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Autore: heather16    17/03/2017    0 recensioni
Erano sette in tutto quando arrivarono nella casa.
Sapevano benissimo cosa li aspettava.
Avevano scelto di partecipare. Volevano vincere.
Genere: Mistero, Sentimentale, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lemon | Avvertimenti: nessuno
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Erano sette in tutto quando arrivarono nella casa.
Sapevano benissimo cosa li aspettava.
Avevano scelto di partecipare. Volevano vincere.
Avevano ricevuto una mail, di quelle che per miracolo non erano finite nella marea di spazzatura pubblicitaria dello spam. Una proposta, una vacanza per allenare l'ingegno. Volo per Mosca in prima classe. Un treno della stazione più vicina si sarebbe fermato a cinquanta chilometri dalla Casa, da lì si poteva procedere solo con un fuori strada, il cui guidatore li avrebbe portati a destinazione per poi sparire. La Casa era nella steppa immensa e morta.
Heather Bronson aveva vent'anni, ne dimostrava trenta, si atteggiava come se ne avesse avuti quarantadue. I genitori facevano gli avvocati, i nonni erano stati a loro tempo molto ricchi. Viaggiava con il fidanzato Mattew Priecett, ventinove anni. Si era appena laureato in medicina, padre primario del Lenox Hill Hospital, madre di una delle famiglie fra le maggiori esportatrici di cotone in Europa. Erano irritanti, ricchi e presuntuosi. Si atteggiavano a coppia sposata, di quelle che il venerdì sera vanno ad una degustazione di vini e tornano a casa presto, per un sesso silenzioso e di routine. Erano entrambi annoiati e stupidi. Alla vista di quella mail, inviata all'indirizzo di lui, per risvegliarsi da quella maschera di totale apatia avevano detto sì.
Nicolas Chapman, ventiquattro anni. Il padre giocava in borsa, la madre era amministratrice di una delle più importanti catene di store di lusso del Regno Unito. Un cinico bastardo, senza alcun interesse per lo sport, il gioco d’azzardo o la vita. Parlava poco, se lo faceva diceva sempre qualcosa di terribilmente inutile che però non poteva non essere ascoltato. Non esprimeva mai i suoi sentimenti; in poche parole, non ci sapeva fare con gli esseri umani. Tuttavia non viaggiava solo. Con lui Christine Mills, ventitrè anni, figlia di un diplomatico, avvolta in una noiosa realtà di etichetta e denaro. Un piccolo genio, lo era stata fin da piccola. Era diversa dagli altri, quella diversità che ai ragazzini banali non piace. Insicura e negativa fino alla paranoia, Nicolas era uno dei suoi migliori amici. Aveva paura del Gioco, ma qualcosa dentro di lei la spingeva a sfidare il destino, voleva dimostrare ancora una volta a se stessa quanto il karma le fosse avverso.
Eugene Price, ventiquattro anni. Annoiato dall’esistenza, dai bei colori della classe altoborghese, dalla sua stessa personalità. Era intelligente, era riuscito ad ottenere un buon lavoro in uno studio legale, era bello, non gli mancavano gli amici né le ragazze: uno di quei ragazzi che a furia di avere tutto non hanno più bisogno di niente. Sotto quell’ammasso di fortuna aveva un grande cuore, un’estrema sensibilità; entrambi soppressi da un ego spaventosamente grande. Sapeva che con il suo ingegno avrebbe potuto vincere la partita.
Spencer Grent, ventiquattro anni. Giocava a baseball da quando ne aveva tre, con le conoscenze nel campo sportivo del padre, chirurgo plastico, gli si prospettava una grande carriera. Una caduta da cavallo e un ginocchio spappolato gli avevano distrutto l’autostima e i sogni di gloria. Da quel giorno era stato tormentato da notti insonni e sfoghi nervosi che ben nascondeva con maglie a maniche lunghe. Si stava per laureare in medicina, ma voleva prendersi un momento prima di affrontare un’esistenza prevedibile e definitiva. Rischiando il tutto per tutto, sperava di dimostrare a se stesso qualcosa che nemmeno lui riusciva a spiegare.
Tyler Bords, ventisei anni. Aveva gli occhi stanchi di un vecchio, il sorriso faticava a sembrare sincero su un viso in cui tutto era terribilmente malinconico. Il suo sogno era sempre stato quello di viaggiare, ma nonostante le possibilità economiche si sentiva troppo stanco da tutto per farlo. Studiava per non avere il tempo di pensare. Quando non studiava beveva, quando non beveva scopava. Era distrutto quanto bastava per accettare la sfida, abbastanza intelligente da sperare di vincere.
Le regole del Gioco erano poche. Su una carta di credito a nome falso sarebbero stati addebitati i soldi per il viaggio. Non che loro ne avessero bisogno, del resto. Una mail con i dettagli della partenza sarebbe stata inviata quindici dopo la conferma di partecipazione. I giocatori non potevano conoscersi fra loro, ma avevano la possibilità di partecipare in coppia. La Casa ospitava ogni mese sei giocatori. Le regole dicevano che lo scopo era quello di uscire dalla Casa, che si sarebbe chiusa ermeticamente una volta che tutti fossero stati al suo interno. Il vincitore del Gioco avrebbe salvato gli altri, che sarebbero potuti uscire dalla Casa.
Tuttavia c’era qualcosa che nemmeno le regole avevano scritto.
Cinque ragazzi, due ragazze, sei innocenti, un assassino.
  
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