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Autore: cerbero2518    17/03/2017    1 recensioni
Wina Poets, una ragazza alta con una gran massa di capelli crespi, sbuffò, ormai aveva diciannove anni, non era più la bambina che rimaneva sempre chiusa nella sua stanza. Voleva sapere perché dovesse nascondersi e che cosa ci fosse fuori, l'aveva chiesto molte volte ma le rispondevano sempre che doveva rimanere nascosta e che ci avrebbe pensato l'Associazione a cambiare le cose. Non sapeva neanche cosa ci fosse da cambiare perché, da che si ricordava, non era mai uscita da quella casa, dal Rifugio.
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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L'OROLOGIO DI T.

Stava scendendo le scale quando si rese conto di una porticina aperta sullo stesso pianerottolo della stanza delle riunioni . Al Rifugio era imperativo tenere tutte le porte chiuse apparentemente per una questione di sicurezza e per questo motivo, nonostante fosse sempre vissuta lì, Wina non aveva mai potuto esplorare tutto l'edificio.
Probabilmente non le sarebbe più ricapitata un occasione del genere, non aveva niente da perdere quindi controllò che non ci fosse nessuno nei paraggi e si avvicinò in punta di piedi. La stanza era completamente buia si vedeva solo la flebile luce di una candela in un angolino infondo.
Dopo aver sbirciato da fuori, la ragazza si fece coraggio ed entrò. Era una camera, poteva intravedere la sagoma di un armadio e di un piccolo letto dove c'era qualcuno che dormiva. Spinta dalla curiosità la ragazza si avvicinò ancora, voleva vedere chi non avesse partecipato ad una riunione così importante.

Arrivata alla testata si mise in punta di piedi e riuscì a scorgere il volto dello sconosciuto.
Ma non si trattava di uno sconosciuto, era Anatole.
Finalmente poteva guardarlo bene da vicino: era molto più giovane di quanto si aspettasse, non poteva avere più di una trentina d'anni, e quelli che aveva scambiato per capelli grigi erano in realtà sottili capelli biondi.
Era immerso in un sonno agitato e sudava abbondantemente. Sul comodino vicino alla candela c'erano delle bende insanguinate ed alcune boccette e da questo Wina dedusse che fosse stato affidato alle cure di Moore, l'anziano medico dell'Associazione. Non voleva svegliarlo quindi si girò per tornare alla porta ma si fermò quasi subito quando scorse in un angolo qualcosa che luccicava in una borsa buttata sul pavimento.
Si avvicinò lentamente cercando di non far scricchiolare il parquet. Era una borsa di pelle nera piena di carte tra cui spiccava un grosso orologio argentato. Incuriosita Wina lo prese in mano e grazie alla debole luce che arrivava dal corridoio riuscì a leggere l'iscrizione sul retro : " T. Poets 1970".
Cosa ci faceva un orologio con il suo cognome nella borsa di Anatole? E chi era T.?

Mentre osservava l'orologio si accorse che qualcuno era sulle le scale quindi senza pensare si infilò l'oggetto in tasca e corse fuori.
Scese di corsa senza pensare e si fermò appena in tempo per non andare addosso a Berthe che stava aspettando davanti alla porta della sua camera.
"Ah eccoti, ti stavo cercando, dobbiamo parlare". Entrarono nella stanza, la ragazza si sedette sul letto, stanca per le troppe emozioni, mentre la donna rimase in piedi a guardarla preoccupata. "Wina, devi promettermi di fare molta, molta attenzione, non hai idea di come sia il mondo là fuori". Era strano vederla preoccupata, di solito riusciva sempre a rimanere ottimista e a trovare il lato positivo in ogni situazione. "Devi fidarti di Alan, so che non andate molto d'accordo ma è un bravo ragazzo e saprà proteggerti ed istruirti nel periodo in cui rimarrete insieme, poi..." Berthe si fermò, se avesse continuato probabilmente avrebbe pianto e non voleva scoraggiare Wina. Decise dunque di passare alla parte pratica. Prese un oggetto dalla tasca della vestaglia e lo porse alla ragazza: "Questo è un cellulare, usalo solo per le emergenze ci sono salvati due numeri, quello di Alan e quello di Miller, se dovessi essere nei guai chiamali e non farti intimidire dai loro modi bruschi".
Wina prese il cellulare e rigirandoselo tra le mani chiese :"E se volessi chiamare te?" "Me? Non puoi, non ci sono telefoni funzionanti al rifugio, sono troppo pericolosi".

Solo in quel momento Berthe si rese conto di quanto fosse stata importante per quella ragazzina, l' aveva vista crescere e non erano mai state separate per molto tempo. Wina sembrava delusa, iniziava a pentirsi della sua decisione. "Andrà tutto bene, mi fido di te, qui ci sono anche uno zaino con un po' di vestiti, documenti e qualche soldo . Ora riposati, domani dovrai alzarti presto". ''Tornerò prima che nasca bambino''. Berthe la guardò con dolcezza ''Certo, e magari per allora sarò riuscita a parlare con Jules su come chiamarlo ''. Era l'unica a chiamare il Capo per nome e Wina aveva sempre trovato questo fatto molto strano, era come se parlasse di una persona diversa da quella che conosceva lei. ''Comunque non preoccuparti, tornerai presto ed avrai molte cose da raccontarmi''
Detto questo, si avvicinò, le diede un bacio sui capelli e poi uscì dalla stanza lasciando la ragazza sola con i suoi pensieri.

 

  
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