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Autore: luna_eclissata    15/07/2016    1 recensioni
La vita di Valerie cambia del tutto quando, all'età di nove anni, si trasforma per la prima volta in una sirena. Un decennio dopo, finito il liceo, decide di andare a fondo e scoprire la verità su questa sua improvvisa metamorfosi...
[dal cap.8] -Valerie, ascoltami...- dice tenendomi le guance -devi promettermi che non parlerai a nessuno della grotta. È l'unico luogo in cui noi creature del mare possiamo stare in pace e senza essere visti. È inaccessibile agli umani, ma è sempre meglio non rischiare...-
Genere: Fantasy, Sentimentale, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Ripenso a quella sera di agosto di dieci anni fa: Avevo nove anni e il mio prozio Frank era appena deceduto. Me lo ricordo bene, era molto legato a me, nonostante fosse una persona assai riservata. Per placare gli animi decidemmo di uscire con una coppia di amici di famiglia. Quando la mezzanotte fu vicina mia madre disse che saremmo andate a bagnarci i piedi perché avrebbe portato fortuna. Non per altro era la notte di ferragosto. A me piaceva molto il mare e la sua idea mi eccitò. Così, mamma, la sua amica ed io ci togliemmo le scarpe e camminammo sulla sabbia gelata, il che mi faceva uno strano effetto. Giunta a riva, mi alzai il vestito bianco e con grazia misi i piedi in acqua. Non passarono molti secondi che subito una forza misteriosa mi spinse all'indietro facendomi cadere. Tentai di rialzarmi, ma le gambe mi facevano molto male. Fu in quel momento che vidi con orrore, nella poca luce che c'era, che al loro posto c'era una strana massa uniforme e che i miei piccoli piedi stavano diventando enormi e sottili, fino a congiungersi del tutto. I miei genitori e i loro amici osservavano la scena inorriditi. Io imploravo aiuto perché non capivo cosa mi stesse accadendo. Ricordo che piansi molto, per la paura e il dolore lancinante di quella fusione. Una volta che questa metamorfosi fu terminata, mi feci coraggio e riaprii gli occhi: al posto delle gambe avevo una lunga coda di pesce! I quattro adulti presenti (fortuna volle ci fossero solo loro in quel momento) si avvicinarono, guardando increduli il mio nuovo corpo. Credevo si trattasse di un sogno, poiché mi erano sempre piaciute le sirene e qualche volta mi era capitato di sognare di esserne una. Smisi si piangere e iniziai a muovere la pinna caudale su e giù. Subito però fui fermata da papà, che mi prese in braccio con fatica. Incontrai lo sguardo di mia madre e solo allora mi resi conto che non stavo affatto sognando: lei piangeva. Ricordo che cercarono di coprire la coda con il mio vestito, ma non era sufficiente a nascondere la pinna caudale, quindi l'amico di papà si tolse la giacca e l'avvolse intorno alla pinna. Meno male che stavamo a pochi passi da casa. Appena arrivati, mi posarono sul letto matrimoniale e tutti e cinque scrutammo in ogni dettaglio la coda: era di un blu marino con la pinna caudale azzurra. Avevo sempre sognato di averne una così, ma sapevo che la mia felicità non sarebbe durata a lungo...
Infatti, mentre i miei e i loro amici continuavano a cercare invano la risposta alle nostre mille domande, prese il via un'altra trasformazione, stavolta al contrario: la coda si divise in due, le squame sparirono e subito tornarono le gambe. Il processo era più doloroso del precedente ma per fortuna durò pochi istanti. Mia madre mi abbracciò sollevata e cercammo di fare finta che non fosse successo niente, ma era impossibile. Ricordo che mi buttarono dell'acqua addosso per avere la conferma che fosse quella la causa della mia metamorfosi. Ma non successe niente. Pensammo quindi all'acqua di mare e avemmo la conferma il giorno dopo quando papà fece una corsa al mare, prese dell'acqua con una bottiglia e tornato a casa me la buttò sulle gambe; le squame cominciarono ad espandersi fino a coprirle e fonderle del tutto e la pinna caudale spuntò nel punto dove poco prima c'erano i piedi. I miei presero quindi la decisione drastica: da quel momento non sarei potuta andare al mare, nemmeno a prendere il sole. Ovviamente la cosa non mi piacque e scoppiai a piangere, credo fu l'unica occasione in cui maledii la mia coda, anche se in fondo mi piaceva essere una sirena e mi sarei accontentata anche di un bagno nella vasca. Dopo una lunga riflessione, i miei genitori decisero quindi che mi sarei potuta trasformare, naturalmente solo entro le mura di casa, o meglio del bagno...
  
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