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Autore: HarleyHearts    03/10/2015    2 recensioni
Lyla Moore è una giovane ragazza di 23 anni, che divide le sue giornate tra l'Università e le uscite con gli amici: la bella texana, Rebekka, e il migliore amico gay, Robert.
La vita di Lyla, però, subirà un drastico cambiamento con l'arrivo in città di un nuovo misterioso dottore capace di stregarle il cuore e l'anima; il Dottor Ciel O'Konnor, 27 anni di pura bellezza e un passato misterioso alle spalle.
Ma purtroppo non è tutto come sembra.
Una guerra sanguinosa che dura da decenni, creature sovrannaturali, branchi … alpha. Tutte cose che travolgeranno, come un fiume in piena, la ragazza.
1° racconto della trilogia “ Diversi, Simili ed Uguali ”.
Genere: Romantico, Sentimentale, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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capitolo 1
DIVERSI
Capitolo 1

In ospedale


" Buon giorno Washington D.C.! Il sole splende, gli uccellini cantano e la maggior parte di voi dovrà alzare le chiappe dal soffice letto per una cosa chiamata SCUOLA! A questi pover_ bravi ragazzi dedichiamo la prima canzone, per iniziare con la marcia gustia: Back in black degli AC/DC! "
Lyla aprì gli occhi maledicendo l'idea di aver comprato una radiosveglia. Posizionato sul comodino alla sua sinistra, il piccolo apparecchio elettronico lampeggiava le 7 : 05 del mattino.
" Che palle! Mi devo preparare " pensò infastidita, spegnendo la radiosveglia e stiracchiando pigramente schiena e braccia.
Odiava svegliarsi così presto per andare in università.
Non perché l'odiasse, anzi! Amava le lezioni di Storia dell'Arte, erano le persone che frequentavano i suoi stessi corsi il problema.
Di quella massa di babbuini idioti, l'unica persona che Lyla sopportava, oltre ai suoi migliori amici, era Lory. Una ragazza pacata e gentilissima, che le passava sempre gli appunti quando non si poteva presentare a lezione.
Solo lei.
Gli altri li odiava tutti ... e la cosa era reciproca.

- Lyla, tesoro, posso chiederti una cosa? -
La ragazza si sedette al bancone della cucina, osservando curiosa la figura voltata di spalle di sua madre, intenta a cucinare dei pancakes.
- Certo -
Shannon Moore, donna di appena 45 anni, ottima avocatessa, non appena si volse verso la sua primogenita si lasciò sfuggire uno sguardo di rimprovero.
- Ancora quel top? -
Lyla si versò un po' di succo d'arancia in un bicchiere e si osservò la maglia.
Rialzò il viso e lanciò uno sguardo confuso alla madre.
- Che ha che non va la maglia? -
La donna fece una smorfia.
- È troppo scollato per andare in università! - protestò.
Lyla alzò gli occhi al cielo. Non esisteva giorno nel quale sua madre non si lamentasse del suo guardaroba.
" Quella gonna è troppo corta! "
" Quella maglia è quasi trasparente! "
" E questa maglia? E' troppo nera! Cos'è? Devi andare ad un funerale? "
- Era questo che mi dovevi chiedere? - chiese Lyla alzando un sopracciglio dubbiosa.
Era abbastanza improbabile che sua madre le volesse parlare della sua normalissima ( a suo parere ) maglia bianca 'eccessivamente scollata'.
Che poi, non era la maglia ad essere scollata; era tutta colpa della sua terza e mezzo di reggiseno.
La colpa era tutta di sua madre!
- No, scema di una figlia! - le disse scherzosa servendole un piatto colmo di pancakes.
- Tua sorella sta ancora male. Non sembrerebbe niente di grave, ma ho lo stesso deciso di prendere un appuntamento dal pediatra per oggi pomeriggio. Essendomi però contrario il destino, non mi posso muovere dallo studio prima delle 6 di sera. Puoi andare tu con Marie? -
A quel punto Lyla diede una fugace occhiata al posto vuoto vicino al suo.
Sua sorella Marie, di appena 6 anni, si ammalava molto di raro e di solito guariva dopo pochissimi giorni. Sfortunatamente non in quel caso.
- Tranqui ma', porto io la pulce dal dottore. Dammi orario ed indirizzo, così la porto non appena torno dall'università. Lo sai che non mi ricordo mai l'indirizzo della dottoressa Parker - rispose Lyla addentando una buona porzione di cibo.
- Oh no, cara. Non ho potuto prendere appuntamento con la dottoressa Parker. Fra qualche giorno partorisce ed è in ospedale. Nonostante ciò al telefono è stata così carina da consigliarmi di rivolgermi al loro nuovo pediatra. Si dice che sia molto bravo! - esclamò Shannon preparando un piccolo vassoio con la colazione per la piccola Marie.
Lyla rimase con la forchetta a mezz'aria mentre guardava sua madre.
Lasciando stare il fatto che la signora Parker fosse incinta ( cosa di cui non ne aveva la minima idea ), ma ... un nuovo pediatra?
- E come si chiama questo dottore, mamma? -
La signora Moore staccò dal frigorifero, colmo di post-it e calamite dalle svariate forme, un piccolo foglietto giallo pieno di scritte geroglifiche agli occhi di Lyla.
" Riesce davvero a comprendere quella roba? " si chiese stranita.
- Si chiama ... Dottor Ciel O'Konnor -


- Ciel? Esiste veramente qualcuno a Washington con un nome simile? Ed io che mi lamentavo del fatto che i miei avevano voluto chiamarmi Rebekka - disse Rebekka, alias Beki, migliore amica di Lyla dai tempi del liceo e 22 anni di pura bellezza texana.
- Sembra il nome di un parrucchiere omosessuale -
- Interessante detto da te Robby, che sei veramente omosessuale - ribetté Lyla osservando divertita il suo migliore amico, nonché compagno di università, Robert Knight, 23 anni, omosessuale 100% e, a detta di Beki e Lyla, un figo della madonna.
- Appunto perché sono gay, posso giudicare certe cose! A proposito ... se il dottorino si dovesse realmente rivelare omosessuale e bello, chiamami immediatamente! - scherzò Robert malizioso facendole un occhiolino.
- Se così fosse ti chiamerò immediatamente - disse la ragazza stando al gioco dell'amico.
Presero posto ad uno dei tavolini del bar dell'Università e, dopo aver ordinato 3 cappuccini, tornarono alle loro chiacchere fino all'inizio delle lezioni.


- Pulce? Sei pronta? Dobbiamo andare dal dottore -
- Non voglio andare dal dottore! - batté i piedi Marie gonfiando le guance come un criceto.
Lyla alzò gli occhi davanti a quella scena e non riuscì a trattenere una lieve risata.
Scompigliò affettuosamente la testolina bionda della sorellina e le sorrise tenera
- Se fai la brava dopo ti compro un gelato grandissimo! -
Alla parola 'gelato' gli occhi della bimba brillarono di puro entusiasmo. Se c'era una cosa a cui la piccola Mary non riusciva proprio a resistere erano i piccoli peccati di gola, e questo Lyla lo sapeva benissimo.
Marie ci pensò su qualche minuto, valutando entrambe le due possibilità: rimanere tranquilla a casa risparmiandosi una lunga e noiosissima ora dal dottore, oppure sopportare per poi avere un super gelato?
Ovviamente scelse la seconda.
Dopo averla aiutata ad abbottonarsi il giubino ed a mettersi la sciarpa, Lyla e Marie uscirono sul pianerottolo di casa.
Nonostante fossero solo agli inizi di ottobre a Washington c'era già un bel freschino.
Diciamo pure che faceva freddo e, a detta di Lyla, un freddo cane.
Lei odiava il freddo e di conseguenza tutti i mesi da ottobre fino a marzo.
Lyla non aveva mai capito perché odiasse il freddo, era una cosa quasi ... naturale.
Una repulsione che aveva fin dalla nascita.
Aprì la borsa azzurra che teneva a tracolla e, da alcuni appunti e libri, tirò fuori le chiavi della sua macchina.
Una meravigliosa mini-cooper rossa fiammante con il tettuccio nero.
Il regalo di sua madre per il suo diciottesimo compleanno.
- Avanti pulce. Sali in macchina, che si va dal dottore -


- Salve, signorina. Posso esserle di qualche aiuto? - chiese cordiale un'infermiera sedura dietro al bancone dell'ingresso dell'ospedale.
- Certo. Avremmo un appuntamento con il dottor O'Konnor -
L'infermiera sentendo il nome del collega arrossì vistosamente e frettolosa iniziò a digitare qualcosa sulla tastiera del Pc.
Lyla rimase spiazzata dalla sua reazione.
" Come mai è arrossita? " si chiese.
- Oh! La signora Moore? -
- La figlia. Mia madre ha avuto un impegno e non è potuta venire - spiegò veloce Lyla, sotto lo sguardo curioso della signorina.
- Ok. Dovete andare al 2° piano, lo studio del dottore è il primo sulla destra - spiegò l'infermiera indicandole uno degli ascensori alla sua sinistra.
Lyla ascoltò attentamente le indicazioni e cercò di memorizzarle al meglio.
" Dai Lyla. Non sarà mica così difficile raggiungere uno stupidissimo studio, no? "

" Ritiro tutto quello che ho detto! Questo posto è un labirinto! " pensò Lyla nervosa.
Appena lesse sul muro la scritta 'pediatria' tirò un sospiro di sollievo.
Se Lyla ora era più rilassata, non si poteva dire lo stesso di Marie.
Tremante si avvinghiò alla gamba della sorella maggiore che, notando la reazione della piccola, le diede qualche buffetto sulla testolina dicendo - Tranquilla, Marie. E' solamente una visita, non c'è niente di cui avere paura! -
Marie alzò i grandi occhioni verdi ed osservò la sorella
- Ma io ho una brutta sensazione! - protestò la piccola.
Lyla lo interpretò come una semplice lementela di una normalissima bimba di 6 anni, e non come un qualcosa di più grande. Molto più grande.
Arrivarono - finalmente - davanti alla porta dello studio del 'famoso' dottor O'Konnor.
Lyla bussò un paio di volte contro la superficie color blu scuro della porta ed attese.
Sentì dal esterno provenire alcuni rumori dalla stanza: una sedia che si spostaca, dei passi e il suono di una maniglia che veniva abbassta.
Lyla ne aveva viste di cose che l'avevano lasciata spiazzata, ma quello che si trovò davanti la fece rimanere di sasso.


Angolo della mente malata:
Ed ecco finito il primo capitolo di "Diversi", il primo racconto della trilogia intitolata "Diversi, Simili ed Uguali" :) Vi ringrazio di cuore per averlo letto! Ci vediamo al prossimo chapy :3
- Harley ;*

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