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Autore: Daleko    26/02/2017    2 recensioni
Era bella, tra le più belle delle nobili della Svevia e forse anche dell'Allemagna tutta, eppure il suo viso era pensoso e intristito. Le lunghe ciglia fremevano nella brezza di fine estate e le gonfie labbra rosee mandavano, sussurrando, dolci parole alla Foresta Nera. Una voce d'uomo la colse d'improvviso, inducendola a voltarsi senza perdere l'equilibrio.
Genere: Fluff, Malinconico, Storico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Incest | Contesto: Contesto generale/vago, Storico
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1.
 
 
La giovane Katharine von Hohenstaufen, in piedi sulla balaustra che dava all'esterno, si protendeva pericolosamente in avanti. L'espressione triste dipinta sul volto giovanile avrebbe stretto il cuore a chiunque, ma la servitù era intenta nei preparativi per il viaggio e così il resto della famiglia. Nonostante la sua giovane età, quindici anni appena, Katharine conosceva già la storia e le imprese dei suoi avi: istruita e intelligente, dotata di grande sensibilità, la ragazza possedeva anche un aspetto tale da far invaghire chiunque con una sola occhiata. Fisico snello e atletico, pelle chiarissima, occhi d'un azzurro intenso e una folta chioma bionda, rassomigliante a quella di sua madre, che le dame da compagnia di Katharine si divertivano ad acconciare. Insomma: era bella, tra le più belle delle nobili della Svevia e forse anche dell'Allemagna tutta, eppure il suo viso era pensoso e intristito. Le lunghe ciglia fremevano nella brezza di fine estate e le gonfie labbra rosee mandavano, sussurrando, dolci parole alla Foresta Nera. Una voce d'uomo la colse d'improvviso, inducendola a voltarsi senza perdere l'equilibrio.
«Kathe, dobbiamo andare» la informò un ragazzo alto e d'un paio d'anni più grande di lei. Di pari bellezza, anch'egli biondo ma dagli occhi cinerei, la fissava suo fratello Gerhard. Katharine scelse volutamente d'ignorare la sua espressione preoccupata, aprendo le braccia e tendendole a mo' di ali. «Non voglio. Mi lascio andare» rispose con piglio capriccioso. Gerhard sospirò. «Violante non ne sarebbe contenta» ribatté prontamente. «Non m'importa nulla di Violante» continuò Katharine, pendendo pericolosamente all'indietro. Preoccupato, il giovane fece un passo avanti. «Heinrich nemmeno» puntualizzò, fermando la ragazza con quelle parole. Heinrich, secondogenito della casata Hohenstaufen ma primo figlio maschio dei suoi defunti genitori, era il Principe Elettore nonché il favorito di Katharine, l'unico in grado di tenere sotto controllo le sue bizzarrie e i suoi volubili capricci poco affini a una principessa. Gerhard però sapeva bene che la simpatia della piccola Hohenstaufen era ricambiata, rendendo così Heinrich incline a giustificarla spesso e senza complicità alcuna; si prendeva così la libertà di insinuare, quando gli era necessario, un eventuale turbamento d'animo del fratello maggiore per ammansire Katharine. Era l'unico ad agire in questo modo: una speculazione simile da parte di persone di rango inferiore sarebbe sfociata, ovviamente, in una punizione per tale libertà non concessa; l'unica altra persona che avrebbe potuto farlo, Violante, non perdeva tempo in simili sotterfugi. Tra le due sorelle, la cui differenza d'età era di ben dieci anni, non correva buon sangue: tendevano a ignorarsi e Violante, godendo della sua posizione di primogenita, si limitava a comunicarle freddamente le sue decisioni sulla loro vita come l'istruzione, le comparse tra i villici e i viaggi, com'era accaduto qualche sera prima. 
Katharine saltò giù dalla balaustra, toccando suolo con leggerezza e inducendo Gerhard a un lieve sospiro di sollievo. «Non voglio partecipare comunque a questa stupida cena. Che necessità ne abbiamo?» si lagnò ancora dirigendosi verso l'interno della sua camera. Gerhard la seguì volgendo gli occhi al cielo. «È una cena di gala tra le famiglie elettrici. Puoi comprenderne l'importanza» la informò soffermandosi sulla figura della sorella. Pensò che stesse crescendo bella, ma troppo viziata. Infilò le mani in tasca, avendo l'accortezza di non sgualcire il suo costoso abito su misura. Era già tutto pronto: i bagagli erano stati portati in cortile ed erano pronti a partire. «Andiamo?» chiese ignorando un'eventuale risposta, incamminandosi per primo verso l'esterno della camera da letto. Katharine sbuffò, ondeggiò con leggerezza i capelli acconciati e seguì docilmente il fratello all'esterno, rimpiangendo la sua vista sull'immensa Foresta Nera.



 

Note dell'autore ~
Ovviamente i personaggi, gli avvenimenti e tutto ciò che seguirà questo capitolo non sono cose realmente accadute, benché ispirate dalla casata realmente esistita degli Hohenstaufen. Essendo questo racconto un po' difficile da scrivere (e prestissimo scoprirete anche il perché), v'invito a lasciare una recensione per farmi sapere i vostri pareri in merito: se vi è piaciuta, non vi è piaciuta, se non ci state capendo nulla, se vi incuriosisce... Qualunque cosa mi faccia capire che qualcuno legge i miei scritti è ben accetta.
Grazie dell'attenzione!

 

 
   
 
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