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Autore: Crilu_98    23/12/2015    2 recensioni
François Marchand, appartenente ad una famiglia della media nobiltà francese, è alla disperata ricerca di sua sorella Amélie, sparita senza lasciare traccia; ancora non sa di essere diventato il bersaglio di un manipolo di congiurati e che per venire a capo dell'enigma dovrà ricorrere all'aiuto di una giovane ladra, Claire, dal passato misterioso. Amélie, invece, nel tentativo di riconquistare la propria libertà incrocia la strada di James MacMallon, un bandito scozzese in esilio perennemente diviso tra il profitto materiale e la propria coscienza.
Nel frattempo, a Parigi, il Cardinale Richelieu indaga sulle voci che girano a palazzo, avendo tra le mani un unico indizio: il simbolo del Giglio Scarlatto.
Tra briganti onesti, affascinanti contesse, spie, sicari e pedine si dipana la storia di una congiura che potrebbe mettere fine al regno di Francia...
Genere: Avventura, Mistero, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Epoca moderna (1492/1789)
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Parigi, 1628
 
-François? François! Dove vi siete cacciato?-
La voce della ragazza risuonò cristallina sull'ampia scalinata del palazzo, raggiungendo l'uomo che usciva in quel momento dalle sue stanze: era un giovane di circa venticinque anni, vestito come un moschettiere, che portava i lunghi capelli castani chiusi in un pratico codino. Il volto severo era aggrottato in una smorfia di preoccupazione e gli occhi verdi si scurirono nel vedere la sorella arrancare di corsa sulle scale. Era una ragazza alta e molto bella, con un incarnato pallido che valorizzava i chiari occhi azzurri; il vestito che la impediva nella corsa -che alcuni servi giudicavano assolutamente scandalosa- sottolineava la vita snella e sottile, mentre i capelli biondi erano stati liberati con frenesia da nastri e forcine ed ora ricadevano sciolti sulla schiena in morbidi boccoli.
François avrebbe dovuto assumere il ruolo che gli era stato lasciato dal fratello, in quel momento, e riprenderla per l'aspetto disdicevole, ma non ne ebbe il cuore: in parte perché comprendeva come lo spirito ribelle della ragazza fosse soffocato dalla rigida etichetta parigina, in parte perché non ne ebbe il tempo. La ragazza, infatti, si lanciò verso di lui, affondando il viso nella sua casacca ed iniziando a singhiozzare senza ritegno.
-Amélie! Cosa succede?-
La staccò delicatamente da sé ed osservò gli occhi chiari, così simili a quelli della madre, che avevano perduto troppo presto. Si aspettava un'altra scenata per il corsetto troppo stretto, o per le scomode acconciature; suo padre e suo fratello Antoine avevano litigato con Amélie per anni, costringendola a seguire le regole di corte, mentre lui, il fratello di mezzo, l'aveva sempre appoggiata in silenzio.
-La Rochelle...- balbettò lei, cercando di asciugarsi le lacrime -La Rochelle è caduta!-
François sentì un peso sollevarsi dal suo petto: gli ugonotti erano stati sconfitti, Antoine sarebbe tornato e finalmente lui avrebbe riacquistato le sue libertà da figlio secondogenito.
-Ma, sorella mia, questa è una notizia fantastica! Perché vi disperate tanto?-
-Antoine è morto, François...-
Una lama ghiacciata gli attraversò il cuore, mentre l'immota pesantezza di quelle poche parole si imprimeva come un marchio a fuoco nella sua mente.
 
 
Parigi, tre anni dopo
 
-Cosa significa che non l'avete vista andare via?- ringhiò François, battendo un pugno sul tavolo. L'uomo davanti a lui, il Conte di Blois, rimase impassibile davanti alla sua furia, ma i suoi occhi erano animati da una scintilla preoccupata e il volto era teso.
-Monsieur, calmatevi, vi prego: se mi deste la possibilità di spiegare...-
-Cosa?- tuonò ancora il giovane -Spiegare cosa, esattamente, Conte? Mia sorella era qui ieri e voi mi dite che nessuno ha idea di dove sia? Si è forse volatilizzata nel nulla? Cosa dicono vostra figlia e vostra moglie a tal proposito?-
Il Conte sospirò:
-Affermano che la carrozza che avrebbe dovuto riportare vostra sorella a casa ha lasciato il nostro palazzo ieri pomeriggio, dopo una visita di cortesia durata più o meno tre ore. L'hanno vista salire e poi sono rientrate subito in casa, perché mia moglie -che ha partorito da poco, come certamente saprete- si sentiva poco bene. Non avevamo idea che mademoiselle Marchand non fosse tornata a casa finché non siete giunto voi a protestare con foga nel mio studio!-
François si passò lentamente una mano sulla fronte.
-Chiedo scusa per le mie parole avventate e scortesi...- mormorò -Ma di Amélie non c'è traccia da nessuna parte...-
-Non potrebbe aver deciso di raggiungere i vostri possedimenti a Parthenay?-
-Senza avvertirmi e senza prendere con sé alcun bagaglio? No, decisamente no. Ha lasciato la vostra casa con una carrozza che sembra svanita nell'aria, insieme al cocchiere e a mia sorella.-
Sembrò riscuotersi all'improvviso da quella sorta di apatia e congelò i lineamenti, già normalmente rigidi, in un'espressione di formale neutralità:
-Con permesso, mi congedo da voi. Devo attivarmi per ritrovare mia sorella...-
-Ma certo, monsieur Marchand, ma certo! Se aveste bisogno del mio aiuto, non esitate a chiedermelo, mi raccomando!-
François piegò le labbra in una smorfia ironica ed uscì dallo studio a passo di marcia.
 
Qualche ora più tardi, diverse miglia più a sud, su un sentiero sconnesso che portava ad un antico castello, una carrozza procedeva a tutta velocità, rischiando di schiantarsi nelle curve repentine della strada di montagna. Il cocchiere arrestò i cavalli schiumanti e stremati nel cortile della fortezza, mentre sugli spalti alcuni uomini armati si affacciarono curiosi e diffidenti ad osservare la scena. Il loro signore, un uomo dai capelli brizzolati e folti baffi neri, si fece incontro alla carrozza. La portiera si aprì e ne scese una donna dalla bellezza ammaliante, sebbene le rughe attorno agli occhi e una certa malinconia dello sguardo rivelassero che la sua gioventù volgeva al termine. Aveva il busto stretto in un vestito verde dai pesanti ricami dorati, che si apriva in un'ampia ed ingombrante gonna dello stesso colore; la donna si guardò attorno scuotendo i riccioli ramati e facendo tintinnare i preziosi pendenti di diamanti e perle che aveva alle orecchie.
-Contessa Lefevre, finalmente!- mormorò l'uomo con un ghigno, baciando la mano che lei gli porgeva. Le labbra rosse e piene della donna si curvarono all'insù, in un sorriso astuto e privo di gioia.
-La Marche, mio buon amico, non appena ho ricevuto la vostra missiva mi sono liberata di mio marito il più in fretta che ho potuto e con una scusa sono corsa da voi!-
-Siete sicura che lui non sospetti nulla?-
La Contessa rise a bassa voce, coprendosi la bocca con una mano guantata.
-Chi, mio marito? Conte, avete voglia di scherzare! Quell'uomo è un idiota che non riconosce neanche l'infedeltà di sua moglie! Oh no, non è lui il problema... Piuttosto, è filato tutto liscio?-
-Sì, perfettamente. Abbiamo fermato la carrozza con la complicità del Conte di Blois e abbiamo rapito la ragazza, non senza qualche difficoltà: si è ribellata ed era quasi riuscita a scappare prima che i miei uomini la stordissero!-
-Perfetto...- sussurrò la Contessa. -Blois, avete detto? Anche lui è dei nostri?-
-Sì, assolutamente!-
-Ci possiamo fidare?-
-Ha dimostrato la sua abnegazione alla causa aiutandoci a prendere la giovane Marchand, non crede? Questo castello è suo! A proposito, perché eravate così interessata a quella ragazza?-
I due aristocratici stavano scendendo le scale di pietra che portavano alle segrete del castello. Gli occhi della Contessa scintillarono come fiammelle dorate nell'oscurità:
-Suo fratello è una mia vecchia... Conoscenza. Ho dei buoni motivi per supporre che potrebbe creare parecchie difficoltà ai nostri progetti, ma non temete: ho già un piano se tentasse di ostacolarci. Se invece accettasse di unirsi a noi, la ragazza sarà la garanzia che non ci tradirà!-
La Marche annuì, pensieroso, fermandosi davanti ad una cella.
-Perciò- bisbigliò -Nel caso in cui il vostro piano non avesse successo e il ragazzo diventi nostro nemico, la ragazza sarebbe una pedina inutile, giusto?-
-Precisamente...- sibilò la donna, avvicinandosi alle sbarre.
La ragazza all'interno alzò lo sguardo, incredula e quando incontrò gli occhi castani della Contessa capì che la trama di intrighi in cui era caduta era molto più estesa di quanto avesse ipotizzato.  
 
 
Angolo Autrice:
Ciao a tutti,
e beh innanzitutto buon Natale, visto che ci siamo ormai! :D:D:D
Poi, devo ammettere che dopo aver iniziato a scrivere la prima originale storica ci ho preso gusto e ho deciso di iniziarne un'altra (perché in effetti non sono oberata di impegni e mezza prosciugata dalla scuola, nooo!), da brava scrittrice in piena fase creativa. Ho scelto un periodo che si è rivelato molto impegnativo per storia, politica, costumi, linguaggio e una miriade di altre cose perciò scusate se ci saranno inesattezze nella storia, anzi fatemele notare che è meglio xD comunque la trama dovrebbe essere bene inserita nel contesto dell'epoca e non dovrebbero esserci gravi problemi, diciamo, "strutturali" (ma anche questo, del resto, dovrete dirmelo voi)...
Più che un prologo questo primo capitolo è un'accozzaglia di momenti che servono a dare un'impressione generale di alcuni dei personaggi principali e ad innestare la storia che, partendo dal rapimento di Amélie, si svilupperà poi in una congiura molto più complessa.
Visto che come ho già detto il periodo è un pezzo di Storia molto "denso" per diversi motivi, oggi mi limito a darvi delle informazioni generali, e nei prossimi capitoli vedrò di approfondire quelle parti che di volta in volta serviranno a comprendere meglio la storia... Allora:
1) Sul trono di Francia sedeva Luigi XIII, aiutato dal famosissimo Cardinale Richelieu (altro personaggio chiave....) e sposato con una spagnola, Anna d'Austria. Giusto come anticipazione, i due stanno attraversando una crisi nera, anche perché nel 1631 la Francia rompe l'alleanza con la Spagna.
2) I titoli e le proprietà nobiliari sono veri, ma mi sono inventata i nomi perché così ho un po' più di autonomia nel gestire le loro storie.
3) François è un moschettiere, ma non vi aspettate la storia di Dumas, perché il suo mestiere sarà quasi del tutto irrilevante all'interno della nostra trama... Comunque il corpo dei moschettieri era al servizio diretto del Re, mentre il Cardinale Richelieu si era già creato una personale forza di polizia, le Guardie del Cardinale, appunto.
 
Penso di avervi annoiato fin troppo con queste note chilometriche, quindi ecco fatemi sapere se la storia vi piace, se vi fa schifo, e cosa secondo voi va bene o va male!
xoxoxo
 
Crilu 
   
 
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