Recensioni per
Dormire, sognare forse...
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 48 recensioni.
Positive : 48
Neutre o critiche: 0


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Recensore Master
23/09/17, ore 21:32
Cap. 5:

Eccomi mein freund, riesco solo ora a trovare un momento adatto per passare a leggerti.

Questa bellissima e tragica storia si è conclusa, purtroppo nel peggiore dei modi, che in un certo senso era anche l'unico modo possibile. Non sembrava esserci veramente uscita da questa spirale discendente, in cui il nostro Johann è lentamente sprofondato e ha man mano perso i contatti con la realtà, fino a causarsi volontariamente un coma farmacologico.
Alla fine chi è Aibell? Come dice lui stesso, non ha realmente importanza. Non ha importanza che sia il diavolo, una psicosi, o uno strano potere insito nella mente di Johann. Sta di fatto che lui ne è rimasto pian piano del tutto ammaliato, e alla fine "ha scelto".
Il simbolismo di questa scelta, del "sì" finale che dice ad Aibell, si contrappone perfettamente con la sua scelta di inghiottire il contenuto della scatola di sonniferi fino all'ultima compressa. Ha dato il suo consenso al diavolo, non potendo ormai più sfuggirgli, oppure semplicemente è entrato in coma? o tutte e due le cose?
Come supponevo già al capitolo scorso, realtà e sogno si mescolano e così è possibile dare diverse e disparate interpretazioni a questa splendida storia.

Non sapremo mai cosa è successo davvero. Sei Aibell era realmente Belial, come fosse possibile che Johann causava danni anche nella "realtà", dopo averlo fatto nel "sogno". La terapia del dottor Richter avrebbe funzionato? Oppure Aibell, chiunque egli sia, avrebbe trovato un modo per insinuarsi nella psiche di Johann anche se lui avesse preso le medicine?
Tutte queste domande senza risposta, a mio parere, sono proprio ciò che rende speciale questa storia. La narrazione è appassionante e piena di emozione, e fino all'ultimo si resta ingabbiati nelle disquisizioni si Aibell, allo stesso tempo sperando che Johann rinsavisca e riesca in qualche modo a gestire la situazione, cosa che appare fin dall'inizio come impossibile.
Una menzione speciale va a Franz, che le ha provate tutte, fino all'ultimo, senza vacillare per un momento nel suo amore per Johann. E al loro rapporto, che anche nei contrasti appare estremamente vivido e reale, in tutte le sue sfaccettature.
E se da un lato viene da "prendersela" con Johann, vedendolo come artefice del proprio destino (e colpevole di violenza e omicidio), dall'altro alla fine non si riesce a non empatizzare con lui in quanto vittima (di Aibell o di se stesso che sia).

Davvero complimenti, questa storia rimarrà scolpita nella mia memoria come il capolavoro che è. E adesso vado a dedicarmi al prologo dell'altra ^^

~Sky

P.S. la citazione all'Amleto è ♥♥♥ perfetta

Recensore Master
23/09/17, ore 12:39
Cap. 5:

Aibell continua la sua campagna denigratoria verso Franz, vedo! Certo che quella scena è stata veramente da incubo. E adesso vuole pure che si mantengano i segreti ...
E si ritorna alla paranoia. È una situazione strana, perché non ne aveva avute finchè sono iniziati i sogni, ma se quelli sono davvero prodotti del suo inconscio ... ma che motivi aveva, prima, di considerare Franz come un controllore?
Ah, e qui vediamo un altro livello del distacco tra 'vita sveglia' e 'vita onirica': non è solo più il contrasto tra un amante idealizzato e perfetto in contrasto a uno umano, che osa avere limiti e difetti oltre ai suoi pregi, adesso la questione si estende all'universo mondo: un ambiente misterioso e affascinante in cui può fare tutto quello che desidera, senza alcuna ripercussione o conseguenza, versus un mondo caotico e per lui poco affascinante, pieno di gente che non ha bellezza o fascino perfetti e che può essere concretamente influenzata dalle sue azioni o decidere una ritorsione. In effetti avrebbe senso, per un carattere remissivo come quello di Faust all'inizio, desiderare di poter darsi sfogo senza subirne conseguenze.
E il comportamento che ha con Franz e il direttore dell'Università ne è la priva. Davvero aspetta che Franz si arrabbi a delle provocazioni, quando vuole litigare? Comodo, così ha l'alibi di non aver iniziato lui le urla. E la sua reazione al cazziatone del direttore non è riflettere sui suoi comportamenti e cercare un rimedio, è scappare nel suo Mondo Perfetto ... e ho la forte sensazione che al direttore capiterà qualcosa. Non ci avevo mai riflettuto finora, ma Faust è un debole.
Ecco, appunto. Era solo questione di tempo prima che si arrivasse all'omicidio. E di nuovo Aibell lo incoraggia a fregarsene ... comodo, vero? Ma la moglie non ha sentito niente? O quella donna ha il sonno più pesante del mondo, o almeno la parte del direttore che si svegliava stava tutta nella testa di Faust. No, un attimo, la causa di morte non combacia. Avrebbero capito che era stato colpito con un soprammobile, se davvero fosse stato Faust. Questa come si spiega?
La penna si muove da sola? Okay, magari il nostro ha ragione ad andare in chiesa.
Aibell ... Belial ... genio. Davvero non avevo fatto il collegamento! E poi sei andato a pescarti un nome fantastico, ha senso sia letto così come appare (collegandosi alla mitologia celtica) o come anagramma, e diventa un demone. Grandioso, semplicemente grandioso!
Comunque, mi ha fatta sorridere come quello che gli ha detto il prete non fosse, nei fatti, molto diverso da quello che gli ha detto lo psichiatra, solo con parole e punti di partenza diversi.
Certo che, qualunque tentativo faccia Faust di resistere ad Aibell, ne esce invariabilmente perdente. Però mi interessa molto quello che ha detto Aibell: essere chi l'altro vuole che sia ... in un certo senso, è vero di tutti. Ne è priva anche come sia riuscito a cambiare la percezione che Faust ha di Franz! Un interessante uso di questo concetto, ma che potrebbe ritorcerglisi contro.
E dall'altro canto, la nuova visione che Faust ha di Franz influenza la percezione che Franz stesso ha di lui. Ottimo modo di rendere l'ambiguità del reale!
Oh per la miseria ... la scena finale è stata veramente da brividi. Dunque, possiamo parlare di un demonio che ha finalmente ottenuto la corruzione di questo disgraziato studioso ... o, in un certo senso, i desideri consci e inconsci di Faust hanno cambiato posizione? Prima era una persona repressa e controllata, turbata dalla possibilità di dare libero sfogo ai suoi desideri, mentre ora che ha pienamente accettato questa possibilità, le sue caratteristiche precedenti tornano sotto forma di sensi di colpa che distruggono il perfetto mondo onirico?
Povero Franz. Crede di dover 'espiare', si sente in colpa lui ... quando invece ha fatto tutto il possibile. Ecco, questo è davvero deprimente. Soprattutto la parte in cui spera di risvegliarlo parlandogli ...
Ecco, il monologo finale è la conclusione perfetta a questa storia. Alla fine Faust voleva scappare dalle brutture che capitano a tutti ... e si ritrova esattamente in quel nulla auspicato da Amleto. Nessuna punizione, nessun inferno, il nulla. Ma sarà davvero il destino migliore, come il monologo sembra implicare?
Ho solo un piccolissimo appunto da farti su questa storia: l'uso improprio del sonnambulismo. I sonnambuli veri e propri compiono di solito azioni molto impacciate, imprecise o limitate, nulla ai livelli di quello che Faust era in grado di fare, se il colpevole di tutti quegli 'attentati' era davvero lui. Ironicamente, la descrizione che ne hai dato si adatta perfettamente a un altro disturbo del sonno: il 'disturbo del comportamento del sonno REM', in cui la paralisi muscolare normalmente presente nelle fasi REM non si attiva, facendo sì che la persona metta davvero in atto i propri sogni. È una differenza che conoscono in pochi, quindi te la dico più come curiosità che come vera e propria critica.
Ora posso solo farti i complimenti. Questa storia è davvero affascinante, con molteplici livelli di interpretazione su praticamente qualunque cosa. Mi è piaciuto rompermi la testa a cercare di capire i personaggi di Faust e Aibell, e ho amato leggere il modo in cui pensieri ed emozioni, cambiamenti di prospettiva e ambientazioni surreali erano descritti.
Complimenti, davvero una splendida storia!
(Recensione modificata il 23/09/2017 - 12:50 pm)

Recensore Junior
23/09/17, ore 11:58
Cap. 5:

Ciao carissimo,
La bellezza di questa storia è pari alla sua sconcertante drammaticità.
Davvero, non ho parole. La vicenda è uscita dalla mente (ormai irrimediabilmente perduta) di Johann e si è fatta monumentale.
Ammetto di trovarmi in difficoltà, perché questa storia è... Perfetta. Perfetti i riferimenti filosofici, le dispute filosofiche col diavolo, il tormento di Johann che contrasta con la premura di Franz, che nonostante tutto è rimasto accanto a lui fino alla fine. Un delirio che si è concluso nella maniera più tragica... Sia nel senso di tragedia teatrale che nel senso di tragedia "reale".
Davvero magnifica, complimenti!

Recensore Master
23/09/17, ore 11:24
Cap. 5:

Mm. mmm. Uff. Johann, Johann, che cosa hai fatto Johann? Hai avuto finalmente la certezza che desideravi... sapere che tutto ciò che sognavi era vero, verissimo... sì, nella tua mente, ma anche altrove, nel posto terribile e senza fondo, l'antro che chiamiamo Inferno. Hai scoperto anche a chi ti stavi concedendo, Belial, il demone (ah, ho adorato la parte dell'anagramma. Più che altro perché hai gestito benissimo il climax ascendente della scoperta di Johann, quando ha cominciato a capire, dopo aver scritto "Aibell", che qualcosa davvero non suonava, e allora ha cominciato a cancellare e riscrivere lettere alla giusta posizione).
Insomma... tornando al capitolo: lui sapeva tutto, alla fine. Belial si era "esposto" di fronte al duomo e alla fine lui ha ceduto. Perché si è dato a lui? Per lussuria? No, non credo. Per insoddisfazione personale, quella che aveva tutte le volte che guardava Franz. Perché Aibell/Belial era riuscito a indurlo in tentazione tramite determinate immagini sensuali sue rispetto a come aveva mostrato "Il gorilla" Franz.
E questo ha rimodellato come creta tra le mani la mente di Johann.
Dall'altra parte, la morte di Bergmann dopo la sfuriata che aveva fatto a Faust, e la conseguente vendetta, in fin dei conti l'ha sì sconvolto, ma gli è piaciuta da pazzi.
Si è sentito potente. Ha pensato che avrebbe potuto. Ed eccone i risultati.
"Ma per corruzione tu hai fatto Belial, un angelo di ostilità. Tutti i suoi domini sono nelle tenebre, e il suo scopo è quello di portare cattiveria e senso di colpa. Tutti gli spiriti che sono associati con lui sono angeli, ma di distruzione."
E bene, Belial si è dimostrato per ciò che era. E ora a Faust, immobile sul letto di un ospedale mentre tutti si chiedono cosa gli sia successo, e se mai si sveglierà (ovviamente la risposta è "no"), non resta che l'abisso e ripetere quei versi dell'Amleto per non dimenticare.
"Essere o non essere? Questo è il problema."
Ancora una volta, caro, un'ottima prova della tua valenza come scrittore. Bravissimo <3
Per fortuna hai scritto anche altro intanto, così posso stare su quello senza soffrire troppo di nostalgia ^^
_morgengabe

Recensore Junior
23/09/17, ore 10:19
Cap. 5:

E così siamo giunti alla fine.
Vocabolo che non ha mai preso una bella forma nella mia mente che brama l'infinito.
Scusa se questa mia recensione sarà breve, ma è il sito stesso che mi sta dando problemi, bloccandosi in continuazione mentre prendo gli appunti, e da una settimana che non riesco a rilasciare una recensione decente.
Sarà una punizione per quello che ho fatto.

Johann ha fatto la sua scelta alla fine, e ha scelto Aibell o meglio Belial.
Credo di non poter dire null'altro, Old Fashioned. Come sempre sei il migliore.
A presto.

Gaia.

Recensore Junior
23/09/17, ore 07:45
Cap. 5:

E si chiude così la vicenda, con Johann che se l'è andata a cercare, mettendoci anche molto impegno. Mi auguravo con tutto il cuore che, capito con chi aveva a che fare, tirasse fuori gli attributi e scegliesse la via suggeritagli da padre Immanuel, di far fronte alle tentazioni di Aibell.
La verità è che tutto è ini,iato quando Johann si è scocciato della vecchia vita. All'improvviso non aveva più alcuna voglia di impegnarsi in nessun ambito e in nessun contesto. Lui voleva solo crogiolarsi nell'ozio e vivere pigramente, e finalmente l'ha ottenuto. Certo era molto ingenuo e debole, per il diavolo uno così è una manna dal cielo.

Eppure almeno per i primi due capitoli aveva tutta la mia simpatia e Franz mi stava sui nervi in quanto povero Johann, tutto solo, annoiato, rintronato dai libri e da questi sogni; e il suo ragazzo che non lo capisce, che non è capace di sostenerlo... Poi la situazione si è ribaltata. Il contrasto che più mi ha colpito in tutta questa storia è che per la prima volta chi è debole fuori lo è anche dentro e chi è forte fuori lo è anche mentalmente, capita sempre di leggere tutt'altro. Questa storia mi è piaciuta molto perché i personaggi sono ciò che sono, e ottengono ciò che meritano. Franz alla fine è diventato il mio preferito perché è l'unico che sfugge a questa regola, lui sembra rude, ignorante, grezzo, incapace di vedere oltre ciò che ha davanti, invece ha una grande sensibilità e non mi capacito che proprio il suo ragazzo che in teoria è molto attento ai contesti e ai significati, non si sia accorto di niente. Ma Joop era diventato pigro anche in amore, Franz invece è la personificazione della costanza e della forza di volontà.

Mi mancherà leggere di loro, adesso Franz me lo puoi mandare in sogno. Ma poveretto, dai. Almeno non sa che l'uomo che ama l'aveva paragonato a un cane e a un pachiderma. Tentazioni demoniache o meno, Joop non doveva mandargli di fiducia e di rispetto.

Recensore Master
20/09/17, ore 17:43
Cap. 4:

Eccomi e scusa per il ritardo! Sono stata via tre giorni e poi l'inizio della scuola mi ha ridotto drasticamente il tempo libero...
Capitolo intenso, forse si inizia a capire la vera natura di Aibell... sappi che lo odio profondamente per aver ucciso il gatto e tentato di far fuori Franz, per cui spero che faccia una bruttissima fine!! Torniamo a noi: Aibell sembra aver trascinato con sè Johann verso cose che mai avrebbe fatto... come se fosse una sorta di sua "seconda coscienza" cattiva che agisce liberamente. Quanto allo psichiatra... secondo me non ha capito nulla, ma forse questa è una considerazione personale sugli psichiatri in generale.
Franz era così tenere tutto ferito... e che ridere la storia della sua auto vecchia! Johann credo abbia capito che Aibell ha esagerato, e che alla fine ama il suo uomo... spero sia così.

Sempre bravo, anche se la morte del gatto sappi che mi ha gettato nello sconforto... Aibell la devi pagare carissima!!!

alla prossima,
Micia

Recensore Veterano
17/09/17, ore 15:10
Cap. 4:

Ohi-ohi le cose vanno di male in peggio per Joop!
Aibell o chi per esso sta lavorando incessantemente affinché il ragazzo dia sfogo alle sue pulsioni più perverse asfaltando senza misericordia chiunque gli si opponga nella vita reale.
In effetti se si valuta la situazione con l'occhio scientifico dello Psicologo però, tutto ha una sua spiegazione plausibile nel sogno e gli eventi sensuali ed inquietanti che vi accadono possono essere riconducibili ad un'interpretazione che il subconscio stressato o inibito da a fatti o notizie reali.
Peccato che Joop ne sia tranquillizzato per... Diciamo... Dieci minuti? 
Il richiamo del mondo onirico sta diventando davvero troppo forte ormai e probabilmente l'incidente occorso a Franz servirà solo a rallentare le cose, del resto il demonio sa essere paziente :3

Recensore Junior
17/09/17, ore 02:23
Cap. 4:

Buonasera, Old Fashioned! ^^

Nei capitoli precedenti hai creato così tanta ansia e tensione che quando ci troviamo con Johann nello studio dello psico-tuttologo il sollievo che prova il protagonista ha lo stesso effetto sul lettore. Ogni spiegazione razionale che gli dava l'uomo riusciva a calmare anche me. La descrizione della paura che prova Johann di perdere il cervello è così riuscita che ti viene voglia di aggrapparti a qualsiasi accenno razionale che possa spiegare quel che gli sta capitando: è la parte più intensa del capitolo, nonostante ne succedano comunque di tutti i colori! Quello che ci stona, e che non convince neanche Johann fino in fondo, è proprio la "coincidenza" di come la realtà subisca le conseguenze di ciò che fa lui in sogno... Insomma, il dubbio è troppo grande e non possiamo accantonarlo con un semplice "è un caso", anche se nella realtà non potremmo pensarla altrimenti... Semplicemente fantastico! Ci lascia con un senso di irrisolto che funziona un sacco.

Per il resto, ho apprezzato molto il litigio tra i due fidanzati. Mi sembra sensato che Franz sia arrivato al limite e sbotti, sopratutto perchè si sente completamente impotente di fronte alla decisione con cui Johann si rifiuta di curarsi... Il povero Franz ha il terrore che lui proprio non voglia guarire! E infatti ci vede giusto ed esasperato lo manda a quel paese. E' una situazione insopportabile per lui, accanto ad un uomo che non vuole aiutarsi, cosa può fare? Lui che per giunta è così pratico e concreto... Mi sembra la vera vittima di quel che sta capitando (nonostante ovviamente chi soffre in prima persona sia Johann, è impossibile non empatizzare con Franz!). A mio parere, è il personaggio più riuscito della storia. Lo hai puntellato di particolari così credibili (e adorabili) che è il più "vivo" dei protagonisti. L'amore per la sua auto, le sue origini, lo sport, il modo di esprimersi, persino di muoversi e reagire alle azioni e alle parole di Johann... Mi piace un sacco.

E Aibell è proprio il suo opposto. Seducente come solo ciò che non è limpido può esserlo... Misterioso, arguto, sfrontato, senza freni... E' il simbolo di tutto ciò che Johann reprime nella vita reale e non a caso lo attrae con così tanta forza. Mi sembra che l'equilibrio sia bilanciato, e che Aibell sia sempre più potente - e sempre più pericoloso... Siamo passati da vendicarsi su un oggetto (l'auto), a un essere vivente (il gatto), direttamente a un essere umano (Franz). La discesa agli Inferi è più agile del previsto!

Ho apprezzato moltissimo il rapporto tra Johann e i suoi sonniferi. Amati, odiati, desiderati, spaventosi... Non riesce a gettarli via e non riesce nemmeno a confessare quanto non voglia mai e poi mai disfarsene. E' un bel gioco di indecisione, vivido e intelligente, che da uno spessore alla psicologia di Johann davvero interessante.

Insomma, come sempre qui abbiamo un ottimo lavoro, trattato con cura e attenzione, quindi non posso che rinnovare i miei complimenti e aspettare il prossimo capitolo!
A presto,
LRM
(Recensione modificata il 17/09/2017 - 02:27 am)

Recensore Junior
16/09/17, ore 17:24
Cap. 4:

LEGENDA

VIOLA: PENSIERI DELLA FOLLE RECENSORA 
BLU: PENSIERI DEL DEMONE IMPOSSESSATOSI DELLA FOLLE RECENSORA, CHE TANTA DI FARLA RAGIONARE
ROSSO: PENSIERI DI OLD FASHIONED IN BASE A QUANTO STA LEGGENDO NELLA RECENSIONE RILASCIATA
NERO: TESTO DEL CAPITOLO.

Cielo mio! Sono arrivata finalmente a fare questa recensione! SIIII!!!!!
Era dalle 13:00 che cercavo di farla! Mai più leggerò una storia da recensire mentre c'è un ospite a tavola.

Gaia per favore vogliamo pensare a fare questa benedetta recensione, a Old Fashioned non frega un accidenti della tua vita, mettitelo ben in testa!
Si si lo so! Dunque, dunque! Come possiamo iniziare. 
Iniziamo col dire che io ed Hegel non siamo mai andati per niente d'accordo. E che grazie a lui ho fatto ben cinque interrogazioni differenti con la mia prof.
Altro aspetto della tua vita, che ad Old Fashioned non frega un accidente!
Onestamente per quanto riguarda la macchina andata a fuoco del tizio, nel capitolo precedente, di cui non ho parlato, perché mi ha evocato abominevoli episodi scolastici, sono pienamente d'accordo con Aibell. 
Ma per quanto riguarda il gatto della donna, proprio no. La tipa non mi sembra che abbia fatto nulla di male. Stava svolgendo solo il suo lavoro. (per quanto fastidiosa possa essere una persona che prende in considerazione solo il suo lavoro) 
E il gatto non aveva nulla a che vedere con la vicenda.
Tra l'altro io adoro i gatti, e non gli farei mia del male. 

Povero Dottor Faust, dal medico è stato mandato in questo capitolo! Come lo capisco! 
Come capisco la paura che si prova quando si è visti come diversi, come strani o come non comuni agli occhi degli altri. 
Ma per i medici questo non è affar loro. Tanto loro possono solo guadagnarci, credendo di curarti, ignari nella cicatrice indelebile che stanno per lasciare sulla storia della tua vita. 

“Cosa vuoi fare di me adesso, per esempio? Vuoi immortalarmi
SI!
No! 
Gaia, non sono tutti come te! Non a tutti interessa diventare immortali! Chiunque al mondo, a parte te, desidererebbe la seconda opzione.
Io glielo chiederò!
Ti dirà di no!
Non potrò mai saperlo se non ci provo!
E di grazia come intendi rendere immortale Old Fashioned?
Lo sai bene come!
Ne abbiamo già parlato e la risposta è no! 
Ma che cazzo sta dicendo la mia recensora? Credevo di aver creato un personaggio folle, ma mi rendo conto che ci sono persone ben più folli di quello che immagino, nel mondo reale. 
Allora Gaia come vogliamo concludere questa recensione orribile che sappiamo già di dover rifare?
Con un bella frase.
So, già che mi ringrazierai Old Fashioned per aver letto la tua storia. Ma io che sono la tua lettrice, per quanto sia felice di essere sempre ringraziata da te, mi sento in dovere di dirti grazie. 
Chi è che ha più bisogno dell'altro in realtà? Lo scrittore che desidera essere letto, o il lettore che desidera leggere?
Grazie per avermi fatto sentire coinvolta nella tua storia. 

A presto!

Gaia.

(Recensione modificata il 17/09/2017 - 07:23 am)

Recensore Junior
16/09/17, ore 15:03
Cap. 3:

Ciao ^^
Questo racconto mi sta piacendo sempre di più, lo sto adorando tantissimo e ovviamente adoro te che l'hai ideato e scritto in modo impeccabile!
Mi intriga il fatto che ci possano essere delle "regole" nei sogni, è una delle cose che ho amato di più in Inception.
Comunque tornando al nostro Johann, per lui le cose non sono affatto semplici. La realtà dei sogni si sta sovrapponendo sempre di più alla vita reale. Che il suo inconscio gli stia realmente mandando dei messaggi?
La mancanza di Franz nei suoi sogni è preoccupante, una persona così importante che viene completamente eliminata dalla sua mente. Invece Aibell sta diventando una presenza predominante.
Addirittura adesso è Johann a cercarlo, ormai ha ceduto alla tentazione e ha trovato in lui tutti i suoi desideri e le sue passioni che era stato costretto a reprimere nella realtà. Ma quanto potrà durare tutto questo?
Sembra che a tratti Aibell si sia trasformato da diavolo tentatore ad angelo custode per il dottor Faust.
Il ritorno a Wernigerode era inevitabile, da buon ricercatore il nostro protagonista vuole scoprire la verità.
Stavolta non è Johann ad essere catapultato nel sogno, ma è Aibell che si presenta da lui.
Sogni e realtà sono sempre più confusi e collegati (ricordo anche il messaggio e il cd che sono "magicamente" comparsi da un mondo all'altro)...dunque credo proprio che anche questa volta le azioni del sogno avranno delle conseguenze.
Come sempre sei bravissimo, la tua storia mi sta davvero appassionando.
Complimenti e a presto! :)

Recensore Master
16/09/17, ore 11:47
Cap. 4:

Ed eccoci di nuovo qui, con un paio di risposte - quello psichiatra è veramente geniale - e tante altre nuove domande. Da una parte abbiamo Johann - Johann Faust, certamente...e qualunque Faust deve avere il suo Mefistofele, no? - e dall'altra abbiamo Aibell, il tentatore che forse vive nella sua mente, oppure no.
In fin dei conti ciò che Faust ha letto da quel librone antico è abbastanza poco incoraggiante.
Posso spendere due parole per la povera Gretchen? Mi sento in dovere perché ho lavorato in una biblioteca storica universitaria e non si potevano portare via libri antichi per divieto dell'ateneo stesso. Quindi, poveretta, capivo il fatto che si sentisse intimidita e un po' stupida a continuare a dire di no all'arrabbiatissimo Faust.
Tutto qui... empatia tra bibliotecarie.
Dopo ciò: dunque, due figure importantissime che Faust ha visto sono Martin...Lutero e Leone X, il papa che lo scomunicò. Come mai tutto questo sta succedendo al nostro protagonista?
Ha ragione lo psicologo, si tratta di "suggestione" (coff coff... schizofrenia) oppure il libro che Faust ha consultato ha ragione e stiamo parlando di qualcos'altro, qualcosa di più sottile e malvagio che la scienza psichiatrica non potrebbe mai spiegare?
Faust è pazzo, o Aibell esiste davvero?
Parliamo di Franz, poi: Aibell continua a voler mettere il nostro contro di lui. Adesso, però, l'ha combinata grossa... la vecchia auto di Franz ha ceduto, e il nostro non si è fatto niente di che, però è finito comunque in ospedale. Faust non l'ha presa bene.
Franz comunque, nei sogni con Aibell, continua a non esserci.
Ovviamente lo psichiatra ha ragione quando dice che Faust, nella vita "reale", la sua solita, è parecchio "contenuto" in tutte le reazioni, e piuttosto ossessivo. Magari con Aibell riesce a essere se stesso e mostrare le parti di lui che non ha cuore di far vedere a Franz, ma questo è appurato.
Davvero, mi chiedo che cosa possa esserci sotto e... adesso sono più incline ad accettare la "strada" del soprannaturale piuttosto che quella indicata e ipotizzata dal dottor Richter.

Non vedo l'ora che aggiorni di nuovo, sono davvero intrigata da questa storia, carissimo!

Ps. Una noticina piccola piccola: Sympathy for the Devil ancora. Quanto amo questa canzone, e quanto posso averla ascoltata. In realtà, da due tuoi capitoli, ogni volta che sono in chiusura la metto. Giusto perché tu lo sappia, carissimo!
_morgengabe
(Recensione modificata il 16/09/2017 - 01:06 pm)

Recensore Master
16/09/17, ore 09:51
Cap. 4:

E ti pareva che l'auto avrebbe preso fuoco per davvero. Però nella prima parte di questo capitolo mi ha colpita come Faust sembri essere all'oscuro di tutta la conoscenza sviluppatasi dopo il 1900: cita Hegel, Freud, ha idee molto datate sul sonnambulismo ... sono proprio curiosa di vedere come se la caverà a confronto con un medico odierno.
L'incontro con Aibell subito successivo è stato notevolmente inquietante. A parte che le sue considerazioni sul modo di essere nel mondo sono molto interessanti, mi preoccupa come lo induca alla paranoia per Franz.. E di nuovo torna la domanda: è una forza esterna, o una manifestazione di convinzioni che Faust non vuole ammettere neppure a sè stesso?
E adesso inizio ad essere davvero, ma davvero nervosa. Quelle semplici parole di Aibell gli hanno causato non solo paranoia (ben poco giustificata) contro Franz, ma anche un'aggressione verbale a un'innocua bibliotecaria che stava facendo solo il suo lavoro. E ha concluso imbottendosi di sonniferi.
A parte questo, torna l'ambiguità con la mappa: l'aveva già vista, o davvero Aibell è un demonio di qualche specie?
E ancora la concezione freudiana ... potrebbe rivolleharsi all' 'ignoranza' di Faust? Se Aibell la condivide, potrebbe davvero essere un frutto della mente di Faust. Però la scena in cui sono andati dalla povera Gretchen mi ha messo i brividi. Aibell lo sta davvero incitando a diventare sempre più odioso e violento, anche con persone che davvero non gli hanno fatto nulla. Almeno si sono accaniti sul gatto, per un po' ho temuto che avrebbero attaccato lei (tra parentesi, Gretchen ...?)
Lo psichiatra ha detto ben poco a cui Faust non fosse già arrivato da solo, tranne la connessione con l'opera classica. Però ha avuto pienamente ragione sul carattere represso e ossessivo di Faust, come dimostrato dall'incidente con il povero Franz. Faust si è rifiutato nel modo più assoluto di accettare che il compagno fosse preoccupato per lui, invece scegliendo di credere che fosse geloso e impositivo, cosa che tra parentesi lo assolve dal prendersi i sonniferi e tornare da Aibell. Ho notato anche il modo casuale con cui, pur di portare a termine il suo piano, è disposto a dire di proposito al suo compagno cose che lo feriscono. Stai facendo un ottimo lavoro nel rappresentare la sua discesa nell'ossessione e nella chiusura al mondo esterno.
E con Aibell si arriva a mettere a rischio la vita di qualcuno. Meno male che Franz non si è fatto niente, e la cenda sembra aver temporaneamente messo la testa a posto a Faust ... temporaneamente, appunto. I sonniferi non li ha buttati, e il fatto che la storia sia ancora in corso non mi fa sperare in nulla di buono.
Un capitolo davvero grandioso, complimenti!

Recensore Junior
15/09/17, ore 22:13
Cap. 4:

Eh ma i Beach Boys sì che sono da toccarsi le palle, uno di loro non era amico di Charles Manson?

Devo essere sincera, in questo capitolo i tre uomini mi sono piaciuti di più e Franz è meglio di Aibell sotto tutti gli aspetti. Johann, invece di impasticcarsi per sognare Aibell per fare cose porche con lui - che ha gusti strani - non può proporre un sacco di giochini a Franz? :P
(Recensione modificata il 15/09/2017 - 10:14 pm)

Recensore Master
15/09/17, ore 21:02
Cap. 4:

Mi sono catapultata appena ho visto che avevi aggiornato questo capolavoro!

Passiamo subito agli avvenimenti.
Quella che nel capitolo scorso aveva la connotazione di una scenetta tranquilla, quasi divertente, qui si rivela per ciò che è: la macchina del signor Petersen è davvero bruciata.
Così come il gatto della povera bibliotecaria è davvero stato ucciso, anche se non ne abbiamo le prove, sappiamo solo che Johann aveva un graffio sulla mano. Ma dato che negli altri due casi (le macchine di Petersen e di Franz) ha funzionato, direi che non c'è motivo per credere che il povero micio sia vivo.
Ebbene, questa storia assume tratti sempre più inquietanti (e affascinanti) man mano che questi incubi diventano reali, e Johann si distacca sempre più dalla realtà, diventando irascibile, teso, scontroso e refrattario a qualsiasi espressione di dissenso.
Ha chiamato Franz in un primo momento, ma Aibell gli dice che il suo compagno, che è chiaro che lo ama follemente, vuole solo tenerlo sotto controllo. E lui ci crede, lo scaccia. L'episodio del gatto gli da la spinta per farsi effettivamente visitare, e la spiegazione del professor Richter è più che esaustiva...
Johann si sta identificando con Johann Faust di Goethe, di cui porta il nome, Aibell è il Diavolo in persona e tutto ciò che immagina è frutto di una suggestione (che rischia di trasformarsi in psicosi), causata dai suoi studi. La mappa dell'antica Wernigerode sembra confermarlo, con il vicolo che è stato chiuso poiché si diceva vi avvenissero riti satanici.
Ecco che tutto diventa razionale. Eppure la macchina di Petersen è davvero esplosa, il gatto è (probabilmente) davvero stato brutalmente ucciso, e Franz ha davvero avuto quell'incidente a causa della ruota che si è staccata.
Certo, la macchina che esplodeva poteva aver "suggestionato" il sogno di Johann, il micio magari sta benissimo e Johann si è ferito nel sonno, e la macchina di Franz era effettivamente vecchia e malandata, per cui la ruota può essersi staccata da sola. Ma temo che si tratti di molto più di questo.
In ogni caso, dopo il terribile litigio tra Johann e Franz, l'incidente sembra riconciliare i due. Johann esce per un momento dalla spirale in cui sta piombando, realizzando quanto soffrirebbe per la perdita di Franz e di conseguenza quanto lo ama, e decide di tornare a Berlino e continuare la terapia.
Forse, ciò che ha fatto Aibell (causare l'incidente di Franz) gli si è ritorto contro: credeva di avere in pugno il ragazzo, e invece l'amore di Johann per Franz ha prevalso. Oppure è solo un altro modo di metterlo alla prova, per dare un taglio più netto al rapporto che c'è tra i due, e "corrompere" definitivamente Johann.
È una possessione demoniaca oppure una psicosi? E in entrambi i casi, Johann è davvero sonnambulo e danneggia le proprietà e i gatti altrui durante la notte?
Oppure quello che succede nella dimensione onirica si "riflette" sul nostro mondo, come una specchiatura dimensionale?
Non ci è dato saperlo, e qualcosa mi dice che non lo scopriremo. Ma vedremo come andrà per questo povero ragazzo, conteso tra un demone e un angelo (come spesso ha definito Franz).

Devo fare un mea culpa: non so come, ma non avevo relazionato Johann Faust con il nostro Johann. è veramente illogico che io non l'abbia fatto, ma non ci avevo minimamente pensato XD
Per Josef Richter invece, e qui correggimi se sbaglio, ricordo che c'era un Richter scrittore contemporaneo di Goethe. Potrei sbagliarmi, mi affido alla tua sicuramente maggiore competenza in materia :)

Faccio una riflessione anche su Sympathy for the Devil, canzone che amo molto, e il cui testo potrebbe rappresentare la chiave di lettura dell'intera storia.
È il diavolo a parlare, incolpandosi delle malefatte dell'umanità... "When after all / It was you and me". Insomma si da la colpa al diavolo, ma alla fine è l'uomo colpevole di tutte le nefandezze. Potrebbe essere così anche per Johann... diamo la colpa ad Aibell, ma in realtà è solo il suo subconscio che viene fuori, incarnato in uno splendido giovane vestito da elegante pirata.
Dopotutto il diavolo della canzone è un uomo di "ricchezza e gusto".
Ma anche qui scommetto che non lo scopriremo, ma bensì che verrà lasciato all'interpretazione. Forse sbaglio, ma sappi che apprezzerò qualsiasi sarà il finale di questi eventi: tutte le ipotesi vagliate una più interessante dell'altra.

Concludo con i miei complimenti, che non possono mancare. Sta venendo fuori un lavoro meraviglioso.
A presto ♥

~Sky

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