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Autore: Rozenberry    28/05/2012    7 recensioni
Shot in stile commedia-Vocaloid, piena di colpi di scena, e non solo di scena. {?} Abbiamo una coppia di gemellini di soli 5 anni, un baby-sitter e poi... bhè, scopritelo voi U.U
***
Luka arrossì socchiudendo gli occhi lasciandosi andare a quella morbidezza; Meiko… Meiko era diventata pietrificata, come già detto; Kaito era diventato rosso-viola-blu-verdemiku e non riusciva a muoversi; Rin e Len, invece, ripresero a battere le mani, urlando deliziosamente:
«Puni-Puni! »

***
Spero vi piaccia. XD Buona lettura ♥
Genere: Commedia | Stato: completa
Tipo di coppia: Shoujo-ai | Personaggi: Kaito Shion, Luka Megurine, Meiko Sakine, Miku Hatsune | Coppie: Len/Rin
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Random items ~ More than a sitcom!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Quel giorno, in casa Yamaha, c’era davvero una tranquillità irreale. A parte Meiko e Miku che stramazzavano come oche giocando alla Wii, Luka era beatamente seduta a leggere una rivista gossip e, dopo un paio di tentativi ignorati, aveva smesso di aggiornare le compagne sulle notizie più scottanti, tenendosele tutte per sé. Gakupo e Gumi erano usciti, insieme, per cambiare un vestito e chissà quando sarebbero tornati. Evidentemente il più tardi possibile, dato il caos che era solito aleggiare per la villa: i due gemellini, infatti, erano più tremendi del solito con il caldo che si avvicinava e domarli era diventato impossibile. A nulla servivano le minacce di Miku armata di porro oppure le piccole ricompense di Meiko (e nemmeno la follia sadica di Luka), a quanto pare nulla poteva placare la loro frenesia.
Tuttavia, da qualche giorno, avevano scoperto che, sacrificando Kaito a quei due piccoli carnefici, era possibile ottenere un po’ di pace nella casa. La cosa è semplice: basta lasciare il tipetto in blu con i due bimbi e questi, PUFF!, restano buoni buoni a giocare con lui. E così le ragazze potevano ritrovare una pace violata da troppo tempo.
 
Ad ogni modo, quel giorno a Kaito toccò ancora, in balia di quelle sadiche compagne multicolore, il ruolo di babysitter. A dirla tutta, però, sadiche non era solo la triade Miku-Luka-Meiko, ma anche (e soprattutto direi) la coppia Kagamine: i due piccoli gemelli rintontivano il povero Kaito, lo torturavano senza pietà, al punto di farlo fuggire in lacrime (ed a volte anche senza più le mutande) dalla camera dei giochi (che chiamava delle sevizie) e di far lui implorare le sue amiche di badar loro ai bambini in quanto, in qualità di donne, spettava a loro occuparsi dei fratellini più piccoli di appena cinque anni. Naturalmente bastarono un paio di botte in testa dategli da Meiko per insegnargli ad essere meno maschilista. Non era giusto che dovessero occuparsi di tutto loro! E così Kaito si prendeva cura dei bambini… qualche volta aveva persino pregato Miku di fare a cambio ruolo con lui: lei avrebbe badato a Rin e Len e lui avrebbe svolto le faccende domestiche, ma nulla. A nessuno piaceva quel ruolo e, con un paio di minacce di Meiko, erano riuscite ad appiopparlo a Kaito.
 
Dopo l’ennesima vittoria di Miku, Meiko si diresse, depressa per le sconfitte, alla sua bella riserva di Sake in cucina. Solo quello, pensava, le avrebbe riportato il buon umore. Aprì le porte del suo bel mobiletto proibito, ma presto si accorse che lo scaffale dove riponeva le sue scintillanti e preziose bottiglie era vuoto! Il volto le divenne subito rosso di rabbia, strinse energicamente i pugni mentre, non riuscendo a controllarsi, urlò in maniera spaventosa e, con un rumoroso passo pesante, si diresse alla camera dei Kagamine. Spalancò (o meglio, quasi ruppe) la porta e così i due bimbi, insieme al loro povero baby-sitter costretto a servire tè vestito da pony ballerino con la sciarpa rosa e truccato con la trousse di Miku, furono interrotti dai loro giochi innocenti. Presto Meiko tirò su un pugno minaccioso.
«Il mio Sake! Chi di voi è stato tanto stupido da prendere il mio Sake pensando di passarla liscia!» urlò con gli occhi in fiamme, terrorizzando il povero Kaito (e sì, ogni colpa era la sua in quella dannata casa) mentre i due gemellini sorrisero deliziosamente.
«E’ stato lui! » balbettarono all’unisono, sorridendo ancora e indicando lui, il pony, seduto all’altro lato del tavolo di gommapiuma.
«Ahahahah, - rise istericamente la mora mentre Kaito si fece schermo con un pupazzetto di peluche – non mi importa chi lo ha preso! Lo rivoglio qui entro quindici secondi… oppure spacco tutto! Quindici, quattordici… due, uno! » e sul suo  volto si dipinse un macabro sorriso (nonché un rossore tendente al violaceo) ed afferrò la prima sedia capitatale davanti.
«Meiko, non essere così animalesca, sembri una drogata. » la voce di Luka, proveniente dal salotto, era così calma e tranquilla che il rossore di Meiko divenne ancora più intenso.
«Tu! Polipetta rosa, vieni a dirmelo qui se ne hai il coraggio! » sbraitò ancora, alzando la sedia in alto mentre Rin e Len, battendo le mani, si godevano lo spettacolo come se si trattasse di uno spettacolo di gladiatori.
 
Naturalmente Luka non si tirò certo indietro e, con tutta la calma e grazia femminile di questo mondo, si presento presto dall’isterica alcolista della casa. L’unica cosa che la salvò da morte sicura fu il fatto che aveva portato con sé una bottiglia di Sake. La mostrò all’amica con un sorriso malizioso, avrebbe voluto giocarci su, voleva farla impazzire dal desiderio di averla, ma aveva paura che Miku, gelosa, non le avrebbe più dato il suo amore. E tra lei e Meiko preferiva di certo lei, così uke ed indifesa, quindi ci giocò solo per qualche istante.
«La vuoi, Meiko-chan? » mormorò con un sorriso perverso sul volto, passandole davanti agli occhi la bottiglia.
«Ahm… sì… dammela per favore… » rispose lei, con un tono totalmente sottomesso, come quello di un cagnolino che desidera la propria ricompensa.
Intanto Len e sua sorella si godevano la divertente scena, mentre il bel Sake di Meiko era nascosto nell’acquario, proprio di fronte alle due che, occupate nelle loro strane effusioni, non potevano notarlo se non assaggiando l’acqua: avevano riempito tutto con il suo liquore!
«La vuoi davvero…? E cosa mi dai in cambio? » chiese sensualmente Luka, avvicinandosi sempre di più alla rossa.
«Non vi spoglierete mica qua? » ridacchiò Rin, divertita dalla scena e Len prese a ridere con lei.
Luka finse di non averli sentiti e continuò a divertirsi con Meiko che, con la bava luccicante e gli occhi sbrilluccicosi, si lasciava guidare da quella bottiglia come un serpente dal flauto. E quando fu abbastanza vicina a lei, la rosa sorrise spaventosamente e le palpò energicamente un seno, pietrificandola completamente.
Luka arrossì socchiudendo gli occhi lasciandosi andare a quella morbidezza; Meiko… Meiko era diventata pietrificata, come già detto; Kaito era diventato rosso-viola-blu-verdemiku e non riusciva a muoversi; Rin e Len, invece, ripresero a battere le mani, urlando deliziosamente:
«Puni-Puni!»
E non si fermavano, anzi continuavano a ridere a crepapelle per la scena, sapendo che presto l’Onee-san Miku sarebbe arrivata a punire Luka. Infatti arrivò, a velocità della luce, una scarpa che colpì in pieno Luka su un fianco: in realtà l’intento di Miku era di colpirle la testa, ma lungo il tragitto la traiettoria si era deviata. La rosa non ebbe neppure il tempo di rendersi conto di ciò che le era accaduto, né di mollare la tetta della Sake-dipendente, che d’un tratto una ragazza munita di mattarello e telecomando della Wii assaltò la cameretta dei Bebè Kagamine e, con uno sguardo tra il satanico e l’assassino, si avventò sulla sua defunta compagna riempiendola di botte.
E Kaito per un momento non si sentì più solo. Poi quel momento finì.
Miku prese a colpire senza pietà Luka che urlava straziata implorando perdono.
«Gomen nasai, Miku-chan! Non lo farò più! » urlava cercando di scansare i colpi, sempre più violenti, correndo per la stanza, saltando sul divano, sulla testa di Kaito ed infine andando a sbattere contro l’acquario.
La sua ragazza continuava a picchiarla, sempre più desiderosa di farle del male, rossa di gelosia e solo Saffo poteva capirla, fino a che, disperata, Luka si aggrappò all’acquario, sforzandosi di sopportare il dolore. E dire che quel telecomando sembrava veramente innocuo!
Intanto Meiko tornò del suo vivace colorito a Ketchup e si mise tranquilla tranquilla come una bimba a bere il Sake di Luka rimasto incustodito. Kaito restava fermo ed immobile (ma per forze maggiori dato che lo avevano legato con la corda per saltare, a mo’ di shibari) a guardare la bella e terribile scena mentre i due gemellini ancora non si erano stancati di incitare Miku a colpire più forte.
«Niente puni-puni, Luka! » urlava Len, saltellando attorno al cavalluccio su cui si era seduta la sorella.
Miku alzò di nuovo in aria il mattarello, pronta a dare il colpo di grazia, assetata di vendetta e livida di rabbia mista a gelosia: come aveva osato Luka fare puni-puni con le tette di Meiko? Le sue non le piacevano più!? A questo punto arrivò una risata terribile e Luka credé di essere già morta, ma, nel momento in cui Miku lanciò il suo ultimo attacco, la sua povera vittima si gettò a terra, così il mattarello andò ad infrangere il vetro dell’acquario, riversando a terra tutto il Sake. Ops, ho detto forse Sake?
Subito, nello stesso istante in cui il liquido uscì dal suo contenitore rotto, qualche piccola ed invisibile rotella scattò nel cervello di Meiko: sentiva proprio odore di Sake? Sì, ne era certa, avrebbe riconosciuto quell’aroma in ogni luogo ed in qualsiasi posto. Subito i suoi occhi rosso sangue andarono a fissare lo strazio… il grande spreco! Come avevano osato gettare in quel modo il suo prezioso liquore?
Miku indietreggiò, pronta a ricominciare con la raffica di colpi: no! Non erano ancora sufficienti! Invece fu costretta fermarsi perché Meiko arrivò all’acquario come una bestia inferocita, si chinò a terra e tutti rimasero a guardarla straniti e schifati: aveva intenzione di leccare l’acqua dei pesci? Una strana smorfia si dipinse sui volti di Kaito e Miku (Luka era in trans e Rin e Len erano in fermento: erano gli unici a sapere ciò che quel liquido era davvero!) che, con il fiato sospeso, si misero a squadrare l’amica chinata ad annusare il Sake. Nessuno osava parlare, così Meiko poté agire nel silenzio più totale e fu proprio un suo straziante urlo a distruggere la quiete.
«Nooooo! » gridò coprendosi il volto con le mani e iniziando a piangere.
«C-cosa c’è, Meiko? » chiese Miku, ripreso l’uso della parola.
«Il mio Sakeeeee! » urlò quasi strappandosi i capelli mentre le lacrime copiosamente sgorgavano dai suoi occhietti.
E così Rin e Len, gattonando dietro il divano, se la svignarono, uscendo dalla loro camera e andando a nascondersi in cucina, sotto il tavolo. Naturalmente lasciarono lì solo il (non mi stancherò mai di dirlo) povero Kaito.
Intanto Meiko, assetata di vendetta, si alzò in piedi e questa volta, desiderosa di vendicare il Sake sciupato, staccò il piede (tranquilli) di una sedia, avvicinandosi minacciosamente a Kaito.
«Tu – e gli sorrise mentre il suo volto ritornava viola – dov’eri mentre le due pesti compivano questo sacrilegio? »
Kaito perse la capacità di parlare, divenne bianco tutto d’un colpo ed iniziò a gridare come un matto, alzandosi in piedi e scappando anche come un matto, anzi, come un pony ballerino con la sciarpa rosa e truccato con la trousse di Miku. Ops, ho forse detto trousse di Miku?
Naturalmente Miku, dopo che la rabbia fu del tutto sbollita, notò subito che Kaito era truccato con il suo trucco e, avendo ormai tra le mani un mattarello, si mise all’inseguimento del fratellone vestito con un tutù color pastello rosa, desiderosa di unirsi a Meiko per compiere un altro massacro.
 
Ormai Kaito aveva tutte le abilità ben sviluppate e riusciva benissimo a correre e ad usare a suo vantaggio tutte le insidie che una villa poteva avere. Saltò rapidamente su per le scale, seguito a ruota da Meiko e da Miku.
«Il mio trucco, mh?, Onii-san? Usi il mio trucco senza permesso? » domandava minacciosa anche lei, stringendo tra le mani il mattarello.
Intanto Kaito nemmeno si poneva il problema di rispondere e di chiarire che lui non centrava niente, tanto sarebbe stato tutto inutile, lo sapeva già, quindi  concentrava tutte le sue forze nel correre. Però, a dirla tutta, la sua paura non era quella di essere raggiunto, ma quella che Luka si accorgesse che, tra i sassolini e le pietre dell’acquario distrutto ci fosse, ormai in fin di vita il suo polipo. Non tardò molto, infatti, un urlo disperato proveniente dalla camera di giochi, divenuta ormai tristemente famosa come camera degli orrori.
«Il mio polipo è in comaaaaa! »
Fu questa la frase che si udì in lontananza, che risuonò nelle camere silenziose della casa. Luka presto si precipitò nel bagno, con il cuore in gola dall’angoscia, incurante dei lividi che Miku le aveva lasciato, ed aprì l’acqua, riempiendo la vasca e lasciando lì dentro il suo animaletto rosa, sperando che si riprendesse. Infondo era solo un po’ intontito e l’acqua fresca lo fece riprendere rapidamente, sebbene fosse un po’, ehm, ubriaco. Così Luka sospirò sollevata e, accertatasi che lui stesse bene, andò di corsa in cucina e, frugando tra gli utensili, prese la bella paletta in acciaio inox usata per grigliare gli hamburger, pronta a dichiarare guerra al fratello in blu.
«Tu, dov’eri quando quelle due piccole pesti attentavano alla vita del mio polipo, tentando di affogarlo nel Sake? Adesso – urlò mentre saliva le scale – appena ti prendo ti riempio il sedere di chiazze bordeaux, Kaito Shion! » minacciò come un’amazzone, seguendolo con la sua arma letale ed unendosi all’alleanza tacita delle tre care sorelle.
 
Corri e corri, Kaito si trovò infine in cima alla scalinata e, visto che le porte erano tutte chiuse, che ci sarebbe voluto tempo ad aprirle e che loro erano molto (troppo) vicine, salì con un rapido scatto, sul corrimano, lasciandosi scivolare giù. Era difficile mantenere l’equilibrio, quello era un esercizio che non era abituato a fare e, piano piano, la velocità aumentò terribilmente tanto che dovette aggrapparsi con forza, con entrambe le mani, al corrimano lucido e liscio.
Le tre, scoperte la sua audacia, si voltarono e, retromarce girls!, si misero a correre come delle forsennate, toccate tutte nel proprio orgoglio, verso il vergognoso baby-sitter.
«Shion, sei un uomo morto! » gridava Miku cercando di colpirlo mentre scivolava sul lungo corrimano.
 
Nel frattempo, un bel rumorino in stile Niagara si diffondeva dal bagno e, ben presto, dell’acqua cominciò ad uscire dalla stanza, andando ad allagare il corridoio del piano di sotto dato che Luka, presa dal desiderio di vendetta, aveva dimenticato aperto il rubinetto ed anche la porta.
Ecco! In quel momento i due gemelli, non riuscendo a resistere al fascino dell’acqua (tutti siamo stati bambini) uscirono allo scoperto e, kawabonga!, corsero a schiamazzarci dentro: Rin addirittura si sedette e, con dei rapidi movimenti, prese a schizzare tutt’intorno, mentre Len si mise a saltellare, come se fosse un’invitante pozzanghera. Intanto anche il polipetto di Luka, trasportato dalla corrente, era entrato in scena e, mezzo alcolizzato, si mise a far compagnia ai bimbi mentre la sadica triade era impegnata a rincorrere il responsabile di tutto quel disastro.
 
Proprio in quel momento di caos più totale, la porta dell’entrata si spalancò e così la casa dei Vocaloid fu al completo. Gumi e Gakupo erano di ritorno e, sentendo rumori sospetti provenienti dalla cucina-salotto, si armarono, Gumi di ombrello e Gakupo di attaccapanni, prima di entrare.
Spalancata la porta, si ritrovarono davanti l’incredibile spettacolo.
«Non abbiamo sbagliato casa, vero? » proferì la ragazza, con gli occhi increduli e, soprattutto, sgranati di fronte ad un tale subbuglio.
Davanti a loro i gemellini sembravano ad un acqua-park, o a Zoo Marine (non dimenticatevi del simpatico polipo rosa che faceva la parte della mascotte) e, finite le scale (e il corrimano), un Kaito stecchito a terra che chiedeva pietà in lacrime, sfinito. Tutte e tre, in un solo colpo, si fiondarono su di lui approfittando del momento di debolezza della loro vittima.
 
Rin, divertita, schizzò acqua sui due appena arrivati, gridando contenta:
«E’ il mare! E’ il mare! » e accompagno questa frase con un tenero sorrisetto.
Invece Len, senza parlare, afferrò il polipo e lo mise sul tavolo, giocandoci felice come se fosse un giocattolo costoso, tanto la colpa è di Kaito! pensò giustamente il piccolo.
Gumi portò lentamente lo sguardo verso Gakupo e, tra le mille scuse che le vennero in mente, gettò fuori la più patetica.
«Gakupo, mi sono accorta… ricordata… resa conto che il vestito che abbiamo preso non mi piace più. » e lui, ovviamente, non se lo fece ripetere due volte, sgommando subito via con lei, mettendo in moto intenzionato a non tornare prima della notte.
 
E così l’allegra squadriglia rimase sola, abbandonata al proprio destino. Litri d’acqua vennero sprecati, bottiglie di Sake restarono a terra, sbiancando il parchè in legno molto delicato, il polipo di Luka venne usato come giochino personale (il gatto di Miku era infatti scappato in preda alla disperazione dopo il tentato lavaggio in lavatrice, sabotato audacemente dalla Miku-armata-di-mattarello); Kaito fu pestato, il suo sedere riempito di chiazze bordeaux, Miku vendicò il suo trucco, Meiko il suo Sake, Luka il suo polipo e i due gemellini rimasero estasiati a godersi lo spettacolo creato lì solo per loro, nella loro bella piscina artificiale e sorridendo, da piccoli carnefici, in maniera innocente e teneramente deliziosa.
 
 
THE END.
 
 
 
 
 
 



 
 
Note di un’autrice fuori di senno {?}
Ave a voi, qui è Hicchan che vi parla. :DDD Ecco, lo so che sto scrivendo altre mille mila long, ma questa shot ci voleva proprio. –w- In verità avevo in programma una cosa diversa, doveva trattarsi di una punizione di cinque minuti impartita a Rin e Len, ma che poi si era trasformata in un disastro. Invece poi è venuta tutt’un’altra storia LOL
 
L’idea di Rin e Len appena bambini e di un Kaito costretto a fare da baby-sitter mi ispirava troppo, così ho scritto questo canovaccio da commedia, sperando di aver fatto un qualcosa di non troppo orribile XD 
 
Spero che vi sia piaciuto almeno un po’ e che non vi abbia fatto troppo troppo troppo schifo >.< *fugge via* UHM; ho trovato la paletta in acciaio inossidabile di Luka =w= <<< {?} XD
Anche io un bel dì sculaccerò Kaito-kun U.U Un giorno. Forse. Spero. Basta.
 
Grazie mille a tutti voi che avete letto e grazie a tutti quelli che recensiranno questa shot. *w* La dedico in particolare a tutti coloro che mi seguono nelle mie varie peripezie letterarie… come Sefirieru-kun, Checchan, Micchan, Giucchan, AliYe, Kicchan e a chiunque legga le mie storie restando in silenzio. Arigatou <33333
 
Vi mando un grande bacio (a mo’ di ventosa polipesca), Hicchan <3
 
 
  PS: Puni-puni è il suono delle cose morbidose. U.U Questo video vi chiarirà le idee. :DD
http://www.youtube.com/watch?v=k6EiGnmjonY

   
 
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