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Autore: siren95    03/02/2017    1 recensioni
Clelia ragazza sogna di visitare la città vicina al suo villaggio durante la vigilia di Natale. Una farfalla e un pizzico di magia interverranno in suo aiuto.
Genere: Avventura, Commedia, Fantasy | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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In un villaggio povero situato ai piedi di una montagna, viveva una ragazza che lavorava tutto il giorno nella fattoria di famiglia, accudendo gli animali. L'unico momento in cui la povera fanciulla poteva prendersi una pausa dal suo lavoro era durante le feste di Natale e ogni anno pregava i suoi genitori di accompagnarla a visitare la grande città vicina al villaggio, che in quel periodo risplendeva di sfavillanti luci e incantava tutti i visitatori come per magia.

La risposta dei genitori però era sempre la stessa: "Clelia, siamo davvero molto stanchi. Ti promettiamo che la prossima volta ti accompagneremo in città."

I genitori della ragazza erano davvero parecchio indaffarati durante la giornata e la sera non riuscivano ad evitare di crollare subito dalla stanchezza. Ormai Clelia si era in un certo senso rassegnata all'idea che non sarebbe mai andata in città, anche se ciò la rattristava molto. Le piaceva vivere in mezzo alla natura incontaminata della montagna, ma ormai conosceva il villaggio come le sue tasche e ogni tanto sentiva l'esigenza di vedere e scoprire qualcosa di nuovo e di diverso. Non poteva più sentirsi soddisfatta limitandosi ad ascoltare i commenti entusiasti che faceva la gente del villaggio sulla bellezza della città nel periodo natalizio.

"Se solo potessi volare, potrei andare ovunque." pensava la ragazza, durante l'ennesima vigilia di Natale trascorsa ad annoiarsi nella sua stanza. Seduta accanto alla finestra con una mano appoggiata al mento, seguiva con lo sguardo i numerosi fiocchi di neve che cadevano dal cielo e si posavano a terra con la massima leggerezza. La sua attenzione fu immediatamente catturata da un fiocco più grande degli altri, che si fermò a mezz'aria e iniziò a cambiare colore, uno dopo l'altro, come se fosse un arcobaleno. Clelia, all'inizio, pensò di avere le traveggole e si stropicciò gli occhi con il dorso della mano per riprendere il contatto con la realtà; ma quando li riaprì, invece, vide che al posto del fiocco di neve era apparsa una bellissima farfalla variopinta. La ragazza la osservò incantata e si avvicinò lentamente alla finestra per non spaventarla. Si domandò cosa ci facesse una farfalla ancora in circolazione in quel periodo dell'anno.

All'improvviso una vocina parlò attraverso il vetro della finestra e disse: "Ciao Clelia, io sono Iris. Saresti così gentile da farmi entrare in casa? Sto morendo di freddo."

La ragazza rimase sbigottita. La farfalla aveva parlato? "Non è possibile." pensò, dandosi un pizzicotto sulla guancia. Sicuramente era stata solo un'allucinazione.

"Ehi, parlo con te!" disse ancora la vocina. Clelia spalancò la bocca e rimase a fissarla per qualche secondo, senza sapere cosa fare o dire, poi la richiuse, deglutì e infine la riaprì di nuovo.

"Tu parli?" le domandò scioccata.

"Certo che sì!" rispose la farfalla, come se fosse la cosa più normale del mondo.

La ragazza provvide subito ad aprire la finestra per far entrare la farfalla, premurandosi di fare il minimo rumore possibile, per non svegliare i suoi genitori che dormivano nella stanza accanto alla sua.

"Bene, direi di procedere subito con lo scambio. Non vedo l'ora!" disse Iris eccitata.

"Cosa? Di quale scambio parli?" le domandò Clelia, ancora più confusa.

"Oh, che sbadata. La regina mi aveva raccomandato di spiegarti prima tutto." rispose la farfalla, ridendo della sua distrazione.

"Vedi, noi farfalle, in questo periodo, migriamo dalle terre calde verso le terre fredde, grazie ai poteri della nostra saggia regina che ci rende resistenti al gelo. È una tradizione della nostra specie. La nostra meta è la città vicina a questo villaggio, dove incantiamo gli umani con i nostri colori. Tutti si domandano l'origine di quelle meravigliose luci, ma nessuno sa che dietro a ciò ci nascondiamo noi." le spiegò Iris.

"No, tu non puoi essere reale. Io sto sognando e presto mi sveglierò." disse Clelia, parlando più a se stessa che alla farfalla.

"No, questo non è un sogno! Devi credermi, altrimenti la magia della regina non sortirà alcun effetto." rispose la farfalla preoccupata.

"A quale magia ti riferisci?" domandò ancora la ragazza, che capiva sempre meno.

"Durante la vigilia di Natale, ad ognuna di noi è concesso di scambiare il proprio corpo con quello di un'umana. Questo può accadere solo una volta nell'intera vita di una farfalla, quindi tutte noi aspettiamo questo momento con impazienza." disse allegra Iris.

"Io dovrei scambiarmi con te? Ma non voglio diventare una farfalla! Non posso lasciare i miei genitori e la fattoria." rispose Clelia preoccupata.

"Certo che puoi. Sarà soltanto per questa notte. All'alba la magia svanirà. I tuoi genitori adesso dormono, quindi nessuno se ne accorgerà." le rispose la farfalla con tono persuasivo. Clelia stava per replicare, ma si bloccò prima di pronunciare una sola parola. Ripensandoci, non sembrava poi un'idea così malvagia. In fin dei conti, aveva desiderato di poter volare fino a pochi minuti prima. Se fosse diventata una farfalla, avrebbe potuto visitare e sorvolare la città dall'alto.

"Va bene. Ci sto!" si convinse infine la ragazza.

Clelia chiuse gli occhi. I suoi piedi iniziarono ad alzarsi lentamente da terra, poi intorno alla sua figura e a quella della farfalla si creò un vortice argenteo che le inghiottì completamente. Quando esso sparì tutto sembrava essere come prima, ma le anime che abitavano i corpi non erano più le stesse.

Le due iniziarono a osservarsi a vicenda.

"Non credevo di avere dei capelli così spaventosi." disse Clelia, osservando il nuovo aspetto della farfalla.

"Io li trovo favolosi!" rispose Iris, che era al colmo dell'entusiasmo. Fece una giravolta su se stessa. "Ho sempre sognato di camminare su due zampe."

"Ehm, quelle si chiamano gambe." la corresse la ragazza, ridendo.

All'improvviso Clelia si ricordò che non sapeva volare. Questa nuova consapevolezza la rese insicura e smise bruscamente di muovere le ali, che fino ad allora avevano svolto alla perfezione il proprio lavoro spontaneamente, tenendola in aria. Stava per precipitare al suolo, quando un'altra magia intervenne e la riportò su.

"Beh, devo farci un po' l'abitudine." si scusò la ragazza con aria imbarazzata.

"Bene, adesso andiamo in città!" disse Iris.

"Cosa? Vieni anche tu? Io pensavo che saresti rimasta qui al mio posto." le domandò sorpresa Clelia.

"Assolutamente sì! Non vedo l'ora di assaggiare tutte quelle leccornie che preparate voi umani." disse la farfalla con sguardo sognante e l'acquolina alla bocca.

Le due uscirono di casa in fretta e si incamminarono verso la città.

"Conosci la strada?" chiese la ragazza alla farfalla.

"Certo! La nostra regina ci ha spiegato il percorso per la città dettagliatamente." le rispose la farfalla, facendole l'occhiolino.

"Quindi è possibile che siano altre farfalle trasformate in umane questa sera?" le domandò ancora Clelia.

"Ovvio. Ci saranno tutte le mie amiche in città." disse Iris.

"Devo ammettere che camminare è piuttosto faticoso." si lamentò Iris. Clelia, invece, procedeva senza nessuna difficoltà, avvantaggiata dal suo nuovo aspetto. Non si era mai sentita così leggera e libera in vita sua.

Dopo circa mezz'ora arrivarono in città. Clelia rimase a bocca aperta. Era tutto esattamente come se l'era immaginato. Le stradine erano popolate di gente di tutte le età. I bambini si rincorrevano mangiando dolci. Le bancarelle proponevano qualsiasi cosa: cibo, vestiti, e libri. Le dispiacque un po' non poter fare nessun acquisto, ma era comunque contenta di essere là, anche se non in forma umana. E poi volare era un vero spasso. Iris, a un certo punto, le indicò il cielo con un dito. Mille luci colorate fluttuavano in aria. Clelia non aveva mai visto qualcosa del genere in vita sua. Era uno spettacolo meraviglioso. "Mamma, cosa sono?" domandò un bambino accanto a loro. "E' la magia del Natale." gli rispose Iris. Fu una serata davvero magnifica e speciale per entrambe. La farfalla, con dei soldi apparsi per magia, si portò via metà delle mercanzie esposte, che regalò alla ragazza una volta tornate a casa; poi l'incanto all'alba purtroppo svanì ed entrambe tornarono al loro aspetto originale. Furono così costrette a salutarsi. La farfalla doveva ripartire insieme alle altre, ma promise alla ragazza di tornare a trovarla presto. Non poteva dirle che la sua vita, ormai, era quasi giunta al termine. Voleva sperare che un giorno, magari in un'altra vita, si sarebbero rincontrate di nuovo. Dagli occhi della farfalla caddero delle lacrime invisibili, ma la ragazza non poté vederle. Clelia rimase alla finestra ad osservare Iris mentre volava via e si allontanava dalla sua casa, finché ella non sparì nel cielo; poi tornò nella sua camera con nel cuore una sensazione di felicità mista a nostalgia per la fantastica avventura che aveva vissuto, ma che sapeva di non poter rivivere ancora una volta.

   
 
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