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Autore: Giulia K Monroe    13/11/2008    16 recensioni
E se Harry Potter avesse avuto una sorella minore?
E se Sirius Black non fosse stato catturato e portato ad Azkaban?
Cosa sarebbe successo alla storia più amata di tutti i tempi? Scopritelo leggendo!
-*-
All’improvviso, lo sguardo opaco – grigio metallo sporco – si accese spaventosamente; luminoso e carico di rabbioso odio, si riversò su quello della ragazza, che trasalì spaventata. Fece per indietreggiare, ma lui non glielo permise: lasciata scivolare la mano da sotto le sue, le aveva artigliato le spalle con una presa tanto violenta da farla gemere per il dolore; ignorando la cosa, l’aveva poi trascinata contro l’armadio e l’aveva sbattuta furibondo contro lo specchio, facendole mancare il respiro.
-Perché non ti sei fidata di me?!-
Aggiunse, rabbioso, e alzò il braccio con una mossa così violenta che lei, per un attimo, ebbe l’impressione che stesse per colpirla; lui, invece, scaraventò un pugno al di sopra della sua spalla e il suo viso venne sfiorato solo dall’aria smossa; le nocche pallide avevano cozzato con lo specchio alle sue spalle, incrinandolo.

[IN FASE DI REVISIONE]
Genere: Avventura, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Blaise Zabini, Draco Malfoy, Harry Potter, Nuovo personaggio, Sirius Black | Coppie: Harry/Ginny, Lucius/Narcissa, Ron/Hermione
Note: Movieverse, OOC, What if? | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Primi anni ad Hogwarts/Libri 1-4
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Prologo
~Un mondo fatto di bugie
 
 
 
 
Non avevo mai pensato alle conseguenze a cui tutto quello avrebbe portato.
Mi ero limitato a fuggire… scappare lontano.
Con lei.
Sinceramente, non sapevo nemmeno perché lo avevo fatto.
Paura?
Risentimento?
Senso del dovere?
Non lo so.
Sapevo solo di doverla portare lontana da quel mondo fatto di orrori e tristi verità.
Lontana da tutto e da tutti.
Lontana dal dolore.
Non sapevo che le conseguenze di quella scelta non avrebbero fatto altro che aumentare lo strazio della verità.
Allora era troppo piccola per comprendere.
Troppo piccola per sapere.
Troppo piccola anche per soffrire.
L’avevo protetta, ma a che scopo?
Le avevo mentito per quattordici lunghi anni.
Ed ora?
Il momento della verità era stato più violento di quanto non avessi mai potuto immaginare.
 “Tu non sei mia sorella…
Aveva corrugato la fronte alle mie parole, incapace di comprendere quella cruda realtà.
La sua vita, costruita da bugie.
La sua vita, le cui salde mura erano solo un’illusione.
La sua vita, destinata a cadere come un fragile castello di carte, malamente colpito dal vento.
Io ero quel vento.
Io, che avevo cercato di salvarla dal dolore.
Io, che l’avevo strappata via dalla sua vita difficile.
Io, che l’avevo trascinata in un mondo fatto di deboli bugie.
Io-- Sirius Black.
Mi aveva guardato come se fossi impazzito e aveva riso a fior di labbra, scuotendo la testa.
Era un sorriso amaro, freddo, tirato… un sorriso che non le avevo mai visto.
Che stai dicendo Sirius? ” -mi aveva domandato, con voce nervosa.
Impaurita.
Sì, era stato molto peggio di come l’avessi mai potuto immaginare.
La ruga che le aveva solcato lo spazio tra le sopracciglia fine era dura e ansiosa e non era scomparsa neanche quando ci avevo passato sopra un dito.
Perdonami…” -le avevo sussurrato, guardandola negli occhi.
Quegli occhi grandi.
Quegli occhi sinceri.
Quegli occhi di smeraldo, così simili a quelli di lei.
Così simili a quelli di Lily Evans.
Ancora una volta, mi aveva guardato preoccupata e poi aveva sorriso, abbassando lo sguardo e portandosi una ciocca di capelli corvini dietro l’orecchio.
Smettila di scherzare, non è divertente…”
Magari fosse stato uno scherzo.
Avrei pagato tutti i galeoni del mondo, perché fosse così.
Avevo deglutito a fatica, nella speranza di cercare le parole migliori per dirle la verità
Quell’odiata verità
Quella maledetta verità.
Perché le cose erano dovute andare in quel modo?
Perché?
Mi ero limitato ad avvicinarmi a lei e a stringerla forte in un abbraccio.
E allora, lei aveva compreso. Aveva capito che non stavo scherzando, e che ciò che l’aspettava sarebbe stato più duro di quanto sarebbe stata in grado di sopportare.
Avevo chiuso gli occhi e l’avevo stretta a me, strappandole un gemito soffocato.
Ma non mi importava.
Quel dolore che avvertiva al costato ora sarebbe stato nulla in confronto a quello che avrebbe provato dopo le mie parole.
Avevo cominciato a lisciarle i capelli, poi l’avevo allontanata da me e gli avevo messo le mani sulle spalle. Mi ero piegato, per guardarla meglio in viso.
“Tu non sei una Black…” l’avevo vista deglutire e annuire lentamente. “Il tuo vero nome è Alexis… Alexis Lily Potter.
Avevo cercato di tenerla lontana dal mondo, in quegli anni.
Lontana dalle notizie.
Lontana dalla guerra.
Le avevo detto che ci spostavamo così spesso solo per una questione di lavoro.
E non perché orde di Auror mi erano alle calcagna.
Era per questo che non era rimasta particolamente scioccata dalla notizia di essere una “Potter.”
Si era limitata ad annuire di nuovo, ancora incredula.
Ancora incapace di capire.
Tu chi sei, allora? E perché mi hai portata via dalla mia vera famiglia?” -mi aveva chiesto, con un mormorio appena accennato.
E la nota di dolore che avevo visto attraversarle gli occhi mi aveva stretto il cuore con una morsa così dolorosa che avevo desiderato di morire.
Non meritava tutto quello, non lo meritava affatto.
Le avevo raccontato la verità e avevo visto la sua espressione mutare sotto i miei occhi.
Dapprima si era limitata a corrugare la fronte, accentuando la ruga tra le sopracciglia. Poi aveva stretto gli occhi e aveva cominciato a mordersi il labbro inferiore. Alla fine, lucide gocce d’argento erano scese a rigarle le guance. L’avevo vista cominciare ad urlare, mentre si prendeva la testa tra le mani e si tappava le orecchie, senza avere più il coraggio di sentire oltre.
Mai, come quel giorno, avevo desiderato che Dio - o chiunque ci fosse lassù, secondo le credenze dei Babbani - mi colpisse con un fulmine e mi lasciasse incenerito al suolo.
Perché io, Sirius Black, ero una persona orribile.
Perché io, Sirius Black, le avevo rovinato la vita.




 

Note dell'Autrice;
Questa è la versione editata della storia, postata originalmente nel 2008.
Spero che la nuova versione sarà una piacevole scoperta per i nuovi lettori ed una meravigliosa riscoperta per i vecchi appassionati.
Buona lettura.

Giusto qualche informazione doverosa per una miglior lettura:

 

» Soliti desclaimers nei quali dichiaro che tutti i personaggi presenti all'interno della storia sono di invenzione della cara, dolce Zia Jo; a me appartengono invece la protagonista e tutti quei personaggi originali che potrete facilmente riconoscere, dato che non li avrete mai sentiti nominare all'interno della saga (come Diamond Cherin, la dea Lily, le ragazze che formano le Untouchable Ravens... giusto per citarne alcuni). La copia - o peggio ancora lo spudorato plagio! - degli stessi e dell'intera storia non sarà tollerato e verrà severamente punito;

» La mia storia è chiaramente un "What if...?", ambientata quindi in un universo parallelo - se cosi' vogliamo definirlo - nel quale Lily e James Potter hanno avuto una seconda figlia, dopo Harry, e nel quale Sirius Black non è stato catturato e portato ad Azkaban. Non preoccupatevi, la mia Alexis tutto è tranne che una Mary-Sue, dunque il suo ruolo non prevederà il possesso di alcun potere speciale né avrà una parte fondamentale nella lotta contro Voldemort. E' semplicemente la sorellina di Harry, non ha nessuna delle sue capacità speciali.

» Essendo un universo alternativo, l'età di frequentazione di Hogwarts non sarà pertinente all'originale. Il primo anno - proprio come in un liceo - si frequenta a quindici anni (gli anni che ha quindi Alexis all'inizio della storia), mentre gli altri - che si trovano al loro secondo anno, visto che la storia è ambientata durante "La Camera Dei Segreti" - hanno sedici anni.

   
 
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