Recensioni per
L'angelo alchemico
di Oscar the dark

Questa storia ha ottenuto 7 recensioni.
Positive : 7
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
19/08/17, ore 13:05
Cap. 3:

Ciao, rieccomi.
Stavolta sapevo che avrei trovato un capitolo ad attendermi e quindi ritorno più in fretta.
Ti faccio i complimenti per le descrizioni, curate e precise ma mai troppo prolisse, in linea con una narrazione in prima persona, che quindi deve tenere conto della filtrazione degli occhi del personaggio usato come narratore della vicenda. I dettagli che egli nota però bastano per incutere timore in lui e dare un senso oppressione e un'atmosfera tetra alla narrazione, in modo da coinvolgere il lettore. Ciò che però ho apprezzato di più, e che non dimenticherò perché reputo di una simbologia importantissima ai fini della trama, è l'affresco all'entrata oltre il portone di legno. Hai dato un accenno di quello che è forse la base di questo racconto di angeli e demoni, in continua lotta nel cielo, quasi a mantenerne l'equilibrio, e che è la loro infinita caccia a dare movimento all'universo. Bellissima immagine, davvero. Ancora una volta posso apprezzare l'originalità di questo racconto.
La prima persona però noto che l'hai adoperata in modo particolare. Sembra quasi che il narratore stia ricordando le sue vicende passate di bambino; in questo modo le descrizioni vengono rese più curate, quasi con l'occhio di chi quei luoghi li conosce molto bene, a dispetto del bambino in questione. Mi piace come effetto, dà un tocco da "scrittore che redige le sue memorie".
La presentazione della vecchia è molto antipatica, fatta di nuovo con gli occhi del bambino che la detesta a pelle e la ripugna in quanto vecchia e scorbutica. Hai reso molto bene il dialogo tra i due: la schiettezza e "bassezza" di lei con il senso di protezione e ingenuità di lui. Però la disponibilità ingenua di Jacopo sembra aver attirato la sua attenzione, e chissà a quali scopi. Inoltre sembra in qualche modo rifiutare il lavoro fatto dallo zio Gerald, come se lo avesse messo in guardia dal giocare con un simile potere; un potere, forse, che adesso che è stato messo in atto, alletta anche lei.
Ho trovato un solo errore di battitura:

“Oh, andiamo, è ovvio che devo morire!”
"deve", poiché mi sembra che sia la Corva a pronunciare queste parole in riferimento ad Ariele.
A tal proposito, usi in maniera errata i capoversi nei dialoghi. Quando è sempre un personaggio a parlare, puoi benissimo continuare nello stesso rigo, così è anche più facile seguire le battute.
Ti faccio un esempio:

“NO!” gridai nascondendo Arile dietro le mie spalle.
“Questo mai!”

Dovrebbe essere:
“NO!” gridai nascondendo Arile dietro le mie spalle. “Questo mai!”

O ancora:

La Corva inclinò le labbra in un sorriso sardonico.
“Una creatura del genere non ha futuro” disse.

Invece dovrebbe essere:
La Corva inclinò le labbra in un sorriso sardonico. “Una creatura del genere non ha futuro” disse.

In questo modo eviti anche lo spiacevole effetto "copione" visivo, che non è molto elegante.
Il capitolo ancora una volta è scritto molto bene, e non vedo l'ora di leggere il prossimo, spero di farlo nel minor tempo possibile. Complimenti ancora per questa storia.
A presto!

Recensore Junior
19/08/17, ore 10:18
Cap. 4:

Anche questo capitolo è davvero commovente!
E questa volta non era colpa di Ariele, o meglio, dei Noi, riguardo la morte delle due fanciulle.
Ma che mostro, quel tipo!
Jacopo ha fatto perfettamente bene, a farlo secco!
Cavolo però, questa Corva è davvero una cornacchia, mettere una pistola nelle mani di un ragazzo come Jacopo.
Ariele si nutre solo di mele, perché a quanto pare la zuppa non gli scende. (un po' come me, mi nutro moltissimo di mele, ogni mattina ne mangio almeno due, e una prima di pranzo, in genere a base di frutta e verdura)
Per caso la tua idea è legata alla mela di Eva? (Gaia smettila di farti troppe domande, o l'utente finisce per chiuderci l'amicizia)
Hai descritto in maniera ottima, l'ambiente nel laboratorio del Rattolo. I particolari danno al lettore le sensazione di trovarsi in un film horror.
A sicuramente la mia preferita è stata quella in cui Ariele porta Jacopo in volo di notte. Davvero stupenda.
Chissà se fra i due rimarrà solo un rapporto fraterno, o sorgerà qualcosa di più?
Fammelo sapere. (Ma quante volte devo riprenderti Gaia? Non è obbligata a risponderti brutta maleducata!)
Scusa, il mio io più interiore a volte mi rimprovera per la mancanza di rispetto.
A presto.

Gaia.

Recensore Veterano
17/08/17, ore 15:29
Cap. 2:

Ciao, rieccomi.
Non mi aspettavo di trovare già due capitoli, sono un po' indietro (come in tutto ciò che faccio, ahimé) ma vedrò di recuperare con calma. Trovare la tua storia è stato un toccasana, e sono felice di constatare che non è stata un'illusione né caso fortuito dato da un buon prologo, ma che hai davvero un ottimo livello di scrittura. E' raro che io trovi una storia che mi soddisfi - purtroppo il fantasy è stato malamente sfruttato, la roba che c'è in giro è trita e ritrita - ma ancora più complicato è trovare un autore che non ha solo una buona fantasia ma anche delle capacità di scrittura gradevoli, che non fanno rimpiangere di giungere alla fine del capitolo.
Apro mille storie, ma da tre quarti scappo come se avessi trovato la peste. Quindi, scoprirti è stata una vera fortuna!:D
Procedo con ordine adesso, esaltando pregi e difetti e mettendo da parte riflessioni inutili:D
Mi piace il modo come scrivi, ma ho notato un problema: la punteggiatura. E' buona ma scarsa, e fa zoppicare la lettura in alcuni punti. Per prima cosa, i vocativi: vanno separati dai periodi. Ti faccio un esempio:

Lei signore ha per caso maneggiato
No, ti prego Jacopo, leggimi qualcosa

"Signore" e "Jacopo" vanno chiusi in un inciso, e così molti altri termini sparsi nei dialoghi o nel testo.

L'altro problema della punteggiatura è una mancanza d'uso della virgola tra i vari complimenti, che rende il testo piatto e senza inflessione, oltre a non separare i diversi sintagmi nel modo corretto. Anche per questo ti riporto un esempio:

Lo trascinai nella camera dello zio investito da una furia senza ragione
Anche se con Ariele tutto era indefinito una crescita tanto rapida era assurda.

Nel primo caso devi separare il participio da "zio", poiché senza una virgola in mezzo la logicità porterebbe a pensare che "investito" è stato lo zio, mentre il participio si riferisce al Jacopo. Nel secondo caso, la virgola serve a legittimare il legame con la subordinata e l'inversione di tema e rema.

Poi ho trovato alcuni errori di distrazione in questa frase, o forse sono io che non l'ho capita:

- forse semplicemente non accettato che il mio piccolo angelo non fosse più tanto piccolo.
Credo che la forma corretta del verbo sia "accettavo".

- Ariele si raggomitolo in un angolino
"raggomitolò"

- Avrei scoperto da solo cosa non andava in Arile
"Ariele"

- continuai finché non riconobbi in quella figura il volto di Arile
"Ariele"

- Non aveva il coraggio di dirgli la verità
"avevo"

- Ariele annuii
"annuì"

Un'ultima cosa, e poi passo ai pregi: i trattini vanno separati sia dalle parole che li precedono sia da quelle che li seguono.
L'originalità di questa storia è indiscussa, mi hai affascinato solo con l'idea, che trovo intrigante e fuori da ogni schema. Unire una figura religiosa e spirituale con un uomo di scienza o magia che la si chiami è stata una trovata geniale. La trama è solo all'inizio ma presenta i primi colpi di scena, quasi a voler annunciare che è solo l'inizio e che questa storia non annoierà di certo.
Il tuo stile che unisce dialoghi e descrizioni molto curate a una narrazione breve e diretta mi piace, dà un tocco personale al carattere della storia. Voglio parlare subito dei tre demoni, perché sono il punto nuovo e forte di questo nuovo capitolo. Ho adorato per prima cosa il modo in cui hai caratterizzato le tre voci: quella arrogante e selvaggia, quella dispettosa e ironica, e quella timida e incerta, quasi con i sensi di colpa, atta a giustificare se stessa e le prime due. L'idea di un angelo senza anima, ma di un corpo che può facilmente venire manipolato mi piace molto, dà un senso profondo all'innocenza in evoluzione di Ariele. Jacopo non ricordo quanti anni ha, ma mi pare molto maturo per la sua giovinezza, forgiato da dolori e perdite, e la sua mente è portata a osservare e prendersi cura, lo dimostra nel modo in cui insiste nel voler proteggere Ariele dagli altri e da se stesso.
Mi dispiace per la morte dello zio, ma le sue ultime parole gettano un'aria nefasta e misteriosa sulla vicenda ancor di più. Infine una menzione va anche agli altri personaggi che, seppur di sfondo, non ha minimamente sacrificato in quanto a caratterizzazione, dando potenza a ognuno di essi, tanto che sembrano molto di più di comparse e anche loro diventano parte attiva dell'immaginario del lettore.
Le descrizioni mi piacciono, aiutano a dare uno sfondo ben definito e una profondità ai movimenti dei vari personaggi, soprattutto di Jacopo.
Ho molte domande e ancora tanti complimenti da farti, ma aspetto di leggere il prossimo capitolo, spero il prima possibile.
A presto!

Recensore Junior
16/08/17, ore 12:43
Cap. 3:

E anche questo 0 è stato annullato!
Ora in totale ci sono ben 4 recensioni! E un inizio, non ti pare?
Accidenti! Altro che Corva! Questa è una arpia!
No ma che dico! E' la regina delle arpie!
Un orfanotrofio senza pidocchi!
Come se fosse l'unico problema in una situazione del genere!
Il fatto che abbia proposto a Jacopo di lavorare non mi piace. (nel senso che m'insospettisce)
Secondo me, sotto sotto, anche se non dice nulla è molto interessata ad Ariele, e proprio il fatto che non abbia detto a Jacopo di cosa si tratta il lavoro mi preoccupa.
Io al posto di Jacopo non avrei accettato così facilmente.

Ora voglio passare col dirti che sono una recensora molto ambita, oltre ad essere anche un autrice abbastanza letta (ma quante arie che ti dai Gaia) per una che ha pubblicato da poco più di tre mesi, e ho un mucchio di recensioni da fare agli utenti che mi leggono, mi scrivono mi correggono e mi bestemmiano dietro, per le mie piccole imperfezioni.
Recensire per me è molto importante, perché è altrettanto importante per me, essere recensita.
Inizio col dire che io non lascio una sola recensione per poi svanire a abbandonare la lettura, per un fatto di rispetto nei confronti dell'autore. Se lascio una recensione, continuo a farlo fino all'ultimo capitolo pubblicato dall'autore.
In più se una storia non viene recensita da nessuno, o solo da qualcun'altro, gli do una assoluta priorità, e cerco di colmare il vuoto che nessun'altro riempie. (ma che diamine! Qui la gente è proprio infame!)
Questo perché? Perché voglio aiutare gli scrittori ad avere fiducia nelle proprie opere e a non mollare mai la scrittura.
Potrei comodamente leggere la tua storia, senza lasciare un solo commento. Ma così facendo tu potresti perdere la voglia di scrivere e di pubblicare, non ché di demoralizzarti letteralmente. Il mio compito è quello d'invogliare a scrivere chiunque abbia un minimo di capacità. Ma questo non significa che tu debba pubblicare in fretta perché io esigo una affrettato aggiornamento. Scrivi con calma e tranquillità, prendendoti tutto il tempo necessario.
Io so essere molto paziente. In più c'è gente che mi da da recensire e da leggere.
Ci sono storie che hanno già tante recensioni, e quelle vengono dopo per me.
Gli eroi infondo salvano i più deboli.
A presto!

Gaia.
(Recensione modificata il 16/08/2017 - 01:03 pm)

Recensore Junior
16/08/17, ore 12:08
Cap. 2:

Ed eccomi ad annullare il vuoto deprimente che mette lo 0 immondo che ti ritrovi.
Cavoli! Già il primo capitolo mi piaceva. Ma questo! Questo capitolo è davvero al di sopra delle mie aspettative!
Il primo capitolo si presentava come una favola felice, e se qualcuno avesse pensato per un solo istante, che questa favola felice potesse continuare sulla stessa linea dovrà ricredersi.
Lo zio si ammala e... e...
Ariele (il nome mi piace molto, forse perché è un po' femminile, e il fatto che lo porti un maschio è ancora più interessante- in più adoro i capelli rossi) è vittima di una creatura sovrannaturale (tre creature sovrannaturali, Gaia, tre creature sovrannaturali) che a quanto pare prende possesso dei corpi simili al suo.
Povero puttino! (Gaia potresti dire più semplicemente angioletto, o l'autore non ti capisce!)
Povero piccolo cupido!

Al lettore viene naturale provare un senso di pietà nei confronti dell'angelo, che in questo caso non è lui ad aiutare il protagonista, piuttosto il contrario.
Jacopo si dimostra davvero coraggioso, per la sua età, in questa situazione drammatica.
Ma l'attenzione del pubblico e delle critiche pesanti, potrebbe essere portata sulla bambina, che viene divorata da Ariele.
Che ci faceva li davanti casa loro?
E' stata portata fin lì dall'angelo, o si è trovata li per caso?
Non che a me la cosa poi mi dia problemi, anzi. Un mistero in più.
Ma qualcuno potrebbe chiederselo.
In particolare mi è piaciuta questa parte:

Sul suo viso le lacrime avevano solcato il sangue.
“Cos’è successo?” mi domandò scosso, la voce flebile.
Scossi la testa costringendomi a tacere.
Non aveva il coraggio di dirgli la verità.
Lo afferrai per il polso sinistro e lo trascinai in bagno, lo costrinsi con violenza ad abbassare la testa sotto il getto d’acqua del rubinetto.
“Ja...co…ja” farfugliò.
I suoi capelli sottili si ammassarono nella mia presa, il sangue e le lacrime scorsero via.
Quando gli rialzai la testa rivenne con un gemito seguito da due colpi di tosse.
Gli porsi un asciugamano e lui si asciugò soffocando un sospiro.
Ci guardammo in silenzio. Mi rispecchiai nei suoi occhi senza riconoscermi.

Lui non è consapevole di ciò che ha fatto, e la sua fragilità mette le lacrime agli occhi.

E in fine la morte dello zio, che preannuncia un cambiamento di vita, per i due ragazzini.
Con questo dico che passo al prossimo capitolo immediatamente.
Stai pronto a rivedermi.

Gaia.

Recensore Junior
15/08/17, ore 18:10
Cap. 1:

Ehilà!
SALVE!
Piacere di conoscerci! (o sarebbe meglio dire di recensirti?)
Stavo casualmente passeggiando tra le pagine della sezione fantasy (Si! Io sfoglio le pagine, non mi fermo di certo alla seconda storia appena pubblicata!) quando mi sono imbattuta in questa, dal titolo intrigante.
E devo dire che sono stata davvero fortunata quest'oggi, perché la tua storia è davvero fantastica!
Mica capita tutti i giorni di leggere di un angelo che esce dal barattolo del laboratorio del proprio zio sai?
Da dove è cominciata quest'idea?
Cosa ti ha dato l'ispirazione? (Che razza di domande inopportune Gaia! Ti sembra il modo di comportarti, nei confronti di un'utente che non hai mai recensito?)
Perdonami, di tanto in tanto mi faccio rimproverare da me stessa, o meglio dal demone che mi possiede, per il mio atteggiamento sfrontato nei confronti degli altri autori.

Tornando seri, questa storia mi ha colpito, per la sua originalità. In più mi piacciono molto le tue descrizioni e i tuoi personaggi, lo zio e i due servitori, lui sordo, e lei, Ginevra che litiga con le pentole. (anche in una mia storia c'è una Ginevra, ma è una ragazza giovane, ed in più è una strega)
Ma non parliamo di me ora.
Parliamo del fatto che aggiungerò questa storia tra le preferite e che la recensirò tutta, appena verrà aggiornata, e appena riceverò risposta.
Cordiali saluti, da una scrittrice troppo chiacchierona, che infesta le storie di EFP, esprimendo ogni suo singolo pensiero quando una cosa gli piace, senza mai sparpagliare stupide bandiere rosse.

Gaia.
(Recensione modificata il 15/08/2017 - 06:14 pm)

Recensore Veterano
10/08/17, ore 10:38
Cap. 1:

Ciao, ho trovato la tua storia per caso, e il titolo mi ha incuriosito da morire così come le parole che hai usato per presentarla. Devo dire che il primo capitolo non mi ha deluso affatto.
Scrivi molto bene, la lettura è scorrevole e coinvolgente. Hai gestito molto bene il narratore interno e la narrazione in prima persona al passato, hai conferito al racconto un tono antico, di ricordi e racconti intorno al fuoco, oppure come se chi sta raccontando stesse scrivendo la storia e noi stessimo leggendo il libro. Ha un ché di retrò che mi piace molto, mi ha incuriosito e siccome non si vede tutti i giorni, mi complimento per la bravura e la creatività. Belle le descrizioni, hanno riempito la prima parte e sono state precise e accurate, ma mai noiose o di troppo; le definirei lievi e compagne di una narrazione al momento diretta ed essenziale, perfetta per l'atmosfera che hai creato.
Persino la trama di questo prologo è molto curiosa e innovativa. Sembra quasi una contraddizione che un angelo si cibi di mele, ma mi piace come ne hai reso l'innocenza. Lo zio mi ricorda un po' quello di Cedric, delle Cronache di Narnia, un po' svitato e sempre eccitato per i suoi esperimenti, vuole giocare con un potere più grande di quello che dovrebbe possedere un uomo e probabilmente ne pagherà le conseguenze. Far nascere e crescere un angelo ha un ché di sacrilego, ma mi piace questa idea in contrasto con l'innocenza del bambino narratore, con la sua cura e premura nei confronti dell'angelo. Sono davvero impressionata dall'insieme generale di questo racconto. Non vedo l'ora di leggere il seguito. Aggiungo la storia tra le seguite, e resto in attesa. Per ora complimenti!
A presto!^^

P.S. Molto profonda l'ultima frase ed emblematica della situazione che si è venuta a creare in quella casa, simbolo di un crimine che per ora è solo un gioco innocente per un bambino solo.
(Recensione modificata il 10/08/2017 - 10:44 am)