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Autore: Julie_Rebel_17    30/08/2013    4 recensioni
"Dunque lei è la contessina Emily Spencer?" le chiese un baldo giovane dai lineamenti angelici dopo averle baciato la mano.
La fanciulla sorrise appena, intimidita dal suo gesto:"Si, in persona, lei è?" fece per chiedergli il nome.
"Stephan" rispose.
"Stephan cosa?". "Solo Stephan, mi concede questo ballo?". Il ragazzo non proferì altre parole e la convinse a danzare con lui...
Genere: Erotico, Horror, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lime, Raccolta | Avvertimenti: Violenza
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-Ciao a tutti! Sono sempre io, Julie! L’autrice di Behind blue eyes. Ho deciso di cimentarmi nella stesura di una storia horror/thriller (dato che adoro questi generi). Cosa aggiungere…si tratta di una storia intrigante. Spero vi piaccia! Fatemi sapere cosa ne pensate se vi va! Grazie a tutti e buona lettura! Baci, baci. Ju-

La piccola Emily passeggiava attraverso i soliti, vecchi sentieri;
aveva trascorso il pomeriggio raccogliendo fiori nei campi che circondavano la tenuta in cui risiedeva insieme ai suoi genitori.
Si trattava di un casolare ben tenuto, una villetta abbastanza spaziosa di genere ottocentesco. Era di un color bordeaux con tanto di ampie finestre nere.
L’interno dell’edificio era meravigliosamente decorato da mobili antichi.
L’entrata presentava un’ampia gradinata, posta al centro della stanza, proprio di fronte alla porta, al fine di condurre gli ospiti alle sale superiori.
Dal soffitto pendevano enormi lampadari di cristallo che rendevano l’atmosfera cupa ed al contempo armoniosa e raffinata.
Emily aveva solo diciassette anni, ma, essendo figlia di un conte aveva potuto apprezzare il meglio della vita.
Adesso che stava crescendo, suo padre aveva preso in considerazione l’idea di trovarle marito.
La fanciulla era appena rientrata.
“Padre, sono tornata” disse con un filo di voce, tenendo tra le mani un mazzolino di fiori, si trattava di viole del pensiero. Decisamente, i suoi fiori preferiti.
“Mia dolce Emily, dove sei stata? La tua dama ti ha cercato ovunque” rispose con dolcezza l’uomo.
“Oh, caro padre, scusate, non sapevo avesse bisogno di me, sono andata a raccogliere le viole, vorrei, però, veder mia madre prima di andare dalla Signorina Janine”.
“Tua madre è in camera sua, sta leggendo, fa in fretta, devi scegliere l’abito per il ballo”.
Così si chiuse la conversazione tra il genitore e l’amata figlioletta.
“Uhm, il vestito per il ballo. Me n’ero dimenticata, tra tre giorni dovrò scegliere il mio pretendente. Sono così giovane, perché voglion farmi questo? Non ho altra scelta, non posso mica deluderli? Troverò un bravo giovine che mi ami per quello che sono, un marchese magari, un marchese che ami la lettura e le arti. Qualcuno che danzi con me. Così sia!”
Fantasticava la fanciulla tra sé e sé fin quando arrivò dinanzi alla camera di sua madre.
Bussò. “Chi è?” chiese quella comodamente seduta su una poltrona.
“Sono Emily, madre cara. Posso entrare? Vorrei parlarvi”.
“Certo, piccola mia, entra pure, mi dilettavo a leggere qualche libro sulle erbe curative”
“Ecco, madre, vorrei parlarvi del ballo…io…ho un po’…paura” le disse amabilmente spaventata. Una piccola fanciulla in piena crescita. Tutte le ragazze a quell’età avevano il terrore di non essere all’altezza del futuro sposo o di trovare al proprio fianco qualcuno che non amavano.
“Bambina mia, non hai di che preoccuparti, troverai un bel giovane che ti ami e voglia stare con te, così come feci io alla tua età”
“Quindi, anche voi conosceste così mio padre?”
“Certo. Avevo proprio la tua età e lo incontrai al ballo organizzato dai tuoi nonni in mio onore. Proprio quando persi la speranza di trovare il giusto pretendente, incontrai un ragazzo dagli occhi verde bosco. M’innamorai perdutamente di quello sguardo, incorniciato da splendidi capelli rossi. Egli m’invitò a danzare e da lì, dal nostro amore, nascesti tu, giusto dopo nove mesi dal nostro incontro”
“Che storia dolce, grazie madre, vado subito a scegliere un vestito, sono felice” disse la giovincella allegramente.
“Sarai bellissima, vedrai, troverai un uomo degno della tua magnificenza” le rispose affettuosamente la donna.

Emily corse in cucina, la servitù salutò la contessina affettuosamente. Ella chiese della sua dama di compagnia e le risposero che l’avrebbe trovata nella biblioteca.
Corse da lei. “Signorina Janine, perdoni il mio comportamento, non sapevo mi stesse cercando, spero di non averle creato problemi” disse con tono malinconico.
“Stia tranquilla signorina Emily, abbiamo ancora tempo, le va di provare alcuni abiti che ho scelto? Vengono dall’India, sono cuciti di stoffe pregiate”
Un sorriso illuminò il volto della ragazza. “Certo, attendo con ansia di vederli”.
La dama uscì per un attimo dalla stanza e tornò con in mano tre magnifici abiti, ognuno di colore diverso, decorati da gemme e merletti preziosi.
“Quale vuole provare per primo?”
La fanciulla sconvolta da codeste bellezze, evidentemente abbagliata dallo splendore dei tre indumenti, scelse di provare per primo un abito dal color oro.
Si osservò allo specchio.
“Cosa ne pensa?” chiese la sua compagna un po’ insicura.
“Mmmh, mi sento una tenda”. Le scappò un risolino. “Concordo, sembra una tenda, provi l’abito nero”, le porse un abito scuro adornato da gemme di un color rosso vivo.
Indossò l’abito e si presentò al cospetto di Janine.
“Come le sembra?” chiese alla donna. “Credo che sia un po’ triste per lei. Signorina ha solo diciassette anni, dovrebbe osare un po’ di più con i colori”.
La fanciulla annuì, era d’accordo con lei.
“Provo l’ultimo abito rimasto? Quello verde?” “Prego”. Prese in fretta l’abito poggiato sul letto sperando che fosse quello giusto.
Lo indossò e raccolse su un lato i lunghi boccoli rossi, eredità donatale dal padre. I suoi enormi occhi azzurri s’illuminarono. Era l’abito adatto.
Dal colore verde pastello, con leggeri ricami ed alcuni smeraldi che adornavano la profonda scollatura.
La fanciulla, però, divenne d’un tratto titubante.
“Janine, non è che…ecco, non sarà troppo profonda questa scollatura? Non ho mai indossato abiti del genere prima d’ora”. La donna rise.
“I corsetti sono così, signorina Emily, modellano le forme donando al suo corpo armonia. Trattengono il ventre ed elevano il seno. Può permettersi d’indossare quest’abito, stia tranquilla, è assolutamente splendida”, quelle parole la rassicurarono.
Emily era una fanciulla timida, arrossiva al minimo complimento e non avrebbe mai immaginato di dover trovare qualcuno a quell’età.
“Allora chiederò alla servitù di lavare l’abito, per far si che sia pronto per il gran ballo” disse Janine alla ragazza.
“Grazie” sorrise quest’ultima.
“Solo una cosa, signorina Emily, volevo dirle che indosserà i gioielli di sua nonna, la parure di smeraldi”
“La ringrazio per l’attenzione, Janine”. La dama lasciò la camera della contessina che, annoiata, si mise a leggere.
Si mosse dal letto solo per la cena.
Mancavano due giorni al ballo ed era emozionata ed ansiosa. Ogni servo si stava impegnando al massimo per far si che la festa fosse la più bella del paese…
  
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