare la criminalità organizzata, piaga che affligge il popolo, con la fantasia sugli eroi è stata una cosa bellissima. Per tutto questo primo grande atto, hai fatto davvero un bel lavoro e, se continuerai così, di sicuro avrai le tue soddisfazioni in futuro.
In quest'ultimo capitolo ho avuto modo di apprezzare nuovamente la tua maestria nelle piccole descrizioni. Marcellino, non nego, me lo sono sempre immaginato come una sorta di bambola assassina. Sguardo, aspetto e modo di parlare totalmente inquietanti. Chi non avrebbe paura di lui? (*tossisce* Forse, Shadow...) E chi lo sa... forse un giorno sarà il suo stesso zio a tradirlo...
Ah, quando la criminalità incontra la politica... hai toccato un tasto dolente di molte società. Non vedo l'ora di vedere come tratterai questo brutto argomento. Mi sa che Malombra dovrà affrontare prove ben più difficili e pericolose della rissa con quei quattro cani di strada. Qui andiamo contro alla furibonda e scaltra Triade... Pagusa non può farcela da solo, avrà bisogno della mano dei suoi amici. Eh!!!
Che dire: ti aspetto con il secondo grande atto, *Renato Zero mode on* non dimenticatemi, eh! Io sono qui.
Un bacio,
Rory

Recensore Veterano
10/07/17, ore 08:55
Cap. 14:

Rivediamo "il cattivo" , se così si può definire, facendo nascere un infinità di domande su di lui.
La descrizione del suo ambiente, di questa bottega, è quanto mai da brividi. Mi immagino file di pupazzi in penombra che mi fissano.
Inoltre nell'odio che Catino e tutti provano verso di lui, credo ci sia altro.
Credo che una parte della loro mente abbia colto l'inumanita di quel mostro. Non tanto per i poteri che possa avere o meno. Da quello che ho capito, gli eroi sono considerati come umani e lo stesso credo valga per i super cattivi.
Con o senza i suoi poteri, qualsiasi fosse il suo ruolo nella società credo che sarebbe stato odiato e tenuto alla largo lo stesso.
Cogliendo in lui l'assenza di ciò che rende umani.
Questa è almeno la mia osservazione di quest' ultimo capitolo, quindi forse sbaglio.
Bella storia, aspetto il seguito.
Grazie per avermi citato ma ho fatto ben poco per meritarmelo.

Recensore Junior
08/07/17, ore 21:45
Cap. 13:

Il pensiero di Cho era "DAI CAZZO, SPINGI QUEL MALEDETTO BOTTONE". Che carino vedere il giovane Malombra impacciato e titubante. Anche io mi sono ritrovata parecchie volte in quello stato di confusione, e timore di "saltare", quindi lo capisco benissimo. Ma, a volte, bisogna avere coraggio e salire su quel determinato treno che chissà dove ti porterà. Perché di corse simili è probabile che non ne passino più in futuro. Carpe diem. Cogli l'attimo, giovane Malombra!
Altro capitolo molto godibile, sumo-cho è simpaticissimo. "Un broccolo verde d'invidia"... immagino che questa sia l'influenza delle battute squallide che di solito dice Pagusa... O forse è il contrario? xD Vabbè, resta il fatto che i due sono molto belli insieme.
Ci si vede al prossimo capitolo, Moltitudine!
Un bacio,
Rory!

Recensore Veterano
08/07/17, ore 07:38
Cap. 13:

L'esitazione di Pagusa è resa perfettamente, il momento dei "cazzeggiamenti " infantili sta per finire, è ora di fare sul serio. Dimostrando un po' di buon senso, questo lo mette in ansia. Su Sumo-chon ho qualche problema a immaginarmi questo ragazzo che va in giro vestito da lottatore di sumo. Se non gli ridono in faccia è perché lo fanno di spalle.

Recensore Junior
06/07/17, ore 22:41
Cap. 12:

"se ti va’, vorrei darti una mano.
-A fare cosa? – Chiese il Pagusa, non riuscendo a trattenere un sorrisetto da gnorri.
-L’eroe, Jack… - sussurrò Mag, facendo aderire il palmo della mano alla faccia.
-Oh, capisco, ti ringrazio ma non cerco una spalla. – Il sorrisetto si tendeva sempre di più.
“Il bastardello si diverte, ci prende per fessi [...]" <--- Ma io rido fino a domani.
L'ho letteralmente adorato!
Il fatto che Pagusa fosse così sadicamente ironico non mi stupisce: lo immaginavo che uno cinico come lui, fosse anche un po' mattacchione (o come direbbe Cho, "coglione", ma dettagli). Sento aria d'amore in vista tra una certa Magda ed un certo Gaetano... Oppure è solo un'impressione mia? ;D Mi chiedo che tipo di storia ci sia stata in passato tra i due: se era semplicemente una relazione professore/studentessa modello o... qualcosa di più. Vedremo come si evolvono i fatti, anche a livello amoroso <3 Mi chiedo perché, essendo tanto brava, Magda si sia trasferita a Sentinella e non in una città un po' più "rinomata", insomma. Brava com'è avrebbe potuto fare carriera e crearsi un nome altrove, come ha fatto Gaetano che se n'è andato a Londra. Ma alla fine il nome non conta neanche tanto se al mondo c'è gente come Pagusa che ignora deliberatamente la tua esistenza.
Detto ciò, complimenti sempre per il modo di scrivere. Forse avrei preferito qualche descrizione in più circa l'ambientazione, ma va bene così.
Un bacio,
Rory!

Recensore Junior
06/07/17, ore 14:27
Cap. 11:

La signora aveva una ragnatela di rughe al posto del viso, [...] pareva avesse duecento anni <--- https://www.youtube.com/watch?v=9no_lgCOsI4

Scusami, non ho resistito alla tentazione. A parte queste sciocchezze: oddio, il fatidico incontro è quasi arrivato! Non vedo l'ora di leggere. Come sempre, scrivi che una meraviglia. Malombra: lo sapevo che si faceva chiamare così u.u La sentinella di sentinella fa decisamente... schifo. Non volevo dirlo, ma purtroppo è così.
Tra poco leggerò anche il 12esimo: sono troppo curiosa, per la miseria! I miei complimenti per come riesci ad intrattenermi. È colpa tua se trascuro lo studio, sappilo.
Un bacio,
Rory!

Recensore Junior
06/07/17, ore 10:55
Cap. 10:

quand’ecco che spunto questo tizio <--- spunta*

aveva gli occhi di fuoco <--- una dolce similitudine con un personaggio che io amo tanto <3 <3

Che dire: adoro. Mi piace molto come si stanno evolvendo i fatti e tu li descrivi sempre in un modo superbo. Gaetano, con quell'insolita ed innata classe, così lontana dagli standard della Periferia di Sentinella delle Acque, è come un giglio in mezzo ad un campo di sterpaglie. Perdonami il paragone, direi lo stesso pure se fosse ambientato nella periferia di Napoli (nella quale abito). Però io ho occhi solo per il Pagusa. Mi dispiace.
Non vedo l'ora che arrivino a conoscersi! Chissà cosa e come accadrà!
Presto cercherò di leggere ciò che mi sono persa :3
Un bacio,
Rory!

Recensore Veterano
05/07/17, ore 12:46
Cap. 12:

Finalmente il tanto atteso incontro è avvenuto, con qualche accenno al passato di Gaetano e Magda.
Pagusa si è comportato proprio come mi aspettavo e il "bastardello si diverte" ci sta tutta.
Quando poi pensa che Gaetano voglio fargli da spalla, me lo sono immaginato con il vestito da Robin di batman.

Recensore Junior
04/07/17, ore 18:10
Cap. 11:

(Eccomi, ritardataria e logorroica come avevo anticipato)

Buonsalve! Devi sapere che io uso una tecnica ben collaudata per capire quanto un testo è coinvolgente. Sarebbe, comincio a leggerlo all’una e mezza di notte e vedo per quanto tempo riesce a risultarmi più d’intrattenimento del mio letto. Sì, lo so, è geniale, congratulati pure u.u
Quiiindi, com’è andata la Malombra in quanto a coinvolgimento? Mezz’ora. Niente di terribile, ma si può fare di meglio – più avanti nei capitoli, com’è ovvio, ha cominciato a interessarmi di più, ma solo perché ho apprezzato altri aspetti della storia e dello stile che mi hanno fatto pensare “ehi, è di qualità, diamogli fiducia!”; ma non dovrebbe essere il lettore a investire il suo interesse, dovrebbe sentirselo strappare anche contro la sua volontà, e questo coinvolgimento istantaneo mi è mancato.

Una delle ragioni sta negli infodump. Sono dell’opinione che un infodump, se proprio strettamente necessario, non deva essere più lungo di tre righe e non deva assolutamente comparire nel primo capitolo. Tu li inserisci di continuo, e visto che scrivi bene, a tratti sono anche piacevoli; ma se si contano pure le descrizioni lunghe e frequenti, dopo un po’ la piacevolezza si perde e il lettore medio (cioè, io) comincia a scalpitare perché vuole la trama. Però non ti direi mai “senza le descrizioni la storia mi sarebbe piaciuta di più”; non è vero, perché il tuo stile, il tono che vuoi dare agli eventi, mi sembra profondamente legato alla composizione attenta delle atmosfere, degli ambienti, dei dettagli della quotidianità. Il tuo scopo, dall’impressione che ho avuto, è inserire il lettore una società che gli appaia il più possibile ben delineata e verosimile, concreta, ma farlo con pacatezza ed eleganza. Il difficile è riuscirci senza annoiare.

Fidati del lettore! Fidati di noi! :) E’ il primo consiglio che mi viene in mente. Gli infodump nella maggior parte dei casi non sono necessari quanto sembra; dai tempo al lettore di arrivare al quinto capitolo, e avrà appreso o intuito da quello che succede, dai dialoghi, dai comportamenti, tutto quello che un infodump gli può dire d’importante. Se non l’ha appreso, magari non è importante, non per la trama. Sono veramente pochi i casi in cui il lettore “non capisce” e si irrita per questo; porsi domande e aspettare di avere abbastanza elementi per collegare da sé i punti coinvolge, a patto che questi elementi vengano serviti. Mentre gli infodump irritano al 100%, rompono la naturalezza, quindi rompono il coinvolgimento, e sono un po’ una resa dello scrittore: “Non posso mostrartelo, te lo devo raccontare io, fermati e ascolta”. Il tuo modo di raccontare sarà anche bello, ma il lettore non vuole stare fermo. Per questo bisogna chiedersi dieci volte se quell’informazione ha un’utilità, se quest’utilità compensa il sacrificio, e se non c’è proprio nessun modo di farla assorbire con il mostrato che non vada a sacrificare qualcos’altro (tipo, boh, l’organicità della storia). Non parlo solo degli infodump veri e propri, ma anche dei mini-infodump, informazioni che spuntano un po’ ovunque senza molta attinenza con quello che i personaggi stanno vivendo.

Ad esempio, raccontare dei componenti della famiglia di Giacomo e dei loro mestieri; volevi sicuramente far capire che Giacomo non ha trovato stabilità a differenza degli altri, ma secondo me è superfluo, perché vedendo, sentendo, vivendo quello che Giacomo fa, io percepisco benissimo che non è stabile. Di Lisa al momento non mi interessava niente, e anche quando/se comparirà non mi ricorderò quello che mi hai raccontato di lei. Ho bisogno di cose concrete, mostrate, a cui aggrapparmi. Giacomo entra nella stanza di Lisa, ora vuota, e non ci ha ancora fatto l’abitudine? Giacomo sorride rigirandosi in mano il rossetto che si è dimenticata lì, perché lasciava sempre tutto in disordine? Giacomo si imbatte nel peluche a cui Lisa aveva strappato la testa per ripicca mentre litigavano? Dopo che mi hai fatto percepire questo, puoi dirmi che è andata a Londra e io me lo ricorderò; se non è abbastanza importante da sprecare inchiostro a farmelo vedere, ti dovrebbe venire il dubbio che neanche l’informazione in sé sia importante.
Si sente benissimo che alla storia hai lavorato molto, sei sceso nei dettagli, hai costruito accuratamente; ma più si è affezionati a una storia, a dei personaggi e a un’ambientazione, più non si deve cadere nella tentazione di condividere tutto il possibile con il lettore, anche quando non necessario.

“Il vero problema del Pagusa stava nel suo caratteraccio: era annoiato da più o meno qualsiasi cosa, tendeva a porsi in modo caustico e cinico verso chiunque, rendendo difficile il suscitar simpatia nelle persone intorno a lui, anche quando faceva del bene.”

Io non sono una purista dello "Show, don’t tell!", ma sono sempre a suo favore quando si tratta di descrivere un carattere - specie se si tratta di un protagonista. E non è la questione del “non voglio sapere tutto di lui fin da subito”: non hai certo detto tutto, la gradualità la rispetti, riveli pian piano. Ma secondo me rivelarla così danneggia il personaggio: io Giacomo voglio conoscerlo vedendolo, non sentendomelo raccontare; non me ne importa niente del giudizio del narratore, sono io che sto leggendo e che devo costruirmi Giacomo nella mia testa per affezionarmi. Non lo costruisco con un raccontato, perché il raccontato non comunica; banalizza. Voglio leggere "lui", non su di lui.

Anche per quanto riguarda l’introspezione, ho due esempi da farti.
“L’Ombra lo inquietava, ma al tempo stesso era la forza cui si richiamava quando le cose si mettevano male. Chi dei due era la maschera? Giacomo Pagusa, detto Jack, o l’Ombra, in piedi di fronte a lui?”

Questa è una domanda che si sta ponendo Giacomo. Il lettore può sentire il suo dubbio, può vederlo incerto davanti a uno specchio con l’immagine di un demone dagli occhi rossi, può inquietarsi.
Anche se l’inquietudine sarebbe stata più concreta se questa scena fosse stata messa dopo il combattimento, quando non c’è bisogno del narratore per sapere cos’è l’Ombra, comunque è una bella introspezione. Spontanea e un po’ ambigua, come l’introspezione dovrebbe essere.

“E poi c’era lui, il Pagusa, che a parte l’eroe non avrebbe saputo che altro fare nella sua vita. Qualsiasi alternativa gli destava solo noia, e alimentava quel sentimento di vuoto che riempiva le sue giornate. Se aveva scelto di essere un eroe, non era per nobili ideali, tutt’altro, negli ideali non ci aveva mai neanche creduto. Tutto ciò che lo motivava era la frenesia data da quella violenza socialmente accettata, quel superare le proprie paure, dimostrando a sé stesso di avere coraggio, di servire a qualcosa, anzi, di valere qualcosa.”

Quando l’ho letta una parte di me diceva “Bel personaggio, cavolo, questa cosa del fascino per la violenza socialmente accettata mi piace”, ma l’altra parte diceva “Chissà quanto mi sarebbe piaciuto intuirlo da me durante la storia, sentendo cosa prova quando pesta qualcuno”. Tra sentire e sapere non c’è paragone; questa è troppo esplicita e poco comunicativa a livello emotivo per essere introspezione, è informazione. Un’informazione interessante, ma un potenziale sprecato.
La cosa bella è che tu mica non lo metti perché “non ti va” di perdere pagine a mostrarlo: i pestaggi ci sono, la sua ferocia è mostrata! Avrei intuito questo lato del suo carattere anche senza l’aiuto del narratore; leggerlo prima di assistere alla sua violenza durante il pestaggio non me l’ha resa più chiara, solo più ovvia.

Altro esempio simile, su Gaetano, per cambiare: “Ecco che ancora una volta cercava di fuggire dal suo lavoro, e questo lesto lo ritrovava, sottraendolo a una quiete che per quanto disperatamente ricercata, forse non desiderava affatto, nel profondo del suo cuore.”
Mentre lo leggevo, lo sapevo già. Hai già mostrato la sua curiosità verso Giacomo, il suo rapporto con l’eroismo, l’hai mostrato gradualmente e molto bene, direi. Gaetano non è un’anima stanca e inquieta perché ha bisogno di una vacanza, lo è perché gli mancano i suoi giorni da eroe, questa era l’idea che mi ero fatta. Che avevo percepito. Esplicitandolo togli semplicemente spazio all’interpretazione del lettore, e io, come lettore, il mio spazio lo voglio. Il tuo narratore è un po’ troppo intrusivo.
...Wait: mi è venuto il dubbio che forse quello non fosse un commento del narratore ma un pensiero di Gaetano, e in questo senso non l’avrei percepita come informazione inutile ma come presa di coscienza del personaggio. Il fatto è che a quel punto nella lettura mi era abituata ai commenti del narratore, e mi sarebbe servita una spintarella per entrare nella testa di Gaetano, prima di ascoltare la riflessione sul volere o no una vacanza (magari anche soltanto vederlo aggrottare le sopracciglia).

Esempio positivo: il modo in cui Giacomo controlla se ci sono like sulla foto del pestaggio di instagram. Quello mi ha inquietato, perché non c’era il narratore a dirmi che era inquietante, c’era solo un ragazzo di diciotto anni che guardava la violenza appena compiuta – che il lettore ha visto a sua volta - sperando di avere un seguito.

Ultimo esempio, poi giuro la smetto di annoiarti (ho appena realizzato che sono uscite due pagine word D:). Atto II, il dialogo di Madge e Jack: inizi con un infodump sul loro rapporto, e già lì dicevo “Mostrato sarebbe stato meglio”, poi cominciano a parlare e… Fanno capire tutto. Tutto quello che hai detto nell’introduzione, che poteva veramente essere tagliata di netto. Per carità, utilizzare un dialogo al posto di un infodump può essere orrendo, i dialoghi-infodump a volte sono forzati in maniera fisicamente dolorosa, ma il tuo era uscito bene. Era naturale come gli altri tuoi dialoghi, non imboccava il lettore, lo rendeva partecipe molto meglio di quanto poteva fare il raccontato iniziale o la tua scelta di farlo assistere alla scena dopo il raccontato iniziale. Stesso discorso di prima: dopo, il lettore ha l’impressione che non ci sia niente da scoprire; banalizzerebbe qualsiasi cosa profonda, perché la profondità è data dalle sensazioni che condividiamo sul momento, non dalle informazioni.
Insomma, nel tuo caso non ti sto parlando di “Show, don’t tell!”, ma di “Show as you can, don’t tell too much, and don’t do both!”
 
Altre osservazioni random e chiudo: (per random, intendo random)

  • 1. Come già detto, le descrizioni le ho apprezzate, hanno un tono poetico al punto giusto, e anche alcune delle più semplici le trovo fatte molto bene (come l’inizio primo capitolo). Quelle più noiose invece sono quelle statiche (come il vestito di The Gentlemen al primo capitolo). Insomma, ti consiglio di aumentare le descrizioni dinamiche, fatte per verbi oltre che per aggettivi. Ti vengono pure bene, quindi…
    2. …Broccolo*-* E’ uno dei nomi più belli della storia della letteratura.
    3. ...Ma c'è una fazione di eroi criminali? *-* Comunque, Marcellino, confido in te. Come main villain lui mi ispira.
    4. La trama, come pensavo, è originale e penso abbia un bel potenziale, tra l’A.E, Triade, Instagram e psicologia inquieta dei personaggi. Ben impostata, insomma, promette diversi conflitti su diversi piani.
    5. Il carattere della storia mi sembra piccolo, ho ingrandito per leggere. Di solito la visualizzazione cambia passando da telefono, Ipad e computer, non c’è una grandezza che vada bene per tutto, ma la maggior parte su efp sono scritte più grandi (mi pare).
    6. Ti consiglio di usare le virgolette « » invece dei trattini, sia perché sono più eleganti, sia perché ti permettono di far interrompere le frasi ai personaggi con più chiarezza e naturalezza, mettendoci un trattino. Intendo:
“«Ma questa osservazione è praticamente inuti-»
«Coscienza, taci.» La interruppi”
  • 7. Non mi convince molto il capo della banda con la pistola che aspetta che tutti e sei i suoi scagnozzi siano umiliati prima di tirarla fuori. Poveri scagnozzi. Però la scena del combattimento mi è piaciuta molto, c’è un mix ben riuscito tra mostrato e raccontato.
    8. Non so se l’hai già letto, ma una tizia chiamata Gamberetta ha scritto nel suo blog un mini-manuale molto completo sullo Show don’t tell (anche su dialoghi e descrizioni); non concordo in assoluto con tutto quello che c’è scritto, ma l’ho trovato utile, se vuoi te lo linko.
    9. Continuerò a seguire la storia, ma se recensirò di nuovo sarà una recensione breve e semplice, promesso! :D
    10. La cosa più banale che ti può consigliare un recensore: continua a scrivere, perché cavolo, scrivi bene. Sono solo molte scelte stilistiche che non condivido, ma quelle sono scelte: tutte le tecniche raccontato/mostrato/descrizioni varie che ho consigliato o criticato le sai già utilizzare, lo so dal terzo capitolo. Non lo dico per dire, insomma: nella tua scrittura, oltre che impegno, c'è potenziale. 

  •  

Recensore Veterano
04/07/17, ore 13:52
Cap. 11:

Hai trasmesso benissimo la sensazione di attesa e speranza che prova Jack aspettando il telegiornale.
L'unica cosa che non mi convince del tutto è che non ci sia neanche un riferimento alla famiglia.
Dal capitolo 9 sappiamo che la madre è in casa, in questo viene scritto "Dopo aver imposto il silenzio in tutta la casa" quindi non dovrebbe essere solo.
Secondo me ci andava qualche riferimento ai suoi genitori, anche semplice "i suoi genitori presero a borbottare fra loro preoccupati".
Per il resto tutto bene, anche se prima mi esalti l'animo con l'inizio per poi interrompere il capitolo troppo presto, lasciandomi in attesa del prossimo capitolo.

Recensore Junior
02/07/17, ore 12:25
Cap. 9:

Maria Pagusa era nata e cresciuto <--- cresciuta*

quasi quella azioni casuali <--- ???

Cho (Sumo-cho): sembri scemo, ma in realtà sei proprio coglione <--- AHAHAHHA

Ed eccomi qui, a recensire il nono capitolo di questa fantastica storia. Che tenerezza la signora Maria. Le mamme son sempre mamme, vorrebbero solo il meglio per i figli. Peccato che il loro meglio non sempre corrisponde a quello verso cui aspirano i figli. Pagusa è un bravo figlio, alla fine a parte darle queste preoccupazioni causate dalla sua "professione", non fa nulla di male (a parte spazzare le braccia dei sedicenni sugli autobus <3 scherzo ahahha). Instagram poi è un tocco di classe. Ammetto che sono rimasta colpita, però immagino che in un'epoca dominata dai social... Il social sia fondamentale per crearsi una reputazione. Purtroppo. Vabbe, come al solito, hai saputo ben incanalare le emozioni di una madre allarmata e quelle di un teenager che deve sorbirsi (per giuste ragioni) le sue sottili lamentele. Mi chiedo se con "un giorno sarai fiera di me" intendesse in verità dire "IO sarò fiero di me".
Adesso ti lascio, ci si vede alla prossima recensione.
Un bacio,
Rory!

Recensore Veterano
02/07/17, ore 05:22
Cap. 10:

Avrei pensato che Gaetano avrebbe subito usato Facebook, immaginando cosa avrebbe fatto l'eroe.
Si vede che lui appartiene a un altra generazioni.
L'attenzione con cui si è vestito lo trovata divertente, tutto perfettamente curato solo per andare in un bar.
Finalmente... si va a incontrare Magda!

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