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Autore: Xandalphon    16/12/2014    6 recensioni
Una raccolta di 'lettere impossibili' di personaggi storici e mitologici ai loro amori. Un viaggio nel tempo dal 3000 a.C sino all'età contemporanea, attraverso i loro sentimenti per le persone a loro più care. Che siano felicità o disperazione, gioia o amarezza.
Perché l'affetto, l'amore e i sentimenti sono nell'uomo gli stessi di sempre.
Genere: Introspettivo, Romantico, Storico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Raccolta | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Contesto generale/vago
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Gilgamesh ed Enkidu

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Mia amata,

 

Non credi ci sia dell'ironia in tutto questo? Mebaragisi, il mio fedele scriba, sta scrivendo un'epopea che glorifica le nostre gesta, sulle sue tavolette. Ci sta ritraendo come grandi eroi, che sfidano potenze celesti, dei e mostri... Non posso che assecondare la sua fantasia, non ho la forza per fare altrimenti.

 

Ti ha ritratto come un uomo. Non sei più Enkidanna, ma Enkidu, un feroce guerriero sempre al mio fianco. Vai a capire l'estro di quell'uomo...

 

Forse perché non può concepire che sia esistita, su questa terra, una donna come te. Forte, coraggiosa, impavida. Gli dei mi hanno dato la grazia di poter cavalcare al tuo fianco per giorni e mesi senza fine. Saranno anche esseri crudeli, che si divertono a tormentare noi umani, ma, forse, dovrei ringraziarli infinite volte per avermi concesso tale onore, che so di non aver meritato.

 

Eppure, li maledico. Li maledico perché ti hanno portata via da me. Darei tutto il mio potere, tutta la mia fama, tutte le mie ricchezze solo per poterti vedere ancora per un altro minuto. Uno solo. Non ti toccherei, per timore di romperti, per timore di insozzare con le mie mani il tuo candore. Ti ammirerei soltanto.

 

Non chiedo molto. Eppure, so che non mi concederanno una tale grazia. Gli dei hanno voluto che fossimo mortali. Che la nostra vita dovesse essere breve. Al contrario di loro, che dimorano nei cieli divertendosi alle nostre spalle...

 

Un battito di ciglia, ai loro occhi, niente di più. Ma in questo battito di ciglia ho potuto godere della tua presenza, del tuo amore.

 

I medici mi mentono, quando mi danno i loro intrugli, come si conviene fare di fronte ad un bizzoso re che temono di scontentare. Ma io vedo attraverso le loro menzogne. Morirò anche io, tra poco. Anche se i sacerdoti non raccontano la verità... Anche se il loro aldilà non esiste e ciò che ci resta è giacere in terra corrosi dai vermi...

 

Per il solo fatto di aver potuto godere del tuo sorriso, potrò considerare la mia vita ben spesa. Uno solo battito di ciglia, agli occhi di Ishtar e Marduk. Ma intenso come loro non potranno sapere mai.

 

Angolino dell'autore

 

Preso da esempi di amici, ho deciso di iniziare una piccola 'raccolta di lettere impossibili' di personaggi mitologici o storici alle loro amate. Un'idea bizzarra, ne convengo, ma... Tant'è.

 

Ho deciso di partire da lontano, addirittura dai sumeri, che a scuola ci insegnano essere la prima civiltà ad aver inventato la scrittura, portando l'uomo nella storia.

 

Gilgamesh è un eroe mitico della tradizione sumerica. Un grande re che compie incredibili imprese, sfidando persino gli dei, accompagnato dal fido Enkidu, fortissimo ed invincibile guerriero.

 

Ma la parte più incredibile di questa leggenda arriva proprio alla morte di Enkidu. L'autore del poema descrive in modo assolutamente attuale e moderno la disperazione di Gilgamesh, compreso il suo tentativo, destinato al fallimento, di riportarlo in vita attraverso piante magiche.

 

L'ineluttabilità ed il dolore di una perdita che oltrepassa i confini del tempo.

 

Beh, se vi ha comunicato qualcosa, lasciate un pensiero, anche piccolo, per farmelo sapere. Ve ne sarei grato.

 

Vi do' appuntamento alla prossima puntata. Ci sposteremo mille anni avanti nel tempo e di parecchie centinaia di chilometri nello spazio: nell'antico Egitto, con Hatshepsut (la più grande faraone donna della storia egizia, ma nessuno se la fila perché ha un nome complicato...) e Senemut.

 

Seeya!

  
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