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Autore: Sakkaku    18/03/2017    5 recensioni
Questo testo è un esperimento, volevo provare a scrivere un horror in maniera diversa dal solito (forse non è neanche del tutto un horror) e non sono del tutta convinta del risultato, però ho deciso di pubblicare la storia lo stesso... leggete a vostro rischio e pericolo! xD
Dal testo: Una volta mentre stava tornando a casa con Cindy, lo trovò davanti al loro appartamento.
- Ho invitato a cena Patton - disse Cindy orgogliosa – Sai, voleva vederti a tutti i costi, non potevo dirgli di no.
- Sì che potevi – disse Denise sillabando le parole per non farmi sentire, alzando gli occhi al cielo.
Le cospirazioni la facevano irritare. La presenza di Patton nel loro appartamento era talmente frequente che pareva si fosse trasferito lì. Spesso era invitato a pranzo o a cena, le accompagnava a fare spese e durante le uscite stava sempre appresso a Denise, accarezzandole la gamba se era seduta a fianco a lui e guardava male gli uomini che le sorridevano o la guardavano.
Genere: Drammatico, Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Un conoscente estraneo
 

Il piccolo appartamento adiacente a quello scolastico non era enorme, però aveva il minimo indispensabile ed era esente da affitto mensile, praticamente per gli insegnanti come Denise era gratuito.
La sua collega e coinquilina Cindy insisteva da mesi a farle conoscere qualcuno, secondo lei era inammissibile non frequentare qualcuno e continuava a ripeterle che conosceva una brava persona adatta e perfetta per lei. Alla fine Denise cedette, più per l'esasperazione, sperava, dopo quel tentativo, che la collega avrebbe smesso di cercarle un compagno a tutti i costi.
Quando lo vide notò che era su una sedia a rotelle. Come sempre le dispiaceva, però sapeva che bisognava avere una costanza ed essere sempre disposta ad aiutare. La donna non riusciva a ricordarsi per quanti giorni poteva prendere lo sciroppo per la tosse e a malapena sapeva badare a sé stessa, per lei era impossibile occuparsi di qualcuno con delle necessità di quella portata. No, non era quel tipo di donna che illude le persone. Denise si comportò educatamente durante la cena. Era una persona gentile, ma cercò di fargli capire che la sua vita era abbastanza incasinata. L'uomo parve capire.
In realtà non aveva capito proprio niente. Era cocciuto come un asino, forse spronato dalla sua collega. Una volta mentre stava tornando a casa con Cindy, lo trovò davanti al loro appartamento.
- Ho invitato a cena Patton - disse Cindy orgogliosa – Sai, voleva vederti a tutti i costi, non potevo dirgli di no.
- Sì che potevi – disse Denise sillabando le parole per non farsi sentire, alzando gli occhi al cielo.
Le cospirazioni la facevano irritare. La presenza di Patton nel loro appartamento era talmente frequente che pareva si fosse trasferito lì. Spesso era invitato a pranzo o a cena, le accompagnava a fare spese e durante le uscite stava sempre appresso a Denise, accarezzandole la gamba se era seduta a fianco a lui e guardava male gli uomini che le sorridevano o la guardavano.
Dovevano sistemare l'armadio, si era svitata una vite, ma entrambe erano basse di statura, Denise chiese alla collega di scendere nello scantinato a prendere la scala, ma Cindy aveva alzato il telefono e chiamato Patton.
L'uomo si offrì di farle appoggiare i piedi sulle sue ginocchia, in modo da raggiungere la vite. Denise scosse la testa con vigore rifiutando categoricamente. Senza demordere lui la afferrò e la fece salire sulle proprie gambe. La donna riuscì ad avvitare la vite dell'armadio, voleva finire in fretta, perché sentiva il respiro caldo di Patton sul polpaccio scoperto e questo la faceva rabbrividire. Denise sperò con tutta sé stessa che non se ne accorgesse. Quella situazione la metteva in imbarazzo, oltre a crearle un disagio.
- Finito! – esclamò la donna con voce acuta, stava per abbassarsi, ma Patton le cinse la vita con le proprie braccia, facendola sedere. Il suo respiro caldo ora era sul collo di Denise e lei riusciva a sentire l'odore del dopobarba e la barba incolta pizzicarle leggermente la pelle. A quel punto l'uomo le diede un bacio sul collo.
- No!! - gridò alzandosi di scatto.
Denise cercava di controllare i brividi, senza successo. Non sapeva se la cosa la inquietasse o altro, ma cedere davanti ai suoi atteggiamenti sarebbe stato come illuderlo di un futuro tra loro due.
Dopo quell'episodio, Patton sparì.
Cindy accusò la coinquilina di essere stata sgarbata e che non le avrebbe fatto più conoscere nessuno.
La scuola organizzò una cena di fine anno, furono inviate molte persone, tra cui parenti e conoscenti dei vari insegnanti. Patton era seduto al tavolo con Cindy e altri, quando Denise passò accanto al loro tavolo per raggiungere il buffet, sentì la loro discussione. A quanto pareva l'uomo si sarebbe sposato.
Fantastico” pensò la donna “Cos'ero io? Il suo giocattolino prima di legarsi a vita?” senza un reale motivo, sentì la rabbia raggiungere il suo limite, avvertì persino le guance arrossarsi. Denise prese un bicchiere di rosso, almeno avrebbe potuto dare la colpa all'alcool.
- Cindy io vado – annunciò alla coinquilina – Ho un terribile mal di testa, forse ho esagerato con il vino.
La collega annuì distrattamente, salutandola e dicendole di non aspettarla sveglia.
In questo momento voglio solo dormire” pensò Denise, allontanandosi senza degnare di uno sguardo Patton o gli altri presenti, salutò giusto il direttore.
Quando la donna varcò la soglia del suo appartamento notò il tavolo attiguo all'entrata, pieno di cocci dei suoi vasi, i fiori erano sparsi in giro per la stanza. A quel punto ebbe un tuffo al cuore.
Chi poteva mai essere stato? Domanda retorica, lo sapeva bene. Quando sentì il rumore delle rotelle sul pavimento si voltò furiosa.
- Cosa è successo? - domandò ingenuamente Patton sembrava preoccupato.
Quel suo comportamento da innocente la fece infuriare ancora di più.
Iniziò a urlargli contro - Hai il coraggio di chiederlo? Sicuro di non saperlo? Sei stato tu e smettila di fingere! - le parole uscivano come veleno, era incapace di controllarle. Era come un fiume in piena con rapide senza controllo. - Tu sei uno schifoso manipolatore psicopatico! Ho cercato in mille modi di allontanarti dalla mia vita, ma tu sei rimasto incollato come una maledetta sanguisuga!
A quel punto la sua espressione cambiò, parve ferito veramente, eppure a Denise non importava minimamente. Lui abbassò il volto e uscì senza dire una parola.
Come può qualcosa darti sollievo e nello stesso tempo rattristirti? I sentimenti sono molto strani” pensò scossa la donna, portando tutta la sua attenzione al disordine presente nell'appartamento.
Tutto sfumò quando se lo ritrovò addosso. Lui era in piedi. La sua era tutta una farsa, fingeva di avere una disabilità alle gambe per avvicinarsi senza sospetti. La donna aveva sempre sospettato che fosse una persona ambigua, solo non aveva idea di quanto. Era sopraffatta dalla sua forza, lui la scuoteva e a un certo punto fece aderire la schiena di Denise al muro.
- Ora sai tutto di me – i suoi occhi erano iniettati di sangue – Hai scoperto il mio segreto, sei l'unica a saperlo oltre ai miei genitori!
- Lasciami – disse la donna con voce tremante – Vattene e torna dalla tua futura moglie.
Denise desiderava solo andare a nascondersi nel proprio letto, avvolta da più coperte possibili e dimenticare di quel senso d'impotenza che avvertiva su tutto il corpo.
- Ho fatto molto per te, eppure mi hai sempre trattato con gentile indifferenza. E' qualcosa che non posso più sopportare, l'ho capito dopo averti rivisto stasera – le parlava a pochi millimetri dalla bocca.
Denise sentiva la rabbia nella sua voce, si disse di assecondarlo e attendere il momento opportuno per scappare.
- So a cosa stai pensando – continuò Patton – Pensi di riuscire a sfuggirmi – nascose il viso nei capelli della donna e inspirò a fondo. - Hai ragione quando mi accusi di essere il colpevole del disastro nel tuo appartamento. Quello che ignori, neppure Cindy lo sa, è che ho la copia della chiave del vostro appartamento da mesi. La tua coinquilina è davvero una sbadata, dovresti sceglierle con più cura – la sua voce si era abbassata di tono, era diventata roca.
- Cambieremo la serratura – disse Denise trattenendo le lacrime, voleva evitare di piangere o lui avrebbe capito quanto in realtà lei avesse paura in quel momento.
- Io faccio parte della tua vita, perché ti ostini a non accettarlo?
- Tu sei un conoscente per me, sei un vecchio amico di Cindy, anzi no, a dire la verità di te non so nulla, sei un estraneo. Sì, potrei definirti un conoscente estraneo – disse la donna usando lo stesso tono di quando insegnava ai suoi alunni.
Quella fu la goccia che fece traboccare la pazzia presente nella testa di Patton.
L'uomo la baciò con violenza facendole picchiare il cranio contro la parete. Denise emise uno strano suono soffocato e cercava di allontanare da sé quel conoscente che si era rivelato uno sconosciuto.
Patton unì i polsi e li tenne stretti con la mano sinistra, mentre con la destra circondava il collo della donna.
- Mi hai ferito molto – i suoi occhi erano fissi su quelli di Denise – Se solo mi avessi accettato, tutto questo non sarebbe accaduto e avremmo potuto vivere una vita felice insieme. Sai la mia finta invalidità mi fa guadagnare molto, tutto senza il minimo sforzo, tu potevi diventare la mia infermiera personale e avresti ricevuto uno stipendio molto più alto del tuo attuale da insegnante.
La donna capì e iniziò a tremare.
L'uomo era un folle con problemi mentali non fisici, chissà quante volte negli ultimi mesi era entrato in casa e l'aveva spiata mentre dormiva!
In quel momento le venne in mente quando una notte, qualche settimana prima, si era svegliata nel cuore della notte, perché aveva sete e si era ritrovata senza la canottiera. Aveva pensato fosse un caso, a causa del caldo se l'era sfilata senza accorgersene. Ora dava un altro significato a quell'episodio e a quella sensazione di sudore tra i seni.
I ricordi la distrassero da quanto Patton stava facendo. Si era allontanato da lei e stava raccogliendo uno dei tanti cocci di porcellana.
- Ti vedo assente, vediamo se ora torni da me – le sussurrò all'orecchio, prima di infilzare nel collo della donna il frammento del vaso.
Un gemito morì in gola e Denise spalancò gli occhi incredula. Aveva sospettato che l'uomo avrebbe fatto qualcosa, ma non aveva neanche lontanamente pensato potesse ucciderla.
La sua reazione al rifiuto è stata peggiore delle mie aspettative” pensò la donna mentre sentiva il suo corpo afflosciarsi “Se solo Cindy si fosse fatta gli affari suoi...
Patton rimase ad osservare il corpo di Denise irrigidirsi e diventare pian piano sempre più freddo. Tenne gli occhi fissi su quelli della donna, finché non divennero lattiginosi. A quel punto, indossò dei guanti in pelle, rovesciò sul pavimento il contenuto della borsa e prese soltanto i soldi e il documento.
- Questo è il mio ricordo del nostro amore, mia cara conoscente estranea – disse prima di uscire dall'appartamento e tornare a sedersi sulla sua sedia a rotelle.

  
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