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Autore: KaosKindgom    16/02/2017    1 recensioni
Alexander Wellington è un ex avventuriero che è appena uscito da una clinica nelle quale era stato mandato per svariati motivi.
I medici decidono che per farlo riabilitare dovrà passare sei mesi a New York, a casa di sua sorella Margareth.
Ne vedremo delle belle.
Genere: Comico, Demenziale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Extreme Life
Extreme Life





<< Prego, entri pure >>, disse il dottor Smith.







All’ospedale “San Procione morto in croce”, nota clinica psichiatrica americana (col permesso dell’egregio dottor Smith, l’autrice ha tradotto il nome), era una giornata felice per moltissimi medici, poiché finalmente il problematico paziente Alexander Wellington veniva finalmente dimesso dopo ben sei mesi, durante i quali era riuscito a rendere la vita un inferno a un sacco di dottori e a un sacco di pazienti.

Mr. Wellington (lo chiameremo così d’ora in poi, visto che ha comunicato all’autrice che così vuole esse nominato) era un ex esploratore (ma lui continuava a ritenersi ancora tale perché:<< Ehi, non mi ha licenziato nessuno! >>) o avventuriero, come preferiva,  che dopo aver vissuto terribili orrori su un’isola di cannibali, che lui descriveva così:<< Dirigiti a Nord e trovi cannibali Leghisti, dirigiti a Est trovi cannibali cosplayer  che ti propongono hentai,  dirigiti a Ovest e trovi cannibali “vestite” da cowboy arrapanti, dirigiti a Sud e trovi cannibali truzzi vestiti con salopette di jeans che lucidano fucili. Di notte invece i procioni e gli unicorni tentano di stuprarti, e questo assieme alle urla di Favij che gioca a “Slenderman” >>.

Dopo aver visto tutto ciò era diventato decisamente andato fuori di testa, e ciò aveva portato i suoi parenti a mandarlo al rinomato “San procione morto in croce”, che era gestito proprio dal biondo e gentile dottor Smith (ai fan de “L’Attacco dei Giganti”: il cognome e il colore dei capelli del dottore non sono una casualità, capito?), che era l’unico a sopportare le strambe abitudini di Mr. Wellington.



L’esploratore (perché non è mai stato licenziato) quel giorno era euforico. Finalmente avrebbe potuto tornare a lavorare!
Entrò nello studio del dottore che lo fece accomodare su una sedia nera.

<< Dunque, >>, iniziò il medico, << finalmente potrà dimettersi...ma di certo non penserà di poter tornare a lavoro, spero >>. Mr. Wellington assunse un’aria da cane bastonato.

<< Suvvia, non faccia così. Dunque, in questi casi è previsto che si passino sei mesi in clinica e sei in famiglia per riabilitarsi alla vita di tutti i giorni. Pertanto abbiamo deciso di mandarla a passare gli altri sei mesi da sua sorella >>

<< Cosa? Ma mia sorella è sposata, ha figli e non andiamo neppure d’accordo. Io mi oppongo. >> rispore fermamente l’uomo.

<< Lo so che non andate d’accordo. Ma sua sorella vuole riallacciare i rapporti, me l’ha detto esplicitamente. >>

<< D’accordo. Ma a una condizione: io potrò tenere un diario, esattamente come ho sempre fatto durante le mie avventure. Se così non sarà, non andrò da nessuna parte. >>

<< Se questo la aiuterà, non ci vedo nulla di male. >>

<< Bene così. Affare fatto. >>


Mr. Wellington si alzò e porse la mano al dottore. Mentre gliela stringeva disse:<< Sa, dottor Smith, lei è un brav’uomo. Mi mancherà. In ogni caso, glielo confesso: lei mi ricorda tantissimo un uomo che mi è stato mostrato in una fan art yaoi1 a una fiera del cosplay nella zona Est dell’isola. Ecco, gliel’ho detto. Arrivederci. >>

Mr. Wellington uscì dallo studio, baldanzoso.

Il dottor Smith era confuso: cos’era la yaoi?








1: Questa è per i fan di “AoT”










Angolo del caos

Iniziamo: NON È UNA STORIA SENZA PRETESE. Perché ne spuntano fuori troppe.

Vabbè, ci saranno citazioni a “Percy Jackson” e all’anime/manga “L’attacco dei giganti/Shingeki no Kiojin/Attack on Titan”(non troppe, per Zeus!) perché AoT è bello e sono legatissima a Percy Jackson.

La storia (c’è gente che quando ne parla mette le virgolette, alla parola “storia”. Perché? Perché sminuirsi?) sarà perlopiù sotto forma di diario.
 
Ho scritto ciò che dovevo.

   
 
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