Storie originali > Fantasy
Segui la storia  |       
Autore: morgengabe    13/03/2017    7 recensioni
Regno di Lythra, pieno autunno: un gruppo di Bernebi, convertiti al dio dell'Incubo Kesghisher, attacca la gloriosa Sikinti. La città non ha scampo, ma dal sacrificio di molti uomini si salvano il principe Kissag e la principessa Britinia. Giurano sulle ceneri di Sikinti che un giorno torneranno come sovrani del regno. Poco meno di un anno dopo, al crocevia per il nord, due uomini incrociano per caso le loro esistenze: uno si chiama Daron Vart, è stato uno schiavista ed è tornato a Lythra dopo quattro anni di prigionia in un regno lontano. L'altro si chiama Ylon, ed è un Hoglorakan di una divinità quasi sconosciuta. Un principe in fuga, un esule e un sacerdote: cosa lega questi tre uomini così indissolubilmente?
Genere: Avventura, Azione, Dark | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
Capitoli:
   >>
- Questa storia fa parte della serie 'La leggenda di Lösenor'
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Ciao a tutti i lettori, quelli vecchi e quelli nuovi!
Morgen e Gabe vi danno il loro benvenuto e sperano che vi fermerete a lungo ^^


Prima di cominciare a leggere, invito tutti a dedicarsi giusto qualche istante a queste piccole avvertenze, scritte per voi:
Avvertenza - Questa storia è il seguito del Cavaliere della Spina Nera (reperibile qui)
e dell'Assassino della Luna Piena (reperibile qui).
Avvertenza #2 - MA la storia può essere letta senza temere spoiler.
Come mai? Il motivo principale è che nessuno dei personaggi principali del Cavaliere avrà parte attiva in questa storia.
Questo che cosa significa? Che la Profetessa può essere letta in tutta tranquillità senza conoscere il Cavaliere della Spina Nera e il suo spin-off.
Avvertenza #3 - Questa storia ha inizio nel corso di un avvenimento in particolare che è stato descritto nel Cavaliere, anche se dal punto di vista di un altro personaggio.
Per chi volesse conoscerlo per bene, ecco qui: Il Banchetto

Mi sembra di aver scritto tutto. Se qualcuno avesse dubbi, non esiti a scriverlo sotto nei commenti, o a inviarmi un messaggio privato.
Non posso che augurarvi Buona Lettura!
_morgengabe

La Profetessa della Voce del Mare

« […] Una corrente sottomarina gli spolpò l’ossa in sussurri.
Come affiorava e affondava,
passò attraverso gli stadi della maturità e della giovinezza
procedendo nel vortice.
»
[T.S. Eliot, La morte per acqua]


Kissag Klyss
[La corona di Brita]


Mese di Ankoumain, Prima Decade, 62 d.L; Palazzo di Sikinti, Regno di Lythra
- Mio signore, dobbiamo chiedere aiuto.
Nascosto dentro lo stretto passaggio, il principe Kissag poteva udire ben chiara la voce dell’asgo Soloth Patvor nella sala del trono. Si torceva le mani, cercando al contempo di rimanere in silenzio totale per impedire che Tuboth Satrak o Patvor stesso potessero accorgersi della presenza di qualcuno dietro le pareti di pietra.
Normalmente, i rumori fuori dalla stanza dell’Hashvor erano difficili da percepire. Al contrario, quel giorno Kissag poteva udire con una certa chiarezza le urla e la confusione che facevano da padroni per i corridoi del palazzo di Sikinti.
Poggiò l’orecchio contro la parete, perché Tuboth Satrak stava rispondendo all’asgo.
- Aiuto. A chi? All'Agavir che mi odia? Ai miei vassalli, che mi hanno voltato le spalle? A chi posso chiedere aiuto, asgo? Persino i cavalieri di Arsha non sono riusciti a fermare questi barbari, e ora giacciono morti o morenti tra le strade della città e quello che resta del loro tempio.

Per un solo, lungo attimo, Kissag pensò di avanzare e uscire dallo stretto passaggio. La voce di Tuboth Satrak, che non aveva finito il discorso, lo frenò prima che potesse fare alcunché.
- A chi dovremmo chiedere aiuto, asgo?
- Ho dei confratelli che...
– rispose l’asgo Soloth.
Forse era giusto la sua immaginazione, ma a Kissag sembrò di udire passi di corsa in lontananza, e urla, molte urla poco fuori dal castello. Poggiò la mano contro la parete fredda, la mano premuta sull’elsa della spada.
Alzò lo sguardo a un fruscio poco lontano da sé, e vide Britinia farsi largo lungo lo stretto passaggio per fermarsi solo di fronte a lui.
- Ti avevo…
Lei gli tappò la bocca con la mano. Gli fece cenno di ascoltare e basta.
Dall’altra parte del muro, nella stanza, non un’altra parola era uscita dalla bocca dell’asgo.
Tuboth Satrak, tuttavia, continuò - Confratelli che si condoleranno e ti daranno ottimi consigli su come affrontare la tua dipartita, senza muovere un dito mentre Sikinti brucia. Contatta chi vuoi, asgo.

Passi di corsa testimoniarono che Soloth Patvor era uscito dalla stanza senza dire altro. Kissag si fece trascinare da Britinia per la manica lungo il corridoio, fino a lasciarsi alle spalle la stanza. La luce della torcia che lei teneva in mano conferiva al viso magro della principessa un bagliore spettrale, accentuato dai lunghi capelli neri tenuti sciolti.
- Il nonno si è arreso, Kissag. – disse Britinia, seria.
- Impossibile. Tuboth Satrak non si arrende mai.
- Esci dal mondo dei sogni, fratello. Sikinti sta per cadere e tu lo sai meglio di me.
Kissag non rispose.
Britinia gli fece strada lungo il corridoio, reggendo la torcia. – I Bernebi sono arrivati al castello.
- Come sono entrati?
- Dalla breccia lungo le mura. – sbottò Britinia – Dopo l’incendio tutti sapevano benissimo che Sikinti aveva le ore contate.
- Però nostro nonno…
- Nostro nonno è un vecchio borioso e pieno di sé, Kissag! Quando sarai pronto ad accettarlo, riuscirai anche a crescere. – nonostante le parole dure, gli occhi scuri di Britinia erano lucidi di pianto.
Kissag aprì la bocca come se volesse rispondere a tono alla sorella, ma poi non lo fece.
- Ha rigettato ogni possibilità di essere salvato dall’Agavir quando ha deciso di bandire i cavalieri e gli Hoglorakan di Hrant. Grazie a questa grande idea non c’è nessuno in tutta Lythra che muoverebbe un dito per aiutare Sikinti.
- Ma…
- Anche lo sceriffo Josyp un mese fa è stato cacciato malamente.
- Sikinti è la nostra città.
Il tono di Britinia era secco. – Ah, sì? E che cosa vuoi fare, Kissag? Difenderla? Tu, la tua spada e i tuoi soldatini di legno?
Kissag abbassò la testa e continuò a camminare.
Britinia riprese. – Noi siamo più importanti di Sikinti. E anche del nonno.
Kissag sarebbe stato pronto a giurare che mentre camminava avanti a lui sua sorella stesse piangendo.

- Andremo via tramite il passaggio. Mentre tu ascoltavi la situazione nella stanza dell’Hashvor ho preparato le nostre cose. Poca roba, per il viaggio, non ti aspettare granché. Dovremo vivere di ristrettezze e mi aspetto che tutta quella roba che ti hanno insegnato i maestri ti serva a qualcosa.
- Sei sempre stata tu quella intelligente. – disse Kissag, abbattuto.
Sua sorella passò la mano sulle guance e poi si voltò. Gli pose le mani sulle spalle, in una stretta forte. – Ora ascoltami. Capisco quanto sia difficile per te, ma non abbiamo altra scelta che andar via. I bernebi sono qui dentro, e questo è un dato di fatto. Sappiamo da fonti certe che si sono convertiti al dio dell’incubo. Sai cosa significa questo?
- Che se ci trovano…
- Ci mangeranno il cuore.
Kissag strinse i pugni – Io…capisco cosa vuoi dire. Ma…
- Anche a me mancherà il nonno.
- Non è…non siamo riusciti nemmeno a salutarlo.
Britinia lo abbracciò stretto. Si staccò quasi subito, prese per mano Kissag e lo scortò ancora avanti, fino a che la torcia illuminò due fagotti posti a un lato del corridoio.
- Dovrebbero esserci provviste per i primi tre o quattro giorni. – lo informò Britinia.
Kissag sollevò la propria sacca, che tintinnò appena. – Cosa c’è qui dentro?

Britinia fece una smorfia – La corona di nostra madre.
- Hai rubato il più grande tesoro di Sikinti?
- Ma ti senti quando parli? Qual era l’alternativa? Lasciare tutto ai Bernebi?
Kissag fece un sospiro, poi sistemò la sacca sulla spalla senza rispondere.
- Questa era la corona di Brita Satrak. La corona di una regina di Lythra. Ed è nostro dovere proteggerla.
- Proteggerla? E per quale motivo? Stiamo fuggendo come codardi. Secondo il tuo ragionamento, arrivati al primo villaggio sicuro potremmo pure venderla per comprare della carne secca!
Anche Britinia sistemò la sacca da viaggio sulla spalla. – Ti chiedi pure perché? Io e te siamo parte della famiglia reale. Siamo i discendenti di Levon il Grande. Siamo i figli di Apkar Klyss, secondo del suo nome.
- Risparmiami. Siamo solo dei fuggitivi. Tanto vale correre fino ad Hesanan e venderci come schiavi alla Repubblica.
- Non lo dire mai, nemmeno per scherzo. Un giorno torneremo.
- Britinia
- Un giorno torneremo. E quando accadrà, nostro zio l’usurpatore sarà morto, e su Lythra siederà un Agavir tale di diritto. L’unico vero degno del suo nome.
- Ma…
- E sarai tu, Kissag. – gli occhi di Britinia erano pieni di lacrime, e lei non si curò di celarle. - Nostro nonno non ci ha cresciuti per essere codardi, ma per essere furbi. Per sapere attendere il momento migliore. Se la battaglia oggi l’abbiamo persa, non ha senso sacrificarsi e morire, quanto piuttosto vivere un altro giorno per un’altra opportunità.

Lo stretto corridoio di pietra biforcò, e Britinia andò a sinistra. Evidentemente aveva già studiato il passaggio, e Kissag non ebbe molto altro da fare che fidarsi. Il corridoio continuava in discesa su scale ripide, di cui la torcia non riusciva a illuminare la fine. Prima che Kissag potesse avviarsi, però, Brita si frappose per guardarlo dritto negli occhi.
- Voglio che tu lo giuri, Kissag. – disse.
Il principe rimase in silenzio.
- Giura sui nostri genitori, su di me e sul tuo stesso onore, che qualunque cosa accadrà, qualunque scelta prenderai, un giorno tornerai qui. Che onorerai il sangue dei martiri di Sikinti. Che in te porterai sempre vivi, in ugual modo, il leone montano dei Klyss e la quercia dei Satrak.
- Io…lo giuro.
- Giura che farai in modo che Tuboth Satrak, Hashvor di Sikinti, non sia morto invano.
Ancora una volta, Kissag sentì il vivo desiderio di urlare con tutto il fiato che aveva in corpo.
- Lo giuro.
________________________________________________________________

Nota: Il regno di Lythra ha i suoi titoli e i suoi dei, e sono parecchio diversi dai nostri.
Qui, un brevissimo nb di ciò che serve per comprendere al meglio il capitolo:

Agavir = Re
Hashvor = Conte
Hoglorakan/Hogloraka = Sacerdote/Sacerdotessa
Asgo = Mago Giovane

Hrant = Dio del Massacro
Kesghisher = Dio dei Ladri e degli Assassini

Lythra = La piccola regione di Lythra non è che una porzione minima dell’isola di Orb. Da sempre sottoposta a vessazioni, la città di Biktoria vede l’inizio della religione di Ramut, e sempre qui scoppia il primo focolaio che farà decadere l’Impero di Hrom. Adesso è una monarchia sotto la famiglia Klyss, che vede il suo antenato più celebre in Levon il Grande, il più famoso dei capi bernebi che discese lungo Lythra, la conquistò e ne divenne il primo re. Gli dei più venerati sono Hrant e Ramut. La capitale è Biktoria, dove siete il Sinodo, anche se il re ha la sua residenza ad Amrots. Il re attuale è Apkar III della famiglia Klyss. Il suo simbolo è il leone senza criniera.
Repubblica di Hrom = Grande regione al sud di Lythra. Un tempo sede di un grande Impero che riuniva quasi tutta l’isola di Orb (con la sola eccezione del Loniros). A causa del suo incredibile sincretismo, è attualmente un crocevia di culture, lingue e religioni diverse. A Hrom si può venerare qualsiasi dio senza alcuna restrizione. La capitale è Hesanan. I nomi delle famiglie di senatori più importanti sono: Valerius, Chastalus, Kaesus, Octavius.

Fine del primo capitolo. Confessiamo: siamo molto emozionati per ciò che ne penserete e per i vostri commenti, quali essi siano!
In verità, questo è da considerarsi una sorta di "prequel" alla storia. Molti scriverebbero che si tratta di un "prologo", ma io non amo la parola, quindi ho preferito semplicemente datarlo, in modo che, confrontato al prossimo, si capisca quanto tempo è trascorso.
Qualcuno potrebbe chiedersi perché i figli di Apkar II: ho pensato che parecchi di voi mi hanno chiesto che fine avessero fatto e perché avessi scelto di non farli vedere. Dato che Britinia e Kissag sembravano figure così interessanti, ho deciso di rendere almeno il secondo un punto di vista. Che ne pensate finora, per il poco che si possa dire?
Fateci sapere tutto!

Sugli aggiornamenti: Siamo ancora in fase di scrittura, quindi postereremo un capitolo a settimana. Presumibilmente il lunedì. Se qualcosa dovesse cambiare, cercheremo di avvertirvi per tempo!
_morgengabe

Prossimo aggiornamento: 20 Marzo


   
 
Leggi le 7 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
   >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Fantasy / Vai alla pagina dell'autore: morgengabe