Storie originali > Thriller
Segui la storia  |       
Autore: Woody Lee    17/03/2017    1 recensioni
Gli altri sono come noi.
Gli altri sono noi.
Ombre del presente ed è raro vederli
Vogliono solo il meglio e tentano di realizzare qualche nostro sogno, tutto all'oscuro di noi.
Ma qualche volta, in rari casi, gli altri, si ribellano rovivandoti la vita.
Tratto da un terribile incubo, ecco a voi: The Other Ones
Genere: Drammatico, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Dopo mezz'ora nel traffico riuscirono ad arrivare a posto in un'ora.

Andrea scese dalla macchina e guardò l'edificio.

Andrea: "È proprio questo"

L'altro: "Ma che macabra sorpresa"

Andrea: "Qui è dove è morto suo padre"

In effetti era una palazzina abbastanza recente. Dieci anni prima, il padre di Simone era morto cadendo da un appalto al settimo piano.

L'altro: "Vabbe, il cognome qual è?"

Andrea lesse il post it

Andrea: "Federico Cozzi"

L'altro: "Che nome di merda"

Il citofono presentava almeno duecento famiglie. 

Andrea trovo il nome e suonò.

Voce: "Si, chi è" 

Andrea: "Sono io, Andrea"

Voce: "Andrea? Io non conosco nessun Andrea...aspetta...Andrea Rovazzi?"

Andrea: "Sono io"

Voce: "Oh porca di quella putt..."

Cadde la linea.
Aspettò qualche secondo poi il cancello si aprì accompagnato da un ronzio.

L'altro: "È stato piuttosto divertente"

Andrea immaginava la sorpresa nel rivedere il suo migliore amico dopo cinque anni. 
Salendo le scale, due ragazze, mezze nude, correvano scenddendo le scale. Andrea le fece passare guardando, ovviamente, i loro fondoschiena. 

Andrea: "Mi sa che erano ospiti di Simone"

L'altro: "Federico. Simone non esiste più"

Lui era lì, alla porta, ad aspettarlo.

Federico: "Porca puttana, è un eternità che non ti vedo."

Andrea lo abbracciò.

Andrea: "Stronzo!"

Federico: "Lo so"

Si guardarono per un attimo.

Federico: "Sei invecchiato di brutto"

Andrea: "Perché tu sei rimasto il solito diciannovenne disadattato?"

I due entrarono in casa.

Federico: "Scusa il casino. Notte brava, sai."

Andrea: "Ti dai ancora da fare, vedo. Comunque, è bellissimo"

L'altro: "Quasi quasi, ammazzo qualcuno anch'io" 

Il ghigno dell'altro si accentuò.


I due erano seduti il salotto. Uno di fronte all'altro. Al settimo piano di quella palazzina dava una vista eccezionale di Milano.
Federico dava le spalle a quella vista.

Andrea: "Dimmi, come stai?"

Lui si sbracciò le braccio indicando il posto.

Federico: "Meglio di così...tu?"

Andrea: "Non c'è male"

L'altro: "Finiamo questa farsa, vieni in bagno"

Andrea esitò per un attimo.

Andrea: "Ehm...posso andare al bagno?"

Federico: "Sicuro. Terzo corridoio, ultima porta davanti a te."

Andrea: "Grazie. È un piacere rivederti"

Federico sorrise e lo guardò andare via.
L'appartamento era veramente grande. C'erano ben quattro corridoi che portavano a stanze di cui Andrea non si sarebbe immaginato ciò che contenessero.
Tutte le pareti dei corridoi, erano tapperanoe di quadri e fotografie di donne nude.

Andrea: "È fissato!"

Si chiuse la porta del bagno dietro di se.
L'altro era lì che lo aspettava sempre con quel ghigno.

Andrea: "Che cosa vuoi"

L'altro si protese in avanti e mise le mani sulla faccia di Andrea che iniziò ad avere le convulsioni.
Avanzava lentamente verso di lui.
Andrea si sentiva ronzare in testa.

L'altro entrò nel suo corpo.
Andrea si accasciò sul lavandino.

Andrea: Esci! Esci!!"

Andrea: "Il tuo problema è quello di essere cieco. Nella vita ci sono problemi e soluzioni a quei problemi. Tu sei il problema, il tuo amico è la soluzione. Io so tutto ciò che farai nel futuro e fidati che la tua vita sarà un inferno con lui"

Andrea: "Ti ho detto di uscire! Non fare cazzate!"

Andrea" Tu non capisci, è qualcosa più grande di te. Te l'ho sempre detto"!

Federico è dietro la porta del bagno.

Federico:" Andrea, tutto bene"

Andrea:" Si, sono al telefono. Arrivo subito...Tu sai che lo vuoi. Ti ha solo dato problemi."

Andrea: "Che cosa vuoi fargli" 

Andrea si guarda nello specchio. La sua faccia deformata dal dolore e dalla possessione da parte dell'altro.
Presto l'espressione di dolore di trasformò in un ghigno.
Ora Andrea non c'era più.

Uscì dal bagno e ritornò in salotto, dove Federico gli dava le spalle, seduto sul divano in seta. Svoltò a sinistra dove c'era la cucina e dal tagliere prese un coltello da cucina. 
Ritornò da lui e con un movimento agile del gomito gli tagliò la gola.
  
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Thriller / Vai alla pagina dell'autore: Woody Lee