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Autore: Damnatio_memoriae    16/01/2017    0 recensioni
Una storia come tante altre, di sicuro la più realistica che conosca. Una, cioè, in cui il mondo va come deve andare, e non certo come tu vorresti che andasse. E Chiara le regole del gioco le ha capite bene ormai da un po' e Beatrice in questo le ha dato una mano. Bhe, più che una mano, diciamo una spinta. Anzi, più che una spinta, diciamo una batosta.
Genere: Comico, Sentimentale, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Yuri, FemSlash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Atto I

Scena XII
 
Due anni dopo…
 
Nonostante scendessi a Roma quattro o cinque volte l’anno, ancora non mi ero abituata a quella traversata. Non tanto per gli orari scomodi, la valigia sempre più pesante, le ore di viaggio, ma perché come sempre non vedevo l’ora di arrivare a destinazione. E, ovviamente, più desideri qualcosa, più il tempo sembra non passare mai.
Sbuffai ed estrassi il cellulare dalla borsa per digitare velocemente il messaggio.
 
Abbiamo quindici minuti di ritardo, spero di recuperare dopo Firenze <3
 
Mi sistemai meglio sul sedile scomodo, facendo attenzione a non rovinare tutti i regali che mi ero portata da Torino.
La voce registrata annunciò, dopo un paio d’ore, il nostro arrivo alla stazione Tiburtina e quando scesi dal Frecciarossa lo vidi: il regalo più grande che Beatrice era riuscita a farmi.
«Ciao amore» lo salutai, gettandogli le braccia al collo «Finalmente, eh!».
Francesco mi baciò la fronte, la punta del naso – perennemente ghiacciata -, la bocca. «Era anche ora!» mi strinse «L’anno prossimo, però, l’anniversario cerchiamo di passarlo insieme. Finisci questi esami!».
Alzai il braccio per mostrargli le buste e i pacchi regalo. «Trattami bene che questi faccio ancora in tempo a riportarmeli su!».
«Non so quanto ti convenga questa cosa: anche io ho i tuoi regali. Non vorrei mai dovergli far fare vola vola fuori dalla finestra».
«Non lo faresti mai» lo presi in giro, dandogli un altro bacio e strofinando il naso contro la sua guancia.
«Perché ti vizio e lo sai».
«Mi devi viziare: sono piccola!».
«Sei piccola solo quando fa comodo a te!» mi fece il solletico «Piccola e cicciottella».
«Non sono cicciottella, sono morbida!».
«Cicciottella».
«Morbida».
«E mangiottina».
«Gne-gne-gne. Dillo che ti piaccio: almeno ti do qualche soddisfazione!».
«Mi dai un sacco di lavoro da fare, quello di sicuro!».
Gli feci la linguaccia.
«Forza» mi disse poi, prendendomi la valigia e mettendosi in marcia «Andiamo a casa, così mi fai vedere quanto sei “piccola”».
Di Beatrice non c’era più nemmeno l’ombra, né fuori né dentro la mia testa. E ci credo: anche Dante alla fine si stufa e sposa Gemma.
Ultima regola: tutto è bene quel che finisce bene e se non finisce bene è perché non è la fine. Un aforisma importante di qualche sconosciuto che al momento non ho voglia di andare a cercare su google. Perché ho un nuovo amore, ma continuo ad essere pigra.
   
 
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