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Autore: cerbero2518    24/02/2017    1 recensioni
Wina Poets, una ragazza alta con una gran massa di capelli crespi, sbuffò, ormai aveva diciannove anni, non era più la bambina che rimaneva sempre chiusa nella sua stanza. Voleva sapere perché dovesse nascondersi e che cosa ci fosse fuori, l'aveva chiesto molte volte ma le rispondevano sempre che doveva rimanere nascosta e che ci avrebbe pensato l'Associazione a cambiare le cose. Non sapeva neanche cosa ci fosse da cambiare perché, da che si ricordava, non era mai uscita da quella casa, dal Rifugio.
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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MERCOLEDI'

 

Era buio e l'uomo indossava un cappuccio ma lei l'avrebbe riconosciuto tra mille anche sotto l'insistente pioggia autunnale , ormai aveva impresso nella mente il suo modo di camminare, strascicava leggermente il piede destro e teneva sempre una mano in tasca. Presto avrebbe svoltato l'angolo in Moscow street e sarebbe entrato al numero 13, poi l'avrebbe visto attraverso la finestrella delle scale ed infine avrebbe sentito bussare. 1,2,3,4 passi ed entrava nel portone, 5,6,7,8 passava davanti alla finestrella, 9,10,11 ecco che bussava alla porta. Succedeva così tutti i mercoledì, passava sempre al Rifugio a portare le ultime notizie. Si fermava fino a tarda sera e poi se ne andava sparendo nel buio della notte.

Lo conosceva da sempre, faceva la spia già da prima che lei arrivasse, forse anche da prima che lei nascesse. Non gli aveva mai parlato perché non le era permesso partecipare alle riunioni, il Capo non voleva e non perché fosse troppo giovane, no, c'erano compagni che lo erano più di lei, ma forse per proteggerla o perché non la considerava in grado di capire.

Appoggiò l'orecchio alla serratura : Anatole stava parlando con il Capo. Wina non riusciva a distinguere le parole ma poteva riconoscere la voce bassa e leggermente gracchiante dell'uomo appena arrivato che sussurrava. Poi sentì la porta della sala riunioni chiudersi. Avrebbe dovuto aspettare fino a mezzanotte passata per sentirlo uscire e vederlo scendere in strada.

Lui era la spia, "quello che rischia" come diceva il Capo, il suo eroe.

Wina Poets, una ragazza alta con una gran massa di capelli crespi, sbuffò, ormai aveva diciannove anni, non era più la bambina che rimaneva sempre chiusa nella sua stanza. Voleva sapere perché dovesse nascondersi e che cosa ci fosse fuori, l'aveva chiesto molte volte ma le rispondevano sempre che doveva rimanere nascosta e che ci avrebbe pensato l'Associazione a cambiare le cose. Non sapeva neanche cosa ci fosse da cambiare perché, da che si ricordava, non era mai uscita da quella casa, dal Rifugio. Certo doveva esserci entrata ma doveva essere passato davvero molto tempo perché non ricordava di essere mai stata in un altro posto.

Questo non significa  che fosse inutile. Si dava da fare per tenere in ordire gli schedari, fare i pacchi con le provviste, spolverare e cucinare. Soprattutto da quando Berthe , la moglie del Capo, era rimasta incinta. Spesso restavano solo loro due e Wina aveva imparato a  gestire la situazione quando la donna era troppo stanca per lavorare. Le piaceva vivere al Rifugio, era la sua casa, ma avrebbe voluto aiutare di più. Alcune sere i compagni tornavano feriti e a volte non tornavano affatto e in quel caso non si potevano fare domande, non c'erano più e basta, "niente pianti e niente preghiere" diceva sempre il Capo. E negli ultimi tempi erano scomparsi in molti: compagni, collaboratori, spie; nessuno ne parlava e non venivano date spiegazioni.

Persa nei suoi pensieri si appisolò ma si rimise subito in piedi quando sentì dei passi in corridoio. Doveva essere arrivata la mezzanotte e Anatole se ne stava andando. Corse alla finestra e lo seguì con lo sguardo finché non svoltò l'angolo e scomparve. Era arrivato il momento di andare a dormire, si sarebbe dovuta alzare presto per aiutare con l'inventario. Stava per spegnere la luce quando qualcuno bussò. "Poets!",disse la voce da dietro la porta, "stai dormendo?". Era Alan Corday, un giovane compagno con un viso a punta e gli occhi azzurrissimi, non erano esattamente amici, lui si premurava sempre di ricordarle quando poco fosse utile per l'Associazione. "Corday! Cosa vuoi?". Il ragazzo ridacchiò e rispose "Niente, me ne sto andando, volevo salutarti ed augurarti una buona notte di riposo, tu che puoi permettertelo, mentre noi ci occupiamo di tutto".

Avrebbero potuto discutere a lungo come facevano spesso ma quella notte Wina non era dell'umore giusto, aveva visto il suo eroe e voleva mettersi a letto per sognarlo. Quindi non rispose, spense la luce e si addormentò mentre sentiva i passi di Alan che se ne andava.

  
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