Storie originali > Drammatico
Segui la storia  |      
Autore: moncalaus    14/03/2017    0 recensioni
Una giornata della vita di Virginia, un unico giorno.
Una giornata della vita di Andrea, tutta la sua vita.
Due donne accomunate da un'unica vita da circa venti anni, eppure la vita è così dannatamente legata alla morte.
[Repost ordinato, il primo capitolo è volutamente breve]
Genere: Drammatico, Introspettivo, Malinconico | Stato: in corso
Tipo di coppia: FemSlash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Alba
 
 


Si è suicidata.


Virginia si accorse di avere le mani troppo sudate e le nocche stavano assumendo un pallore sempre più accentuato mentre stringeva un anonimo portapillole vuoto.
Era sudata anche addosso di un sudore vischioso che bloccava la respirazione di ogni poro e anche lei si sentì soffocare. Tremò,  pianse, almeno così pensò; non era molto chiaro cosa stesse facendo: la luce penetrava appena dalle fessure delle tapparelle conferendo un senso di prigionia alla stanza nella quale l’aria si faceva sempre più pesante.

Lo aveva detto, questa casa è una prigione. Lo aveva detto, voleva essere libera, lo aveva detto.

 Non avevo tempo per ascoltarla; no, l’avevo ascoltata ma non l’avevo capita. L’avevo capita ma non le avevo creduto. Ed ora? Pensò sedendosi sul letto. Ora cosa le rimaneva? Vivere, vivere, volevo vivere intensamente ma invece… vivo intensamente ma lontana dalla vita. Ed è allora vivere il mio? Non è forse un fingere di vivere? Ora non c’è neanche più bisogno di fingere.

Si alzò ripercorrendo i passi del giorno prima, del giorno prima ancora, di quel giorno di venti anni fa.

Voglio andarmene da questa lugubre monotonia quotidiana, aveva detto. Voglio viaggiare e andare via, ma tornerò! Aveva detto per rassicurarla, e lei lo sapeva:
«Tornerò»
«So che lo farai, ma sarai diversa. Sarai ancora mia?»
Andrea scosse la testa a questa domanda, un leggero sbuffo e ritornò al suo quadro.


Si è suicidata.

Virginia alzò le tapparelle e tutti quei raggi luminosi la invasero e trapassarono facendola sentire vuota. La luce sembrò parlare e dirle:
« L’hai uccisa tu»
e le voci nella stanza echeggiavano, rimbombavano e si trasformavano in un grido di dolore, forse quello che provò Andrea.

Perché non posso essere come il sole?
Mi accontenterei anche di essere una stella qualunque: comunque vada avrei il mio percorso fisso e il mio sole non si spegnerebbe prima di me. Invece si spense, eppure sorgeva.

Aveva senso, allora, la vita? Un dono così raro restava sprecato davanti ai suoi occhi, davanti al corpo di lei in uno stridente contrasto con il morbido delle lenzuola e dei suoi capelli biondi come la luce che entrava. Quanto li amo quei capelli.
Chissà quando è accaduto, qual è stato il momento in cui decise di alzarsi per volare lontano da me, quando?
Avrei voluto fermarla, trattenerla e bloccarla qui per sempre, come ogni giorno.
Come da quel giorno di venti anni fa. Chissà dove sei andata, hai visto i cancelli?

La vita aveva senso per me? Perché il vivere è così dannatamente legato al morire?
Amore  e morte, Eros e Thanatos, Andrea ed io… Io e… morta.

Pianse, questa volta era sicura. Aveva un forte senso di nausea.

È davvero sbagliato ciò che provo?
Lei così giovane. Lei. Lei. E io? Viva.

Venti anni fa la vidi la prima volta e da quel giorno continuai a guardarla. Non ho mai smesso, nemmeno ora che è qui… almeno il suo corpo. Dove sei?

Si affacciò alla finestra: tutto le appariva così calmo, fermo… fermo… fermo. Tum… tum… tum…

Non un rumore le giunse all’orecchio eppure il cuore le batteva violentemente e la vita si muoveva… muoveva… muoveva.
 «L’hai uccisa tu… tu… tu…»

Per un attimo le sembrò che il soffitto della stanza si squarciasse; si sentì persa.

Eppure il cuore batteva.
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Drammatico / Vai alla pagina dell'autore: moncalaus