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Autore: M3RY__    14/03/2017    1 recensioni
Le parole fanno male, sopratutto se chi le usa dovrebbe volerti bene, sopratutto se sono cariche di sentimenti negativi, sopratutto se vengono usate per anni per lo scopo sbagliato.
Genere: Triste | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Una urla, e l’altra non risponde, avvolta in un bozzolo di coperte, tentando di estraniarsi e non sentire quelle parole che sanno di fiele e affilate come lame.
«Sei inutile! Stai buttando nel cesso la tua vita»
Parole dette, urlate, con un odio incredibile, impensabile che possano uscire dalla bocca di una madre, rivolte alla propria figlia.
         Silenzio.
Rumori di posate, bicchieri e piatti infranti, buttati a terra per sfogare la propria rabbia, forse per evitare di sfogarsi su di lei, come altre volte era successo.
«Smettila di vivere come un’ameba!»
Dalla cucina ora proviene solo silenzio. Silenzio dopo quelle parole cariche di delusione.
         Ancora silenzio.
Ora dalla cucina proviene qualche colpo di tosse, raucedine dovuta a quelle urla che andavano avanti da tanto tempo ormai. E se le parole erano diverse, il significato rimaneva il medesimo.
«Ti stai comportando come una merda! Tuo padre si comportò come una merda con me, con te, e io lo allontanai. Ma tu stai ripercorrendo la medesima strada. Ti stai comportando come una merda con me. Fai schifo»
Parole, queste, non più urlate, ma quasi sussurrate, se paragonate a quelle di prima. Non più colme di rabbia, ma solo di tanto risentimento vecchio ormai di anni.
         Silenzio, ancora silenzio.
Tante cose andarono in frantumi in quel momento.
Stoviglie.
Piatti.
Sentimenti.
Affetti.
Cuori.
Esce dalla cucina, dalla casa, lasciandosi dietro solo un cupo silenzio, carico di assenza di sentimenti, senza sapere cosa avrebbe trovato al suo ritorno.
         Silenzio.
Fuori c’è silenzio, ma dentro di lei imperversa una tempesta di parole non dette, cose non fatte, decisioni non prese.
Ma parole ben precise svettano sulle altre, e sono quelle che fanno più male.
         Stupida                io non sono stupida
         Inetto                   io non sono un inetto
         Nullità                 io non sono una nullità
Ma lei –che si definisce madre- non lo sa, perché non le ha sentite uscire dalla sua bocca, ma la stanno corrodendo dentro da ormai tanti anni, e sono diventate veleno, un veleno che è arrivato fino al cuore e ha decretato la fine di tutto.
Doveva sbrigarsi: di lì a poco, sua madre sarebbe tornata.
   
 
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