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Autore: Alice_Rabbit_Hole    18/02/2017    2 recensioni
Due amici di lunga data, Nero e Castagna. Quando l'amicizia è sincera, non esistono ostacoli che possano scalfirla.
Genere: Fluff, Malinconico, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'Le Favole di Alice'
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Ciao a tutti e, come potete vedere, mi faccio viva con un'altra delle mie storielle. Questa è una nuova serie che, pur non avendo lo stesso "successo" di Alice in Wonderland ( che resterà per sempre nel mio cuore ), ho deciso di voler condividere con voi. Il nome della serie è "Le Favole di Alice", frutto di una mente poco sana e strapiena di stress post-studio... va be', lasciamo perdere.
Ma bando alle ciance, vi lascio alla lettura e spero di non annoiarvi troppo. Spero di non avere esagerato col romanticismo, sapete che non mi piacciono le storie eccessivamente mielose...
I personaggi sono di mia invenzione e ogni riferimento è puramente casuale. Per i curiosi, ho lasciato un disegno su questa storia nel mio profilo di instagram.
Un BACIO e BUONA LETTURA!
 
 

 
In un luogo non ben definito, vivevano due dolci amici che si volevano molto bene. I loro nomi erano Nero e Castagna. Il giovanotto si era meritato questo appellativo poiché i suoi capelli avevano una tonalità così scura, senza alcuna traccia di luce, da essere paragonata alla pece. Stessa sorte era capitata a Castagna, per via della dolcissima sfumatura della sua testolina graziosa, in tutto e per tutto simile alle castagne.
I due amici erano totalmente diversi di carattere, ma era proprio la loro diversità a renderli così legati: Castagna possedeva un'indole buona a tuttotondo, era amorevole e adorava poter offrire un aiuto a chi si trovasse in difficoltà; tutte caratteristiche che Nero amava e ammirava, vedendo nella fanciulla una sorella maggiore.
Lui, invece, era scherzoso, sorridente, ma anche un po' irrequieto e, a volte, un po' egocentrico, per questo Castagna si sentiva come in dovere di proteggere ed educare quel fratellino un po' monello.
Poiché era più grande, Castagna non mancava mai di dare all'amico dei saggi consigli su come affrontare i problemi e i disagi che lo affliggevano e, soprattutto, su come vivere le giornate con un bel sorriso stampato in volto.
Non si erano mai visti due amici volersi bene come Nero e Castagna.
Un giorno, però, Nero si innamorò di una fanciulla ( chiaramente, della sua stessa età ) e, come di consueto, raccontò tutto alla sua amica Castagna.
« E' quella giusta? » domandò Castagna con un tono tra la dolcezza e la tristezza  « Stai attento: nessuno mostra il proprio vero volto durante il corteggiamento. Il vero volto viene dopo. »
Nero, seppur deluso da quella risposta, non aveva perso l'entusiasmo.
« E' una ragazza speciale.  »
« Ti perderò. » disse lei con un velo di malinconia.
« Non mi perderai.  » le sussurrò Nero amorevolmente, afferrandole il dolce viso con ambo le mani e carezzandole le gote « Sei e resterai per sempre la mia amica più cara. »
La ragazza di cui Nero si era innamorato si chiamava Clematide. Lui non lo sapeva, ma la presenza della fanciulla che gli aveva fatto battere il cuore avrebbe lasciato un timbro decisamente poco piacevole.
I giorni passavano e Nero non mancava mai di dedicare a Clematide cure e attenzioni come ogni bravo innamorato. Purtroppo, mano a mano, Nero prese a trascurare Castagna. prima di conoscere Clematide, Nero era così legato all'amica da incontrarla quasi tutti i giorni, passando le giornate tra piacevoli conversazioni e gratificanti passeggiate in mezzo alla verde e fresca natura.
Il tempo volava come foglie nel vento e arrivò il giorno in cui Castagna venne cancellata dalla mente di Nero, occupato com'era  d amare la sua Clematide.
Capitò un giorno in cui il sole splendeva in cielo, poggiando graziosamente i suoi caldi raggi su ogni dove e Nero si trovava chiuso in casa insieme a Clematide. Era annoiato e pensò che fosse un vero peccato sprecare una luminosa giornata rimanendo chiuso dentro quattro mura, per questo motivo propose entusiasta a Clematide di fare una gita in montagna.
La reazione di Clematide era stata ben diversa dalle aspettative di Nero.
« E perché dovremmo farlo? » domandò lei arricciando il naso come se avesse sentito un cattivo odore.
« Perché non dovremmo? » insisteva lui gentilmente, nella speranza di farle cambiare idea « E' una bella giornata, perché non approfittarne? »
« Tu hai la fantasia malata. » era stata la risposta di Clematide, come se le avessero offerto di bere del veleno.
Ovviamente, Nero c'era rimasto male e, come un fulmine a ciel sereno, qualcosa scattò in lui. Come una freccia che squarciava le tenebre, nella sua mente apparve Castagna e iniziò a ricordare tutti i bei momenti passati insieme a lei. Pensò, soprattutto, che lei non gli aveva mai dato una risposta così acida, specialmente con quel tono carico di superbia. Al contrario, Castagna era sempre stata buona e comprensiva con lui e non aveva mai pensato di offenderlo.
Iniziò a pensare al tempo perduto con lei e iniziò a sentirsi in colpa.
Per non litigare con Clematide, Nero fece un respiro profondo ed ebbe un'alternativa: le propose di farle fare la conoscenza di Castagna.
« Ti ho mai parlato di Castagna? E' una mia grande amica e, ora che ci penso, è da tanto che non la vedo. Vedrai che ti piacerà... »
Clematide non gli fece completare la frase: con occhi furiosi, assunse un tono per nulla confortante.
« Castagna? Chi è questa Castagna? E cosa avrà mai di tanto speciale? »
Nero cercò di calmarla, era assurdo che scoppiasse una lite per un'assurda incomprensione. Ma Clematide non voleva sentire ragioni e, tra una parola di rabbia e gelosia e l'altra, finì con l'insultare Castagna.
« Se è effettivamente una tua grande amica, come tu sostieni, non mi sembra che in questi tempi si sia preoccupata di avere notizie di te. »
Il cuore di Nero iniziò a martellare, colto dal desiderio di risponderle come avrebbe dovuto, ma la sua lingua si era bloccata.
Clematide continuava.
« Evidentemente, quella spocchiosa deve averti dimenticato. »
Nel sentirla parlare in quel modo, Nero non ci vide più: Clematide non la conosceva e nessuno doveva permettersi di offendere Castagna, l'amica che tanto voleva bene.
Finalmente, Nero aveva capito: era stata Clematide a fargli dimenticare Castagna, trascinandolo in una vita noiosa e senza orizzonti, convinto che con la giusta dose di pazienza avrebbe costruito qualcosa di favoloso; non si era accorto, fino a quel momento, che Clematide avesse costruito un castello di bugie pur di tenere Nero tutto per sé.
« Sono stato io a dimenticarla! » ammise a Clematide e a sé stesso, sentendosi un lurido verme di terra « E Castagna non lo meritava. Né merita di essere macchiata da quelle parole che escono dalla tua lingua velenosa! »
Con grande sicurezza, Nero si avviò verso la porta ed ebbe il tempo di sentire le minacce di Clematide.
« Se oserai varcare quella soglia, con me avrai chiuso per sempre! »
Nero, irremovibile nella sua decisione, ignorò totalmente quell'avviso e uscì alla luce del sole.
Respirò l'aria fresca che gli penetrava le narici, impregnandosi nei suoi polmoni e i sensi di colpa lo attanagliavano.
Mentre si incamminava, ricordò l'avvertimento di Castagna: "Stai attento: nessuno mostra il proprio vero volto durante il corteggiamento. Il vero volto viene dopo". A quel tempo, Nero si era fatto scivolare via quella frase con noncuranza, pensando che fossero solo parole dettate dalla gelosia. Invece, Castagna si era rivelata profetica.
In quel momento, mentre era ancora avvolto in un invisibile manto di collera e malinconia, Nero notò qualcuno correre verso di lui.
Si trattava di Dolcemare, una candida e adorabile amica di Nero e Castagna, dai bellissimi riccioli che le cadevano morbidamente come onde marine.
Aveva un'aria molto scossa e Nero si era subito preoccupato.
« Ti ho trovato! Oh, Nero, devi venire con me! » esclamò Dolcemare « Castagna sta male! »
Nero non se lo fece ripetere due volte e, con il cuore che sembrava volergli scoppiare in petto, si mise a correre insieme a Dolcemare per raggiungere Castagna.
Lungo il cammino, Nero sprofondava sempre di più nella colpa: sentiva che la sua povera amica si fosse sentita male solo per colpa sua.
Con un tuffo al cuore, riconobbe che tutte le cose belle che erano accadute nella sua vita le doveva alla sua amicizia con Castagna. Ricordò persino la promessa che le aveva fatto.
« Non mi perderai. Sei e resterai la mia amica più cara. » Invece, non aveva tenuto fede a quella promessa, sebbene quel giorno si sentisse sicuro della verità di quelle parole. Insieme a Dolcemare, Nero irruppe nella casa di Castagna senza bussare. Dolcemare condusse il ragazzo nella stanza di Castagna, la porta era aperta.
La povera Castagna era distesa, con occhi lividi, frutto di un lungo e disperato pianto che si era prolungato per troppo tempo, serrati in un sonno debole e sofferente.
Quando Nero si avvicinò, scosse la testa e gli occhi gli si inumidirono.
« Non ha saputo sopportare la tua lontananza. » singhiozzava Dolcemare, visibilmente commossa e carica di dolore. « Mi ha chiesto più volte di te, ma io non avevo mai saputo darle una risposta. Eri sparito ed io mi sentivo impotente davanti al dolore di Castagna. » concluse, comprendendo che ormai era troppo tardi per poter sperare che la povera amica potesse riprendersi.
Nero scosse ancora di più la testa, distrutto dalla rivelazione di Dolcemare. Chiamò con voce rotta la sua povera amica Castagna, ma lei non rispondeva. Dolcemare li lasciò da soli e, prima di abbandonare la stanza, diede un ultimo sguardo la sua amica.
Nero non voleva in alcun modo accettare quella triste circostanza.
« Svegliati, Castagna. Sono io. Ti ricordi quando mi dicesti di stare attento a Clematide? Avevi ragione, avevi ragione su tutto. Ed io sono stato così cieco da non essermi accorto che, nel tempo, lei stesse riuscendo ad allontanarmi da te. » una grossa lacrima gli attraversò lo zigomo sinistro « Ma ora ho capito. E' con te che io voglio restare! » non vedendo nessuna reazione da parte di lei, Nero iniziò ad arrendersi e la sua voce si faceva sempre più fiacca « E' tutta colpa mia... Se solo potessi rimediare... »
A quelle parole, Castagna aprì debolmente gli occhi e il suo sguardo livido si adagiò sulla figura sofferente di Nero.
« Sei tu, Nero? » chiese timidamente.
Una luce di speranza si impossessarono del cuore di Nero.
« Sì! » rispose lui commosso « Sono qui per te. Non ti lascerò mai più sola, Castagna! »
Castagna si sollevò sui gomiti e, una volta seduta, sul suo volto nacque un dolcissimo sorrisetto.
« Nero... mi sei mancato così tanto. » dal suo timbro di voce, Nero comprese che l'amica lo avesse già perdonato e, pieno di gioia nel vederla rinsavita, le gettò le braccia al collo. Castagna ricambiò la stretta e quando i due si sciolsero, Nero la guardò negli occhi.
« Voglio rimediare al mio errore più grande. » e questa volta era più sicuro che mai.
Decise, infatti, di rompere per sempre i ponti con Clematide e giurò a sé stesso che mai più avrebbe osato ferire Castagna.
Niente e nessuno avrebbe potuto scalfire il sentimento che, da tanto tempo, provava per la sua amica più cara.
Castagna, per fortuna, aveva iniziato a riprendersi rapidamente grazie alle cure e all'affetto del suo caro amico e non passò molto tempo perché i due ricominciassero a fare le loro passeggiate insieme, in mezzo ai prati verdi fioriti, come avevano sempre fatto.
Mentre se ne stavano seduti sulla tiepida erba in primavera, l'uno  di fronte all'altra, Nero le prese le mani e le regalò un sorriso pieno di tenerezza.
« Tu hai un cuore. E questo ti rende speciale. » concluse donandole un bacio sulla guancia, per poi farsi accogliere da un tenero abbraccio.
Castagna si sentì commossa, felice di aver ritrovato il suo amico.
Niente li avrebbe mai più separati.
                   
    FINE
  
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