Recensioni per
Oltre il Paradiso
di Sapphire_

Questa storia ha ottenuto 2 recensioni.
Positive : 2
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
21/09/17, ore 00:36

Ciao! La trama mi aveva incuriosito molto, e soprattutto le tue nda. Le storie dark, oscure e anticonvenzionali sono pane per i miei denti. E probabilmente anche per i tuoi, solo che qui hai dovuto limitarti a una sorta di riassunto di una trama che, se fosse stata elaborata in una long, sarebbe stata fighissima!
Satana è rappresentato per una volta come un essere tremendo ma leale, il che è ottimo per me, e il fatto che Anita si sia immolata a lui dopo una vita di sofferenze è interessante, e potrebbe essere anche un'allegoria sul fatto che il male non fa che generare altro male.
Mi ha colpito in particolar modo questo pezzo:

«Fanno tutti schifo. Devono morire tutti»
Un sibilo infastidito, i pugni stretti mentre li fissava con disgusto.
Lui le toccò la spalla e subito si rilassò; la mano scese fino a toccarle i fianchi.
«Allora uccidili tutti» le aveva bisbigliato.

Mi sembra esprima in pieno il potere maligno di Satana e in qualche modo il "guadagno" di Anita, che da vittima finisce per disporre del potere di decidere delle vite di chiunque. Un potere che forse di tanto in tanto piacerebbe avere un po' a tutti, quando si ha bisogno di vendetta XD
Insomma, complessivamente non posso che darti un parere positivo.
Alla prossima :))

Recensore Junior
18/09/17, ore 20:36

FUORI GARA – OLTRE IL PARADISO di AMETHYST
 
ATTINENZA DEL PACCHETTO:
Uso dell’immagine:
Hai inserito l’immagine obbligatoria come elemento decorativo sotto il titolo, ma a parte questo ha poco in comune con la storia: l’intera ambientazione è imperniata sul contesto urbano della Barcellona del Quattrocento, in nessuna scena viene mostrato un sentiero in mezzo a un bosco. Credo che questo elemento ti avrebbe penalizzata non poco nella valutazione.
Sviluppo della tematica:
Il tema del pacchetto era il Satanismo, che affronti scegliendo di narrare la storia di una ragazza che vende l’anima al Diavolo per vendicarsi dei soprusi subiti. Sicuramente svisceri la tematica spiegando il perché della scelta di Anita e mostrando più di un’occasione in cui lei cerca giustizia, o perlomeno sollievo dal tormento, per vie “canoniche” senza ottenere risultati. Un punto a sfavore della storia, se vogliamo leggerla in ottica “extreme”: l’effettivo manifestarsi del Re degli Inferi dà quel tocco fantasy alla seconda parte, che quindi perde di intensità. Mi spiego: Anita diventa devota al Diavolo quando esso si manifesta e la salva; ma, come dice anche la Bibbia, “perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati coloro che credono pur non avendo visto”. Ovviamente Satana non va altrettanto per il sottile quando un’anima gli si offre così spontaneamente, ma se Anita avesse deciso di iniziare a perseguire il Vangelo secondo Satana e cercare vendetta, appiccando l’incendio alla Chiesa, senza avere lui al proprio fianco, la rottura con la sua purezza precedente sarebbe stata totale e netta e questo avrebbe reso la storia ancora più estrema.
 
Uso della citazione bonus:
Perfetto. Anita trova davvero il Paradiso solo accanto a Lucifero, per il quale rinnega la salvezza eterna scegliendo di edificare un regno di terrore su quanti l’avessero infastidita prima della sua conversione.
Uso dell’elemento bonus:
Il tuo pacchetto aveva, a differenza di altri, due elementi bonus. Uno di questi è “inverno”: l’hai utilizzato magistralmente, anche perché collegato alla citazione, creando uno scenario gelido e tagliente per la tua protagonista. Dell’altro elemento bonus, ovvero “genere storico”, non si può dire lo stesso; come ho già detto prima, l’elemento di irrealtà portato dall’effettiva apparizione di Lucifero stride con l’elemento storico che viene relegato al ruolo di ambientazione: correttamente, hai attribuito la storia al genere Soprannaturale che è quello che meglio le si addice.
 
 
GRAMMATICA
In generale la lettura è scorrevole e non ci sono particolari errori che blocchino o stridano. Non ti riporto l’estratto delle correzioni che ho trovato da fare, ma ti faccio qualche appunto.

  • Nel discorso diretto non metti il punto alla fine della battuta. A seconda della convenzione che scegli di utilizzare puoi metterlo all’interno o all’esterno delle virgolette, ma una battuta senza punteggiatura alla fine è da considerare errore.
    Tutto ciò dà un senso di prossimità temporale, quindi hai evitato di utilizzarlo nella narrazione, ma tutto quello è una forma che non si regge da sé e può essere utilizzata solo se seguita da che, di cui, etc.; l’utilizzo che ne fai, per esempio, in Anita non riusciva ad averne abbastanza di tutto quello, è errato. Non riusciva ad averne abbastanza è giusto così com’è.
 
CARATTERIZZAZIONE PERSONAGGI E TRAMA
Molto bene per entrambi; naturalmente, il fatto che la tua storia sia la più lunga del contest ti ha aiutato da questo punto di vista. La descrizione che fai di Anita è accurata, minuziosa e certamente credibile da quando cade in disgrazia; le circostanza di come lei sia finita nella situazione in cui è sono però meno chiare. I genitori sono morti, i fratelli pure, gli averi sono stati confiscati: una denuncia alla Santa Inquisizione? oppure una terribile malattia costosa da curare? Non c’è traccia nella storia di una causa scatenante della rovina di Anita, il che è un peccato perché toglie a chi legge un’occasione di legare emotivamente con il personaggio che così sembra quasi troppo sfigata per essere vera. Ad ogni modo, l’umanità profonda di Anita viene ristabilita quando, assaggiato il gusto del potere, scopre di non poterne fare a meno e il criterio con cui sceglie le proprie vittime improvvisamente si allarga a chiunque le dia fastidio; perfetta l’analogia con l’Inquisizione stessa che, come tutte le pulizie etniche, continuano ad alzare la soglia di sbarramento per poter avere ancora ragione di esistere.
 
GRADIMENTO PERSONALE
La tua storia mi è piaciuta moltissimo! Come ho detto, sono un’amante delle storie lunghe con un bell’arco narrativo delineato e la tua ricade sicuramente in questa categoria. Anche se ho puntato il dito contro la manifestazione di Lucifero perché toglie intensità al racconto, la scelta di per sé non mi è dispiaciuta, anzi, permette di sviluppare in pieno la narrazione come l’hai pensata, con Anita che partorisce il Figlio di Satana nel paragrafo conclusivo. Molto brava!