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Autore: SmileedJack    16/10/2016    0 recensioni
Karl Buonarroti ha passato un’infanzia terribile e adesso vuole vendicarsi della morte del padre, ucciso dalla Mafia italo-americana. Si iscriverà nella Marine per addestrarsi affinché abbia delle abilità. Riuscirà nel suo intento? Forse sì, forse no…ma sicuramente succederà qualcosa di inaspettato.
Genere: Azione, Comico, Demenziale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna, Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Mi chiamo Karl, Karl Buonarroti. Sì è probabile che discenda dal famoso Michelangelo ma sarebbe alquanto bizzarro.
La storia di come sia diventato l’uomo di adesso è davvero cattiva.
Sono nato a Boston nel 1968 da padre di origini italiane e madre di origini americane. Mio padre, Giovanni, era un eroe per me, mi portava sempre dove volevo e ogni mese mi faceva un regalo, aveva molta pazienza. Poi arrivò il fatidico giorno: il 22 marzo del 1979 vidi mio padre assassinato da un tizio in motocicletta, sento ancora il rimbombo dei tre colpi, uno alla gamba, un altro nell’addome e poi il colpo fatale al cuore. Rimasi traumatizzato, mi servirono ben tre anni di visite dallo psicologo per riprendermi. Da allora cominciai a fumare, drogarmi e bere tanti alcolici, al punto di star male; finché un giorno vidi mia madre quasi morire, la stavo accompagnando a fare la spesa, io attraverso, agitato da un brutto rumore, mi giro e vedo lei stesa a terra in una pozza di sangue. Fu in coma per ben ventisette giorni e finalmente si svegliò nonostante i dottori la dessero per spacciata. Purtroppo non riuscii a scoprire chi fu quel pezzo di merda.
Ritornando a noi, dopo qualche mese, all’età di 22 anni decido di iscrivermi all’Accademia militare per allenarmi al meglio per uccidere quei gran bastardi: uno che ha ucciso mio padre e l’altro che ha tentato di uccidere mia madre, dunque mi feci questa promessa. Però già sapevo che mi sarebbe stato davvero difficile scoprire quei nemici. Dopo cinque anni di addestramento decisi di ritirarmi, ero divenuto abbastanza agile e veloce nel maneggiare l’arma ed ero molto preciso nell’andare a segno (ah, con la forza della volontà si fa tutto!)                            
Tuttavia il destino vuole che mia madre mi racconti tutto: mio padre aveva dei contatti con la mafia italo-americana, aveva chiesto un prestito di ben cinquemila dollari e doveva restituirli entro due anni…beh, sappiamo come è finita. Tuttavia lei non conosce il nome di chi l’avrebbe ucciso ma sa che il nostro amico di famiglia, Antonio Romualdo, dovrebbe saperlo poiché anche lui aveva avuto in precedenza dei contatti con questo clan. Per quanto riguardo mia madre, forse ho una mezza idea di chi sia stato…
Prima di recarmi dall’amico di famiglia devo munirmi di pistola, dunque vado dal contrabbandiere di armi e mi procuro una 9mm Winchester Magnum e ovviamente diverse munizioni. Uscendo dal “negozio” mi ritrovo faccia a faccia con uno dei ragazzi che odiavo a scuola. Anthony Heartless, di nome e di fatto, si sentiva il capo della scuola e picchiava tutti i ragazzi che gli davano fastidio e molestava le ragazze. Si ricorda di me poiché tentai di fare l’eroe salvando una ragazza dalle sue molestie, riuscii a farla allontanare ma ebbi una sberla indimenticabile.                                                                                                                               “Sai, ti ho visto entrare lì dentro, hai comprato un’arma allora…credo che tu non voglia immischiarti in qualche guaio se ti vedessero girare con quella cosa.”
“Sai, io credo invece che dovresti allontanarti, non sai contro chi ti metti.”
“Dammi la pistola, o con le buone o con le cattive.”
“Costringimi.”
Lui sfodera il coltello a scatto, l’avevo già anticipata questa mossa, quindi già sapevo tutto quello che dovevo fare per rubarglielo: si avvicina molto velocemente, lo schivo e mi trovo dietro di lui poi lo blocco ed infine lo faccio cadere.
Decido di lasciarlo vivo.                                                                    
“Non mi arrendo…”
Corre come un toro contro di me, allora non ho scelta, decido di ferirlo prima al braccio nel momento del dolore decido di atterrarlo e poi il colpo finale, dritto al petto. Credo che fosse arrivato il mio momento di vendetta, prima vendetta e prima uccisione.  
Per fortuna è un luogo isolato e nessuno mi ha notato. Il problema è dove nascondo il cadavere? Mi giro attorno e osservo una discarica di rifiuti abbandonata...problema risolto!
Dopo questa breve prova delle mie abilità, decido di recarmi da quest’amico di famiglia, tanto famoso…
   
 
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