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Autore: NobodyUnderstandsMe    19/03/2017    3 recensioni
Dove prosa e poesia si incontrano, in un connubio di erotismo ed emotività, attraverso la mente di un'Alba appena sbocciata, adolescente, e quella di un Tramonto quasi appassito, adulto. Dove il Decadentismo abbraccia la contemporaneità. Dove non esistono limiti di età, ma solo linee auto-imposte. Dove la passione carnale è un modo per dimenticare, per non annegare in un oceano di lacrime. Dove l'autore, con un'ironia pungente, vi porterà a riflettere. Dove si cade in un silenzio di razionalità.
[Tratto dal terzo capitolo]
[...] Ma anche il più geniale tra gli uomini resta edera da estirpare, soprattutto se adornato di occhi di quiete e di tempesta al medesimo tempo, di un corpo di quercia appassito e di un raggio che, mai sazio, tutto prese e tutto modellò - mai stanco eri, vero, di rivoltarmi come fossi un frammento di te stesso? Ma io non fui mai te e mai lo sarò - solo una cosa c'è, per l'uomo, più cara dell'amore: il bene per sé.
_
[...] Perché non c'è mietitore peggiore della persona che si ama.
_
In fondo sopravvivere significa semplicemente vivere male - ma almeno si vive.
Genere: Angst, Erotico, Poesia | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Perché non anche l'anima?

"Cantavano parole di affaticamento
Coloro che pensavano che sarei sbiadito,
Tra vini annacquati nelle lacrime
E pagine sporcate dal tuo Seme.
Parlai loro degli Angeli decadenti,
Che baciarono le membra luciferine,
Tramutandosi in Eretici.
Ma tu, piccolo Dorian, 
Sottomesso dalle mie labbra di cristallo,
Hai ragione:
Non rimembriamo frammenti di favole -
Costruiamone di nuove."



Sii tu, ora, ad abbandonare le tue teche di diamante: so che mi brami, con il cuore di fango e la mente di cotone. So che desideri divenire il ricordo cui attingerò per soddisfare le mie vili pulsioni di belva, di Lonza destinata ad andare in Paradiso. So che vuoi essere colui che ricorderò, tra i pugnali che trafissero il mio cuore e le notti di gridi sussurrati sotto il calore dell'ombra di un lenzuolo abbandonato in qualche stanza del nostro castello di dipinti maledetti. So, io so.

Ordunque non avere paura: lentamente, lascia cadere la corazza - combattiamo ad armi pari, in modo che ci siano solo spade di carne a scontrarsi; non vorrai certo tu avere un vantaggio in questo gioco tanto caro al Demonio, vero?

Rinuncia, poi, alla seta che protegge il tuo Fiore; anzi, avvicinati: sarò io a strapparne il rivestimento, cosicché possa vivere all'ombra della mia Quercia, che, poi, lo nutrirà con foglie appassite. Così, bravo, rispetta gli ordini del tuo Henry Wotton.

E, ora, avvicinati e risplendi in tutti in tutte le tue spine, che amerò, una dopo l'altra, in questa notte di danze stridenti, dove le maschere decadranno dalle nostre vene, lasciando spazio a segni rossastri, che nasceranno quando avremo strusciato la pelle, ormai bollente, l'uno contro l'altro. Appropinquati: non avere paura. Permettimi di decantare il tuo petto glabro, il tuo sorriso di Alba appena sbocciata, che si infrangerà contro il petto di un Tramonto destinato a tramontare: il mio. E amami, per tutta la notte e di più: saremo solo noi i giudici di questa eterna follia. 

E saltiamo i convenevoli, ché già conosco i tuoi angoli più bui, ormai spogli della polvere che li decorava prima che io ti pulissi. Permettimi di amarti sotto la luce dei tuoi occhi, su questo letto in cui si scontreranno le nostre fragili memorie.* Permettimi di dimenticare i baci che non ti donai quando avrei potuto, e anche i colpi che non ti inflissi. Permettimi di possederti per sempre, e di decedere, poi, tra le tue braccia di Rosa morente, ansimando e contraendo i muscoli temprati dal Tempo. E permettimi di guardarti il viso, per ritrovare i tuoi occhi di metallo liquido, unica sicurezza in questa notte infuocata dalle tue insicurezze. Permettimi, semplicemente permettimi.

Consumiamo, ora, il pasto, stando attenti a non finirlo troppo in fretta: dobbiamo degustare il sapore delle lacrime che cadranno dalle nostre armi, misto a quello del miele che produrranno le nostre bocca l'una contro l'altra; dobbiamo assaggiarci il sudore a vicenda e, a questo punto, perché non anche l'anima?

*Chiaro riferimento alla posizione in cui verrà consumato il rapporto sodomitico.

N.d.a: bonjour, mes amis e amies! Come state? Faccio solo alcune precisazioni: come avrete notato, qui è l'uomo a parlare; potreste pensare a un rapporto di pederastia, e non avreste per nulla torto! Inoltre vi è un conflitto di giusto e sbagliato che, in questo capitolo, viene portato a un livello cristiano, mentre, nel primo, restava solo a livello psichico, ordunque prestiamo attenzione a ciò. Nulla: se avete dubbi da chiarire, ditemi pure - io sono qui.
   
 
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