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Autore: Frostales    16/03/2017    1 recensioni
"C’erano solo due modi per sopravvivere a bordo di un dirigibile per più di qualche ora: Abituarsi al costante rumore o scendere al primo attracco e non tornare mai più."
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Dirigibili che solcano il cielo delle capitali di tardo '800, capitani irascibili e ragazzini tuttofare dalla lingua più sciolta di quanto non sia opportuno per compensare al silenzio di meccanici perennemente infuriati e navigatori con un'eccessiva passione per il Rum. Questo e molto altro nelle mirabolanti avventure aeree del Lead Zeppelin, un racconto Steampunk in più capitoli!
Genere: Avventura, Science-fiction | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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"Griski." Ripeté il capitano, una volta individuati a sua volta, quasi ringhiando di esasperazione. "Non potevano lasciarci tranquilli almeno al primo volo?" 

Robert sbatté la mano di malagrazia contro il pulsante di emergenza, e il tanto familiare suono della sirena anti Griski riempì l'aria. 

"Qui è il vostro capitano." Annunciò al microfono che gli permetteva di ripetere i suoi annunci per tutta la navicella del dirigibile. "Tutti i passeggeri sono pregati di recarsi nelle loro cabine e restarci fino a nuovo ordine. Fucilieri ai posti di combattimento." 

"Vieni con me." John non perse tempo, solo quanto gli bastava per fare chenno a Joanna di seguirlo prima di correre fuori dalla sala comandi, la ragazza alle calcagna. 

Nel momento esatto in cui la porta le si chiuse alle spalle Jimmy esplose in sonore blasfemie. 

"No. No. Assolutamente no. Mi oppongo. È tornata sul dirigibile da due giorni e già siamo circondati da Griski!" Praticamente urlò nell'orecchio del capitano. 

"La terrei a bordo solo per come è riuscita a zittirti." Tagliò corto Robert, spostando di peso il timoniere ubriaco e prendendo il suo posto. "Ora vedi di fare qualcosa di utile e vai a chiudere le vetrate." 

Per la prima volta in vita sua il meccanico rimase senza parole davanti a qualcuno che non era sua madre. Quindi imprecò di nuovo, cosa che davanti a sua madre non avrebbe mai potuto fare. Solo quando ebbe finito si affrettò a correre verso la sala da the, ormai deserta. 

Durante il periodo di fermo aveva fatto due conti –o meglio, li aveva fatti fare- e aveva deciso che era più conveniente spendere una cifra ridicolmente alta per apportare una modifica al Lead Zeppelin piuttosto che dover cambiare le vetrate ogni volta che si rovinavano o venivano colpite dai maledetti uccellacci. 

Adesso grazie a una chiave che portava sempre in tasca era possibile attivare un meccanismo che abbassava delle resistenti saracinesche di metallo davanti alle vetrate panoramiche, e fu con discreta soddisfazione che girò la chiave nella toppa metallica mentre già i Griski avevano puntato le vetrate, solo per ritrovarsi a sbattere con un sonoro tonfo contro le protezioni. 

Intanto, oltre il terzo livello, nella zona che collegava la navicella al pallone aerostatico, il corpo dei fucilieri, insieme a una curiosa Joanna, stava indossando le maschere per l'ossigeno e gli occhialoni protettivi. 

"Perdonami per averti trascinata via così, ma temevo che Jimmy sarebbe esploso come una valvola fissata male." Le aveva rivelato John mentre la portava di sopra. Aveva anche aggiunto che non vedeva l'ora di mostrarle le nuove attrezzature di cui si erano dotati. 

La ragazza si stava chiedendo perché nessuno avesse preso i fucili quando il navigatore le fece cenno di seguirla verso una piattaforma coperta da un telo. 

Una volta arrivati John abbassò la mascherina per l'ossigeno giusto per un attimo, così da poterla avvisare: 

"Questi gioiellini sono l'ultimo baluardo delle armerie di tutto il mondo!" 

Sembrava un bambino il giorno del suo compleanno quando tirò via il telo per mostrare un mitragliere fissato a una torretta girevole, con una pila di luccicanti munizioni pronte all'uso. 

Joanna ricambiò lo sguardo di meraviglia e sentì un brivido di anticipazione lungo la schiena. Non solo non era mai salita lassù, ma poter ammirare così da vicino una delle armi di cui fino a quel giorno aveva solo letto sui giornali era più di quanto potesse sperare. 

John le passò un paio di cuffie e le fece cenno di agganciarsi a uno dei cavi di sicurezza. Solo quando tutti furono pronti l'addetto fece abbassare le pareti così da aprire la visuale. 

La ragazza si rese conto di aver trattenuto il fiato solo quando iniziò a girarle la testa. Non solo non era mai entrata in quella zona del Lead Zeppelin, ma non aveva mai visto un Grisko così da vicino. I mitragliatori facevano un rumore incredibile, e tuttavia la cosa che più la sorprese fu la precisione con cui i fucilieri riuscirono a colpire gli uccelli fino a disperderli completamente. 

In tutto l'assalto durò una decina di minuti. Con i nuovi mezzi di cui era stato dotato il Lead Zeppelin fu come una passeggiata ad alta quota e presto i fucilieri poterono tornare alle loro mansioni mentre le sirene anti Grisko venivano finalmente fatte tacere. 

John tornò in sala comandi il più velocemente possibile. Se Joanna era arrivata al punto di far credere che si era lanciata dal dirigibile sicuramente non voleva essere riconosciuta. 

Apparentemente anche il capitano era giunto alla stessa conclusione, perché aspettò che i due fossero tornati in sala per annunciare che il dirigibile era nuovamente sicuro e i passeggeri potevano uscire dalle loro cabine. 

Jimmy era estremamente soddisfatto dei risultati ottenuti dalle protezioni delle vetrate. Se ne stava giusto vantando quando i due entrarono in sala comandi e continuò imperterrito, ignorando palesemente la ragazza. 

"Se la ragazza resta dobbiamo decidere dove sistemarla." Fece presente John, una volta che il meccanico ebbe finito di parlare, in un tentativo di riportare a galla il discorso che più gli premeva. Era contento che Joanna fosse tornata e sperava che sarebbe rimasta davvero. 

"Non abbiamo più posti disponibili." Il capitano sembrava pensieroso. "Se resterà non possiamo darle una cabina per passeggeri. Dovrà dividere l'alloggio con qualcuno." 

"Non possiamo certo spedirla nella stiva col resto dell'equipaggio!" Tre anni prima il piccolo Jon aveva una sua branda insieme a tutti gli altri uomini. Ma tre anni prima erano convinti che anche lei fosse un uomo. 

"Sicuramente non può dividere la cabina con te." Gli rispose Jimmy. "Jonathan è troppo impegnato a dividere la sua cabina col cuoco francese." Precisò, ad uso e consumo di Joanna nonostante stesse fissando un punto non ben precisato oltre la sua testa. 

"Potremmo però darle la cabina di James e lasciare che lui vada a dormire con gli uomini nella stiva. È il meccanico dopotutto, è il suo posto." John non si scompose minimamente al sentire quelle insinuazioni. Evidentemente c'era abituato. 

Prima che i due iniziassero a bisticciare il capitano alzò una mano, portando istantaneamente il silenzio. 

"Preoccupiamoci di decidere se può restare prima di preoccuparci di cosa fare se resterà." Disse, e gli occhi di tutti furono nuovamente puntati sulla ragazza. 

Joanna aveva sperato che si dimenticassero di chiederle come mai era tornata mettendo in piedi tutta quella scenata del finto suicidio, ma ancora una volta la fortuna non era stata dalla sua. 

Inspirando a fondo cominciò a scegliere le parole. Doveva essere estremamente cauta o avrebbe rischiato di compromettere la sua posizione. Sperò per un attimo ancora che qualcuno venisse a interromperli come prima erano arrivati i Griski ma non ebbe la stessa fortuna. 

"Vi ho già accennato di trovarmi in una posizione sconveniente." Iniziò, esitando per un attimo prima di riguadagnare sicurezza. "La colpa è indubbiamente tutta della buona Lady Chapman, ha agito sempre con le migliori intenzioni nei miei confronti, ma ha finito per crearmi solo problemi." 

Nessuno dei tre fece nulla per interromperla, così lei proseguì. 

"Quando pochi mesi fa le dissi di essere ancora intenzionata a tornare sul Lead Zeppelin, come da accordi, cercò di farmi cambiare idea un'ultima volta. Mi portò con sé ad una festa a Londra con l'intento di presentarmi un giovane uomo che secondo lei era perfetto per me." La pacata espressione da Lady si infranse un attimo quando Joanna roteò platealmente gli occhi. "Cercando di evitare questo gentiluomo mi sono ritrovata a sentire qualcosa che non avrei dovuto, e Heathcliff mi ha fatta coprire. Quell'idiota!" Sbottò, per poi coprirsi subito dopo la bocca con la mano. 

"Heathcliff?" Chiese John. 

"L'uomo che mi ha presentato Lady Chapman." Spiegò lei, con espressione estremamente contrariata. 

"Mi sono resa conto di essere in una situazione spinosa, per cui ho deciso di sparire per un po'. È stato allora che ho capito di essere in guai più grossi di quello che pensavo. Mi ero limitata a chiudermi in casa e non uscire, fingendomi malata. Heathcliff passava a controllarmi ogni giorno, e vedevo uomini appostati davanti le mie finestre. Così ho deciso di agire." Concluse. 

"Quindi ti sei imbarcata come passeggera solo per far credere di essere morta cadendo dal dirigibile?" Chiese John, ammirando l'acume della ragazza. 

"Speravo semplicemente di tornare a lavorare sul Lead Zeppelin, in realtà." Rivelò. "Non ho passato gli ultimi tre anni a studiare meccanica per semplice hobby!" 

"Meccanica? Perché avresti dovuto studiare meccanica?" Jimmy a quel punto non riuscì più a fare finta di ignorarla. 

"Perché lei, Signor Hopkins, non è un meccanico. Un ingegnere estremamente brillante, non c'è dubbio. Ma non un meccanico." Lo fulminò Joanna, sfoderando nuovamente il suo cipiglio da Lady Chapman. 

"Signor Hopkins." John non riuscì a trattenere una risata, mentre dall'altro lato del meccanico incredulo, il capitano prese ad accarezzarsi la barba pensieroso. 

"Puoi restare." Decise quindi Robert, dopo un lungo silenzio. "Puoi prendere la cabina di Jimmy, e se ti infastidisce puoi cacciarlo nella stiva con gli altri. Ma a una condizione." 

Joanna si trovò nuovamente a trattenere il fiato. Le sembrò che il dirigibile stesso stesse trattenendo il fiato con lei. 

"Dovrai dirci cosa hai sentito esattamente. Se dobbiamo proteggerti, mentire per te, voglio sapere da cosa stai scappando." Dal tono con cui parlò, la ragazza capì di non avere speranze di sfuggire a quella conversazione. 

Tanto valeva, a quel puno, dire tutta la verità. 


Note:

So che ultimamente aggiorno con molta discontinuità e non dialogo molto, ma purtroppo la mia connessione mi sta facendo impazzire e quando funziona ho tempo per aggiornare e poco altro.
Ci tenevo però a ringraziarvi tantissimo! Siete in molti a seguire questa storia e nulla potrebbe farmi più felice! Un grosso grazie dal cuore meccanico del Lead Zeppelin ;)

   
 
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