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Autore: fiore di girasole    19/05/2007    4 recensioni
Un'approfondimento delle puntate in cui Vincent richiede un incontro con Alex, durante il quale gli offre del caffè.
Genere: Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Shonen-ai | Personaggi: Alex Rowe, Vincent
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Posto questo racconto come one-shot anche se è composto da tre capitoletti (gli ultimi due sono double drabble di 200 parole precise - non chiedetemi come ho fatto ^_^). L'ho scritto per la community 12_teas http://community.livejournal.com/12_teas che propone di scrivere 12 racconti ispirati ognuno ad un infuso. In ordine gli argomenti sviluppati per questo racconto sono: #9. whinter ease (ristoro invernale); #1. black; #2. white.

Disclaimers: i personaggi appartengono allo Studio Gonzo e Range Murata, scrivendo di loro, non ci guadagno nulla.


Nessuna scelta
di Fiore di Girasole


Ero sulla Silverna a riordinare le informazioni relative al mysterion comprato all’asta, quando mi dissero che mi cercavi. Vincent, il capitano della Urbanus, che richiede un incontro segreto col capitano dell’altra corazzata imperiale; il mio vecchio amico Vincent… da quanto non ci incontravamo, non ricordavo quasi più il tuo volto e il suono della tua voce.
“Incontriamoci in campo neutro”, era questo il tuo messaggio, e il luogo designato per il nostro incontro, un punto a metà tra i regni di Disith e Anathorey, con la neve del primo e grandi rocce aride del secondo.

“Ci rivediamo, Alex. Ne è passato di tempo!” Annuii, ho sempre odiato perdermi in chiacchiere inutili, in particolar modo durante gli incontri strategici, che nulla hanno di amichevole. “Scontroso come al solito, a quanto vedo.”
“Dimmi cosa vuoi.”
“Tutta questa fretta di concludere è proprio da te. Dato che ci dovevamo incontrare, non potevo venire a mani vuote, permettimi prima di tutto di offrirti un regalo: qualcosa di caldo per ristorarsi dall’inverno particolarmente rigido. Il caffè della Urbanus è davvero il migliore, devi assolutamente assaggiarlo.”
Ti vedo aprire una valigetta e tirarne fuori dei filtri, un fornelletto e delle tazze, hai persino dei cucchiaini d’argento! Tutto l’occorrente per preparare un buon caffè. Degno dei tuoi vezzi da aristocratico e da gentiluomo.
“Te lo porti sempre appresso, Vincent?”
“Sai benissimo che sono sempre stato amante delle cose calde.”

Ed è da te parlare in questo modo, e anche nei momenti più seri cercare di smorzare la tensione con una battuta. Sei sempre uguale nell’aspetto e nel carattere. Non otterrai di carpirmi un sì per la tua trattativa.
“Faccio arrivare di proposito le miscele migliori,” prosegui imperterrito, “tè e caffè, l’unico vezzo che insisto col concedermi anche in questo periodo, l’unico rito a cui non rinuncerò mai.”

Hai detto bene, anche in questo periodo, ci sono in ballo cose molto più importanti del procurarsi del caffè.
“Non ha un odore buonissimo? Il migliore di tutto l’Altopiano del Nord.”
I tuoi gesti sono eleganti, misurati, precisi come sempre. Impeccabile. Non perderemo mai il nostro stile “da accademia militare”, vero? Ecco perché da amici che eravamo invece di allearci abbiamo finito col combattere su fronti opposti, perché in realtà siamo molto simili!
È solo da tanti piccoli dettagli che si può intuire la tua vera natura, quella di un giovane ma abile stratega, nonostante le tue apparenze da dandy antiquato.
Prendo la tazza tra le mani, ti ringrazio e tu mi guardi come se il gesto di porgermela fosse un modo per offrirti pienamente a me e mentre assaporo quella bevanda calda e aspra, i tuoi occhi mi guardano inquieti, quasi pregassi di sentirti dire parole che nulla hanno a che fare con la guerra o con quella costosa miscela… come se sperassi che le mie labbra fossero tue e non per quel liquido aspro.
‘Non lo saranno mai, Vincent. Mai più…’ Ma non è per questo che siamo qui e non penso che tu mi abbia voluto incontrare solo per rivangare i vecchi tempi.

“Devi credermi, in una serata fredda non c’è niente di meglio.”

Sono perso tra i miei pensieri, non riesco a guardarti dritto negli occhi dopo che la lunga lontananza ci ha resi estranei. Poi finalmente comprendi di dover arrivare al punto, che a me interessa davvero solo conoscere i veri motivi di questo incontro e nient’altro. “L’imperatore è preoccupato per il carico e vuole che lo consegni assieme ai mysterion di cui sei entrato in possesso. In cosa consiste il carico? E dire che sono impegnato ogni giorno per impedire che Disith avanzi su Northkya.”
“Non posso consegnartelo.”
“Per quale motivo? Sai cosa comporterà questa decisione?”
“Lo immagino.”

Il tuo sguardo diviene inquieto, posi la tazza sul piattino con un gesto meno elegante dei precedenti, evidentemente non mi credevi capace di oppormi alla volontà dell’Imperatore. Eri convinto che per una volta mi avresti zittito? Mi rispondi dopo qualche istante.
“Questo significa che dovrò combattere contro di te.”
Ti lascio senza darti ulteriori spiegazioni.
“Aspetta, Alex! Non avere tanta fretta, almeno riflettici un po’ prima di decidere.”
“Non c’è nulla da decidere, ho intenzione di difendere il carico a qualunque costo. Non c’è scelta.”

Ti attaccherò subito e senza tregua, lo sai. Avremmo potuto essere amici o forse anche qualcosa di più, ma non oggi, non sotto questo cielo.
Me ne vado senza neanche finire di bere quel caffè, o tè o qualunque tipo di miscela fosse.
“Sarà dura… Alex.”
Ti alzi in piedi di scatto, insicuro avvicini il tuo volto al mio. So che mi hai sempre amato e comprendo bene quanto deve costarti esporti così tanto.
“Potevamo essere amici… o amanti,” abbasso la testa per impedirti di baciarmi. “Non c’è davvero niente che possa scaldare il tuo cuore e farti tornare quello di un tempo?” “Purtroppo per te Vincent, in questa vita niente e nessuno è abbastanza forte da farmi cambiare idea.”



Guardo la tazza colma di caffè nero ancora fumante. Da me infine non hai accettato neanche questo; hai rifiutato persino un semplice segno di gentilezza. Mi domando dove ho sempre sbagliato, per quale motivo sei rimasto così irraggiungibile e così oscuro, indecifrabile.

Adesso dovrò battermi contro di te, non l’avrei mai creduto possibile: la mia flotta contro la tua; la mia ostinazione contro la tua…

Non mi darai tregua lo so, e dovrò essere spietato anch’io. Sarà una dura battaglia, un’impresa. Stavolta però ho tutte le intenzioni di non farmi più incantare da te e di batterti ad ogni costo.

Ho una tazza di caffè nero anche mentre impartisco gli ordini, per rinvigorirmi ed assicurarmi lucidità, questa mia dipendenza dalla caffeina e dalla teina non l’avevo mai presa in considerazione prima d’ora. Caffè che ora sono io a non finire, a versarmelo quasi addosso quando comprendo di essere stato sconfitto da te per l’ennesima volta.
“Maledizione Alex! Vuoi davvero farmi impazzire su tutti i fronti!”
Appena l’Imperatore saprà che ho fallito la missione e che contro di te ho perso la battaglia e una corazzata, mi destituirà dall’incarico. Avevo ragione a dirti che dove passi tu non resta più nulla.



Mi dispiace veramente molto, Vince, siamo stati costretti a batterci dagli eventi. Se tu sapessi che cos’è il carico, anzi chi è, comprenderesti la mia decisione e la approveresti senza ombra di dubbio.

Un poeta disse: “non si può giudicare un amico solo dall’ultimo discorso che ci abbiamo fatto ma in generale da tutto il rapporto che c’è stato” e io di te ho sempre avuto solo bellissimi ricordi. Sei una persona solare, limpida e se non avessi dovuto combattere, avresti mantenuto anche una coscienza pienamente pulita, bianca come la tua uniforme dai profili dorati, chiara come le tue idee e come i tuoi capelli; lenitiva per la mente e per la mia coscienza così come tutti quegli infusi che tanto adori assaporare e gustare.

La nostra amicizia non finirà mai, però ti chiedo di non pretendere di più perché nel mio cuore bruciano ancora tante vecchie ferite. Purtroppo non potremo tornare quelli di una volta, approfondire il nostro rapporto è servito soltanto a rovinarlo, ma resterai per sempre l’amico più caro, quello con cui condividere momenti stupendi e battaglie indimenticabili, l’unica persona con cui adoro misurarmi perché tu sei l’unico su cui ho sempre saputo di poter veramente contare.

FINE
  
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