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Autore: ADH    14/03/2017    0 recensioni
Quando perdi il libero arbitrio diventi una marionetta.
A costo di seguire gli ordini del tuo padrone, fai del male anche alle persone a cui più tieni.
Fai del male anche a te stesso.
HO MODIFICATO QUALCHE PARTICOLARE DELLE CREEPYPASTA PER RENDERLE PIÙ IDONEE ALLA STORIA.
Genere: Drammatico, Mistero, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Mi svegliai con metà busto già fuori dal letto, la testa che quasi toccava terra. La coperta era finita magicamente al suolo. Mi bastò solo un piccolo movimento per tentare di rimettermi su che ruppi quello strano equilibro che avevo creato durante il sonno. 

Caddi con un tonfo pesantissimo, mi feci un male cane. 

Inutile dire che mi ritrovai un gigantesco bernoccolo sul capo, incredibilmente dolente.

Ci impiegai un po' a vestirmi e a lavarmi, non feci colazione ma uscì subito di casa. Solo il pensiero di parlare ad Alan  mi faceva arrabbiare.

Il vialetto di fronte casa si era di nuovo riempito di foglie rosse, alcune volavano ancora per aria. Il mio paese sarà anche noioso, deprimente e grande quanto il tappo di una bottiglia, ma è uno spettacolo in autunno.

Tutto si colora di un rosso simile al rosso che colora i cieli all'alba e al tramonto. Nonostante il vento freddo si riesce a sentire uno strano calore tutt'intorno alle persone.

Molto vicino c'è un bosco che si estende per chilometri. Misterioso e cupo, origine da anni di storie d'orrore. Di notte si dice che vaghino creature mostruose, assassini, fantasmi. Storielle come quella dello Slenderman è nata qui, in questo paese. 

Tutto iniziò con la sparizione di un ragazzo. Timoty, credo la chiamassero. Timoty entrò nel bosco e non ne uscì più, due giorni dopo sui giornali apparse la notizia della morte del fratello maggiore e dei genitori, assassinati.

Da allora hanno creato le più assurde storie che io abbia mai sentito nella mia vita. 

Dissero che era stato rapito dagli  alieni e che questi lo avessero trasformato in un assassino, dissero che era morto in un incidente e si era trasformato in un fantasma vendicativo e sanguinario. Poi, l'ultima storia che sentì, riguardava lo Slenderman. Si diceva in giro che lo avesse fatto impazzire.

 Io non ci ho mai creduto al dire il vero. Non ho mai creduto a nessuna di queste storie per bambini.

Sospirai e mi sistemai la pesantissima cartella sulle spalle. Voltai lo sguardo a destra e mi accorsi che Toby, il mio vicino, mi stava fissando. 

Un po' inquietante, questo penserebbe una persona comune che si ritrova ad essere fissata intensamente da una persone che conosce da poco tempo. 

Io mi limitai a sorridere -Hai visto che bello?- chiesi indicando la pioggia di foglie -Io adoro l'autunno- 

Non mi rispose, sembrava come se d'un tratto si fosse impietrito. "Se non stesse respirando" pensai "inizierei a preoccuparmi sul serio" 

Toby abbassò lo sguardo sui suoi piedi e borbottò -A... a me piace l'estate- 

Mi sembrò la prima volta, la prima volta che sentivo la sua voce. 

Era un tono molto calmo e profondo, sembrava la voce di una persona che ti mette sicurezza. Sorrisi ancora, Toby mi era simpatico. 

-Sai, ho litigato con mio fratello ieri- non so neanche perché ma all'improvviso mi venne voglia di raccontargli l'accaduto. Lo guardai, rimaneva al di là della staccionata continuando a tenere la testa bassa. Non riuscivo a vedergli gli occhi, questa cosa iniziò a darmi sui nervi. 

Quando non vedo gli occhi delle persone non so a cosa stanno pensando, questo è uno dei motivi per cui detesto chi non guada negli occhi l'altro mentre gli si parla. Detesto anche un mondo gli occhiali da sole, ancora di più quelli colorati. 

-Gli stavo chiedendo se si sentisse bene e lui si è infuriato come un idiota- 

Non sapevo se poteva interessargli, a avevo comunque bisogno di parlare un po' con lui. Non mi capitava quasi mai di parlare dei miei problemi con gli altri. Facevo solo battute stupide e discorsi inutili, specialmente con le mie compagne di classe, avevo bisogno di parlare. Non so il motivo ma sentivo che Toby mi avrebbe ascoltato ad orecchie ben aperte, mi avrebbe anche capita. Era solo una sensazione, non ne ero certa. Avrebbe anche potuto iniziare a prendermi in giro, iniziare a ridere per quanto io fossi infantile a prendermela così per una stupida litigata.

Una stupida litigata. Per me non lo era affatto.

Anche solo un bisticcio come a chi spettasse prendere l'ultimo pezzo di pizza rimasta nel cartone era qualcosa di triste.

-Ultimamente mi sembra strano. E' sempre stanco, dorme in continuazione, tossisce e mangia poco. Io mi stavo preoccupando e lui, in qualche modo, lo ha trovato seccante. Forse semplicemente non vuole darmi spiegazioni, magari pensa che io non possa capire i suoi problemi...- chinai un po' la testa di lato come se cercassi di far scivolare quel discorso deprimente da un orecchio, ma non funzionò. La mia bocca si mosse quasi da sola -... non sono una sorella molto utile, in effetti. Sto tutto il giorno in casa, quello che faccio sono le faccende domestiche ma ultimamente vengo meno anche a quelle. Colpa della scuola, anche perché sono leggermente pigra. Non posso farci nulla, comunque. Devo pensare ad avere voti alti, per trovare lavoro capisci?- lo guardai ma non rispose.

"Lo sto spaventando..." pensai "Dio se lo sto spaventando"

D'un tratto Toby mi stava guardando negli occhi. Non aveva più la testa bassa, ma aveva un'aria da scoiattolo ferito.      

Gli occhi chiari di Toby erano davvero belli. 

Sorrisi di nuovo, sta volta tornai in me e smisi di farneticare sulle lagne che avevo trattenuto per quasi due anni. 

-Comunque, non ha poi così tanta importanza al dir la verità. Io devo andare a scuola- lo salutai con la mano avviandomi verso il mio istituto. 

Stavo per uscire dal giardino per andarmene ma di colpo frenai e mi girai a guardarlo, lui stava per tornarsene in casa.

-Toby!- feci io. Lui si girò a guardarmi. 

-N-non per crearti problemi ma...- non ero sicurissima sul come continuare, quello che volevo era continuare a parlare con lui. Toby stava di nuovo guardando in basso, questa fu la spinta per lasciarmi finire la frase -... almeno quando parli con me tieni la testa alta-. 

Lui alzò la testa come se avesse ricevuto un rimprovero.

Io indicai i miei occhi sorridendo, riferendomi in realtà ai suoi -Mi piacciono i tuoi occhi, mi da fastidio non vederli mentre ti parlo-

Dopo questa incredibile frase d'effetto, mi girai e ripresi a camminare.

A scuola, avevo intenzione di ringraziare Lisa per il gigantesco aiuto che mi aveva dato per matematica e dirle che l'appuntamento con Alan era fissato per lunedì alle sei, proprio come mi aveva detto lei. 

Lisa fu contenta, ansi, entusiaste di saperlo. Si mise a saltellare per tutta la classe urlando "Yei" come una forsennata.  

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Questo capitolo non mi convince tantissimo, ma credo sia abbastanza buono (?)

COOOOMUNQUE . Fino ad ora la storia come sta andando? Credo he mi afrebbe proprio comodo sapere se sia decente oppure no OuO

 
   
 
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