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Autore: Frostales    30/12/2016    2 recensioni
"C’erano solo due modi per sopravvivere a bordo di un dirigibile per più di qualche ora: Abituarsi al costante rumore o scendere al primo attracco e non tornare mai più."
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Dirigibili che solcano il cielo delle capitali di tardo '800, capitani irascibili e ragazzini tuttofare dalla lingua più sciolta di quanto non sia opportuno per compensare al silenzio di meccanici perennemente infuriati e navigatori con un'eccessiva passione per il Rum. Questo e molto altro nelle mirabolanti avventure aeree del Lead Zeppelin, un racconto Steampunk in più capitoli!
Genere: Avventura, Science-fiction | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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1- Il capitano Harrington


C’erano solo due modi per sopravvivere a bordo di un dirigibile per più di qualche ora: Abituarsi al costante rumore o scendere al primo attracco e non tornare mai più.

Il rombare basso e cupo dei motori poteva essere sentito in ogni angolo della struttura, ogni singolo passo produceva rumore persino nelle cabine più lussuose il cui pavimento era ricoperto da uno strato di parquet e ricchi tappeti, il soffio del vento era un sottofondo costante, così come i continui richiami dei membri dell’equipaggio, abituati a parlare a voce molto più alta del normale per essere sicuri di essere sentiti.

Per anni i dirigibili erano stati incaricati di trasportare unicamente merci, e nessuno aveva mai avuto problemi. Ogni tanto qualche pallone scoppiava e precipitava, ma erano comunque meno delle navi che si inabissavano in alto mare o delle carovane che venivano saccheggiate dai briganti.

Poi qualcuno, nel 1889, aveva avuto la brillante idea di adibire i dirigibili al trasporto di passeggeri. Ecco quando le cose avevano cominciato ad andare male.

Innanzitutto era stato necessario rinnovare gli interni della zona di carico per creare delle cabine per i passeggeri e delle sale in cui permettere alle persone di passare il tempo durante le interminabili ore di volo, perdendo così spazio per immagazzinare i carichi di merce. Poi erano state create delle grandi cucine, quando prima l’equipaggio si accontentava di cibo freddo, e persino delle stanze da bagno. In breve le dimensioni dei mezzi erano aumentate del doppio, richiedendo quindi una maggiore potenza e una maggiore manutenzione.

I dirigibili erano il mezzo di trasporto più veloce, ma con il vento contrario o le brutte bufere atlantiche impiegavano comunque almeno tre giorni per giungere in America dall’Inghilterra, ma apparentemente questo alla ricca borghesia non importava fintanto che potevano vantarsi di aver viaggiato in volo sopra l’oceano.

Il Lead Zeppelin era stato uno dei primi dirigibili ad essere trasformato in un mezzo per passeggeri. Più per fortuna che per abilità il suo equipaggio era sopravvissuto per intero alla bonifica effettuata dalle compagnie di spedizioni. Quando dovevi solo spostare scatole e tenere in volo un pallone non ti interessava se a far volare il dirigibile erano un branco di bestemmiatori senza rispetto né educazione, ma quando dovevi ospitare a bordo donne e bambini dell’alta società era necessario sapere di avere a che fare con persone affabili, o quantomeno affidabili.

Il numero di passeggeri che avevano costantemente bisogno di conferire col capitano era talmente alto che la pazienza dello stesso veniva messa alla prova nelle maniere più bizzarre, a tutte le ore del giorno e della notte. Era quindi ovvio che una persona in grado di mantenere la calma e un linguaggio appropriato fosse fondamentale per ricoprire quel ruolo.

Robert Harrington non era né un uomo particolarmente colto né un uomo particolarmente paziente, ma era un uomo estremamente furbo. Aveva capito subito cosa sarebbe stato necessario per mantenere il suo posto come capitano del Lead Zeppelin e aveva fatto del suo meglio per dimostrare alla compagnia per cui lavorava che era l’uomo più educato e rispettoso che avessero mai visto. Il fatto che fosse riuscito a convincerli aveva fatto perdere una somma incredibile di denaro ai membri dell’equipaggio che, conoscendolo, avevano scommesso contro di lui.

Forse, se avesse saputo cosa lo aspettava da quel momento in poi, non si sarebbe impegnato così tanto -arrivando al punto di radersi la sua amatissima barba fulva pur di non sembrare un selvaggio- ma l’amore per il suo dirigibile, di cui si era preso cura fin da quando era solo un progetto su carta, l’aveva spinto fino a quel punto.

Adesso era costretto a fare il bagno almeno una volta ogni due giorni, a indossare abiti consoni al suo ruolo e a curare il suo aspetto quanto bastava per non sembrare un selvaggio. Passava più tempo a conversare con i passeggeri nella sala da the allestita sul livello più basso della struttura -che vantava una stupenda vetrata panoramica- di argomenti che riteneva estremamente noiosi invece che in sala comandi a controllare la rotta e sbraitare ordini agli altri uomini, oppure in sala motori a spalare carbone per aumentare la potenza delle turbine.

Raramente capitava qualche passeggero meno noioso di altri, ma tutto terminava comunque in un paio di giorni quando raggiungevano la loro destinazione e tutti scendevano per non tornare mai più.

I pochi che non trovavano estremamente stressante il continuo rumore dei motori scoprivano di soffrire di una tremenda nausea non appena il dirigibile prendeva quota, oppure di essere terrorizzati dalle altezze, e si affrettavano a prenotare un più lento ritorno in nave, e al capitano andava benissimo così. C’era un numero limitato di complimenti che era in grado di rivolgere alle signore che accompagnavano i mariti nei loro viaggi, e un numero limitato di minuti per cui riusciva a sopportare i bambini curiosi prima di desiderare di lanciarli di sotto insieme ai rifiuti delle latrine.

I veri passeggeri abituali erano pochissimi. Tra quelli c’era Lady Emma Chapman, vedova ormai avanti con gli anni che puntualmente ogni tre mesi si imbarcava sul Lead Zeppelin per andare da Londra, dove viveva il maggiore dei suoi figli, a Nuova York, dove il minore aveva fatto fortuna con le fabbriche di tessuti, e poi di nuovo a Londra.

L’anziana donna aveva un’energia che molte donne più giovani le invidiavano. Viaggiava da sola e continuava imperterrita ad usare i dirigibili nonostante il costante rumore le impedisse di chiudere occhio la notte. Sosteneva che non aveva intenzione di lasciare quel mondo troppo presto, e che affogare a bordo di una bagnarola che affondava non era suo desiderio. In più, non sembrava sconvolgersi quando il capitano si lanciava sfuggire qualche parola non troppo lusinghiera nei confronti di qualche membro dell’equipaggio, anzi cercava spesso la sua compagnia nelle interminabili ore notturne che passava sveglia in quanto, secondo lei, un giovane vigoroso era la compagnia migliore per una signora che ormai tutti trattavano come se avesse già un piede nella fossa.

Robert ricambiava la schiettezza della signora Chapman accompagnandola personalmente in lunghe passeggiate lungo gli stretti corridoi del dirigibile, mostrandole come funzionava il Lead Zeppelin e di cosa si occupavano i vari membri dell’equipaggio.

La Lady era ormai una presenza conosciuta nella sala di comando, così quando tornò nuovamente a bordo del dirigibile nel loro volo di ritorno a Londra il capitano decise di accompagnarla a vedere il ponte superiore.

Il terzo ponte -o ponte superiore- era il ponte più in alto, dove oltre agli alloggi dei garzoni e dei manovali si trovavano la sala macchine, la cisterna dell’acqua e il deposito di carbone. Lì l’aria era resa più pesante per la vicinanza col pallone aerostatico e per i fumi di scarico dei forni che bruciavano incessantemente, ma la signora aveva espresso la sua curiosità nonostante gli avvertimenti ricevuti e ora avanzava con sguardo ammirato nel corridoio sporco di fuliggine, incurante del suo vestito che si sporcava ad ogni passo.

Il capitano aveva insistito per darle il braccio così da aiutarla a scavalcare le grosse tubature che attraversavano il pavimento ma i due dovevano avanzare camminando di fianco, dato che la maggior parte del corridoio era occupato da sacchi e grossi cavi che andavano da una parte all’altra per favorire le comunicazioni e il trasporto di vapore.

Lady Chapman non riuscì a reprimere un grido quando qualcosa di piccolo e sporco le sgattaiolò davanti, filando verso la porta del deposito di carbone, e il capitano Harrington fu veloce ad afferrare la suddetta cosa per il bavero.

“Cosa ti salta in mente, cervello di topo!” Esclamò con voce rauca, strattonando in piedi un ragazzino smilzo col volto interamente macchiato di fuliggine. “Hai spaventato Lady Chapman. Chiedi scusa!”

“Mi dispiace di avervi spaventata, Lady Chapman.” Rispose lesto il ragazzino, abbassando gli occhi con sguardo colpevole. “Ma alle fornaci serve un sacco di carbone molto urgentemente, vado di fretta.” Spiegò, liberandosi con agilità dalla presa del capitano e sgattaiolando via.

“Oh cielo, quel ragazzino è davvero veloce!” Commentò la signora, ripresasi subito dallo spavento.

“Quello è Jon. Lo teniamo a bordo perché è piccolo e veloce, riesce ad infilarsi ovunque quel ragazzino!” Spiegò il capitano, la fronte ancora aggrottata per il comportamento del garzone. “Non che riesca a sollevare molto peso, ma si rende utile.”

“Direi che è la qualità più importante!” Sentenziò Lady Chapman, tornando a posare la mano sull’avambraccio del capitano. “E cosa si trova dietro quella porta?” Chiese, incuriosita, mentre Jon passava nuovamente loro davanti con un sacco di carbone in spalla, diretto giusto verso la porta che la donna aveva appena indicato.

“Quella, mia cara Lady Chapman, è la sala macchine. Non è il luogo adatto a una donna, temo.” Rispose il capitano, lanciando un ultimo sguardo ammonitore al ragazzino che sostenne lo sguardo con espressione illeggibile prima di varcare la soglia e chiudere la pesante porta di metallo.

“Tutto questo rumore viene da lì?” Chiese incuriosita la donna, lasciandosi condurre attraverso quello che restava del corridoio.

“Esattamente, non spegniamo mai i motori, neanche quando il dirigibile è fermo in porto, o i forni si raffredderebbero e ci vorrebbero giorni per riportarli alla temperatura giusta.” Rispose lui, aiutandola a scendere le strette scale che portavano al secondo livello, dove oltre alla sala comandi e le cabine del capitano e degli ufficiali si trovavano le cucine e i depositi per la merce. “Solo due volte all’anno spegniamo tutto e facciamo una grossa pulizia, così da assicurarci che sia tutto in condizioni perfette.”

“E non avete mai avuto problemi di alcun genere?” Domandò Lady Chapman, lasciandosi condurre verso la porta del suo alloggio.

“Sul mio onore, Lady Chapman, mai nessun problema. Il Lead Zeppelin è il miglior dirigibile che troverà mai in cielo e in terra, glielo posso assicurare.” Robert Harrington gonfiò il petto inorgoglito dal suo dirigibile e lanciò un sorriso tutto denti anneriti dal tabacco che la signora ricambiò senza esitare.

“Lo spero davvero, capitano. Lo spero davvero.”

Note:
Grazie per aver letto fin qui! Da un po' di tempo a questa parte mi sono molto appassionata al genere steampunk e sto cercando di renderlo al meglio documentandomi con tutto quello che riesco a trovare in circolazione. Spero che la storia sia di vostro gradimento e che continuerete a seguirla! Come al solito commenti o anche critiche sono assolutamente ben accetti!

   
 
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