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Autore: RoisXIII    07/01/2017    1 recensioni
[Aggiornata: ho aggiunto i dialoghi scomparsi]
Era una giovane maga bianca e anche se nessuno sapeva la sua vera identità, tutti avevano paura di lei.
Genere: Fantasy | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Ringrazio ancora l'utente Shine_Hanako kun per avermi fatto notale la mancanza dei dialoghi. Adesso potete gustare la storia al 100%


C'era una volta una dolce e gentile fanciulla, chiamata Yuki. Era una giovane maga bianca e anche se nessuno sapeva la sua vera identità, tutti avevano paura di lei. Non importava se aveva lunghi e morbidi capelli biondi, occhi ocra e labbra rosee e morbide, ma contava il fatto che era strana e sempre silenziosa. A Yuki questo non dispiaceva, le importava solo di aiutare le persone, gli animali e la terra. Viveva in un regno molto povero, dove dominavano la paura, la diffidenza e l'odio.

Su questa terra, infatti, regnava un vecchio re, molto malato e solo. Aveva perso la moglie e la figlia in una lontana guerra e gli rimaneva un'unica nipote. Di ella non si sapeva più nulla, solo che una strega l'aveva rapita e portata in qualche luogo sconosciuto. Il vecchio re aveva bandito la magia e chiunque fosse stato sorpreso a praticarla, sarebbe stato condannato alla pena capitale. Per questa tremenda regola, la giovane Yuki si muoveva nell'ombra e utilizzava la sua magia curativa solo in casi molto gravi. Un dì, il re peggiorò gravemente e acconsentì a sposarsi con qualsiasi donna del regno, giovane o vecchia, poiché senza un erede al trono, il regno sarebbe precipitato ancora di più nella confusione.

Arrivò una donna bellissima alle porte del suo castello. Aveva lunghi capelli neri, occhi blu oceano e labbra rosse come mele avvelenate . Era, infatti, una strega dal cuore malvagio. Il re, affascinato dalle sue labbra, scelse la strega come sposa, e visse con lei per tre anni, fino a quando lei lo avvelenò. Appena il re esalò il suo ultimo respiro, la strega salì al trono. Da quel momento nel regno ci fu solo fame e freddo. La strega aveva abbondanza di cibo e di calore; mentre molti sudditi pativano la fame; la strega vantava abiti pesanti, tessuti con le stoffe più preziose; mentre molti sudditi si proteggevano dal freddo solo con stracci.

Ma il popolo si stancò del modo orrendo di vivere e si ribellò alla sovrana. Scoppiò una lunga guerra. Da una parte c'era il popolo di ribelli con guerrieri inesperti e cavalieri veterani, e dall'altra parte la regina con un esercito di truppe magiche, creato apposta per la guerra. Dure furono le battaglie contro queste truppe e terribile l'esito: il popolo ne uscì dimezzato. Yuki, addolorata da tante morti, uscì allo scoperto per curare i feriti. Grazie alle sue cure e al suo sostegno, l'esercito ribelle combatteva con più energia e lottava con tutte le forze, incurante delle ferite. Le voci sulla maga bianca arrivarono sino alla strega, la quale ordinò alle truppe di portagliela viva a palazzo al più presto, poiché non voleva perdere la guerra e il trono.

Uno squadrone di dieci truppe catturò Yuki e la portò al palazzo, meraviglioso e scintillante. La condussero in una stanza rossa, con tante finestre e piena di statue dorate. In fondo, su un rialzo, vi era il trono, e su di esso sedeva la strega, vestita con un abito nero, sorrideva.

-E così sei tu la maga che cura i feriti. Smettila immediatamente o dalle mie labbra uscirà il più orrendo dei malefici- le ordinò la strega.

-E voi arrendetevi e fermate le vostre truppe, Strega!- rispose con coraggio inaspettato.

-Come osi darmi degli ordini?!- le gridò furente la Strega, lanciandole contro un raggio che la fece sbalzare lontano.

Risate maligne riecheggiavano nella sala del trono, ma, ogni volta che un raggio la colpiva, la maga si rialzava e si avvicinava sempre più alla strega, dimostrando così una straordinaria forza di volontà.

Ad un certo punto, purtroppo, Yuki non riuscì più ad alzarsi in piedi e rimase a terra, con lo sguardo rivolto verso la donna. I raggi si fermarono e la strega si avvicinò al corpo debole di Yuki.

-Povera bambina. Se mi avessi subito ubbidito, tutto questo non sarebbe mai successo!- disse con gentile cattiveria.

Voltò le spalle alla ragazza, ma un movimento la fece rivoltare indietro allarmata. La maga bianca era davanti a lei, in piedi, ansimante con occhi scintillanti di compassione. Si avvicinò a fatica alla strega e le posò una mano sul cuore: -Oh piccolo e povero cuore malato e solo. Ascolta le mie parole e guarisci. Dimentica di essere oscuro e malvagio, Ricordati di essere lucente e buono. Abbandona la cattiveria. Abbraccia la bontà. Coraggio, mio piccolo cuore!

La strega scoppiò ad urlare e una luce brillò nel suo petto. Lo sguardo perfido nei suoi occhi sbiadì, si sentì leggerissima e avvertì una calda sensazione in tutto il suo freddo corpo. La magia le aveva riscaldato il cuore, liberandolo dall'oscurità. Un gemito la fece tornare alla realtà, rivide Yuki... Le sorrise, ma il sorriso si spezzò: la giovane stava morendo. La strega le si avvicinò e scoppiò a piangere. Il portone si aprì, i cavalieri fecero irruzione per salvare Yuki ed uccidere la strega. Abbassarono le armi quando videro la regina china sul corpo morente della maga. Yuki aprì gli occhi e scongiurò di perdonare la regina e di smettere di combattere. Con le ultime forze, gridò forte: -Terra, Terra. Ti dono la mia vita per guarire. Terra, Terra, torna come prima.

Il corpo della ragazza si divise in tantissime sfere di luce, come semi magici che volarono in ogni direzione del regno. Non appena le sfere sfioravano la terra, diventava rigogliosa. Il regno tornò a vivere, la strega divenne una regina amata dalle cui labbra, rosse come mele gustose, uscivano solo parole di amore. Ordinò di costruire al centro del suo regno una statua bianca in onore di Yuki. Raffigurava la maga bianca che teneva tra le mani un grandissimo cuore.

Sul piedistallo comparvero queste parole: “A Yuki, coraggiosa maga bianca e salvatrice di questo regno. A Yuki, che fece diventare buona la nostra regina. A Yuki, che ora e per sempre sarà nei nostri cuori”.

Bisogna ammirare il coraggio di Yuki.

   
 
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