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Autore: Nonoime    05/03/2017    0 recensioni
Sono trascorsi 962 anni dal Patto, l'accordo che ha cambiato radicalmente l'esistenza di tutti e spazzato via ogni ricordo della Grande Guerra, sostituendolo con un nuovo mondo. Oggi, le Terre Abitate vivono in pace, in armonia. Ma non è sempre stato così, e l'oscurità si sta dilagando di nuovo silenziosa, dovunque, riportando alla luce minacce credute sotterrate. E Neiomy, un giovane Guerriero del Villaggio Walden, scoprirà presto di essere la causa di tutto. Di essere l'Arma che qualcuno sta cercando di sfruttare per vincere un conflitto millenario; l'ago di una bilancia dove il bene e il male spesso si confondono.
Genere: Drammatico, Introspettivo, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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PROLOGO
 
 
 
Trascrizione video N°001
CODICE DATA: 143103
Video ritrovato nei pressi del Villaggio Livrea; attualmente, è custodito negli Archivi della Grande Capitale; la registrazione appartiene a Peter Serafini, i cui diari si trovano nel Museo del Villaggio Areian.
Data di registrazione: 18-02-2027
 
«Sta registrando?».
«Sì, vai pure».
«Okay».
(leggeri rumori di fondo)
«Mi chiamo Peter Serafini e ho ventun anni. Sono nato e cresciuto nella periferia di Londra con mia sorella Anna e mia madre Adele. Mio padre era italiano, ma è morto quando ero piccolo, mentre mia madre era originaria di Cambridge. Io e Anna abbiamo vissuto con lei fino a quando la guerra non è cominciata. Allora…».
(silenzio)
«Peter, ehi. Tutto bene?».
«Sì, tutto bene. Dammi solo un attimo».
«Certo».
(serie di respiri profondi)
«Come dicevo, quando la guerra è iniziata, siamo rimasti soli. Chiamarla Terza Guerra Mondiale o Grande Guerra è indifferente. L’unica cosa che conta, è che ci portò via tutto. Chi conoscevamo, chi amavamo, ciò che ci era familiare, conosciuto. Ogni agio, ogni libertà, ogni sicurezza, lasciando solo terrore e distruzione. Insieme, io e mia sorella abbiamo viaggiato per tutta l’Europa, mentre bombe e altre diavolerie venivano sganciate sulle città. Prima quelle più importanti… poi, tutte le altre. Non rimase nulla, del mondo in cui avevamo vissuto fino a pochi mesi prima. Soltanto cenere, che cadeva continuamente dal cielo come fosse inverno e non… l’inferno. Durante la fuga abbiamo trovato altri sopravvissuti, molti altri, e ci siamo sempre uniti a loro. Ma nessun posto era sicuro ormai, e non so più quante persone ho dovuto seppellire negli ultimi quattro anni. Di certo, così tante da perderne il conto».
(silenzio)
«Peter?».
«Dimmi, Anna».
«Se vuoi smettiamo».
«Forse è meglio, sì».
(interruzione video)
 
 
Trascrizione video N°003
CODICE DATA: 143103
Video ritrovato nei pressi del Villaggio Livrea; attualmente, è custodito negli Archivi della Grande Capitale; la registrazione appartiene a Peter Serafini, i cui diari si trovano nel Museo del Villaggio Areian.
Data di registrazione: 19-02-2027
 
«Parti».
(mormorii di fondo)(probabile presenza di altre persone nelle vicinanze)
«Precisamente, la guerra scoppiò il quattordici marzo del 2023. Dopo mesi di conflitti commerciali e minacce nucleari Stati Uniti e Russia si dichiararono guerra. Poi il resto fu soltanto uno spaventoso effetto domino, che coinvolse ogni nazione. Caduto il primo tassello, gli altri vennero giù subito uno dopo l’altro. In molti dissero che era prevedibile, che era solo questione di tempo. Ma nessuno aveva creduto che sarebbe successo tanto in fretta. Fu come liberare un mostro e scatenarlo sul mondo. Un attacco alieno credo che forse sarebbe stato meno distruttivo. Eserciti in movimento, bombe nucleari, armi chimiche, armi radiologiche. Quasi tutti i fiumi vennero inquinati, le foreste bruciate e l’aria… l’aria divenne praticamente irrespirabile. Chi è sopravvissuto, come noi, si chiede come sia possibile, data la quantità smisurata di veleno da cui siamo circondati. Quando lasciamo gli edifici, viaggiamo spesso con maschere anti-gas. Ma ormai penso stia diventando inutile. Se non saranno le esplosioni o gli attacchi a ammazzarci, sarà sicuramente l’ambiente in cui siamo costretti a vivere e a respirare ogni giorno».
(cigolio di una porta)(intromissione di una terza voce)
«Ehi. Elijah vuole vedervi, tutti e due».
«Perché?».
«Non lo so, il perché. Ha detto solo che è importante. E di sbrigarvi. Questa cosa dei video non lo fa impazzire».
«Registriamo perché le persone sappiano. Lo sai, Ji. Perché non facciano gli stessi errori che abbiamo fatto noi».
«Non ci sarà nessuno, dopo di noi, ragazzi. Questa volta sarà impossibile rialzarsi, lo sapete meglio di me. E se anche fosse, non credo che qualcuno vorrebbe mai conoscere una storia che parla soltanto di morte».
(silenzio)
«Digli che arriviamo tra un attimo».
«Va bene».
(esclusione terza voce)
«Interrompiamo?».
«Sì, continuiamo dopo».
(interruzione video)
 
 
Trascrizione video N°005
CODICE DATA: 143103
Video ritrovato nei pressi del Villaggio Livrea; attualmente, è custodito negli Archivi della Grande Capitale; la registrazione appartiene a Peter Serafini, i cui diari si trovano nel Museo del Villaggio Areian.
Data di registrazione: 21-02-2027
 
«Credo che sia partito. La luce davanti è accesa?».
«Sì, è accesa».
«Bene, allora puoi andare».
«Attualmente io e Anna, insieme al nostro piccolo gruppo, viviamo in un campo per rifugiati. Il suo nome è Marianne O’Hess (trascrizione nome accertata), ed è guidato da un certo Elijah Bowen. È stato lui a trovarci tre mesi prima mentre vagavamo senza meta nei pressi di Siviglia. Non avevamo più molto cibo, e un gruppo di soldati ci stava alle calcagna. È stata la nostra salvezza e lo è tuttora, devo dire».
«I soldati, Peter. Parla dei soldati».
«Giusto, i soldati. Vi chiederete di certo perché ne eravamo tanto spaventati. All’inizio non era così, lo ricordo bene. All’inizio, seguivano gli ordini impartiti loro dall’alto, ma evitavano sempre di fare del male ai civili per quanto difficile. Poi, soltanto un anno dopo qualcosa è cambiato. Qualcuno l’ha chiamata la “maledizione”, altri credono semplicemente che siano tutti impazziti. Sta di fatto che gli eserciti hanno cominciato a sparare contro gli innocenti quasi fossero loro nemici. E con le armi che avevano, non hanno impiegato molto tempo per decimarci. D’un tratto, è stato come se la guerra si fosse trasformata in un massacro, militari o civili che fossero non importava. Non c’era più nessuna differenza. L’importante, era uccidere. Uccidere, uccidere e sempre uccidere. Così, alla fine, abbiamo imparato a evitarli».
(silenzio)
«Non vuoi dire altro?».
«Non lo so. Non saprei che altro aggiungere».
«Potresti raccontare di noi».
(rumori di fondo)(intromissione di una terza e quarta voce)
«Ragazzi, ne abbiamo già parlato. Non voglio che registriate più alcun video. Rimettete al suo posto quella maledetta videocamera e occupatevi degli incarichi che vi sono stati affidati. Nessuno vive qui senza contribuire».
«Ma Elijah…».
«Niente ma, Peter. Chiudete tutto».
«Anna, Ky ti cerca».
«Arriviamo subito».
(esclusione terza e quarta voce)
«Credi davvero che qualcuno guarderà questi video, Peter? Forse Elijah ha ragione. Forse è davvero tutto inutile».
«Non lo so, e non mi importa. Sono contento di averli registrati. Al di là di quello che Elijah pensa o dice, io non credo che saremo gli ultimi ad abitare questo pianeta. E con i video, qualcuno, chiunque sarà, se tra mesi o magari anni, almeno avrà qualcosa di concreto da cui ripartire. Delle parole a cui affidarsi».
«Sai, a volte vorrei tanto avere la tua stessa fiducia».
(interruzione video)
 
 
Trascrizione video N°007
CODICE DATA: 143103
Video ritrovato nei pressi del Villaggio Livrea; attualmente, è custodito negli Archivi della Grande Capitale; la registrazione appartiene a Anna Serafini.
Data di registrazione: 17-11-2027
 
(rumori di fondo)(fischio prolungato dell’audio)
«Non so chi guarderà questo video, ma chiunque tu sia, ti prego di ascoltarmi. È molto importante. Forse più importante di tutto quello che avrai sentito negli altri video di mio fratello. E ti prego, non chiudere il filmato, non ancora. Il mio nome è Anna, Anna Serafini. Probabilmente saprai già cosa è accaduto a me e a Peter. Ma adesso non sono qui per parlare di questo. Ora sono qui per raccontare qualcosa di cui neanche mio fratello è a conoscenza. E voglio che mi ascolti attentamente. So molto bene che tutto quello che da ora in poi sentirai uscire dalla mia bocca ti sembrerà folle. Ma ti prego, non spegnere. Non finché non avrò finito». 
(respiri concitati)
«Peter ti ha già detto che la guerra scoppiò nel 2023, che qualcuno la credeva possibile, ma nessuno immaginava potesse succedere davvero. Nessuno… tranne me. Io lo sapevo. Sapevo che era vicina, che sarebbe accaduto».
(intromissione seconda voce)
«Anna, che cosa stai facendo? Elijah ci ha vietato di fare altri video! Se ti scopre si arrabbierà, e non poco».
«Lasciami finire Peter, ti prego. Soltanto un secondo».
«Va bene. Ma muoviti».
«Grazie».
(esclusione seconda voce)
«Odio dover mentire a mio fratello, ma non so come altro fare. Non sono sicura che mi crederebbe. E non sono sicura che neanche tu lo farai. Ma ho bisogno che qualcuno sappia. Dato che non ho molto tempo, cercherò di sbrigarmi. Fu una donna, ad avvertirmi. Vorrei poterti spiegare chi fosse, perché il giorno in cui mi parlò della guerra non era il primo in cui la vedevo, ma adesso non ho tempo. Tre notti prima dello scoppio del conflitto arrivò in camera mia. Non conosco il suo reale nome, ma io la chiamavo la donna in nero (per ulteriori approfondimenti, cercare su  “MORTE – leggende, racconti e verità”). Lei mi informò della guerra, dicendomi che sarebbe arrivata presto, e che avrei dovuto fare molta attenzione perché non sarebbe stata come le altre. Ci avremmo rimesso tutti. Anzi ci avremmo rimesso solo noi.
«Ma il punto importante non è questo. Lei mi disse anche un’altra cosa. Mi disse che c’era qualcuno dietro tutto questo. Qualcuno che aveva un obiettivo, che non si sarebbe fermato finché non l’avesse raggiunto. Una persona capace di distruggere un mondo intero. Provai a chiederle chi, come potesse fare una cosa simile. Ma lei non ha mai voluto rispondermi e dirmi la verità. Quella notte, mi rivelò soltanto che…».
(rumori di fondo)(intromissione seconda voce precedente)
«Anna, muoviti, sta arrivando Elijah!».
«Solo un attimo!».
«Ne hai mezzo, prima che venga a spengerti tutto».
(esclusione seconda voce)(respiri accelerati)
«Va bene, allora. Lei mi disse che ero io la ragione di questo conflitto. Colui che lo avrebbe scatenato, chiunque fosse, mi stava cercando. Anzi, era a causa mia che avrebbe dato il via a questo delirio. Ma non volle dirmi il perché e io non ebbi il tempo di domandarglielo. Ma qualunque fosse la ragione, io credo…».
(forti rumori di fondo)(suono prolungato dell’audio)(interruzione video)
 
 
Trascrizione video N°008
CODICE DATA: 143103
Video ritrovato nei pressi del Villaggio Livrea; attualmente, è custodito negli Archivi della Grande Capitale; la registrazione appartiene a Peter Serafini, i cui diari si trovano nel Museo del Villaggio Areian.
Data di registrazione: 19-04-2028
 
(respiri di fondo)
«Abbiamo perso tutto. Tutto».
(silenzio prolungato)
«Un gruppo di… di soldati ci ha attaccato, in piena notte. Hanno distrutto il campo. Elijah è morto, e insieme a lui molti altri. Troppi altri. Ky, Laura, Amanda, Chris, Joshua. Siamo rimasti solo noi... di nuovo, ci siamo soltanto noi. Anna non riesce più a smettere di piangere. Claire non parla. E io… io non riesco semplicemente a smettere di chiedermi come possiamo essere ancora vivi, quando loro sono morti».
(pianto sommesso)
«Questo sarà l’ultimo video. Abbiamo deciso di lasciare la videocamera qui, in mezzo alle rovine del campo. Spero davvero che un giorno il mondo risorga dalle sue ceneri. E quel giorno spero anche che qualcuno trovi questo posto e i nostri video. Così, quantomeno, saprà cos’è successo a noi e al nostro pianeta.
«Noi ce ne andiamo. Non so ancora dove. Fuori da qui, non c’è niente. Ma adesso rimanere è troppo pericoloso. I soldati potrebbero tornare, e non credo che saremmo di nuovo così fortunati. Mi auguro che vada tutto bene. So che non ritroveremo un posto come questo, ma ci voglio comunque provare. Ho promesso a mia madre che avrei protetto Anna, che l’avrei portata in un luogo sicuro, e a Claire che avremmo trovato un posto dove poter cominciare una nuova vita. E lo farò. Non importa quanto difficile sarà.
«Rimarremo insieme, sempre».
(interruzione video)
 
 
DOCUMENTO N°: 10278
copia originale.
Tratto dal diario di Anna Serafini
 
2 luglio
Caro diario,
 
Non credevo che avrei rivisto ancora la donna in nero. Dopo la guerra era svar sparita, e adesso è riapparsa. Ho dovuto fingere di non conoscerla. Ma non è stato affatto semplice, e penso che Peter se ne sia accorto. Vorrei potergli dire tutta la verità, ma anche adesso sento che non posso, sento che non capirebbe. È ancora troppo presto.
Comunque, si è presentata come Morte, e io le ho creduto subito, a differenza degli altri. Però non la ricordavo tanto spaventosa o tanto meschina. Ne ho avuto paura e tutta la speranza che si era accesa in me non appena l’ho vista è svanita. Ci ha proposto… uno scambio, una sorta di patto. Se le avessimo donato una delle nostre anime (sì, sembra folle anche a me), lei avrebbe cambiato il mondo, lo avrebbe fatto tornare com’era un tempo. Ma né Peter né gli altri si sono fidati, ovviamente, e alla fine non abbiamo accell accettato. Ha quasi ucciso Lenny, e questo credo che mio fratello non potrà mai perdonarglielo. E neanche io. Adesso, lui è come un fratello, per noi.
Mi domando se tornerà o no. Nel caso, temo che la nostra risposta, nonostante tutto, non continuerà a essere negativa ancora per molto. La situazione peggiora ogni giorno sempre di più. Ormai, credo che siamo giunti al capolinea.
È ora di scendere dal treno.
 
Anna
 
 
Frammento da “MORTE – leggende, racconti e verità
 
Questa oscura entità chiamata dai molti Morte, errante da tempo inimmaginabile, incontrò un giorno sei sopravvissuti. La storia che ne segue la conoscono più o meno tutti. Nessuno è mai riuscito a spiegare le parole di Anna, ma col tempo hanno infondo perso ogni valore. L’importante è che il mondo sia risorto davvero dalle sue ceneri, come Peter aveva sperato e predetto a suo tempo. Da allora sono stati secoli felici, di prosperità e cambiamento. Ogni traccia di ciò che era accaduto svanì, rimpiazzata da nuovi splendori. Ed esattamente come Peter aveva desiderato, gli errori commessi dai nostri antenati, non vennero ripetuti. Oggi, le Terre Abitate sono un fulcro di ricchezza, tranquillità e benessere. Un luogo dove si vive in pace.  
Ma non è sempre stato così, per quanto doloroso sia ricordare quei giorni. Per secoli queste nostre terre sono state possedute da Morte, il Demone, che con la sua forza e il suo esercito di spietate bestie demoniache nel lontano 412 spodestò il Monarca e diede inizio al Regime Mortuario, il periodo più orribile di tutta la nostra storia. In quei giorni tristi molti Villaggi caddero, mentre altri, in qualche modo, riuscirono a sopravvivere. Ma Morte era ovunque. Un continuo presagio di dolore e sangue, che con il trascorrere degli anni, macchiò persino il cuore dei più innocenti, dei bambini, obbligati a crescere nella paura del Demone, e della sua crudeltà. A nulla servirono gli eserciti scagliati contro le sue linee. Vennero uccisi tutti, senza alcuna pietà. E così per più di quattro secoli Morte ha dominato intoccabile su quelle stesse terre che aveva concesso ai sei sopravvissuti, attraverso il Patto, di riportare a nuova gloria.
O almeno lo ha fatto, fino a che l’Esercito delle Ombre non venne fondato. Si trattava di un gruppo di giovani Guerrieri tra i più forti, unitisi per combattere il Demone. Fu solo grazie a loro che il Regime cadde nel 912, dopo cinquecento anni di terrore e sofferenza. Da allora si festeggia la Liberazione, in ricordo delle vittime e del coraggio con cui per anni abbiamo resistito e combattuto contro il dominio oscuro di Morte. Ma qualcuno ancora si domanda, per paura sicuramente, se il Demone un giorno tornerà. Se i suoi piani siano più mostruosi e subdoli di quanto credessimo. E se mai la risposta dovesse essere affermativa, dubito che riusciremmo a sconfiggerlo un’ennesima volta. Tempi più terribili ci aspetterebbero allora. Tempi oscuri.
Tempi di morte.
 
Adina Geniedelle, autore del libro e Cultore del Villaggio Lesian
 
   
 
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