Crossover
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Autore: Justice Solaris    28/02/2017    0 recensioni
Un potente dio in cerca di vendetta, sei artefatti dotati di poteri inimmaginabili, un solo oggetto in grado di controllare e convogliare il loro immenso potere, cinque eroi radunati da una misteriosa entità per proteggere il mondo e un ragazzo che si risveglia senza memoria; tutti questi fatti apparentemente scollegati tra loro, sono in realtà parte di un unico grande piano che sconvolgerà le sorti degli universi; Cosa riserverà per loro il destino, la salvezza o la distruzione totale? Se vi ho incuriosito passate, leggete e commentate
Genere: Avventura, Azione | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Cross-over | Avvertimenti: Spoiler!
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 Rieccomi tornato col secondo capitolo

amaimon666: Scusa per il ritardo nel postare il capitolo ma causa impegni universitari, più alcuni malfunzionamenti del mio PC, ho dovuto ritardare la pubblicazione di qualche giorno, sono comunque contento che per ora nonostante siamo soltanto al secondo capitolo con questo, la fiction ti piaccia, in effetti sì i manga che citato e che parteciparanno al crossover sono anche i miei preferiti, perciò ben venga.Al momento però non posso confermare se l'uomo di spalle sia il cattivo o meno.

Un misterioso ragazzo



Universo sconosciuto: Pianeta Terra,

Durante la notte, in un piccolo villaggio situato in una foresta, si sentono dei rumori di spari, colpi di pistole e cannoni, voci spaventate di uomini, donne e bambini, urla di uomini che gridano gli ordini, molti fuochi che vengono appiccati sulle case e sugli alberi; nonostante vi siano molti fuochi che bruciano illuminando la zona, non si vedono altro che delle ombre, ombre che ammazzano altre ombre, le catturano, ombre che appiccano incendi al villaggio o agli alberi, ombre che fuggono via terrorizzate urla di donne e bambini, lamenti di uomini che cadono da entrambi i lati qualunque essi siano, le urla di una donna  "Ehi Adam!!! Dove sei? Adam!!!"   Improvvisamente un fulmine illumina una zona di quella che sembra una foresta, si vedono due ombre, una umana e un'altra dall'aspetto deforme, come di un demone, nella mano destra tiene un'enorme spada, mentre l'umano che dall'aspetto si direbbe un ragazzino, tiene nella mano sinistra un piccolo pugnale, quest'ultimo con un'aria arrabbiata urla: "Avete attaccato il mio villaggio e ucciso molte persone!! Me la pagherete!!! Se hai coraggio..." improvvisamente un tuono interrompe la frase del giovane, qualunque cosa egli abbia detto, il demone assunse in qualche modo fisionomia e sembianze umane, fatto ciò egli sussurò qualcosa che però venne coperto da un ulteriore tuono; dopo di ciò i due si lanciarono uno contro l'altro ad armi sguainate...


Improvvisamente, un ragazzo si svegliò sotto ad un albero, aveva i capelli color terra tutti sparati verso l'alto, gli occhi grigi molto scuri e indossava dei jeans blu, una maglietta nera e una giacca marrone, dall'aspetto sembrava avesse circa diciannove o vent'anni, sembrava che avesse vissuto un incubo, che diavolo stava succedendo? Cosa ci faceva in quel bosco? "Ma cosa..? Che posto è questo? Un momento... cosa diavolo ci faccio qui? Non riesco a ricordare nulla..." Sembrava quindi che il misterioso ragazzo non ricordasse nulla di sè, nè perchè si trovasse in quel bosco o come ci fosse arrivato, solo un nome  riecheggiava nella sua mente, e non era nemmeno certo che fosse il suo... Voltandosi e esplorando la zona poté notare che parecchi alberi erano incendiati o abbattuti o divelti completamente "Cosa è accaduto qui? Sembra quasi che sia scoppiata una battaglia. Lì c'è una parabola enorme, posso inziare ad indagare da lì, magari trovo qualcuno che mi conosce, al momento non ho nulla di meglio per le mani." Terminò la frase dopo che voltatosi ebbe notato in una zona ben più lontana della foresta una gigantesca parabola e tutta la struttura che la sosteneva.
Durante il tragitto ebbe modo di pensare al fatto che non ricordasse nulla, o al perché avesse avuto quell'incubo su due sconosciuti che stavano combattendo, e sopratutto chi fossero, ben presto i suoi pensieri vennero interrotti, quando vide qualcosa che lo sconvolse: "Ma quelli... no, sono cadaveri! Allora c'è stata veramente una battaglia, forse quel sogno ha a che fare proprio con questo, ma perché continuo a non ricordare niente? Nessuno di questi volti mi è familiare, e nemmeno questo posto. Meglio proseguire, forse andando avanti potrei scoprire qualcosa." Proseguendo col suo cammino potè vedere anche i cadaveri di alcuni uomini in mimetica militare ma il numero dei cadaveri senza mimetica era ben superiore a quello dei "soldati". Ben presto arrivò ad un villaggio, o meglio ciò che rimaneva di un villaggio, era completamente distrutto e ancora in fiamme, vedeva capanne in pietra, altre in legno, e altri cadaveri, chi con ancora le spade infilzate nel corpo, chi con numerosi buchi dovuti probabilmente a dei proiettili, addirittura c'erano cadaveri completamente sbembrati da palle di cannone o qualcosa del genere, si vedeva ancora ciò che restava dei proiettili; il ragazzo potè notare anche numerosi soldati in mimetica militare che armati di fucili o altre armi da fuoco continuano a girare per ciò che resta del villaggio, come se stessero cercando qualcosa, intuendo il pericolo decise di nascondersi dietro un albero ancora intatto per valutare la situazione, e nel frattempo scoprire cosa stessesero cercando i soldati, dal suo nascondiglio, egli poteva spiare in tranquillità tutto ciò che facevano i soldati rimanendo al sicuro dai loro sguardi. *Chissà cosa stanno facendo, sembra che siano alla ricerca indaffarata di qualcosa, chissà però cosa gli ha spinti ad attaccare questi poveretti, e a distruggere il loro villaggio, se solo ci capissi qualcosa, o una qualche informazione su di me mi tornasse in men...* i suoi pensieri furono però interroti, poiché vide un'arma da fuoco puntata davanti alla sua testa, troppo concentrato a guardare ciò che stava facendo il manipolo di soldati che stava osservando, non si era accorto che un altro gruppo proveniente da un'altra direzione lo aveva già circondato, era composto da sette soldati, di cui sei di essi in mimetica militare, mentre uno di loro era ricoperto completamente da un'armatura nera come la notte, e un elmo del medesimo colore che gli copriva completamente la testa, volto compreso; il ragazzo potè notare che i soldati in mimetica erano dotati di armi da fuoco, difatti impugnavano tutti un fucile mitragliatore, e una pistola che era inserita nella fondina che scendeva lungo il fianco di ciascuno, mentre l'uomo in armatura era stranamente disarmato, quest'ultimo parlò con una voce strana, come se fosse in qualche modo alterata dall'elmo che indossava: "Guarda guarda, un altro di quei bastardi è sopravvisuto, chissà come ha fatto a sfuggirci per tutta la notte, non che ci importi, abbiamo già abbastanza prigionieri per ciò che dobbiamo fare, per quel che mi riguarda, uccidetelo io andrò invece a fare rapporto, per segnalare che qui non lo abbiamo trovato" Detto questo il soldato in armatura che a questo punto sembrava essere il capo di questo plotone, scomparve improvvisamente in una nube di fumo nero, mentre gli altri soldati si accinsero a giustiziare sul posto il povero giovane, in tutto questo però il ragazzo non si spaventò minimamente, si potè vedere la sua faccia che in un primo momento  pareva spaventata, ma ben presto venne sostituita da una seria, quasi arrabbiata, e gli occhi da grigio scuro, divennero per qualche secondo di un azzurro glaciale, quasi bianco, per poi tornare nuovamente del loro colore originario; mentre guardava il soldato che gli puntava contro l'arma, improvvisamente il ragazzo con una mossa rapida e fulminea, gli diede un pugno con la mano destra al volto che si ritrovò sbalzato via dalla immensa forza del colpo, e andò a sbattere contro un albero ancora integro, questi non si ruppe seppur venne danneggiato dall'impatto; "Come è possibile?" "Cosa diamine è successo?" Erano i commenti dei soldati, uno di essi urlò invece "SPARATEGLI! SPARATEGLI!" e sparò una raffica di colpi contro il giovane, seguito dagli altri quattro soldati quest'ultimo tuttavia non era già più nel punto in cui si trovava e corse verso un altro soldato, gli diede un pugno di sinistro, e anche lui venne sbalzato via dall'impatto svenendo, appena arrivò un'altra raffica di colpi egli corse via, dirigendosi verso un altro dei suoi aggressori, stavolta fu più rapido di prima e arrivò alle spalle di uno dei soldati senza che questi si accorgesse di nulla, gli rubò la pistola dalla fondina e gli sparò a sangue freddo alle spalle, senza che questi potesse reagire in alcuna maniera, cadde quindi a terra privo di vita, il ragazzo con una velocità fuori dal comune riuscì a prendere la mira e saltando in avanti sparò due colpi, uno contro ciascuno dei due soldati rimanenti, una volta terminata la carnefica lasciò cadere la pistola a terra e cadendo in ginocchio si mise la mani in testa, fu colto improvvisamente da un incredibile mal di testa e una voce non sua risuonò nella sua mente *CHE DELUSIONE! NON HO NEMMENO SUDATO!* ritornato in sè tolse le mani dalla testa e se le guardò spaventato da sè stesso, aveva appena spento delle vite e si era macchiato le mani di sangue... Ma cosa era successo poco prima? Non sembrava più nemmeno la stessa persona, quasi avesse una seconda personalità; dopo aver impiegato diversi minuti per riprendersi raccolse nuovamente la pistola che aveva preso poco prima, rubò da uno dei cadaveri una fondina, che si mise in spalla e vi inserì la pistola, dopo aver preso anche uno dei fucili e un'abbondante scorta di colpi decise di proseguire verso l'unico indizio che aveva, la sua meta fin dall'inizio, ovvero la parabola, lungo il cammino ripensò a quello che era successo poco prima, in effetti si stava ancora chiedendo come avesse fatto ad agire in quel modo, inoltre i pugni che aveva tirato, avevano una potenza fuori dal comune, come se la sua forza rasentasse l'apice delle capacità umane, non era naturale, era un essere umano comune dopo tutto, eppure continuava a chiedersi da cosa derivassero le capacità che sembrava possedere.
Dopo un lungo peregrinare raggiunse finalmente la sua destinazione, un gigantesco accampamento militare, inoltre erano presenti delle casette in metallo, contenenti letti per i soldati, vi erano jeep e camion enormi, inoltre in una casetta vi si trovavano degli uomini, intenti a trafficare con un computer e a comunicare ordini via radio; vi erano  inoltre delle enormi gabbie di ferro con all'interno delle persone, tutte ammucchiate in piedi, senza che alcuno potesse sedersi, per quanto erano stipati; vi si trovavano donne, uomini, bambini e anziani, tutti amanettati e vestiti con una logora tunica grigia che arrivava loro fino alle caviglie, la gabbia era sorvegliata da due soldati in mimetica, il ragazzo era deciso ad intervenire e mentre stava per uscire dal suo nascondiglio dietro ad un albero, prima che potesse anche solo muovere un passo, un manipolo di soldati armati di tutto punto era entrato nel villaggio, erano venti e c'erano due soldati in armatura nera che chiudevano il gruppo essi erano stranamente disarmati, con essi vi era una ragazza di circa sedici anni, con dei lunghi capelli neri, gli occhi non erano visibili al momento, coperti da capelli che le ricadevano sul viso, anch'ella era con la tunica grigia che le arrivava alle caviglie e ammanettata: uno dei due uomini in armatura chiamò a sè uno dei soldati che stava trafficando al computer: "Ci sono novità?" Parlò una voce alterata proveniente dall'elmo "No signore, nessuna novità sull'artefatto e nemmeno sul generale Seth, sembra scomparso completamente" Rispose l'altro, rimanendo in piedi, in attesa che il suo superiore lo congedasse, quest'ultimo dopo avergli dato il permesso, si concentrò sulla ragazza che aveva con sè, "Andate, ci penso io a lei." Detto ciò gli altri soldati si congedarono dal superiore e ognuno andò in una parte diversa dell'accampamento, mentre il capo si diresse con la ragazza verso quello che pareva il muro di un edificio ormai quasi completamente crollato, sbattè la ragazza contro il suddetto muro, e improvvisamente la sua armatura scomparve in uno strano fumo viola, rivelando un essere umano, egli era un uomo alto, dai capelli grigi, coperti da un cappuccio, dei pantaloni grigi come i capelli, gli occhi neri,una maglia dello stesso colore, e una giacca a mantello che gli copre le spalle ed è collegata al cappuccio, indossava inoltre dei guanti senza dita, dopo aver dato uno schiaffo alla ragazza iniziò a molestarla, toccandola dapprima sul viso, per poi passare al seno, fino a scendere piano piano sempre più giù; ella da ammanettata non potè reagire, e perciò iniziò ad urlare, cercando disperatamente ed inutilmente aiuto, riuscì poi a tirare un calcio, contro l'uomo colpendolo alla coscia, egli più sorpreso che dolorante la lasciò per qualche secondo, ella approfittando dell'occasione si allontanò dal suo molestatore correndo verso l'ingresso dell'accampamento, salvo poi per essere afferrata per i capelli dall'uomo, "Ah sì, così, mi eccita quando urlano dal dolore e provano a resistere, dai continua, urla! URLA!" Sembrava quasi che egli fosse avvezzo a questo genere di trattamenti verso le donne, sembrava stesse per riprendere la violenza lì dove si trovavano, e decise così di tirare ancora di più i capelli della ragazza... Nel frattempo il ragazzo era ancora nascosto ad osservare la scena, stava per uscire dal suo nascondiglio quando improvvisamente la ciocca di capelli che copriva gli occhi della ragazza si spostò, dato che l'uomo sollevandole il viso, cambiò la presa sui capelli, andandoli ad afferrare dalla fronte, e il ragazzo riuscì a vedere gli occhi di lei, verdi come il mare e smise di essere lì...


Era una bellissima giornata primaverile, il sole splendeva alto in un cielo senza nuvole, era un sole molto tiepido pertanto non creava una calura nsorpottabile, molte rondini volavano cinguettando in allegria, e un fresco venticello rendeva l'aria gradevole. In un enorme campo di fiori lussureggiante e bellissimo, si trovava una ragazza dai lunghi capelli neri e dagli occhi verdi, indossava dei leggins che le lasciavano le caviglie scoperte, una maglietta grigia molto leggera e una felpa blu, sulla testa teneva un berretto nero, sembrava avesse sedici anni ed era china, intenta a raccogliere alcuni fiori, canticchiando a bassa voce; dopo aver raccolto un mazzo ben consistente, dietro di lei comparve un ragazzo di circa diciannove anni, dai capelli color terra, a punta, alcuni sparati verso l'alto e due ciocche che ricadevano verso il basso, aveva gli occhi color rame e indossava una maglietta rossa, con una giacca invernale grigia con numerosi peli sulle spalle, teneva entrambe le mani nelle tasche; "Eccoti qui Levi! Ti sei svegliata presto stamattina, mamma e papà si stavano chiedendo dove fossi." Disse il ragazzo indicando con la testa dietro di sè, la ragazza che abbiamo scoperto chiamarsi Levi rivolgendosi a quello che sembrava suo fratello rispose: "Oh Adam! Non ti avevo sentito arrivare. Sì sono troppo emozionata, oggi è finalmente il grande giorno della festa, non vedo l'ora!" Terminò la frase alzandosi in piedi e facendo una piroetta, tenendo ancora il mazzo nelle mani. Il ragazzo non poté fare a meno di sorridere, e togliendo la mano destra dalla rispettiva tasca parlò nuovamente: "Dai, è ora di andare, mamma e papà si preoccuperanno a morte se non torniamo" "Sì hai ragione, andiamo" Così la ragazza sorridendo decise di seguire il fratello...


Il ragazzo tornò finalmente in sè, erano passati pochi secondi da quella visione, egli era nuovamente all'accampamento, dietro il suo nascondiglio, in ginocchio e col fiatone *Ma cosa?... Cosa diavolo è successo? Quello ero io? Eppure continuo a non ricordar...* Non terminò mai il suo pensiero, poiché la ragazza emise un urlo straziante, sembrava quasi che il suo aguzzino stesse per mettersi a lavoro, perciò il ragazzo senza pensarci due volte, dopo aver estratto la pistola e rimanendo nascosto, sparò un colpo alla testa dell'uomo, questi cadde all'indietro apparentemente morto, gli altri soldati sconvolti si girarono verso il cadavere del comandante e si preparano alla battaglia "Cosa diamine è successo?" "Guardate! Il comandante è stato abbattuto." "Alle armi, uomini! Controllate lì dietro, il colpo veniva da lì, dietro quegli alberi!" Controllando il punto nel quale si trovava il ragazzo, cinque soldati erano avanzati verso quel punto, ma il giovane era già andato via da lì, e andando dietro ad un camion che era ancora vicino agli alberi, sparò altri tre colpi contro altrettanti soldati, anche costoro caddero a terra privi di vita, mentre i rimanenti si diressero stavolta vicino al camion, stavolta il ragazzo cambiando arma e brandendo il mitragliatore, uscì dal suo nascondiglio, e sparò una raffica di colpi contro ciascuno dei soldati che aveva davanti agli occhi, ne perirono almeno dieci questa volta, i restanti visto il ragazzo decisero di sparargli con i loro fucili, alcuni avevano delle armi strane, infatti spararono dei raggi laser, chi rosso, chi verde, e chi altri di diversi colori, il ragazzo schivò uno di essi, e vide che il furgone dietro il quale si era nascosto, si era ridotto in un cumulo di polvere all'istante, per evitare ulteriore rischi il ragazzo estrasse nuovamente la pistola e coi pochi colpi che rimanevano sparò a due dei fucili laser che erano visibili e questi esplosero, esplodendo, questi colpirono anche altri materiali infiammabili, che finirono con lo scoppiare, probabilmente altri fucili laser erano stato colpiti dalle fiamme e di conseguenza la deflagrazione aumentò di intensità, investendo altre persone; ammirando lo spettacolo che era aveva creato, il ragazzo mise a posto le sue armi e si diresse verso la ragazza, l'esplosione aveva colpito l'area dietro di loro, lasciando i due illesi, oltre a loro, anche la gabbia dei prigionieri, miracolosamente rimase intatta, probabilmente era stata costruita con qualche materiale speciale che permetteva di resistere alle esplosioni o alle fiamme, inoltre anche i carcerati erano ancora vivi, probabilmente aveva qualche barriera all'interno per salvaguardare i prigionieri, chissà come mai; comunque fosse il ragazzo si rivolse a colei che a quanto pare si chiamava Levi "Come stai? Tutto bene?" Le disse togliendosi la giacca e porgendola alla ragazza, questa per un momento lo guardò meravigliata, e fece un enorme sorriso, il ragazzo però era pensieroso, e non la stava degnando di uno sguardo, nel frattempo ella rispose: "Sto bene, per fortuna sei arrivato Adam" "Come? Perché mi hai chiamato così? Credo che tu abbia sbagliat..." Non terminò mai la frase, poiché un colpo di pistola proveniente dalla sua sinistra, gli sfiorò la guancia destra, lasciando un leggero graffio, giratosi verso la direzione dalla quale provenne il colpo, vide un soldato ancora in vita che gli stava sparando "CHE TU SIA MALEDETTO, BASTARDO INFAME!" Il ragazzo si infuriò sparò senza pietà all'uomo con tutti i colpi che erano rimasti al suo fucile... dopo che lo ebbe ucciso, gli occhi del ragazzo cambiarono nuovamente per qualche secondo, da quell'azzuro abbagliante, tornarono nuovamente di un grigio spento, dopo che ciò avvenne, egli cadde a terra, come se si fosse appena svegliato da un incubo... non fece nemmeno in tempo a riflettere che una voce molto profonda proveniente dalle fiamme parlò: "Non so chi tu sia sia, o come sia riuscito a creare tutto questo casino, sappi però che i giochi sono finiti, adesso ucciderò te e quella ragazza e mi assicurerò che soffriate come non avete mai sofferto in vita vostra" In effetti poco dopo dallo stesso luogo della voce uscì completamente illeso, lo stesso uomo con la giacca a mantello nera che stava per violentare la ragazza... era completamente illeso, salvo un graffio sulla fronte, proprio dove il colpo di pistola lo aveva colpito. "Come diavolo è possibile? Ti ho sparato in testa, ero sicuro che fossi morto anche tu!" "Non basta un graffietto per potermi uccidere, quel colpo mi ha semplicemente colto di sorpresa e sono rismasto svenuto per diversi minuti, adesso però non sarò così indulgente come prima con te" disse indicando la ragazza "Per questo dopo che avrò ucciso il tuo amico, tu diventerai il mio giocattolino AH AH AH AH AH AH AH AH!!!!" Proruppe in una risata malvagia che fece venire i brividi ai due, il ragazzo era nuovamente pronto a combattere, e caricò di munizioni le sue armi, e sparò una raffica di mitragliatore al nemico, questi stavolta rimase illeso e continuò ad avanzare verso i due, vedendo che i colpi stavolta erano inutili, il ragazzo corse contro il suo avversario e tentò di tirargli un pugno con la mano destra, il comandante noncurante, mise avanti la mano sinistra e afferrò senza sforzo alcuno il pugno del rivale, il comandante estrasse dal nulla una spada nella mano sinistra, e menò un fendente verso il ragazzo colpendolo al fianco destro, con la parte affilata della suddetta, venendo sbalzato a sinistra dall'impatto causato dalla spada, venne allontanato dall'uomo, si ritrovò così con uno scuarcio al fianco destro, dal quale continuavano ad uscire fiotti di sangue, "Merda, è forte, dovo trovare un modo per batterlo, o morirò prima scoprire chi sono." L'uomo non si fece scrupoli e menò un altro fendente al ragazzo, stavolta nel tentativo di ucciderlo, "Non sei poi granché, mi chiedo come tu abbia fatto ad eliminare tutti i miei uomini, ma sappi che mi sono già stufato di te, perciò MUORI!" il ragazzo era ancora sdraiato a terra e non poteva reagire in nessun modo, quando però fu circondato da una strana aura oscura che fermò la spada a pochi centimetri dal suo corpo, poi urlando il ragazzo riuscì ad alzarsi, come se non sentisse più il dolore, nel frattempo l'uomo si era allontanato, sorpreso dall'inaspettata reazione del giovane, tuttavia il ragazzo ancora circondato dalla misteriosa energia, volò verso il nemico, come se ne fosse stato capace da sempre, e colpendolo col pugno destro alla guancia sinistra, del rivale, ma non finì qui, poiché non appena fu sbalzato via, fu raggiunto e colpito nuovamente alla schiena dal ragazzo, l'uomo atterrò in piedi, ma fu raggiunto nuovamente dal ragazzo, che colpendolo al braccio sinistro gli fece volare via l'arma e prendendola si accinse a finire l'uomo, tuttavia ciò non avvenne mai, poiché la misteriosa aura oscura abbandonò il ragazzo, e non riuscì mai a portare il colpo poiché il dolore lo colse nuovamente e cadde a terra; "Hai del fegato e del potenziale incredibile ragazzo, quasi mi dispiace eliminarti, QUASI!!" Terminò la frase con una risata malvagia e inizò ad ingigantirsi, diventando un enorme demone dal colore viola, con dei fulmini neri che percorrevano il suo corpo, inoltre sul volto gli spuntarono due enormi corna tutte ricurve, e gli occhi diventarono di un azzurro glaciale, quasi bianco, inoltre gli spuntarono delle enormi ali sulla schiena con una voce distorta "STAVOLTA SEI FINITO PER DAVVERO! PREPARATI A MORIRE!" Egli tentò di colpire  col suo gigantesco pugno, il ragazzo, questi riuscì a schivarlo per pochissimo, e correndo per quanto gli fu possibile andò contro il gigante, tentando di colpirlo alle gambe, non sortendo alcun effetto, dopo che l'ebbe superato cadde nuovamente a terra stremato dal dolore e dalla fatica, il sangue continuava ad uscire dalla ferita, ancora poco e sarebbe svenuto, il gigante stavolta ebbe un bersaglio facile e con il pugno sinistro riuscì a colpirlo, e lo sbalzò via di diversi metri, miracolosamente il ragazzo riuscì ad alzarsi in piedi nonostante la gamba sinistra non fosse più poggiata a terra, ormai rotta, e il braccio destro penzoloni, anch'esso rotto, improvvisamente fu colto da un mal di testa e smise di trovarsi lì...

In quella che sembrava una palestra completamente grigia, con nessuna finestra, vi erano i normali attrezzi che si vedono in una palestra, solo che erano tarati in maniera strana, difatti si vedevano diversi bilancieri con oltre trecento chili di pesi, manubri non inferiori ai cento chili e così via, i vari attrezzi quali tapis roulant e cyclette non andavano a velocità inferiori ai centoventi chilometri orari, sembrava quasi una palestra per dei super uomini, al momento nella palestra erano presenti almeno una quarantina di uomini tutti in mimetica militare, ma nessuno di essi si stava allenando, stavano combattendo, su di uno spiazzo apposito di almeno quattrocento chilometri quadrati, quasi il ring di uno stadio, essi stavano sì lottando ma erano tutti contro un unico uomo; questi indossava dei pantaloni blu scuro aderenti, degli stivali neri con degli inserti dorati sul piede che gli arrivavano alle ginocchia e proseguivano di lato lungo le cosce, una fascia rossa molto lunga stretta alla vita una cintura diagonale e marrone che gli teneva la suddetta fascia, una maglia blu, con delle catene sul petto, e dei ringonfiamenti neri che sembravano ali di pipistrello, aveva inoltre dei risvolti bianche su entrambe le maniche, anche se queste erano blu, aveva inoltre dei lunghi guanti bianchi senza dita che arrivavano fino al polso, aveva dei lunchi capelli bianchi che arrivavano fino alle spalle, degli occhi di un azzurro glaciale, quasi bianchi, egli stava sconfiggendo a mani nude tutti gli uomini che stavano combattendo contro di lui, essi erano armati di tutto punto con armi bianche, quali spade, alabarde, lancie, mazze, bastoni, sai e qualunque genere di arma bianca potesse esistere; una volta che l'uomo ebbe sconfitto tutti i suoi avversari arrivò spuntando da una nebbia nera, un enorme demone viola, con dei fulmini neri sul corpo, corna nere tutte ricurve e delle gigantesce ali, l'uomo dagli occhi azzurri estrasse dal nulla una spade, essa una spada semplice con l'impugnatura rossa, e una guardia decisamente più grande del normale, l'albino decise di attendere la mossa del gigante, quest'ultimo non si fece attendere e tentò di colpirlo con il pugno sinistro, l'albino tuttavia deviò il pugno verso sinistra utilizzando la spada, e saltando arrivò di lato del collo del gigante, colpendo col piatto della spada, il collo del demone, questi svenne e tornò improvvisamente umano, rivelando un uomo con un cappuccio a mantello nero, gli occhi neri e i capelli grigi, "Stai tranquillo, ho usato il piatto della spada!"

La scena tornò ancora una volta al ragazzo che dopo pochi secondi riemerse dalla visione, ancora in piedi, nonostante le ferite e gli arti rotti, per un qualche motivo, scoprì di sapere il nome dell'albino della visione; Seth il generale, mentre il demone che aveva affrontato il generale, lo stava fronteggiando egli stesso in questo momento, all'improvviso un pugno arrivò verso di lui, egli però tenendo l'arma con la sinistra riuscì con difficoltà a deviare il colpo, dopo di ciò il braccio gli doleva, segno che si era fatto parecchio male, ma non demorse e con la gamba destra riuscì a saltare e a portarsi davanti al collo del rivale, ponendo poi la spada di punta la infilzò nel collo del nemico, facendogli uscire fiotti di sangue,  segno che lo aveva ferito gravemente, tornato a terra, essendo ferito, cadde a pancia in giù, con un sorriso beffardo sussurrò "Ben ti sta!" e poi svenne dalla fatica, mentre l'avversario ormai tornato umano si accasciò a terra con ancora la lama infilata nel collo, stavolta morto per davvero.


Ragazzo misterioso: Al momento non si sa nulla di lui, nemmeno il nome, ho evitato di inserirlo appositamente per creare un'aria di mistero


Levi: Il suo nome deriva dall'omonimo personaggio del manga e anime Fairy Tail, il cognome non è stato ancora rivelato


Adam: Il suo nome trae origine dal vero nome dell'ex lottatore Adam Copeland, noto nell'ambito del wrestling Edge

     
Il comandante In entrambe le sue forme sia quella umana, che quella da demone.


Seth il generale: Il nome deriva dal ring name Seth Rollins del lottatore Colby Lopez 

 


Che ve ne è parso? Abbiamo finalmente incontrato uno dei protagonisti della storia, il suo nome non è stato ancora rivelato, per una mia scelta personale, per creare un alone di mistero intorno a lui, e invogliarvi così a continuare la lettura, per scoprirne il nome.  Egli inoltre sembra non essere un essere umano comune, dato che sa muoversi a velocità molto elevate e i suoi pugni sono molto più forti del normale. Detto questo, vi aspetto al prossimo capitolo con l'entrata in scena di un nuovo personaggio.

  
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