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Autore: Naquar    18/03/2017    0 recensioni
Kyle riceve in eredità una deliziosa in un piccolo villaggio inglese, da parte di una parente deceduta anni prima
Genere: Horror | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Capitolo 5
Un paio di giorni dopo, si svolse il funerale di Owen Torn: erano presenti Kyle, Megan, Simon, Jane
e i genitori di Owen.
Dopo il termine della cerimonia, Kyle e Megan stavano per andare via quando videro Mrs Bearman
venire verso di loro.
“Kyle, ti posso parlare un attimo?” chiese la madre di Owen, senza preamboli.
“Certamente.”
Dopo aver chiesto a Megan di aspettarlo in macchina, Kyle si allontanò insieme alla donna.
“Mrs Bearman, sono molto dispiaciuto per la sua perdita.” le disse.
“Come è potuto succedere?”
Kyle scosse la testa e rispose con tono mesto: “Forse un incidente, non lo so nemmeno io.”
“Come, non lo sai?”
“Mrs, lo abbiamo trovato steso a terra con la testa rotta e purtroppo era già morto.” spiegò il
ragazzo, scuotendo la testa.
“Non avete sentito niente?”
“Noi eravamo in giardino, come avremmo potuto sentire qualcosa?”
La donna sospirò. “Mi sembra strano che nessuno sappia niente.”
“Non so davvero cosa dirle”
Mrs Bearman gli posò una mano sul braccio.“Adesso ti dovrai occupare da solo dell'officina.”
“Me la caverò.” rispose Kyle.
Poi la madre di Owen si allontanò.
Era stata lunga giornata e tutti quanti non vedevano l'ora di tornarsene a casa.
Nella settimana a seguire, quando Kyle tornò al lavoro, si sentiva turbato e non riusciva a levarsi
dalla mente il pensiero di come Owen fosse potuto morire in una maniera così assurda.
Il sabato mattina, i due ragazzi partirono per Letchworth Paradise; il viaggio fu teso.
A peggiorare il loro umore, si mise anche il temporale, che scoppiò appena arrivarono in paese.
“Ci mancava ancora questa: dovremo starcene rinchiusi in casa per tutto il week-end” disse Megan,
scostando una tenda. Non appena vide il giardino semi allagato, sbottò: “Accidentaccio!.”
“Visto che non abbiamo niente da fare, perché non diamo una pulita in soffitta?”
“Mi sembra una buona idea.” disse Megan, dando una carezza alla testa del cane, che sonnecchiava
nella sua cesta.
Kyle andò in cucina e prese la chiave dentro ad un vecchio barattolo del caffè.
Andarono di sopra.
Superarono la camera da letto e raggiunsero la scala di legno che conduceva alla soffitta.
Non appena varcarono la soglia, l'odore della polvere colpì le loro narici: erano anni che nessuno ci
metteva più piede.
A tastoni, Kyle cercò l'interruttore lungo la parete, lo trovò e lo accese.
Nonostante fosse tutto impolverato, non c'era alcuna traccia di disordine: diverse scatole e
cianfrusaglie varie erano riposte sugli scaffali con ordine quasi maniacale.
“Dovremmo dare una controllata per vedere cosa tenere e cosa buttare via.”
“Ok, vediamo un po'.”
Megan si mise a frugare in mezzo ad alcuni scatoloni, trovando dei vecchi cimeli.
Lo sguardo di Kyle cadde su una pila di libri, nascosta nell’angolo di uno scaffale e cominciò ad
scorrere i titoli.
“Oh, guarda cosa ho trovato.” annunciò Kyle, agitando un libro dalla copertina nera con un disegno
geometrico disegnato sopra.
“Che cos'è?” domandò Megan.
“Credo che sia il diario di Dorothy.”
“Non vorrai mica leggerlo, per caso?” ribatté Megan sollevando le sopracciglia.
“Sì, perché?”
“E le pulizie?”
Kyle scrollò le spalle. “Le potremmo fare più tardi, sto morendo di curiosità.”
17
Ritornarono di sotto in cucina.
Megan preparò del the e Kyle sfogliò velocemente il diario.
“Allora, che dice? Leggi un po'.”
“3 settembre 1980. Ho deciso di tenere questo diario, per ricordare di ciò che ho visto e ho appreso
nel mio viaggio in Nigeria.
Nel villaggio che ho visitato ho conosciuto uno sciamano che mi ha insegnato le arti della
geomanzia: mi ha spiegato come si devono compiere i rituali, i simboli da tracciare sulla terra, la
composizione dei numeri e la mediazione degli afadu.
So bene che può sembrare una pazzia, ma ne ho davvero bisogno, soprattutto in un momento come
questo.”
“Aspetta, aspetta, che cosa praticava tua zia?” lo interruppe Megan, posando la tazza piena a metà.
“Geomanzia” rispose Kyle perplesso.
“Che cavolo è?”
“Non lo so”
Megan prese il portatile e cercò su Google la parola 'geomanzia'.
“Ah...però! Qui parla di utilizzare l'energia della terra con dei simboli e altre cose di cui non
capisco.” disse la ragazza con una nota di sconcerto nella voce.
“E che cosa ci faceva con quella roba?”
“Tua zia doveva essere fuori di testa!”
Kyle si umettò le labbra improvvisamente secche. “Senti, chiamo Eduard...”
Le lancette dell'orologio a muro segnavano le undici e quarantacinque minuti; Megan si alzò dal
tavolo e buttò via il the ormai freddo.
“Non disturbarlo. Piuttosto, hai fame?”
“Non molta...” rispose il ragazzo scuotendo la testa.
“Dai, non credo che risolverai molto, ti preparo qualcosa di leggero.”
Megan preparò dei toast al prosciutto e formaggio.
I due ragazzi mangiarono in silenzio, ognuno immerso nei propri pensieri.
Dopo aver preso l'occorrente per pulire, tornarono di sopra.
Nei sacchi finirono vecchie riviste piene di muffa, del vestiario rovinato e quant'altro che non
serviva più; Kyle decise di conservare alcuni libri, un paio di album di fotografie e un paio di
quaderni di ricette di cucina.
Meg chiuse l'ultimo sacco con un nodo ben stretto, poi guardò con soddisfazione la stanza pulita.
“Bisogna chiamare poi Eduard per portare via la spazzatura.” disse Kyle, togliendosi un batuffolo di
polvere dai capelli.
“Va bene, quando avrà piantato lì di piovere...”
Dopo un bagno veloce, i ragazzi tornarono di sotto, in cucina.
Kyle prese il diario e si rimise a leggere.
“20 settembre 1980. Oggi, è venuto di nuovo quel tizio a casa mia.
Si chiama Oswald Leech, è un agente immobiliare; è molto insistente, e vuole che io gli venda la
mia casa. Ma stiamo scherzando?
La prima volta l'ho incontrato quando sono scesa giù al villaggio con Eduard per fare acquisti.
Deve aver sentito dire da qualche malalingua che io posseggo una delle più belle villette del paese,
e che ho vinto per due anni di seguito consecutivi il concorso per il “Miglior Giardino di
Lecthwork Paradise”.
Devo trovare il modo di mandarlo via.
25 settembre 1980. I miei tentativi di applicare gli insegnamenti dello sciamano si stanno ancora
rivelando non soddisfacenti: non riesco ancora a trovare il modo di applicare il rituale su tutta la
mia casa.
13 ottobre. È arrivato l'autunno, è il momento giusto per provarci di nuovo. Intanto il signor Leech
non demorde, viene ancora a suonare insistentemente alla mia porta. Prima o poi riuscirò a
sbarazzarmi di lui.”
   
 
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