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Autore: typhoon    25/02/2017    0 recensioni
"Era sera, non riuscivo a prendere sonno,saranno state le 04 del mattino o giù di lì, passa una mezz'ora e mi addormento."
questa storia narra di un sogno che è avvenuto ieri sera e che è abbastanza strambi quindi ho deciso di portarlo
Genere: Avventura, Introspettivo, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Era sera, non riuscivo a prendere sonno,saranno state le 04 del mattino o giù di lì, passa una mezz'ora e mi addormento.

Ero a scuola, non riuscivo a capire che cosa fosse successo prima, non ricordavo, o meglio non ci riuscivo, mi sentivo strano.

Ero in classe con i miei soliti compagni quando all'improvviso mi girai per guardare la finestra,nevicava, era bello, davvero piacevole, decisi di avvicinarmi quando il mio vicino di banco mi afferrò il braccio e mi disse “scappa”.

Lì per lì non capii cosa volesse dire, fatto sta che andai alla finestra per vedere la neve.

Mi girai dopo che sono stato lì per dieci minuti e non c'era nessuno, eppure era strano, non avevo sentito alcun tipo di movimento di gente che se ne andava, eppure non c'era più nessuno

“com'è possibile? Dove sono tutti?” mi chiesi fra me e me.

Uscii fuori dalla classe per vedere dove erano gli altri, o comunque un bidello o qualcuno che li avesse visti, controllo sul diario, sono le 11 e avevamo matematica, eppure in classe non c'era nessuno, tanto meno in giro, era strano, troppo strano.

Mi guardai intorno e vidi la preside, la Mistichelli : che sembrava uguale identica al classico stereotipo della professoressa bastarda che però conoscendola era un pezzo di pane, era anche un po' bassa e con i capelli corti e ricci, e come al solito girava per le classi per vedere se era tutto a posto e se la classe era pulita come si deve e che noi non avessimo lasciato nessuna cartaccia in giro per l'aula.

“professoressa!”chiamai

nessuna risposta, stava controllando la classe in fondo al corridoio del piano e in quel momento accadde qualcosa di davvero strano, passò dalla prima classe del corridoio... all'ultima classe del corridoio... non credevo ai miei occhi, era realmente impossibile, non poteva essere passata attraverso 7 classi.

Le andai in contro cercando di capire che cosa stesse succedendo, quando all'improvviso scomparì e comparse alle mie spalle dicendomi che cosa cercassi, le dissi che volevo sapere che cosa stesse succedendo e mi rispose che tutto quello che vedevo era solamente una percezione e una distorsione della realtà

“una percezione? Ma di che parla prof?”

non disse nulla, indietreggiò sbiadendo lentamente, come per scomparire.

Pensai di essere morto e di essere finito all'inferno, ma come era possibile.

Non ho avuto molto tempo per ragionare che la campanella suonò e fui l'unico a uscire, c'era neve ovunque, ma non avevo freddo, anzi stavo relativamente bene, quando vidi da lontano mia madre che mi stava venendo a prendere come al solito, salgo in macchina e guardandomi intorno vidi il solito vialetto con 5-6 alberi striminziti e secchi con la differenza che erano carichi di neve.

All'improvviso vidi da dietro arrivare degli esseri sconosciuti, non riuscivo a metterli a fuoco, a quel punto mia madre accellerò e all'improvviso comparve un arco davanti ai miei occhi con tanto di freccie.

“beh, a sto punto”

mi girai con le freccie e cominciai a sparare a tutto ciò che di sfocato avevo davanti eppure non morivano, dopo un po' che scoccavo freccie notai che più applicando tensione alla freccia più freccie scoccavo.

A un certo punto scoccai una trentina di freccie e per farlo mi sono messo in alto saltando e rimanendo in aria scoccai quelle freccie con tutta la forza che avevo.

Quando atterrai quegli esseri erano spariti, mi addormentai preso dalla super stanchezza.

“dove sono?che posto è questo?”

ero finito in una specie di città, solo che non era come le solite, a livello di edifici sembrava New York, il cielo era annuvolato, formavano un vortice e l'orizzonte era rosso, non so dov'ero, ma sicuramente ero al di fuori della percezione che mi disse la professoressa, o forse ero ancora lì dentro?

   
 
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