Recensioni per
Das Lied der Vergessenen Helden
di Saelde_und_Ehre

Questa storia ha ottenuto 13 recensioni.
Positive : 13
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
24/07/17, ore 09:17

Ciao carissima,
scusa se ti commento solo adesso, ma ho avuto un po' da fare. Come sempre, leggerti è un grande piacere. Molto bella questa storia del giovane Arnulf, in bilico tra libertà e dovere, tra responsabilità e vita della foresta senza legami nè doveri. È la storia di un adolescente che deve prendere la sua strada, tra tentativi e ripensamenti, ma che alla fine sceglie quello che gli riesce meglio, e quello per cui è cresciuto.
Sono curioso di vedere cosa gli succederà, dal momento che penso lo incontreremo ancora.
Bravissima come sempre!^^

Recensore Master
19/07/17, ore 09:25

Ciao carissima,
vite e destini che si intrecciano, corsi che procedono paralleli come fiumi e poi si mescolano. Questa è la prima parte del tuo capitolo, dove ci dipingi un affresco di legami e parentele ampio e ramificato.
Sembra di vedere uno di quegli arazzi medievali con gli alberi genealogici e gli stemmi delle varie casate. Contestualmente, riesci anche a calare queste linee di sangue nel reale inserendo tanti piccoli episodi di vita vissuta, scambi fra adolescenti, vite che nascono già predestinate dai genitori o dalle sostanze del feudo.
La seconda parte invece è più cupa e fosca: compare la guerra, e il giovane scudiero sarà destinato a seguire il suo signore sul campo. Riesci a rendere molto bene i pensieri da una parte eroici ed esaltanti e dall'altra timorosi e incuriositi del ragazzo.
Come sempre, leggeri mi fa capire che ho sbagliato epoca e nazione^^

Ciao^^
sempre bellissima questa tua storia, sia per le vicende che narra, sia per i contenuti che propone. In quest'epoca di cialtroni è una gran cosa leggere di persone che antepongono il sangue, il dovere e la rettitudine a qualsiasi cosa.
Apprezzo il valore che queste persone attribuiscono alla schiatta, e gli sforzi costanti per far sì che essa migliori e si faccia più nobile di generazione in generazione.
Adoro questo mondo che non concede nulla alla mollezza e alla debolezza, ma che invece spinge chiunque ad essere sempre forte, a non cedere mai e a dimostrare sempre coraggio.
Eh, mi sa che ho sbagliato epoca e nazione...

Recensore Master

Ciao carissima,
è sempre un piacere leggerti. E anche una fornte di cultura, dal momento che non conoscevo l'istituzione della militissa ed è stata un'interessante scoperta.
Mi piace questa Mathilde, che decide di diventare esperta nell'uso delle armi come gli uomini, dimostra già un carattere indomito e fiero.
Il padre Eberhard, però, non sembra così scontento alla fin fine di scoprire che la figlia vuole imparare l'uso della spada. Anzi, un po' forse ci sperava, o magari se lo aspettava.
Come sempre, mi trasporti nel medioevo che ho sempre sognato. Grazie e alla prossima!

Recensore Master
08/07/17, ore 14:58

Ciao carissima!
Molto bello questo capitolo, l'ho letto con enorme piacere.
Permettimi innanzitutto di citare una frase che da sola lo riassume in toto:

"Usa le tue unghie per difendere la tua terra e la tua gente, le tue ali per proteggere le persone che ami, e il tuo ruggito per far sentire la verità."

Stupenda. L'essenza della nobiltà di cui parli, guerriera e orgogliosa, ma mai alla ricerca di futile fama.
Mi piace molto il personaggio di Konrad von Peilstein, mi sembra un uomo duro e tutto d'un pezzo, di saldi principi.
Come sempre, leggendoti mi trovo in un medioevo cupo, guerriero e valoroso, che nulla a che vedere, di nuovo citando Konrad, con zoticoni vestiti di broccati e sete preziose.
Tutto molto bello, complimenti!

Recensore Master
06/07/17, ore 09:43

Ciao carissima,
questa tua storia è sempre un magnifico e suggestivo affresco di battaglie, eroismo, corti di feudatari e cavalieri.
Seguiamo il giovane Siegfried nei primi passi del suo percorso per diventare cavaliere.
I primi movimenti inesperti, e poi pian piano la sempre maggiore consapevolezza.
Ogni episodio, ogni istantanea che ci offri è un perfetto quadro di vita medievale, che unisce realismo e precisione storica al emozione e interesse. Le vicende dei tuoi personaggi evocano prepotentemente la Germania del medioevo, fatta di castelli, selve e combattimenti.
Sempre bellissimo, complimenti!!

Recensore Junior

Terzo capitolo ineccepibile che mi sono veramente goduta.
So che sono ripetitiva ma la precisione e l'accuratezza storica dei dettagli e la chiarezza con cui li presenti al lettore sono ammirevoli.
Ma non è solo la fedeltà filologica che è da ammirare nel tuo lavoro: anche gli espedienti narrativi sono raffinati e ben calibrati.
Questo capitolo è un capitolo metanarrativo: tutti raccontano qualcosa. Bella e dinamica è la rievocazione della battaglia di Legnano che fanno Richard e Siegfried a Mathilde; opprimente ed angosciante quella sulla nascita, l'aspetto e l'assedio di Alessandria, giustamente ribattezzata 'Dite'. Emozionanti sono stati i rimandi alla storia antica, come il paragonare l'obbrobrio papalino a Cartagine, o il paragonare i Lombardi ai trecento di Leonida. Simpatico e delizioso lo stralcio di discorso sui volgari italiani.
Altro metaracconto, che odora di parallelismo fatale, è la ballata dell'antenata di Mathilde, con i tre personaggi che ricalcano Mathilde stessa, Richard e Siegfried, donando al tutto un sentore leggendario.
A proposito di metanarrativa, non ho potuto trattenere un brivido a questo passo:
"Quando Cesare sottomise le Gallie e Augusto la Rezia", iniziò il conte, "Roma era ancora la città più grande del mondo, e i nostri antenati, che vivevano già in queste valli montane, credevano ancora negli dei gentili. Appartenevano alla stirpe dei Reti, un antico popolo guerriero imparentato alla lontana con gli Etruschi d'Italia, ma ormai nessuno più conserva memoria di loro, dei loro condottieri e dei loro eroi, delle loro donne e dei loro dei… forse qualcuno ha servito come legionario in un castrum sul limes germanico, o partecipato a una campagna nella lontana Parthia o nella Germania Superiore, o si è ribellato alla dominazione romana… temo che non lo sapremo mai. Quello che è sicuro, è che il loro spirito e il loro sangue vivono ancora in noi, e attraverso di noi verranno tramandati a quelli che verranno dopo…[...]"

Sentir nominare Cesare, Augusto, Etruschi e Reti mi ha fatto quasi scendere una lacrima di commozione! Anche perché li si riporta con quel velo di nostalgia che accomuna noi e gli uomini di valore del Medioevo, abbagliati dallo splendore dei tempi antichi.

L'ultima ballata poi me la sono goduta appieno: ricorda molto ciò che poi è diventato il duello tra Tancredi e Clorinda o quello più antico di Pentesilea e Achille, sebbene qui l'epilogo non è tragico come in questi due episodi.

Complimenti!
(Recensione modificata il 05/07/2017 - 11:45 pm)
(Recensione modificata il 05/07/2017 - 11:47 pm)

Recensore Junior
05/07/17, ore 22:54

Un secondo capitolo organizzato e realizzato con grande cura (e bravura!).
Il tema non è dei più facili da rendere, ossia una battaglia, ma tu sei riuscita non solo a metterla in scena in modo chiaro, efficace e storicamente accurato, ma pure a legarla con il punto di vista di Richard, il quale si trova a dover fronteggiare la prima battaglia della sua vita. Qui, secondo me, si trova il fulcro più evocativo di tutto il capitolo, ossia l'evoluzione di un giovane cavaliere che si trova a dover assaporare la tensione di una notte insonne prima del battesimo di sangue, a sentire in pieno l'impatto del fragore delle armi, la confusione, la paura e l'euforia marziale che scuotono il suo animo; è una vera iniziazione quella di Richard Von Thann.
Un altro punto che mi è piaciuto moltissimo è il rapporto tra Richard e Siegfried, che mi paiono come due Dioscuri medievali.
Tutto questo capitolo è una sapiente intersecazione tra focus introspettivi molto efficaci, e descrizioni precise ed evocative. Bellissimo il confronto tra i due motti, in cui vibra latinamente quello dei lombardi.
Delizioso è il cenno e la descrizione della natura pronta al principio dell'estate, con le sue notti cullate dal canto dei grilli, e la sua noncuranza sul teatro della tragedia umana...

Continuo con piacere la lettura!
(Recensione modificata il 05/07/2017 - 10:55 pm)

Recensore Junior
05/07/17, ore 22:13

Un inizio suggestivo per questo romanzo; hai creato un ampio incipit che sembra mimare una cinepresa mentre riprende da lontano il luogo e il tempo ove la storia comincerà. Mi è piaciuto molto anche perché ricorda molto il romanzo ottocentesco, con le sue introduzioni ampie, accurate e dettagliate. Non posso negare quanto tutto ciò mi abbia riportato alla mente "Quel ramo del lago di Como [...]", anche se i tempi qui rievocati mi intrigano molto di più dell'oscurità barocca dei Promessi Sposi.
Questa minuziosa e suggestiva introduzione riporta alcune riflessioni che non posso non sentire mie ;)... il lessico con cui hai intessuto certe descrizioni è perfetto, perfettamente inserito nel contesto scelto.
È un romanzo storico ma, con mia somma gioia, ho sentito il gusto della fiaba, una fiaba ombrosa come tutte le fiabe dovrebbero essere; con questo ho quindi trovato una risposta alla bellissima citazione 'nibelungica' che apre le danze al capitolo... le atmosfere evocate trovano corrispondenza con le atmosfere della canzone dei Nibelungi.
Anche la scena in cui ci viene presentata Mathilde, con il vento notturno che scuote le ombre del castello e i suoi pensieri, lo trovo in linea con le atmosfere 'nibelungiche' da te richiamate come chiave di volta.

Leggerò con estremo piacere questa tua opera!
Un abbraccio!
(Recensione modificata il 05/07/2017 - 10:14 pm)

Recensore Master

Ciao, eccomi qua^^
leggo sempre molto volentieri la tua storia, che mi trasporta in un mondo che amo moltissimo. Riesci a rendere molto bene le corti dei castelli medievali tedeschi, leggendoti si immaginano cartelli arroccati, circondati di foreste, popolati di uomini d'arme.
Bellissima anche la descrizione della battaglia fatta dai due ragazzi a Mathilde, e il rapporto dei due, che costantemente si rimbeccano e si stuzzicano come due adolescenti sono soliti fare. Molto bello l'anelito della ragazza verso le armi e la gloria, e il suo desiderio di imparare a usare la spada.
Mi confermo un tuo appassionato lettore^^

Recensore Master
23/06/17, ore 08:03

Ciao^^
che meraviglia questa tua storia. Le gesta del Barbarossa raccontate come un romanzo!
Scrivi in modo scorrevole e appassionante, unendo una inappuntabile precisione storica a una prosa piacevolissima. Molto belle le figure di Richard e Siegfried, e molto bello anche il continuo spostamento dalle vicende storiche nella loro immanenza alle vicende "piccole" dei due ragazzi, una delle innumerevoli voci che si saranno levate nel contesto della battaglia e del campo, che noi seguiamo ricavando un'impressione di appartenenza e di familiarità.
Complimenti e alla prossima!

Recensore Master
20/06/17, ore 08:14

Ciao carissima^^
innanzitutto permettimi di farti i complimenti per la precisione del contesto storico. O sei una studiosa, o sei un'appassionata. O magari entrambe le cose. In ogni caso, complimenti.
La vicenda inizia giustamente con un excursus sulla natura, e non potrebbe essere altrimenti parlando delle radici del popolo tedesco, visto che l'ascendenza germanica è sempre stata legatissima all'ambiente naturale e ai suoi ritmi. Poi arriva l'avvento della poesia, e gli uomini imparano a esaltarsi con le gesta degli eroi. E infine arriva il cristianesimo, che pur privando in parte il popolo germanico del suo vigore, gli fornisce lo spunto per una forma di misticismo che troverà nella Germania una delle sue massime espressioni.
Cominciamo a seguire la storia di una ragazza, Mathilde von Thann, e assieme alla sua, la storia delle crociate e della lotta per l'Impero. Tempi terribili ed eroici, di cui non vedo l'ora di leggere.
Bravissima!

Recensore Master
19/06/17, ore 19:38
Cap. 1:

Beh, che dire, sono in spasmodica attesa del canto degli eroi dimenticati.
Con un argomento del genere non posso certo perdermelo!
Quindi ti metto fra i seguiti e aspetto fiducioso.